Scena tratta dal film di Hichcock Rebecca, la prima moglie (1940) Per la mia rubrica dedicata alla suspense, oggi vi parlerò di un thriller psicologico letto qualche mese fa, che secondo me si presta molto bene come esempio per illustrare un errore in cui incappano alcuni autori: la mancanza di coerenza nella trama . Devo dire di essere inciampata in questo romanzo per caso, nel senso che era tra le possibili scelte di ebook gratuiti scaricabili nella newsletter di Amazon. A prima vista si capiva che si trattava di una storia senza grandi pretese, uno di quei thriller con elementi rosa di cui si dice che sono da leggere sotto l'ombrellone. E in questo senso bisogna riconoscere che l'autore ha fatto un buon lavoro, perché le pagine scorrono rapidamente, ci si identifica subito con il protagonista (il libro è scritto in prima persona) e si viene coinvolti nei suoi affari, con la curiosità di sapere come se la caverà.