Consigli di lettura - Una inutile primavera di Giulia Mancini

 


Cari amici, eccomi qui a proporvi un nuovo consiglio di lettura. Secondo libro letto quest'anno è Una inutile primavera di Giulia Mancini, ultimo (nel senso di più recente) capitolo della serie dedicata dall'autrice al commissario Saverio Sorace, e per la precisione il quinto volume.

Se non conoscete questa serie, naturalmente vi suggerisco di cominciare la lettura dal primo volume, ma comunque trovo che ogni romanzo possa anche essere letto a sé. In effetti io devo confessare di aver momentaneamente saltato il quarto, perché ero impaziente di leggere quest'ultimo (ma conto di recuperarlo presto!). Ero curiosa della trama ma anche di come l'autrice avesse affrontato il periodo in cui è ambientata la storia. Infatti, ricordo bene che Giulia nel suo blog Liberamente Giulia aveva parlato durante la scrittura del romanzo della difficoltà di inserire l'episodio nei mesi del 2020 quando ci fu il famoso lockdown nel nostro paese, da cui appunto il titolo Una inutile primavera. Personalmente penso che ambientare un romanzo in questi anni non sia affatto facile, anzi. Direi però che Giulia ha superato molto bene la sfida. Ma andiamo con ordine.

Una inutile primavera è un romanzo di stampo poliziesco che vede il protagonista, il commissario Saverio Sorace, impegnato in un'indagine di omicidio. Un uomo assassinato viene infatti trovato nella piscina di una villa abbandonata in un lago di sangue. Una scena raccapricciante che darà il via a una serie di eventi, fino alla cattura del colpevole, mentre le indagini sono rese complicate dalla situazione pandemica con tutto ciò che comporta. Ovviamente non vi dirò di più per non fare spoiler.

Questo episodio mi è piaciuto molto per vari motivi. Intanto, l'autrice è stata brava come sempre a tratteggiare il lato psicologico dei personaggi, sia dei protagonisti che svolgono le indagini, sia dei criminali. Come nei precedenti volumi, il vero protagonista è il male, che si manifesta con subdole sfaccettature e non sempre viene identificato per ciò che è neanche da chi lo ospita in sé.

Altro aspetto che ho ammirato è, come dicevo all'inizio, la particolare ambientazione temporale. Credo che serva molta delicatezza e sensibilità per calare una narrazione fittizia nel periodo storico che stiamo vivendo. Il punto è proprio che stiamo ancora affrontando le difficoltà di questa pandemia, quindi non c'è ancora quel distacco che ci permette di essere obiettivi. Eppure, mi è sembrato che l'autrice abbia accolto questa sfida nel migliore dei modi, cogliendo anche l'occasione per fare delle riflessioni importanti e profonde sull'umanità e sui danni che stiamo facendo al pianeta. 

Ho apprezzato anche il ruolo dato a Sara (ormai diventata moglie del commissario Sorace), un personaggio cresciuto ulteriormente rispetto ai precedenti volumi.

In conclusione, un romanzo giallo piacevole da leggere, scorrevole e non privo di riflessioni profonde.

Di Giulia Mancini, avevo già letto altri romanzi, qui di seguito trovate alcune interviste che ne parlano:





Trama

Gennaio 2020: Saverio e Sara stanno organizzando il loro matrimonio, è un momento felice e pieno di promesse, non sanno che molto presto la loro vita sarà stravolta da eventi imprevisti e al di fuori del loro controllo. Mentre tutto il mondo combatte contro un morbo sconosciuto il crimine non si ferma, il cadavere di un uomo viene ritrovato nella piscina di una villa disabitata. La scena che appare è sconvolgente: la piscina è un’immensa distesa di sangue e la permanenza in acqua ha reso i tratti dell’uomo irriconoscibili. Il commissario Saverio Sorace è catapultato in una nuova indagine. Chi era quell’uomo e come mai qualcuno ha deciso la sua morte in quel modo così atroce e scenografico? Non resta che scoprire l’identità della vittima e scavare nella sua vita per arrivare a una soluzione, una soluzione che sembra particolarmente difficile ora che tutti sono costretti all’isolamento per combattere il virus.
Arriva sempre qualcuno a ricordarti chi sei, a far riemergere la creatura sconosciuta nascosta nella penombra della tua anima, quella creatura feroce accecata dall’ira che non è più disposta a lasciarsi sottomettere.

