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Dialogo intorno al romanzo “Aporia” di Renato Mite


Il romanzo di cui parlerò oggi è “Aporia”, un giallo di tipo investigativo scritto da Renato Mite, autore che abbiamo già avuto modo di conoscere qui su Anima di carta con un guest post dedicato all'arte di prendere appunti, una presentazione di un altro suo libro (Apoptosis) e un'intervista dedicata al suo primo romanzo.

“Aporia” è una storia che si legge con piacere, scorrevole e interessante per alcuni particolari approcci alle indagini condotte da due investigatori privati e per la rete di indizi seguita con pazienza e competenza, che appare al lettore come un filo che si snoda piano piano lungo le pagine. La trama prende il via dalla scomparsa di una ragazza durante la settimana della moda di Milano, quando i due protagonisti vengono ingaggiati dai genitori della giovane per ritrovarla. L'indagine porterà i due investigatori su strade che non immaginavano, fino alla soluzione finale.

Trattandosi di un giallo, eviterò di anticipare troppo, ma vorrei comunque sottolineare che si tratta di un romanzo molto scorrevole, con il focus su uno dei due protagonisti, Edoardo, che racconta in prima persona, mentre il secondo, Kwame, resta in un certo senso più in secondo piano, anche se dotato di capacità inusuali, di tipo paranormale. Ritengo che il punto di forza della storia stia proprio nella differenza tra i due (uno metodico e razionale, l'altro intuitivo e imprevedibile) e in particolare nelle facoltà presentate da Kwame, che rendono l'investigazione non scontata.
Ho trovato anche simpatici gli scambi che vengono fuori con i personaggi secondari e apprezzato la cura dei dettagli.
Personalmente, invece, mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento nelle vite private dei due personaggi principali, elemento che forse avrebbe reso la trama ancora più intrigante, ma confido in una eventuale “seconda stagione”.

Trama: 
Milano. Settimana della moda. Federica scompare dopo aver assistito ad una sfilata. Per ritrovarla, i suoi genitori ingaggiano Edoardo e Kwame, due investigatori che dimostreranno abilità particolari.
Federica è una ragazza appassionata dell'arte sartoriale, intraprendente e ambiziosa: vuole diventare una stilista, studia all'Istituto Marangoni e cerca in tutti i modi di rubare il mestiere. Suo padre è un produttore di tessuti e ha introdotto Federica nel mondo della moda. La ragazza ha contribuito alle prove della sfilata e ha fatto amicizia con le modelle. Soprattutto con Gerdie Lang, un tipo bizzarro che si sta costruendo la fama di modella ribelle.
Gli investigatori scoprono che Federica ha proseguito la serata in compagnia di Gerdie, ma il mondo della moda non è popolato solo da modelle e fotografi. Trovare Federica non basta più, Edoardo e Kwame devono salvarla, devono riannodare il filo che lega Federica ad un inatteso destino per tirarla fuori dai guai.
Per offrirvi qualche approfondimento su “Aporia” io e l'autore abbiamo pensato di lasciare da parte la solita intervista di tipo classico a favore di uno scambio più spontaneo, utilizzando il format del dialogo improvvisato che Renato propone sul suo blog Mite Ink in una rubrica dedicata ai libri. Forse ricorderete che l'avevamo usata anche per approfondire Bagliori nel buio qualche tempo fa. Renato mi ha dunque concesso di fare uno strappo alla regola, pubblicando qui il dialogo, che è una sorta di botta e risposta intorno al romanzo.

Se avete domande o altre curiosità, non esitate a farle nei commenti. Buona lettura!

Dialogo su Aporia

MT = Maria Teresa Steri
RM = Renato Mite

MT: Una delle cose che mi hanno colpito mentre leggevo Aporia è stato il fatto che si conosce pochissimo del personaggio che racconta la storia in prima persona, Edoardo. Anzi, sembra essere messo quasi del tutto in ombra dal suo compagno investigatore Kwame. Ai miei occhi quest'ultimo è apparso più carismatico e misterioso, impressione che si è accentuata quando ho scoperto poi che il suo passato è di una certa rilevanza per la storia. Suppongo che questa differenza sia stata in qualche modo voluta da te.

