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Visualizzazione dei post da 2016

Buone feste

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Il 2016 non era iniziato nel migliore dei modi, ma sta terminando decisamente peggio per me e la mia famiglia. Quindi in questo periodo non sono granché in vena di festeggiamenti o di girare per blog e social network. Spero di tornare con il nuovo anno con un umore migliore, ma nel frattempo vorrei fare i miei auguri di un felice Natale e di una serena conclusione di quest'anno a tutti voi che mi leggete abitualmente o che passate di qui.

Una nuova copertina per “Bagliori nel buio”

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Era molto tempo che ipotizzavo un cambio di copertina per Bagliori nel buio , ma il percorso che mi ha portato a farlo è stato più lungo del previsto. L'idea è nata da alcune esigenze specifiche: trovare un'immagine che rappresentasse il libro ma che fosse dotata di un impatto maggiore rispetto alla precedente (sullo store di Amazon si rischia di sparire facilmente); e “umanizzare” la copertina rispetto al semplice paesaggio che c'era prima. Come dicevo, non è stato facile, lo sanno bene tutte le persone che ho tormentato in questo periodo e che vorrei ringraziare qui in modo particolare per non avermi mai fatto mancare consigli, sostegno e amorevoli bacchettate quando prendevo strade sbagliate ☺. Un confronto che si è rivelato utilissimo per mettere a fuoco cosa volevo e come ottenerlo. Dopo mille ricerche, prove e tentativi (ma anche nuove conoscenze apprese), da pochi giorni finalmente il romanzo ha un nuovo “vestito”, per ora solo per la versione ebook, ma pres...

L'arte di prendere appunti (Guest post)

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Oggi è mio gradito ospite lo scrittore Renato Mite , con un  interessante  articolo che approfondisce una delle attività più importanti per chi scrive: appuntare le idee in modo che rappresentino uno strumento realmente utile alla creazione della storia.  Ringrazio Renato per aver condiviso qui le sue riflessioni e vi invito a conoscerlo meglio visitando il suo sito. Posso capire l'avversione verso gli appunti, ci sono passato. Quando sei preso dalla tua storia, cominci a scrivere e scrivi, scrivi, scrivi. Sei spinto dall'ispirazione, dall'immaginazione, dalla chiara visione di un punto cruciale della storia verso il quale ti fiondi spingendo sulle parole come un centometrista spinge sulle gambe. Il problema è che i metri non sono cento e non puoi mantenere quella velocità fino alla fine. Però sei testardo, vuoi andare avanti anche se la fatica ti ha interrotto e hai perso la concentrazione. Non ti pieghi a scrivere appunti perché dal tuo punto di vista c'è post...

Modi lenti e dolorosi di uccidere la suspense #1

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Scena tratta dal film di Hichcock Io ti salverò (1945) Questa settimana faccio una pausa rispetto alla guida a CreateSpace che sto scrivendo, per parlarvi di un altro argomento. Alcune ultime letture, infatti, mi hanno portato a riflettere sulla suspense e a come sia facile commettere errori in questo ambito, perfino quando c'è l'evidente intento di utilizzare in un romanzo alcune tecniche che sono state ideate proprio al fine di tenere alta la tensione.

Di cosa si nutre la mia scrittura

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Esiste una specie di legge di Murphy dello scrittore, in base alla quale quando abbiamo molto tempo a disposizione e ci mettiamo con le migliori intenzioni al computer per scrivere, ci ritroviamo a fissare lo schermo colmi di frustrazione. E quando corriamo trafelati a destra e a manca senza un secondo libero, è la volta che ci vengono in mente mille idee, senza la possibilità di sederci e metterle nero su bianco. Scommetto che vi sono capitate entrambe le situazioni. A me moltissime volte. In questo periodo in particolare il mio romanzo progredisce al ritmo di un bradipo ubriaco, e io continuo a chiedermi: dannazione, perché non riesco a scrivere? Cosa mi manca? Sarà che la scrittura è qualcosa di molto più sfuggente di quanto ci piace pensare. Tentiamo di inquadrarla sui nostro blog riducendola a delle ricette , ma poi dobbiamo fare i conti con l'imprevedibilità e i capricci di una Musa che non sembra avere regole, che si fa viva quando le gira e ci concede i suoi favori spe...

A qualcuno piace self

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Ovvero qualche riflessione sul mio primo anno da selfpublisher. I vecchietti dei Muppets sono qui per esorcizzare la mia ansia da criticoni Comincio con il confessare che sono diverse settimane che mi ripropongo di scrivere questo post. Dentro di me ho incontrato una certa resistenza e anche difficoltà a tirare le somme. Resistenza perché parlare di questo argomento in modo teorico mi ha stancata e soprattutto mi hanno stancato i giudizi della gente, le opinioni parziali, soprattutto quelle sussurrate alle spalle. Ma parlavo anche di difficoltà, perché trarre delle conclusioni da quest’esperienza richiede una lucidità che non ho in questa specifica fase della mia vita. Ma voglio comunque provare a farlo.

