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Domande odiose #4 “Mi ci dai un'occhiata?”

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Ti piace scrivere? Rassegnati perché prima o poi qualcuno verrà a farti la scomoda richiesta di leggere il suo scritto. Sì, ho detto scomoda . Non in tutti in casi, beninteso, ma la verità cruda è che a volte è proprio così che viene vissuta da uno scrittore. Quando ero agli inizi del blog e mi capitava di ricevere delle mail con richiesta di fornire un parere su un testo, mi sentivo sempre onorata, la proposta appariva ai miei occhi (ingenui) come un segno di fiducia e stima. Con il tempo però le cose sono cambiate e oggi sono molto più cauta, tanto che nelle FAQ ho inserito in modo specifico la preghiera di non mandarmi nulla da valutare o correggere, preghiera che il più delle volte resta inascoltata.

Come creare una Mailing List per vendere il tuo libro (in 9 passi)

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Come forse già sapete, le Mailing List sono un argomento un po' ostico per me. Tanto che nonostante in parecchi mi abbiano suggerito di aprirne una dedicata in modo specifico alla mia attività di scrittrice, finora ne ho limitato l'uso a chi vuole ricevere gli aggiornamenti del blog. Direi quindi che questo quest post scritto da Rodolfo Monacelli (autore del sito Vendereunlibro.com ) capiti proprio ad hoc. Con la speranza che i suoi consigli possano essere di interesse anche per altri, vi auguro dunque buona lettura! Introduzione Perché scrivere (e leggere) un articolo su come creare una Mailing List in un blog che si occupa di letteratura? Questa, immagino, sarà la prima domanda che i lettori di Anima di carta si faranno. La mia risposta è che negli ultimi anni l’editoria, con l’avvento del web, è cambiata radicalmente (anche se la maggior parte degli editori non se n’è ancora accorta) la promozione editoriale. Non basta più un comunicato stampa (che non legge più nes...

Come trovare il proprio genere letterario?

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Leggevo qualche giorno fa un'intervista a Mary Higgins Clark, autrice di gialli molto apprezzata, nella quale la scrittrice racconta brevemente il segreto del suo successo, arrivato dopo aver pubblicato un primo fallimentare romanzo su George Washington. Capii una semplice regola: per fare le cose al meglio, bisogna seguire la propria passione. Osservai la mia libreria e realizzai che il suspense era il genere che più apprezzavo e conoscevo. Cominciai a scrivere gialli e non guardai più indietro. ( qui l'intervista completa ) Penso che prendere coscienza del tipo di storie nelle quali possiamo dare il meglio di noi sia un momento importante nel nostro percorso di scrittori, ma credo anche che individuarlo non sia una cosa scontata come si possa pensare. Quanti si ostinano a voler raccontare un certo tipo di storie, magari convinti che sia quello che fa per loro, e invece stanno guardando dalla parte sbagliata?

Intervista a Giulia Mancini

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L'ospite di oggi è Giulia Mancini , un'autrice che ho avuto modo di conoscere e apprezzare come persona, come blogger di Liberamente Giulia , e recentemente anche come scrittrice. Infatti Giulia ha all'attivo la pubblicazione di tre romanzi, “La libertà ha un prezzo altissimo”, “Fine dell'estate” e “L’amore che ci manca”, e di un racconto “Il rispetto delle regole”. Nelle pagine del suo blog si può dire che Giulia non si sveli mai del tutto ma è facile intuire che dietro i post che scrive ci sia una persona dolce e sensibile, qualità che si intravedono ancora di più nelle sue storie. Oggi in particolare vi parlerò di “La libertà ha un prezzo altissimo” e “Fine dell'estate”, che sono state tra le mie letture estive. Ho pensato di mettere insieme le due recensioni perché al di là delle differenze nelle storie, molti sono anche gli elementi in comune.

La crisi del settimo anno (da blogger)

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Operazioni potenzialmente rischiose Ci sono stati anni in passato in cui arrivavo alla fine delle vacanze rendendomi conto di aver riposto troppe aspettative nelle poche settimane delle ferie. Volevo fare mille cose in poco tempo, ma soprattutto guardavo a quei giorni di pausa con l'illusione che servissero a farmi vedere le cose in modo diverso una volta tornata. Da un po' a questa parte ho smesso di caricare di tante aspettative il mese di agosto e mi pongo come unico obiettivo quello di staccare la proverbiale spina della routine, però continuo a coltivare l'assurda speranza che, una volta ripresa la solita vita, io possa riuscire ad avere uno sguardo più sereno rispetto a determinate cose. No, non è così, e tanto meno lo è stato quest'anno.

