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Come un dio immortale - Estratto #3


Buona domenica, amici!
Continua la mia pubblicazione settimanale di estratti da Come un dio immortale. Oggi mi soffermo ancora sul terzo capitolo con questo brano un po' particolare...

Giacque immobile. I sensi erano intorpiditi e il corpo interamente paralizzato, tranne il respiro, lento e flebile. Allo stesso tempo aveva la sensazione di scivolare via, di essere risucchiato in fondo, sempre più in fondo. Continuò a sprofondare nel vuoto come se non ci fosse più alcunché di solido sotto il corpo, brancolando in preda alle vertigini, cercando un punto fermo cui aggrapparsi. Intorno a lui l’oscurità si fece fitta e ovattata come nelle profondità marine.
Finalmente smise di precipitare. Cominciò a fluttuare. Ebbe l’impressione di guardare se stesso disteso sui materassi. Sapeva di avere ancora gli occhi chiusi, eppure si ritrovò attorniato da pareti scure e viscose, intrecci fitti ma fragili come ragnatela, simili al bozzolo di un baco da seta.
Tra quelle mura opprimenti si muoveva lieve, senza peso, gelatinoso, come al rallentatore. Era privo di un corpo materiale, privo di consistenza e sensibilità. Non provava più alcun dolore, come anestetizzato.
Doveva essere l’effetto della sua mente sconvolta.

Commenti

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    1. Anche a te, cara Giulia! E grazie per essere passata ^_^

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  2. Io sto arrivando piano piano alla fine del libro! :-)

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    1. Avrai superato da un pezzo questo brano, suppongo :)

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  3. Nel mio messaggio di ieri ho dimenticato di dirti che sei bravissima e descrivere questi stati psicofisici alterati, così come i luoghi che stanno nella terra di mezzo tra la realtà normale e la realtà immateriale. Riesci a rendere vive con i dettagli situazioni su cui potrebbe essere facile cedere alla tentazione di affrettarsi, per correre meno rischi di sbagliare.

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    1. Grazie di cuore, Grazie! Il tuo commento mi fa molto piacere, sia perché tengo molto a questo genere di situazioni, sia perché spesso ho avuto il dubbio che un lettore non potesse immedesimarsi a pieno in realtà che non ha mai avuto modo di sperimentare.

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  4. Bellissimo passo, lo ricordo ancora perché mi aveva colpito ed emozionato

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  5. Ottima scelta questo frammento mi fa ritornare tra le pagine a fremere di curiosità

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    1. Grazie mille, Nadia! E' il primo brano un po' "onirico", mi faceva piacere farlo conoscere come estratto :)

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