Intervista a Stefania Crepaldi, editor

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Ho conosciuto la protagonista di quest'intervista, Stefania Crepaldi , qui su Anima di carta. Di solito do sempre un’occhiata ai blog delle persone che lasciano un commento, e quando mi è capitato con lei sono rimasta davvero a bocca aperta. Il suo sito/blog Editor Romanzi infatti è una vera miniera d’oro per chi scrive, ricco di risorse, consigli, e lascia trapelare una grande professionalità e competenza come editor di narrativa. Una prima impressione che è stata pienamente confermata in seguito. Dunque sono molto contenta oggi di potervela presentare in quest’intervista.

Promozione: le interazioni con gli addetti ai lavori

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Torno a parlare di promozione con questo articolo scritto da  Mattia L.  (Mattia Loroni) autore del blog Hand of Doom ,  che affronterà  in modo particolare  la questione dei rapporti che si instaurano con gli addetti ai lavori. In un'epoca interconnessa come quella attuale, per un autore la sola capacità di scrivere non è più sufficiente . I rapporti umani coi lettori e con altri colleghi, la blogosfera, il marketing attraverso i social, sono tutti elementi che uno scrittore non può trascurare oggi. Tra queste, penso che la capacità più importante sia quella di promuovere sé stessi. Riuscire a rendere appetibile la propria opera è di importanza vitale: triste ma vero, lo è anche più di realizzare un prodotto di qualità. Prendete per esempio Cinquanta Sfumature di Grigio : è un romanzo vituperato da gran parte degli addetti ai lavori, ma ciò non gli ha impedito di essere un best-seller mondiale, grazie a un riuscitissimo sforzo pubblicitario. Beninteso, io c...

Domande odiose #4 “Mi ci dai un'occhiata?”

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Ti piace scrivere? Rassegnati perché prima o poi qualcuno verrà a farti la scomoda richiesta di leggere il suo scritto. Sì, ho detto scomoda . Non in tutti in casi, beninteso, ma la verità cruda è che a volte è proprio così che viene vissuta da uno scrittore. Quando ero agli inizi del blog e mi capitava di ricevere delle mail con richiesta di fornire un parere su un testo, mi sentivo sempre onorata, la proposta appariva ai miei occhi (ingenui) come un segno di fiducia e stima. Con il tempo però le cose sono cambiate e oggi sono molto più cauta, tanto che nelle FAQ ho inserito in modo specifico la preghiera di non mandarmi nulla da valutare o correggere, preghiera che il più delle volte resta inascoltata.

Come creare una Mailing List per vendere il tuo libro (in 9 passi)

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Come forse già sapete, le Mailing List sono un argomento un po' ostico per me. Tanto che nonostante in parecchi mi abbiano suggerito di aprirne una dedicata in modo specifico alla mia attività di scrittrice, finora ne ho limitato l'uso a chi vuole ricevere gli aggiornamenti del blog. Direi quindi che questo quest post scritto da Rodolfo Monacelli (autore del sito Vendereunlibro.com ) capiti proprio ad hoc. Con la speranza che i suoi consigli possano essere di interesse anche per altri, vi auguro dunque buona lettura! Introduzione Perché scrivere (e leggere) un articolo su come creare una Mailing List in un blog che si occupa di letteratura? Questa, immagino, sarà la prima domanda che i lettori di Anima di carta si faranno. La mia risposta è che negli ultimi anni l’editoria, con l’avvento del web, è cambiata radicalmente (anche se la maggior parte degli editori non se n’è ancora accorta) la promozione editoriale. Non basta più un comunicato stampa (che non legge più nes...

Come trovare il proprio genere letterario?

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Leggevo qualche giorno fa un'intervista a Mary Higgins Clark, autrice di gialli molto apprezzata, nella quale la scrittrice racconta brevemente il segreto del suo successo, arrivato dopo aver pubblicato un primo fallimentare romanzo su George Washington. Capii una semplice regola: per fare le cose al meglio, bisogna seguire la propria passione. Osservai la mia libreria e realizzai che il suspense era il genere che più apprezzavo e conoscevo. Cominciai a scrivere gialli e non guardai più indietro. ( qui l'intervista completa ) Penso che prendere coscienza del tipo di storie nelle quali possiamo dare il meglio di noi sia un momento importante nel nostro percorso di scrittori, ma credo anche che individuarlo non sia una cosa scontata come si possa pensare. Quanti si ostinano a voler raccontare un certo tipo di storie, magari convinti che sia quello che fa per loro, e invece stanno guardando dalla parte sbagliata?