RM: Sì, la differenza è voluta, ma per portarli alla pari.
Edoardo è un tipo un po' schivo e riservato. I pochi fatti personali, come ad esempio il fatto che è stato sposato, si scoprono nei dialoghi. Lui come voce narrante scrive solo alcune sue impressioni. Non è uno che si vanta delle proprie gesta, ma si impegna parecchio.
A volte ha bisogno di uno sprone, e Kwame è bravo in questo ma non direi che lo mette in ombra. Durante il praticantato da investigatori hanno imparato a trattarsi alla pari, e io faccio lo stesso.
Kwame viene dall'Etiopia, ha un passato incisivo e una particolare abilità che lo rendono più carismatico e misterioso, in questo modo lo innalzo e infrango luoghi comuni e pregiudizi.
Edoardo dei due, invece, è quello più pratico e con i piedi per terra. Volevo che con la sua umiltà e riservatezza fosse una persona normale come chiunque noi, anche se ha una peculiarità. Edoardo è un refrattario e ciò lo pone alla pari con Kwame rispetto alla sua abilità.
Edoardo può sembrare poco rilevante, ma alla fin fine è determinante nella risoluzione delle indagini. Soprattutto questa.
MT: Le particolari abilità cui hai accennato sono senz'altro un aspetto del romanzo interessante da approfondire. Mi riferisco soprattutto alla capacità da "mentale" di Kwame. Sono curiosa di saperne di più, per esempio come ti è venuta questa idea di abbinare delle capacità paranormali a un investigatore. Tra l'altro si potrebbe pensare che una simile facoltà renda il lavoro dei due investigatori molto più facile, ma in realtà non è stato proprio così per il ritrovamento della ragazza scomparsa, no?
RM: Già, infatti. Hai colto prorio ciò che volevo evidenziare.
Ho sempre difficoltà a spiegare come mi vengono le idee perché sono la fusione di più elementi. Immagina dei flash di una macchina fotografica che immortala una scena. A me succede così. Il primo flash di Aporia ha immortalato la frase che appare all'inizio del paragrafo 10.

Inchiodai, i freni stridettero e gli pneumatici lasciarono una scia sull'asfalto.
Dopo, Kwame se ne frega dell'inseguimento che stanno facendo, ha percepito la sua amica d'infanzia Azmera e deve trovarla. Edoardo rimane lì a pensare come ritrovare Federica, la ragazza scomparsa. Il fatto che Kwame possa percepire le onde mentali ha scatenato tutto il resto.
La filosofia mi affascina quanto i gialli e gli investigatori sono alle prese con le menzogne ma anche con presunte verità. La difficoltà di Kwame, l'Aporia appunto, è di tipo filosofico:

