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Promozione: massima resa col minimo sforzo

Quando penso al periodo della promozione di un libro, quello che mi viene in mente è soprattutto la grande fatica che si fa. Una fatica non sempre ripagata. Ovvero, da una parte c'è il lavoro per far conoscere la propria opera, dall'altra i risultati quasi sempre inferiori rispetto agli sforzi.

Sarà il nostro segreto



Sarà il nostro segreto è il mio ultimo romanzo, pubblicato a marzo del 2020.
Rispetto alle precedenti storie, qui non c'è alcun elemento sovrannaturale o esoterico. Si tratta infatti di un thriller psicologico che scava sulla fragilità di una donna che perde l’amore della sua vita e su come un simile dolore possa cambiarla.

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Trama

È notte fonda quando Valeria viene trascinata fuori casa dal marito Filippo, senza una spiegazione. Dopo una frenetica corsa, l’auto finisce fuori strada e Filippo perde la vita. Per la polizia non ci sono dubbi: si è trattato di omicidio.
Disperata e stordita dall’accaduto, Valeria si rifugia presso la villa di famiglia del marito, che ospita una biblioteca privata dedicata alla musica. Con lo scorrere dei giorni, nella soffocante atmosfera della casa cominciano a emergere segreti collegati alla biblioteca e al fratello di Filippo, Raffaele, da sempre innamorato di Valeria.
Mentre le indagini della polizia tentano di sbrogliare il caso, Valeria deve fare i conti con l’immenso dolore per aver perso l’uomo che amava. Una sfida che si fa ancora più ardua quando si convince che per vendicare la morte di Filippo c’è una sola strada: uccidere Raffaele.

Il dubbio si insinua sottopelle. Cresce. Diventa ossessione. 
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Incipit

L’idea di ucciderlo prese forma il giorno del mio compleanno.
In altre circostanze avrei organizzato una cena in famiglia, sarei uscita a festeggiare con gli amici o avrei optato per un tête-à-tête in casa, solo io e te. In un altro tempo, un’altra vita. Ormai tu non c’eri più, e celebrare la mia nascita era diventato irrilevante. Un giorno qualunque.
Era tarda mattina, quando scesi in cucina per la colazione e trovai in bella vista una torta, poggiata proprio al centro del tavolo. Una sontuosa costruzione di pan di Spagna al cacao, rivestita di glassa a specchio, sormontata da riccioli di cioccolato e circondata da ciuffi di panna, come una regina attorniata dalla sua corte. In cima spiccava una candelina a forma di “35”. Non era difficile intuire chi l’avesse preparata.
Il profumo tentatore del cioccolato si spandeva per la stanza, mentre contemplavo il dolce, combattuta tra la stizza e il desiderio di affondarvi un dito come una bambina incapace di contenersi.


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