Intervista a Giulia Mancini

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L'ospite di oggi è Giulia Mancini , un'autrice che ho avuto modo di conoscere e apprezzare come persona, come blogger di Liberamente Giulia , e recentemente anche come scrittrice. Infatti Giulia ha all'attivo la pubblicazione di tre romanzi, “La libertà ha un prezzo altissimo”, “Fine dell'estate” e “L’amore che ci manca”, e di un racconto “Il rispetto delle regole”. Nelle pagine del suo blog si può dire che Giulia non si sveli mai del tutto ma è facile intuire che dietro i post che scrive ci sia una persona dolce e sensibile, qualità che si intravedono ancora di più nelle sue storie. Oggi in particolare vi parlerò di “La libertà ha un prezzo altissimo” e “Fine dell'estate”, che sono state tra le mie letture estive. Ho pensato di mettere insieme le due recensioni perché al di là delle differenze nelle storie, molti sono anche gli elementi in comune.

La crisi del settimo anno (da blogger)

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Operazioni potenzialmente rischiose Ci sono stati anni in passato in cui arrivavo alla fine delle vacanze rendendomi conto di aver riposto troppe aspettative nelle poche settimane delle ferie. Volevo fare mille cose in poco tempo, ma soprattutto guardavo a quei giorni di pausa con l'illusione che servissero a farmi vedere le cose in modo diverso una volta tornata. Da un po' a questa parte ho smesso di caricare di tante aspettative il mese di agosto e mi pongo come unico obiettivo quello di staccare la proverbiale spina della routine, però continuo a coltivare l'assurda speranza che, una volta ripresa la solita vita, io possa riuscire ad avere uno sguardo più sereno rispetto a determinate cose. No, non è così, e tanto meno lo è stato quest'anno.

Chiuso per scrittura

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Il mondo dei blogger si divide in questi giorni tra chi chiude le saracinesche virtuali andandosene beato in vacanza e chi sceglie controcorrente di mantenere aperto il blog per tutta l'estate. Indovinate un po' da che parte sto io? Ebbene sì, nessuna sorpresa: anche quest'anno sospendo le attività di Anima di carta per il mese di agosto. E sì, l'obiettivo è sempre quello di staccare il più possibile l'attenzione dalle solite cose e dirottarla verso altre attività. Tipo scrivere? Sì e no. La folle idea che avevo di finire  il romanzo che sto scrivendo  entro la fine dell'estate si è rivelata troppo ambiziosa, soprattutto per la mia mente fusa dal caldo, ma non pongo limiti, c'è ancora speranza! Per ora so solo che sogno di starmene sdraiata all'aria aperta con l'e-reader in mano o a sguazzare nell'acqua. Vi auguro uno splendido agosto, che siate al mare, in montagna, a passeggio per una bella città o confinati in ufficio. Un abbraccio virtu...

12 cose che si vedono solo sullo schermo... versione hot

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Vi ricordate 12 cose che si vedono solo sullo schermo ? ovvero quelle situazioni assurde che ricorrono sempre in film e serie tv? Ho pensato di farne una versione con il bollino rosso... ma no, diciamo con il bollino giallo. Ecco dunque dieci cose che continuiamo a vedere nell'ambito del sesso, ma che diciamocelo, sono un po' ridicole.

“Non hai mai capito niente” di Marco Freccero

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Prima di parlavi di questa raccolta e di fare qualche domanda all'autore, devo premettere che io solitamente non sono tipo da racconti, anzi faccio parte di quella categoria di persone che preferisce leggere romanzi, possibilmente corposi e lunghi. Eppure, le storie di Marco Freccero mi hanno fatto ricredere. Ho scoperto che anche la narrativa breve può lasciare moltissimo ed essere letta con piacere. “Non hai mai capito niente” è una di quelle letture che ti entrano dentro in punta di piedi. Ti lasci ingannare dall'apparente semplicità e a un certo punto ti rendi conto che ti ha scatenato delle emozioni che non ti aspettavi, ti ha colpito nel profondo. Tredici racconti, tredici protagonisti che formano con le loro situazioni di vita una sorta di mosaico, variegato ma allo stesso tempo armonico e coerente.