«Posso sapere quando le persone mentono, ma non posso sapere se ciò che ritengono vero è vero.»
e un limite, come Achille col suo tallone o Superman con la Kryptonite, che lo avvicina a noi ma evidenzia anche il suo impegno.
Kwame può percepire lo stato d'animo e i moti emozionali. Quindi se tu menti con cognizione, lui sa che stai mentendo perché il tuo stato d'animo o le tue emozioni sono influenzate, ma se ritieni vero qualcosa, ciò non lo rende vero.
Per questo nel libro scrivo che lui e Edoardo devono comunque indagare alla vecchia maniera: cercando prove e conferme. Devono fare inseguimenti, ma soprattutto interrogatori e perlustrazioni a modo loro per ritrovare Federica. Non credi che sia il modo con cui ci rapportiamo ai nostri limiti a caratterizzarci?
MT: Vero, i limiti fanno parte della nostra umanità e ci definiscono tanto quanto le capacità. Si potrebbe anche dire che i tuoi personaggi possono servirsi dell'intuito per la loro ricerca e allo stesso tempo ne sono condizionati, nel bene e nel male.
D'altra parte, Aporia si può considerare anche un giallo tradizionale, che vede all'opera due detective privati alle prese con indagini, scoperte e misteri, fino alla soluzione finale. Mi è piaciuto come hai portato avanti questo aspetto della storia, mi sono appassionata nel seguire Edoardo che seguiva le varie piste con metodo, pazienza e acume, a volte partendo da piccolissimi indizi. Ho apprezzato anche l'accuratezza dei dettagli di questo mondo delle investigazioni private. Immagino che tutto ciò abbia comportato tante ricerche da parte tua, per rendere più veritiere le procedure. E sono anche curiosa di sapere se in questo ambito ti sei preso qualche libertà...
RM: Mi piacerebbe molto riuscire a scrivere un giallo classico in piena regola e ci sto lavorando su, non voglio che appaia scontato che l'assassino è il maggiordomo.
Cliché a parte, con Aporia mi sono avvicinato al genere, per questo Edoardo e Kwame fanno uso di intuito e ragionamenti. Un investigatore non può fare altrimenti. Se vuole arrivare a risolvere il caso, deve usare tutte le sue capacità, anche quando ne è condizionato. Sono felice che ti sia appassionata alle indagini, per me un investigatore è anche questo: fare interrogatori, appostamenti, perlustrazioni... Io mi sono divertito in particolare a far recitare a Edoardo la parte dell'imprenditore di moda, a fare teatro come direbbe Andrea Camilleri.
Ai dettagli ci tengo molto. Rispetto ad "Apoptosis" ho dovuto fare meno ricerca, ma la cura è la stessa. Da qui il riconoscimento del cliente, la licenza, il praticantato che ora ha lasciato spazio alla laurea e mi sono permesso di evidenziare che il tesserino degli investigatori non è ancora ben regolamentato. Mi sono preso la libertà di rendere Edoardo e Kwame magnanimi con il loro tariffario giornaliero a scaglioni per cui dopo venti giorni prendono solo le spese per altri dieci giorni al massimo.
A proposito di dettagli. Mi sono informato su stilisti, settimana della moda, Istituto Marangoni, ho cercato persino di capire le misure perfette e forse mi sono preso più libertà nel campo della moda senza saperlo. Eviti questo argomento per non mettermi in cattiva luce?
MT: Ahah! No, in realtà sono rimasta molto colpita dal fatto che tu abbia scelto il mondo della moda e l'ambientazione di Milano come scenario per la storia. E infatti sarei curiosa di sapere come mai hai optato per questa realtà particolare. Di certo, come lettrice, posso dire che i personaggi che sono emersi hanno tratti caratteristici e molto sui generis. Per certi versi però ho percepito anche un pizzico di fastidio per determinati ambienti, o sbaglio?
RM: Temevo mi interrogassi su scarpe e accessori, l'ho scampata bella.
Ho scelto il mondo della moda e la sua capitale Milano perché sia Azmera sia Federica ne sono attratte.
Non sono molto ferrato, ma apprezzo questa nostra eccellenza, la moda italiana secondo me non ha eguali.
Il fastidio non è reale, ma per finzione letteraria. Dovevo sottolineare un po' il fatto che spesso la moda è percepita come superficialità e apparenza per nasconderci dietro certi traffici internazionali che si incrociano con la vita dei personaggi sin da quando Azmera è stata rapita in Etiopia.
Spesso non diamo valore all'apparenza e la ignoriamo, così ci inganniamo. Questo era un altro aspetto del pensiero umano che volevo mettere in relazione con un giallo.
D'altro canto, ho cercato di rendere onore al mondo della moda e chi ci lavora. Federica ha un grande tomo sulla storia della moda e gli stilisti sono molto presi dal prepare le sfilate.
Gerdie Lang non è la modella ribelle e superficiale che vuol far credere perché legge Goethe, è una donna indipendente e ha stretto una vera amicizia con Federica tanto che cercherà anche di aiutarla, e si ritroverà invischiata in un incidente. Incidente che solo in apparenza è un incidente.
Rachele, la modella che aiuta Edoardo a girare per i locali, dimostra una certa profondità d'animo e cita Coco Chanel, emblema di donne stiliste e imprenditrici, per evidenziare che dietro la moda, intesa come tendenza, c'è qualcosa di più, ad esempio lo stile.
MT: Infatti ho apprezzato lo sfaccettato mondo di personaggi che ruotano intorno a Federica e alla sua scomparsa, così come l'intrecciarsi di situazioni, non necessariamente collegate con il mondo della moda. Anche a me, come sai, piace molto creare personaggi di vario genere e calarmi in panni diversi, credo sia uno degli aspetti più affascinanti della scrittura. Qualche volta mi ispiro a persone che conosco nella realtà (opportunamente modificate, si intende), per te invece quali sono state le fonti d'ispirazione per realizzare le figure che popolano Aporia?
RM: Anche a me piace molto creare i personaggi e quindi non prendo ispirazione da persone reali, forse colgo qualche vezzo o modo di dire, niente di più.
Per Edoardo e Kwame mi sono ispirato a Sherlock Holmes e John Watson per dar loro un lato classico deduttivo, a Martin Riggs e Roger Murtaugh di Arma Letale per il lato d'azione, e un po' a Dick Tracy nel trattare con i criminali al loro livello senza perdere la sua umanità.
Per stilisti e modelle mi sono ispirato genericamente a figure di spicco del settore, ma molto genericamente. Per loro e tutti gli altri, comunque, ho fatto ciò che faccio di solito: punto sulle emozioni e soprattutto su eventi, passati o presenti, che li condizionano. Poi lascio che il flusso di pensieri, consci ed inconsci, faccia il resto e i personaggi si rivelano piano piano.
Anche se non vogliamo mai ammetterlo, i personaggi hanno sempre qualcosa di nostro, seppur un pizzico, che sia un'emozione passata, un'idea di cosa avremmo fatto in altre circostanze, una disavventura alla Fantozzi, una speranza o una previsione che vorremmo si avverasse. Questo è il potere della fantasia e della scrittura che, secondo me, ci affascina nella creazione dei personaggi.
Credo che anche tu, quando ti cali nei panni dei tuoi personaggi, non fai altro che prestar loro delle emozioni o viverne di nuove. Correggimi se sbaglio.
MT: Concordo con entrambi i punti di vista. Brandelli di me stessa sono sparsi in tutti i miei personaggi, magari senza neppure esserne cosciente; così come è vero che durante la scrittura adoro vestirmi di panni insoliti per assaporare emozioni e situazioni differenti. In questo senso la narrativa è un'occasione impagabile per vivere avventure di ogni tipo.
Sui tuoi personaggi, d'altronde, mi sembra che ci sia ancora molto materiale per un eventuale sequel o anche prequel, per conoscerli meglio e scoprire più approfonditamente il loro passato. Hai qualche progetto in proposito?
RM: Sì, in effetti "Aporia" è uno spartiacque, si trova proprio al centro della serie omonima che voglio creare.
Quando il passato di Kwame si è rivelato nella mia mente, ho capito che un solo romanzo non bastava a raccontare tutte le avventure per trovare Azmera.
Sto delineando la scaletta del giallo che dà il via alla carriera da investigatori di Edoardo e Kwame. Questo sarà il primo romanzo della serie "Aporia" in cui i due investigatori si incontrano per la prima volta. Non so quando vedrà la luce perché si tratta di un giallo più classico e mi sto rendendo conto di quanto sia difficile delineare un giallo con più sospettati.
Poi ho quasi completato la scaletta di un romanzo thriller, ho altri progetti in corso e nel 2018 pubblicherò il racconto di fantascienza di cui ho parlato nell'articolo sul prendere appunti nel tuo blog. Insomma, devo mettere un po' d'ordine sullo scrittoio prima di scrivere qualcosa di nuovo perché voglio farlo per bene.
Non so dire quando, ma posso dire che pubblicherò altri libri della serie "Aporia". Oltre a quello della prima indagine, ho in mente altre idee e mi sono divertito a citarle nel romanzo come casi risolti: il caso del bancario e il caso delle agenzie di catering. Un po' come faceva Arthur Conan Doyle nelle storie di Sherlock Holmes.
MT: Direi che hai un bel po' di carne a cuocere! Allora non mi resta che farti un grande in bocca al lupo per tutto e lasciare ai lettori il piacere di scoprire di più sul tuo romanzo. Ti ringrazio per questo piacevole scambio.
RM: Eh, già. Se il lupo non crepa, gli chiedo di darmi una mano.
Questo dialogo è stato piacevole anche per me e ti ringrazio perché parlando del libro mi hai fatto sentire più vicino ai lettori. Credo sarà piacevole anche per loro e se scopriranno il libro è pure merito tuo. Ogni volta che mi accogli nella tua casa virtuale mi trovo bene, sei un'ottima padrona di casa con cui dialogare e i tuoi lettori lo testimoniano.

