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Tre parole per il 2018


L'eco delle festività ancora non si è spento e comincia il tipico periodo dei buoni propositi. Pur essendo tutti abbastanza consapevoli di come questi intenti e progetti lascino il tempo che trovano, ci sentiamo comunque attratti dalla voglia di abbracciare nuovi intenti e magari contemporaneamente gettarci alle spalle tutto ciò che non ci piace. Anche per me è così, in qualche modo farlo mi aiuta a dare una direzione più definita alla mia vita. Quindi anche quest'anno partecipo all'iniziativa promossa da Daniele Imperi nel suo blog Penna blu di scegliere tre parole chiave per accompagnare l'anno appena iniziato.

Ecco le parole che ho scelto come guida per i mesi a venire.

Ottimizzazione

I progetti che ho per questo 2018 sono tanti e so bene che non potrei portarli a termine senza una migliore gestione delle energie e del tempo libero.
All'inizio dello scorso anno tra i miei propositi c'era quello di passare meno tempo in rete, di equilibrare meglio vita reale e vita virtuale, ma gli ultimi mesi mi hanno lasciato la consapevolezza non è la rete in sé a rubarmi tempo, ma la mancata ottimizzazione in generale. La scarsità di energie di cui ho sofferto nei mesi scorsi mi ha portata in effetti a sentirmi troppo spesso sopraffatta dalle mille cose da fare e a dare poco spazio a quelle che avrei voluto realmente fare.
Vorrei rivedere in questo senso molte mie attività, ma anche in generale l'approccio a tutto, cercando di capire dove perdo tempo (o chi me lo sottrae). Ottimizzare vuol dire per me trovare il modo giusto per organizzarmi, per usare al meglio opportunità e possibilità. Anche se questo probabilmente significherà essere un tantino più egoista.

Intuito

Da sempre sono una persona in bilico tra ragione e intuito. Ultimamente ho spostato l'ago della bilancia sempre più verso la ragione, senza un motivo preciso, sbagliando spesso. Il proposito connesso con la parola intuito è dunque quello di affidarmi di più alle mie sensazioni, in tutti i campi, di ascoltare di più la voce interiore. Nella scrittura sto imparando a farlo molto più che in passato, anche a costo di andare contro la mia insicurezza che mi vorrebbe più legata all'opinione altrui. A volte ascoltare l'intuito non è affatto facile, ma io credo che saremmo persone migliori se imparassimo a farlo di più. E dunque intuito sia!

Spensieratezza

Chi mi conosce un po', sa quanto io sia di natura ansiosa, sempre in pensiero per qualcosa, frenata da questa o quell'altra preoccupazione. L'intento che vorrei perseguire quindi è quello di liberarmi di questi pesi, che ovviamente non mi fanno star bene né con me stessa né con gli altri. Come già dicevo non molto tempo fa a proposito dell'essere una scrittrice felice, vorrei portare una ventata di spensieratezza nella mia vita e in tutte le mie attività.
Mi sembra che questo processo sia in verità già iniziato, infatti anche nei confronti del blog mi sento molto più libera e serena, mi sono lasciata alle spalle la crisi e ho cominciato a farmi meno problemi.

Avete già pensato alle vostre tre parole per il 2018? Forza, è il momento giusto!

Commenti

  1. Io onestamente ancora no, ma a dire il vero è da un po' d'anni che non riesco a guardare più in là di domani.
    Ti auguro di far prendere forma a queste parole-chiave nel corso del tuo 2018 :-)

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    1. A volte è una sensazione che provo anche io, quella di non riuscire a guardare molto in là. Infatti questi intenti riguardano soprattutto l'oggi, più che il domani. Grazie mille, ti auguro di avere un 2018 sereno.

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  2. Auguri anche a te per le tue 3 parole :)
    Intuito mi piace, ogni volta che non gli ho dato retta, mi sono trovato male.
    Bella anche spensieratezza.

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    1. Grazie, Daniele :)
      L'intuito è una gran cosa, peccato che di solito si tende a ignorare la sua voce.