“Mariotta, la quarta bambina” di Nadia Bertolani

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Oggi voglio parlavi di un romanzo che mi ha fatto innamorare fin dalla prima pagina e che consiglierei senza indugi. E visto che ho la fortuna di conoscere l'autrice, ho pensato di proporle anche una piccola intervista. “Mariotta, la quarta bambina” è uno di quei libri che, oltre a catturare l'attenzione fin dalla prima riga, ha il raro potere di lasciare una lunga eco, una volta terminato, con emozioni e descrizioni che continuano a risuonare dentro, come dotate di vita propria. Al centro della storia c'è Fiammetta, una donna matura che convive con un passato che non riesce del tutto a inquadrare, ma che la tormenta ogni giorno e ogni notte. Sepolto nel suo subconscio c'è un mistero che affonda le radici nell'infanzia, in una cittadina, Torralta, che ha lasciato molti anni prima.

Domande odiose #3 “Me lo regali?”

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... ma se te lo chiedono  con degli “occhioni” così... Torniamo a parlare delle domande antipatiche che ci vengono rivolte in quanto scrittori o aspiranti tali. Nelle prime due puntate di questa serie di post ho parlato dell'irritante  Ma è autobiografico?  e della pressante  Quando lo finisci? Protagonista di oggi è invece quella che io considero la madre delle domande odiose, una richiesta da non fare MAI a un autore che ha pubblicato un libro, e cioè  “Me lo regali?” . Prima tutto però vorrei fare una premessa seria. Mi è capitato tante volte di regalare i miei libri, in forma cartacea e non. L'ho sempre fatto volentieri, a volte anche andando contro ogni logica. Mi è venuto spontaneo spesso regalarlo quando qualcuno se ne interessava con sincerità, quando procurarsi una copia poteva essere un problema o semplicemente se mi faceva piacere che la persona lo leggesse. Quindi non è di questi casi che sto parlando. La domanda “Me lo regali” dimos...

Fondamenti di marketing editoriale (parte 3)

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Con questa terza parte si conclude la serie di post dedicata ai consigli di  Marco Amato  sul marketing editoriale, nata da suggerimenti privati che sono stati riproposti in forma di domande-risposte, per chiunque voglia promuovere i propri libri, in ambito self publishing o in collaborazione con un editore. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordo che nella prima parte si è parlato della gestione di un blog-sito , nella seconda di Facebook e newsletter , mentre in questo terzo appuntamento si affronteranno questioni di prezzo, recensioni e possibilità di promozione a pagamento.

Il mio nuovo romanzo, tra ostacoli e sfide

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La selva oscura nella quale mi sono cacciata Dopo i vari ospiti che hanno fatto visita al blog nelle ultime settimane, ho pensato di tornare a parlare un po' di fatti miei e raccontarvi cosa sto scrivendo in questo periodo, anche se un certo timore scaramantico mi colpisce sempre quando si tratta di parlare di ciò che scrivo. In verità non si tratta di un periodo facilissimo, tutt'altro, ma seppure a rilento sto portando avanti un romanzo, determinata (ostinata se preferite) a mettere la parola fine entro l'anno. Tuttavia, gli ostacoli che sto incontrando sono molti...

Fondamenti di marketing editoriale (parte 2)

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Benvenuti al secondo appuntamento con i suggerimenti di Marco Amato sul marketing editoriale. Come spiegavo nella prima parte , in questi post raccoglierò sotto forma di domande e risposte alcune considerazioni di Marco sulla promozione del mio romanzo. Quindi, si tratterà spesso di osservazioni personali, riferite al mio caso specifico, ma si spera anche utili a chiunque voglia farsi conoscere come scrittore. La scorsa settimana abbiamo parlato di come un autore possa sfruttare al meglio la sua casetta virtuale (che si tratti di blog o di sito statico), oggi invece ci concentreremo soprattutto su altri strumenti a nostra disposizione, come i social e la newsletter.

Fondamenti di marketing editoriale (parte 1)

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Il post di oggi ha una genesi molto particolare, perché nasce da un confronto virtuale tra me e Marco Amato , che molti di voi già conoscono come commentatore “viandante” tra i nostri blog e “simpatizzante” del self publishing. Marco si è offerto molto gentilmente di darmi una mano a capire i meccanismi della promozione in un momento in cui ero piuttosto scoraggiata, perché – non nascondiamocelo – promuovere un libro facendo tutto da soli è una fatica non da poco. Della mia personale esperienza in questo ambito mi ripropongo di parlare più diffusamente in un altro post, qui invece vorrei mettere a disposizione di tutti (in accordo con Marco, naturalmente) i suoi suggerimenti sul marketing libresco.