A questo punto vi segnalo due importanti notizie:
  • Dal 14/01 al 18/02 ci sarà un giveaway su Goodreads in cui è possibile vincere ben 15 copie cartacee di “Aporia”. 
  • L'ebook del romanzo è in offerta a 0,99 € dal 22/01 al 28/01. 
* * *
Per scoprire di più sul romanzo: Renato Mite - Aporia
Per acquistarlo (ebook o cartaceo): Amazon; GooglePlay; Kobo

Commenti

  1. Ciao Maria Teresa e ciao Renato. Ho acquistato il tuo giallo proprio dopo averlo conosciuto qui, su questo blog, ma purtroppo non l'ho ancora letto. Ed è un peccato, dovrò rimediare subito, questa presentazione è davvero allettante. Mi affascina l'idea che il tuo personaggio abbia ancora molto da raccontare. In genere i gialli "seriali", cioè con gli stessi protagonisti che raccontano storie diverse che definiscono, uscendo dai limiti di un solo volume, la loro intera epopea sono molto seguiti e sono la manna per gli editori. Tu sei un autore self se non sbaglio. A mio avviso stai creando un genere nuovo, ti auguro un grande successo

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    1. Ciao Elena,
      grazie per aver preso il libro, sono contento che tu l'abbia conosciuto qui e ti abbia conquistato, spero che l'intrigo ti piaccia.
      Sono un autore self e mi piace dare spazio alle storie, succede che assumono un genere tutto loro ed è meglio così, secondo me.
      Ti ringrazio anche per gli auguri di successo, il parere dei lettori mi aiuterà a migliorare la serie, quindi appena leggi il libro, fammi sapere cosa ne pensi.