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  3. Direi ottimi propositi e la scelta delle tue tre parole sono azzeccate, quasi mi ci ritrovo! Anche io come te vorrei essere più spensierata (non ci crederai, ma anche io sono una persona ansiosa, ho sempre paura di non riuscire a fare in tempo le cose...) e spero sempre di non perdere troppo tempo in rete, ma ahimè la mia passione e la mia curiosità mi portano troppo spesso davanti ad un computer. Ma veniamo ora alle mie tre parole per questo nuovo anno. Eccole: Caparbietà (devo essere più tenace, testarda, non mollare insomma!), Originalità (anche se sò che è davvero difficile essere originali, bisogna avere un sacco di fantasia! Non so se ci riuscirò ma ecco perchè ho scelto come prima la caparbietà!) e Disponibilità (che non vuol dire essere sciocchi e donare il proprio tempo a chi non lo merita. Disponibilità con chi vuole i miei lavori e li apprezza e disponibilità con chi mi ama, sopratutto amici e famiglia!).
    ANTONELLA AEGLOS ASTORI

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    1. Mi sa che abbiamo parecchie cose in comune, allora, anche perché mi sento molto in sintonia con le tue parole. La disponibilità "intelligente" è la cosa più difficile da attuare, almeno per me. Non è sempre facile capire chi merita il nostro tempo e la nostra attenzione, anzi io commetto sempre un sacco di sbagli in questo senso. Confidiamo nell'intuito ;)
      In bocca al lupo per i tuoi progetti, Antonella, ti meriti tanto successo!

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  4. Adoro le tue tre parole e sono felice di averne indovinato una: intuito. Che ti portino molta fortuna e diretta alla meta. Buon anno.

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    1. Mi sono stupita molto infatti che l'hai azzeccata subito! Anzi no, non mi sono stupita affatto, visto che sei dotata di grande intuito ;)
      Grazie di cuore, Nadia, anche a te auguro il meglio.

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  5. Belle le tue parole, sulla prima io credo di essere molto brava a ottimizzare i tempi per cui non è la mia parola, nel senso che l'ho già fatta mia nel tempo.
    L'intuito mah quando l'ho seguito in scelte importanti mi ha sempre portato assai bene, io stessa sono una grande ansiosa, non so se più o meno di te, per cui anche se la mia parola è equilibrio trovo una certa affinità con questa tua intuito.
    La spensieratezza che io ho tradotto, ma direi che è molto simile, con leggerezza, era una parola del 2017,
    quella che mi ha dato maggiori difficoltà, per cui direi che capisco molto bene di cosa tu stia parlando.
    Un grosso bacio per questo 2018 e queste tue tre guide.

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    1. L'equilibrio è qualcosa cui dovremmo puntare tutti, mi sa. In un certo senso è parte della mia ottimizzazione, visto che tendo a dedicare tempo a ciò che non lo merita e alla fine sono inevitabilmente scontenta.
      Spensieratezza/leggerezza sono belle qualità, soprattutto per noi ansiose ;) Un abbraccio e grazie, Sandra!

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  6. Direi che la tua spensieratezza è il mio Unchain (liberare), pare che un po' tutti abbiamo bisogno di lasciarci ansia alle spalle. Sull'ottimizzazione, non si finisce mai di lavorare e migliorare, anche cambiando modalità (per me già cambiare telefono è stata una bella ottimizzazione, questo è più veloce :) ) Sull'intuito... all'inizio mi avvisa, io non ci credo e metto in moto la ragione per vedere se ha ragione l'intuito oppure no, e alla fine ha ragione lui, mannaggia!

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    1. Mi hai fatto pensare che in un certo senso ottimizzazione e intuito sono un po' due facce diverse di una stessa medaglia, nel senso che per ottimizzare si usa la ragione, ma va lasciato spazio anche all'intuito in determinate circostanze. Come dici tu non sempre si crede alla voce interiore. Già riuscire a sentirla però è moltissimo!