“31 Dicembre” di Marina Guarneri

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Protagonista di oggi è il romanzo “31 dicembre” di Marina Guarneri, autrice anche del blog “Il taccuino dello scrittore” che molti di voi già conoscono. Ho letto il suo romanzo e ho pensato di abbinare alla recensione qualche domanda per approfondire alcuni aspetti della storia. Vi dico subito che sono in difficoltà nel parlarvi di questo libro, perché secondo me è uno di quei romanzi che si prestano a molte chiavi di lettura. A un primo impatto si potrebbe parlare di una storia d’amore, ma è sicuramente un’interpretazione incompleta: c’è molto di più, e forse si capisce appieno solo nel finale. “31 dicembre” è la storia di Sara, una donna che dopo una forte delusione sentimentale decide di concedersi un fine anno molto speciale, una sorta di avventura che la porterà a diventare una persona diversa. La possibilità le viene offerta da una biblioteca virtuale. Decisa a lasciarsi alle spalle la sua vita personale, la protagonista si cala così senza indugi in una realtà confezionat...

Arcani Tour #11 – La Forza (Guest-Post di Marco Lazzara)

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Sono molto contenta oggi di avere come ospite Marco Lazzara , che approda su Anima di carta per una delle tappe del suo Arcani Tour, con un articolo che avrà per argomento le strategie per impreziosire un insieme di storie . Lascio a lui la parola! L’Arcani Tour è un giro promozionale del mio secondo libro, Arcani, per i blog che decidono di ospitare l’iniziativa. Il blogger che partecipa deve scegliere una carta dei Tarocchi, ognuna delle quali nel mio libro è rappresentata da un racconto, e riceve in cambio da me un guest-post correlato. Maria Teresa Steri (che ringrazio dell’adesione) ha scelto la carta de  La Forza . La Carta: “La Forza rappresenta il coraggio, la risolutezza delle proprie azioni di fronte alle prove che ci mette di fronte il fato, la risolutezza che permette di superare e vincere l’ordalia.” Il racconto nel mio libro: Si tratta di La Scelta dell’Orco, dove il protagonista cerca di scappare da una terrificante bestia aliena che lo sta inseguendo.....

Guest post: istruzioni per l'uso (Guest post)

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Essere ospiti in casa altrui, seppure una dimora virtuale, non è cosa facile.  A parlarci oggi dell'argomento, ovvero di come scrivere un guest post, è Mattia L.  (Mattia Loroni) autore del blog “Hand of Doom ” . Basandosi sulla sua esperienza e sul parallelismo con la sua attività di intervistatore, Mattia ci propone una sorta di guida sui comportamenti da adottare o meno per essere dei bravi guest blogger. Comincio subito con una precisazione doverosa: non ho una grande esperienza per quanto riguarda i guest post. Non ne ospito sul mio blog, a parte rare eccezioni, né a mia volta ne ho scritti molti: questo è appena il secondo della mia breve carriera. Certo, ho collaborato saltuariamente con riviste e siti online, scrivendo in alcuni casi anche lunghe serie di articoli: probabilmente però non è la stessa cosa. Perché dunque, vi chiederete, scrivere un articolo che parla proprio di guest post? Perché in realtà un’esperienza da riferire in merito ce l’ho. Qua...

Scrivere in modo più coraggioso

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Mentre cercavo l'attacco giusto per questo post, mi è tornata in mente una delle parole-chiave che mi ero ripromessa di usare a inizio anno (accidenti, ma siamo già ad aprile?!):  leggerezza . E ho pensato a quanto sia stata finora poco sollecita nel metterla in pratica, ma anche al fatto che l'esigenza di disfarmi di pesi inutili si faccia sentire sempre più dentro di me, soprattutto nell'ambito della scrittura. Posso dire di essere entrata in una fase di ribellione, quasi di intolleranza, verso tutto quanto suona più o meno come “si fa così”.

8 motivi per chiedere recensioni del tuo libro

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Una delle prime cose che mi disse un addetto ai lavori quando pubblicai il mio primo romanzo fu che “le recensioni sono un'arma potente in mano a uno scrittore esordiente”. Un'arma a doppio taglio, ovviamente, ma pur sempre uno strumento con un grande potere. Oggi mi rendo conto di quanto questa persona avesse ragione: le recensioni sono fondamentali, e non solo per chi pubblica per la prima volta. Infatti, se non abbiamo alle spalle una casa editrice con grandi risorse da investire per la promozione, le recensioni rappresentano uno dei pochi mezzi a disposizione per far arrivare il libro ai lettori.

Domande odiose #2 “Quando lo finisci?”

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Secondo post dedicato alle domande da non fare agli scrittori, o quantomeno da fare con cautela. Dopo l'immancabile Ma è autobiografico? , ho scelto una frase che non manca mai di tormentarmi: Quando lo finisci? , riferito al romanzo che mi trascino da mesi, anni, o magari che ho appena iniziato. Bisogna ammettere che questa domanda contiene in sé una certa ambiguità, perché potrebbe essere interpretata come una manifestazione di interesse verso ciò che scriviamo. Qualche volta lo è. Qualche volta chi ce la pone non vede davvero l'ora di leggere il frutto delle nostre fatiche. Ma più spesso non è così, soprattutto quando la domanda viene accompagnata dall'insopportabile sorella: Ancora quello?