Chiuso per scrittura

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Il mondo dei blogger si divide in questi giorni tra chi chiude le saracinesche virtuali andandosene beato in vacanza e chi sceglie controcorrente di mantenere aperto il blog per tutta l'estate. Indovinate un po' da che parte sto io? Ebbene sì, nessuna sorpresa: anche quest'anno sospendo le attività di Anima di carta per il mese di agosto. E sì, l'obiettivo è sempre quello di staccare il più possibile l'attenzione dalle solite cose e dirottarla verso altre attività. Tipo scrivere? Sì e no. La folle idea che avevo di finire  il romanzo che sto scrivendo  entro la fine dell'estate si è rivelata troppo ambiziosa, soprattutto per la mia mente fusa dal caldo, ma non pongo limiti, c'è ancora speranza! Per ora so solo che sogno di starmene sdraiata all'aria aperta con l'e-reader in mano o a sguazzare nell'acqua. Vi auguro uno splendido agosto, che siate al mare, in montagna, a passeggio per una bella città o confinati in ufficio. Un abbraccio virtu...

12 cose che si vedono solo sullo schermo... versione hot

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Vi ricordate 12 cose che si vedono solo sullo schermo ? ovvero quelle situazioni assurde che ricorrono sempre in film e serie tv? Ho pensato di farne una versione con il bollino rosso... ma no, diciamo con il bollino giallo. Ecco dunque dieci cose che continuiamo a vedere nell'ambito del sesso, ma che diciamocelo, sono un po' ridicole.

“Non hai mai capito niente” di Marco Freccero

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Prima di parlavi di questa raccolta e di fare qualche domanda all'autore, devo premettere che io solitamente non sono tipo da racconti, anzi faccio parte di quella categoria di persone che preferisce leggere romanzi, possibilmente corposi e lunghi. Eppure, le storie di Marco Freccero mi hanno fatto ricredere. Ho scoperto che anche la narrativa breve può lasciare moltissimo ed essere letta con piacere. “Non hai mai capito niente” è una di quelle letture che ti entrano dentro in punta di piedi. Ti lasci ingannare dall'apparente semplicità e a un certo punto ti rendi conto che ti ha scatenato delle emozioni che non ti aspettavi, ti ha colpito nel profondo. Tredici racconti, tredici protagonisti che formano con le loro situazioni di vita una sorta di mosaico, variegato ma allo stesso tempo armonico e coerente.

Catena di lettura per “Bagliori nel buio”

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I protagonisti del mio romanzo sono appena partiti! No, non per le vacanze, ma per un viaggio in giro per l'Italia, nelle case di chi vorrà accoglierlo. In questi giorni infatti ho dato il via a una catena di lettura su Anobii per Bagliori nel buio . Per chi non lo ha ancora letto e ha voglia di farlo gratuitamente su un supporto cartaceo, questa è dunque una buona occasione! Da parte mia, sono contenta di questa nuova opportunità di far conoscere il romanzo e di quella che spero si possa rivelare un'esperienza di contatto diretto con i lettori.

“Mariotta, la quarta bambina” di Nadia Bertolani

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Oggi voglio parlavi di un romanzo che mi ha fatto innamorare fin dalla prima pagina e che consiglierei senza indugi. E visto che ho la fortuna di conoscere l'autrice, ho pensato di proporle anche una piccola intervista. “Mariotta, la quarta bambina” è uno di quei libri che, oltre a catturare l'attenzione fin dalla prima riga, ha il raro potere di lasciare una lunga eco, una volta terminato, con emozioni e descrizioni che continuano a risuonare dentro, come dotate di vita propria. Al centro della storia c'è Fiammetta, una donna matura che convive con un passato che non riesce del tutto a inquadrare, ma che la tormenta ogni giorno e ogni notte. Sepolto nel suo subconscio c'è un mistero che affonda le radici nell'infanzia, in una cittadina, Torralta, che ha lasciato molti anni prima.

Domande odiose #3 “Me lo regali?”

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... ma se te lo chiedono  con degli “occhioni” così... Torniamo a parlare delle domande antipatiche che ci vengono rivolte in quanto scrittori o aspiranti tali. Nelle prime due puntate di questa serie di post ho parlato dell'irritante  Ma è autobiografico?  e della pressante  Quando lo finisci? Protagonista di oggi è invece quella che io considero la madre delle domande odiose, una richiesta da non fare MAI a un autore che ha pubblicato un libro, e cioè  “Me lo regali?” . Prima tutto però vorrei fare una premessa seria. Mi è capitato tante volte di regalare i miei libri, in forma cartacea e non. L'ho sempre fatto volentieri, a volte anche andando contro ogni logica. Mi è venuto spontaneo spesso regalarlo quando qualcuno se ne interessava con sincerità, quando procurarsi una copia poteva essere un problema o semplicemente se mi faceva piacere che la persona lo leggesse. Quindi non è di questi casi che sto parlando. La domanda “Me lo regali” dimos...

Fondamenti di marketing editoriale (parte 3)

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Con questa terza parte si conclude la serie di post dedicata ai consigli di  Marco Amato  sul marketing editoriale, nata da suggerimenti privati che sono stati riproposti in forma di domande-risposte, per chiunque voglia promuovere i propri libri, in ambito self publishing o in collaborazione con un editore. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordo che nella prima parte si è parlato della gestione di un blog-sito , nella seconda di Facebook e newsletter , mentre in questo terzo appuntamento si affronteranno questioni di prezzo, recensioni e possibilità di promozione a pagamento.