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  7. Mi piacciono molto le tue tre parole, mi sembrano tutte molto giuste per il tuo nuovo modo di sentirti, ti auguro di perseguirle più che puoi. L'intuito per esempio porta a perseguire i nostri obiettivi meglio della razionalità, a me accade spesso.

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    1. Hai intuito bene, cara Giulia, queste tre parole riflettono il mio nuovo di sentirmi. Spero solo di non dimenticare strada facendo questi intenti, travolta dalle solite cose. Grazie per il tuo sostegno!

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  8. Belle le tue tre parole, direi che il proposito di essere un tantino più egoista mi trova d'accordo. A volte poi non si tratta di essere egoista, ma di pura sopravvivenza. Non ho ancora riflettuto sulle mie tre parole, ma sto pensando che una delle tre potrebbe essere "taglio". Auguroni per il nuovo anno e un abbraccio! :)

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    1. E' così, si tratta proprio di sopravvivere, di non farsi schiacciare. Credo che tu capisca bene di cosa parlo! Allora aspetto le tue parole, se avrai voglia di parlarne. "Taglio" già mi sembra un ottimo proposito :)

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  9. Ciao, mia bella Maria Teresa! *__*
    Intanto, complimenti per le tue tre preziose parole e che siano per te un magnifico viatico.
    Tra tutte la mia preferita è INTUITO che a mio parere, in un certo senso, ingloba anche le altre due.
    Un bacione enorme e a prestissimo…!

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    1. Grazie, Clementina, bentornata!
      Riuscire a fare mio l'intuito sarebbe già moltissimo. Non ci avevo pensato, ma è vero, in un certo senso ingloba anche gli altri due propositi, se lo si sa davvero ascoltare. Un abbraccio!

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  10. Ciao Maria Teresa, le tue tre scelte sono tutte e tre molto interessanti. Ma quella delle tre che reputo una condizione eccellente per uno scrittore/trice è la "Spensieratezza". E ti ringrazio per avermela portata all'attenzione casualmente.
    La spensieratezza ci porta all'essere spensierato/a, ed essere spensierato traduce nel vocabolario l'essere "sereno/a, lieto/a, felice". Quindi chi è spensierato è sereno/a. E l'essere "sereni" quando si scrive è qualcosa che io reputo di vitale importanza per lo scrittore/trice. E se non si è più che sereni quando si scrive io reputo che si corre il rischio molto sovente di scrivere male o addirittura di bloccarsi e non riuscire a scrivere nulla.

    L'essere spensierati o sereni significa in breve da vocabolario "chi non ha preoccupazioni, chi è privo di pensieri gravi o fastidiosi". E' vero che a volte tale condizione di beata pace e tranquillità viene a mancare o diventa difficile da ottenere a causa di varie situazioni di vissuto che ce ne possono privare. Ma in tali circostanze chi scrive dovrebbe cercare di ritrovare in qualche modo o maniera tale spensieratezza persa. Riacquistando la perduta serenità per continuare a scrivere al meglio delle proprie capacità. Un po come dire che bisogna chiudere fuori dalla nostra stanza o dalla nostra testa tutte le ansie e le preoccupazioni che per varie circostanze in quel momento ci assillano, cercando di essere il più sereni possibile mentre scriviamo. E credo che questo atteggiamento porti buoni frutti in senso letterario.

    Sì, la "spensieratezza" reputo che sia una qualità molto importante per chi scrive. Ti ringrazio per avermelo ricordato.

    Ti saluto. Pietro.

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    1. Grazie a te per la riflessione, Pietro. L'intenzione è proprio di tenere lontane le preoccupazioni nel momento della scrittura, sia quelle relative alla vita personale, sia quelle riguardanti il libro stesso. Penso che essere totalmente spensierati per un adulto sia impossibile, ma ci si prova :)

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  11. Hai scelto delle bellissime parole. Ascoltare la propria voce interiore è davvero importante, e la leggerezza anche. :)

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    1. Grazie! Eh sì, ascoltare la voce interiore è importante. A me sembra di non riuscire neppure a udirla ultimamente, spero sia solo una fase di... silenzio :)

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