Buona Pasqua

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Auguro una felice Pasqua a tutti e vi do appuntamento il 5 aprile da queste parti, perché la settimana prossima sarò fuori dai radar. A presto!

Dimmi che lavoro fai e ti dirò che scrittore sei (meme)

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Qualche giorno fa, tra i commenti al post sul finale di un romanzo , si parlava  di come il lavoro “ufficiale”, insomma quello che facciamo per vivere, influenzi il nostro approccio alla scrittura, di come per esempio chi si occupa di questioni tecniche finisca per portare questa forma mentale anche nel suo creare storie. Barbara Businaro ne ha fatto un meme, a cui ho deciso di partecipare. In realtà, è da parecchio tempo che non ho più un'occupazione “ufficiale”, ma aver lavorato per oltre quindici anni nell'ambito giornalistico ha lasciato senz'altro un'impronta su di me, con conseguenze anche sulla mia scrittura. Rifletterci è stato un esercizio interessante che voglio condividere con voi.

Newsletter, 8 errori che potresti aver commesso

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Ma tu che ne sai di newsletter? qualcuno mi potrebbe chiedere. Vero, non ne so molto. E infatti questo post lo sto scrivendo non in qualità di esperta, ma nello spirito di una semplice lettrice che arriva in un sito/blog tanto carino, con articoli così interessanti da far pensare “questo blog lo voglio seguire”, e trova una newsletter che non funziona a dovere oppure non la trova proprio. Qui per newsletter intendo un servizio che il titolare di un sito/blog usa per mandare e-mail ai propri lettori con i nuovi post. Vediamo insieme se abbiamo fatto le cose per bene o abbiamo commesso uno di questi errori?

Il finale di un romanzo (secondo Nancy Kress)

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Dopo aver parlato dell' inizio e dello sviluppo , in questo terzo e ultimo post dedicato al saggio di scrittura creativa di Nancy Kress Inizio, sviluppo e finale , vorrei dare una panoramica sui consigli della scrittrice riguardo la messa a punto dei capitoli conclusivi di un romanzo. Da un punto di vista personale, ho sempre avuto difficoltà a digerire i finali mal fatti nei romanzi che leggo. Forse perché considero la conclusione come la parte più importante di una storia, quella che determina se personaggi ed eventi lasceranno un'eco su di me o se, al contrario, me ne dimenticherò una volta passata al libro successivo. Credo che questo abbia molto a che fare con la sensazione che il finale ci lascia, di armonica chiusura o di brusca interruzione.

Domande odiose #1 “Ma è autobiografico?”

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Si sa, chi scrive è suscettibile, ipersensibile, facilmente irritabile. E capita che alcune domande, magari poste in buona fede, gli scatenino l'orticaria. A queste apparentemente innocue ma fastidiose curiosità dedico questa nuova serie di post. Oggi vedremo quella cui difficilmente si sfugge se hai pubblicato un libro o lo stai scrivendo:   “Ma è autobiografico?” . Nel divertente libro di Giuseppe Culicchia E così vorresti fare lo scrittore , una carrellata amaro-ironica sul mondo dello scrittore, spesso l'autore insiste su questa domanda-tormentone che gli viene posta in merito ai suoi romanzi: “Quanto c'è di autobiografico?”, come una specie di tortura senza mai fine. Io mi ero fatta l'idea, prima di leggerlo, che solo gli autori esordienti o comunque alle prime armi subissero questo interrogatorio, e invece pare di no!

I luoghi di “Bagliori nel buio”

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Spiaggia di Serapo, Gaeta (foto di Florenza Nacca) Oggi voglio portarvi a fare una gita immaginaria alla scoperta dei luoghi che fanno da sfondo alla storia del mio romanzo, un viaggio dunque tra fantasia e realtà. Tutte le ambientazioni di  Bagliori nel buio  sono infatti inventate ma evocano posti reali, che conosco bene e che si trovano nei dintorni di Gaeta, cittadina in provincia di Latina dove sono nata e cresciuta. Per condurvi attraverso questo percorso, mi servirò di piccoli estratti del libro (frasi in corsivo) e delle foto di Florenza Nacca , una bravissima fotografa che ringrazio per avermi concesso l'uso dei suoi scatti. Per le immagini del Pozzo invece ringrazio Alfredo Lalli .