Prezzo ebook: 2,99 €
Prezzo cartaceo: 9,90 €






Commenti

  1. Sembra davvero una bellissima serie ma non è il mio genere! :( Leggo pochissimi gialli, direi quasi zero, e questi ho l'impressione che siano molto intensi! Bravissima Giulia, dunque!

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    1. Ciao Monica, grazie per essere passata ^_^

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    2. Grazie dei complimenti cara Monica,
      in realtà i miei gialli non sono particolarmente cruenti, lasciano anche un piccolo spazio all’amore, forse potresti riuscire a leggerli, ma capisco che se il genere non ti appassiona sia difficile da leggere per te.

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    3. Chissà, magari più avanti proverò! ^_^

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  2. Grazie Maria Teresa, ma che bella recensione, sono davvero felice che tu abbia apprezzato questo ultimo episodio di Sorace e che abbia dedicato un post grazie davvero di cuore 😀💖

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    1. Sono contenta che la recensione di sia piaciuta, Giulia. Spero ci saranno altri episodi di Sorace, nel frattempo ne ho uno da recuperare e aspetto di leggere il nuovo romanzo in pubblicazione ^_^ Un abbraccio

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    2. Sto cercando di scrivere un nuovo episodio di Saverio Sorace, ma sto andando molto a rilento, anche la pubblicazione del nuovo romanzo mi ha portato via parecchio tempo, sembrava già tutto pronto invece tra ultime revisioni e predisposizione del cartaceo é quasi due mesi che non scrivo nulla...del resto non potevo fare altrimenti. Nel frattempo Maria Teresa avrai il tempo di recuperare l’episodio mancante 😀

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  3. Anche a me ha colpito l'abientazione in un periodo storico recente.... Non era facile raccontarlo mentre era ed è ancora in corso, ma Giulia ci è riuscita. La dinamica i coppia non coppia poi è molto intrigante e ben descritta. Sul resto, mi unisco ai complimenti di MT e aggiungo che avendo cominciato da questo romanzo a leggere di Storace non ho avuto alcun problema a immergermi subito nella sua vita. Merito di Giulia? Direi proprio di sì

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    1. Grazie di cuore Elena (e Maria Teresa), é bello sapere che l’ambientazione in quel periodo così difficile sia stata apprezzata, io ho sentito di doverlo raccontare perché è stato davvero un periodo mai vissuto prima, la sensazione che il mondo ha provato in quei due mesi di blocco totale era tale che non potevo tenerne conto, sembrava proprio un castigo divino nei confronti dell’ egoismo umano...

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    2. Grazie Elena, sono d'accordo con te su tutto. E tra l'altro mi hai fatto venire in mente che non è facile scrivere libri in serie e renderli comunque autoconclusivi e leggibili ognuno indipendentemente da quelli precedenti.

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  4. Il romanzo di Giulia è già pronto sul mio lettore. Anch'io apprezzo molto il suo modo di tratteggiare la psicologia dei personaggi.

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    1. Che bello Grazia, ne sono felice, la psicologia dei personaggi è quasi sempre la mia priorità, non credevo trovasse grandi proseliti tra i lettori (ancor più scrittori)

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    2. Senz'altro ti piacerà, Grazia. Ci sono tra l'altro delle tematiche che penso apprezzerai.

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  5. Non l'ho ancora letto, ma ho seguito dal blog i progressi di Giulia in corso d'opera, quando diceva appunto che era strano raccontare nel romanzo lo stesso periodo che si stava vivendo. E' riuscita in quello che addirittura Ken Follett aveva definito impossibile (era un'intervista sull'uscita di "Fu sera e fu mattina"): senza sapere come andrà a finire, perché ci siamo in mezzo, è difficile raccontare questo momento. Non so se intendesse dal suo punto di vista, di scrittore di romanzi storici, però credo sia meglio usare le emozioni che si stanno vivendo e trasportarle sui personaggi. :)

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    1. Grazie Barbara. Non ho seguito l’intervista di Ken Follett, immagino sia impossibile raccontare un periodo ancora in corso per un autore di romanzi storici, tuttavia io mi sono limitata a un preciso momento, quello del primo lockdown, questo dovrebbe aver facilitato anche perché -come tu stessa consigli- ho fatto parlare i personaggi, un espediente che mi ha agevolato il compito...

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    2. I periodi storici sono sempre difficili da inquadrare per chi li vive, ma d'altra parte si ha il vantaggio appunto di viverli, di essere immersi e quindi avere una visione più autentica. Giulia è stata comunque coraggiosa ad affrontare tutto questo in una storia.

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