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    2. Ho cominciato a leggerlo ieri. Sono un po' lenta perché leggo molte cose in contemporanea, ma in genere arrivo sempre alla fine. Ho subito notato ciò che afferma MT : il narratore protagonista è appena presente. È una scelta intrigante, bravo

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    3. Grazie Elena, mi fa piacere che questa inusuale presentazione ti sia piaciuta e ti abbia convinta a cominciare il romanzo :)

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  2. Convinta. Ho preso l'ebook e mi sono aggiunta al giveaway su Goodreads di cui ignoravo l'esistenza. Ora è in lista di lettura, ma sulle tempistiche, ehm non mi pronuncio!
    Però complimenti a entrambi molto bella sia la presentazione che l'intervista botta e risposta.

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    1. Ciao Nadia,
      grazie per i complimenti e per il doppio interesse. Sono convinto che leggendo secondo i propri tempi, un libro si gusta di più.
      Quindi vai avanti così :-)
      Anche a te faccio l'invito a dirmi cosa pensi del romanzo dopo che l'hai letto, mi aiuterai a migliorare la serie.

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    2. Grazie Nadia! Da parte nostra ci siamo anche divertiti a parlare del libro in modo libero ^_^

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  3. Ti faccio i complimenti anche per questa intervista, il romanzo m'incuriosisce magari lo segnalo sul mio blog.

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    1. Grazie mille Nick! Penso che Renato ne sarebbe molto felice ;)

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    2. Certo che sì, Nick, e ne sarei anche molto onorato.

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    3. Domani mantengo la promessa, tieni d'occhio il mio blog .
      Ciao.

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    4. Fatto!
      https://wwwwelcometonocturnia.blogspot.it/2018/02/accade-in-italia-34-le-altre.html
      Sei al punto 4).
      Scusa il ritardo.

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    5. Grazie mille, Nick! Sono contenta che tu lo abbia segnalato nella tua bella rubrica :)

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  4. Curiosissima di questo nuovo giallo dal sapore filosofico e dai personaggi insoliti come l'investigatore etiope. Lo acquisto subito!😉 grazie per la segnalazione resa intrigante da una bella intervista

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    1. Grazie Rosalia! Abbiamo provato a fare un'intervista un po' diversa attraverso quest'idea che ha avuto Renato per la sua rubrica sui libri.

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    2. Ciao Rosalia, grazie per i complimenti e per aver preso il libro.
      Come dice bene Maria Teresa, che ringrazio ancora per questa opportunità, abbiamo svelato qualcosa del libro in maniera diversa. Sono contento che il sapore fisolofico e i tipi insoliti ti abbiano incuriosito, credo proprio che il libro ti piacerà.
      Aspetto i tuoi commenti sulla storia dopo che l'avrai letto ;-)

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  5. Un saluto a Maria Teresa e a Renato, bella intervista! Capisco bene la necessità di creare una serie, a volte i persongaggi hanno molto da dire e non si può esaurire tutto in un solo romanzo. È successo anche a me. La trama è interessante, invoglia all'acquisto...

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    1. Ciao Giulia, grazie! Penso che per i gialli sia stimolante conoscere i personaggi attraverso più tappe, di certo i personaggi di questo romanzo meritano altro spazio.

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    2. Ciao Giulia, un saluto anche a te!
      Grazie per l'interesse e per le tue parole.
      In effetti sono proprio i personaggi che ti spingono a scrivere. Me ne accorgo ora che sto prendendo appunti per il primo romanzo della serie in cui voglio svelare di più sul passato dei due investigatori.
      Vista la comune esperienza, ora mi incuriosisce scoprire qualcosa dei tuoi romanzi... con quale ti è successo?

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    3. Ho scritto un giallo dal titolo Fragile come il silenzio, ora sto scrivendo il seguito. Ma a dire il vero, ogni tanto mi viene in mente un seguito anche per un altro mio romanzo, però credo che per ora prediligo proseguire con il giallo. Grazie per l'interesse Renato!

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    4. Giulia, mi piace scoprire libri da leggere e ho dato un'occhiata ai tuoi. I romantici non sono il mio genere, mentre devo dire che "Fragile come il silenzio" è un giallo che mi intriga molto, lo tengo presente nella mia lista da leggere.

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