È il nome la sola cosa che conta? (Guest post)

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Not to Be Reproduced , René Magritte ( 1937) Ospite di oggi è Giancarlo Rosati , che forse conoscerete su queste pagine come Gierre13. Con il post che segue ci invita a riflettere su un fenomeno che ha un forte impatto nel mondo dell'editoria e in generale in quello dell'arte.  Fateci sapere cosa ne pensate! Quando si parla di scrittura e di narrativa in particolare, mi viene sempre a mente un vecchio episodio accaduto molti anni fa. Si tratta del ritrovamento delle famose “teste di Modigliani”, pietre gettate in un canale e ritrovate durante dei lavori di scavo. Chi ricorda la storia sa bene a cosa mi riferisco. Le famose teste altro non erano che uno scherzo ideato da alcuni studenti che gettarono delle pietre scolpite in maniera molto dozzinale, con un comune trapano, apposta per farle ritrovare.

Quando una scena è inutile?

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In questo periodo sono impegnata a rivedere/riscrivere un romanzo, come vi ho già raccontato. All'inizio ho avuto qualche incertezza su come organizzare il lavoro, quindi ho ripreso in mano il testo e, su suggerimento di una beta-reader, ho compilato un elenco di tutte le scene. L'intento era quello di avere un colpo d'occhio su tutto e poter effettuare facilmente aggiunte e spostamenti. Tuttavia, durante questo lavoro di smontaggio e rimontaggio sono sorte delle riflessioni che mi hanno portato a fare cambiamenti più profondi. E man mano che esaminavo una scena, è stato inevitabile chiedermi se avesse motivo di essere presente o fosse meglio eliminarla. L'economia che dovrebbe esserci in un romanzo mi porta a dire che le scene dovrebbero essere tutte funzionali alla trama . Ma cosa definisce questa funzionalità?

Progetti di scrittura per il 2016

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Non si può dire che quest'anno per me sia iniziato nel migliore dei modi. Per carità, niente di tragico, solo piccoli intoppi, che però hanno avuto il potere di gettare un'ombra grigia sulla mia voglia di fare qualsiasi cosa. Mi ritrovo quindi un po' a disagio nel pensare al futuro, consapevole che la percentuale di incertezza quando si fanno progetti è sempre alta. Tuttavia, vorrei provare a tracciare qualche linea guida sulla mia scrittura targata 2016, con la premessa che sarà quel che sarà e che di certezze al momento ne ho proprio poche.

Beta-reader… quasi editor di narrativa (parte 3)

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Edward Hopper, Lettrice in treno (1965) Prima di tutto vorrei scusarmi per la mia prolungata assenza da queste parti, dovuta a una noiosa influenza che mi ha tenuta occupata a guardare il soffitto con la mente annebbiata dalla febbre.  Con l'occasione ringrazio  Cristina M. Cavaliere , autrice di questa serie di post, che oltre ad aver scritto queste interessantissime puntate, si è anche prestata a fare gli onori di casa rispondendo ai vostri commenti in mia assenza.  Vi presento, quindi, senza altri indugi la terza e  ultima parte di questo articolo, dove l'autrice (editor di scolastica di professione) ci racconta tutti i passaggi nella sua attività di lettrice-beta. Vi segnalo anche le puntate precedenti per chi se le fosse perse:  prima parte - seconda parte . FASE QUATTRO La Fase quattro è quella della spidocchiatura, tanto per usare un termine che ricorda i primati. Non sarebbe compito del beta-reader effettuare anche i controlli che sto p...

Beta-reader… quasi editor di narrativa (parte 2)

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Pierre-August Renoir,  La lettrice  (1880) Seconda parte dell'articolo scritto da Cristina M. Cavaliere sulla sua esperienza nell'aiutare altri autori a revisionare i loro romanzi.  Qui la prima parte , dove si parla delle prime due fasi di questo lavoro. FASE TRE Questa è una fase in un po’ più analitica rispetto alla fase precedente. Non è ancora minuziosa come la fase successiva, infatti la definirei una fase intermedia. Nella Fase due ho già preso degli appunti, come dicevo, per andare a fondo sui seguenti aspetti, non necessariamente in quest’ordine: 1. L’incipit e il finale , cioè le due parti che sono croce e delizia di ogni scrittore. Ci sono autori anche blasonati che iniziano con incipit brillanti, poi cominciano ad arrancare e crollano miseramente nei finali.

Lo sviluppo di un romanzo (secondo Nancy Kress)

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In questo secondo post dedicato al saggio della scrittrice Nancy Kress Inizio, Sviluppo e Finale (il primo riguardava l'inizio di un romanzo ), proverò a darvi una panoramica dei suggerimenti che l'autrice offre riguardo alla scrittura della parte centrale di un romanzo, lo sviluppo. A questo proposito ci sarebbero davvero tante cose da dire, perché sono molteplici le possibilità che si prospettano per sviluppare una storia. Ho dovuto fare una scelta di elementi, sulla base di ciò che a me è sembrato più significativo, quindi vi rimando al testo originale per una maggiore completezza.

Beta-reader… quasi editor di narrativa (parte 1)

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Jean Honoré Fragonard, La lettera d'amore (1769)  Si torna a parlare di beta-reader e di editor con questo articolo scritto da una mia ospite, Cristina M. Cavaliere , che coniuga entrambe le figure. Nel leggere della sua esperienza troverete molti consigli utili sia sul lavoro che potremo trovarci a svolgere come lettori, sia per comprendere meglio come lavorano gli editor professionisti alla “ristrutturazione ”  di un romanzo. Innanzitutto ringrazio la padrona di casa che mi ha dato l’opportunità di preparare questo nuovo guest-post che stavolta parlerà di narrativa. Sciolgo dunque il piccolo mistero – qualcuno direbbe, il segreto di Pulcinella – confermando che l’editor Alice del precedente guest-post sul mondo della scolastica sono proprio io. Tra l’altro ho invitato molti colleghi, grafici e illustratori a leggere i post, e si sono fatti delle matte risate nel riconoscersi in alcuni ritratti, soggiungendo che sperano di rientrare nelle categorie appartenenti...

Fare un check-up al blog: come e quando?

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La settimana scorsa – con mio sommo orrore – mi sono accorta di avere un link errato al pdf contenente l'anteprima del mio romanzo. Tra tutti i collegamenti che ci sono, proprio quello doveva essere sbagliato?! Dopo essermi strappata i capelli, aver inveito contro tutto e tutti e aver ripristinato il collegamento, mi sono detta: ma non sarà che non sottopongo mai il blog a un check-up di controllo? Quante volte abbiamo paragonato un blog a una seconda casa? E come una casa, non necessita anche un blog di controlli periodici per accertarci che tutto funzioni nel migliore dei modi? Vi propongo quindi un piccolo elenco di attività che si potrebbero fare per mantenere efficiente la nostra seconda casetta, soprattutto per chi come me considera le faccende SEO qualcosa di noiosamente astruso (o astrusamente noioso).

Se il mio libro fosse una canzone...

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Ispirata dalle riflessioni di un'amica blogger, oggi ho pensato di proporvi un post completamente diverso dal solito. L'idea nasce dal post di Marina Guarneri che alcuni giorni fa sul suo blog ha parlato del connubio tra pagine e note musicali, un legame in cui credo molto anch'io. Infatti, la musica ha sempre accompagnato la mia scrittura, anzi è difficile per me concepire di stare al computer senza ascoltare qualcosa (solo la revisione merita assoluto silenzio!). Sarebbe impossibile elencare le tante colonne musicali che mi hanno fatto compagnia durante le varie stesure, ma ho pensato a un'associazione tra i romanzi scritti e la musica. Insomma, mi sono chiesta:  se il mio romanzo fosse una canzone, quale sarebbe?

La quarta di copertina è come il primo appuntamento

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Avete mai sentito parlare degli speed date ? Sono eventi per single in cerca di partner, appuntamenti veloci durante i quali i partecipanti hanno pochi minuti per farsi conoscere e attirare l'attenzione. No, non ne ho mai fatto esperienza, ma è a questo che mi fa pensare la quarta di copertina, dove un autore (o un editore) ha un limitato numero di parole per per fare colpo su un compratore/lettore. Che stress, vero? Scrivere una quarta di copertina è infatti una delle 10 fatiche del self publishing , probabilmente una delle più ardue imprese che si trova ad affrontare un autore indipendente. Rispetto a un primo appuntamento veloce, però, ci si può preparare con tutta calma, provare e riprovare fino a quando non abbiamo ottenuto il più possibile da quelle poche, sudate righe.

Le mie tre parole-guida per il 2016

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Di solito guardo con un certo sospetto ai buoni propositi che si fanno all'inizio del nuovo anno; intenti formulati magari con la massima serietà ma che scivolano nell'oblio troppo in fretta. Questa volta però ho deciso di fare un'eccezione e di partecipare all'iniziativa lanciata da Daniele Imperi : si tratta di scegliere tre parole che sintetizzano delle sfide da affrontare per i prossimi mesi, nell'ambito scrittura/lavoro ma anche della vita in generale. E dunque ecco le parole che ho scelto per il 2016, soprattutto nella speranza di gettare un po' di luce in un periodo in cui mi sembra di avere più dubbi che certezze.