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“Un giorno, sempre” - Intervista a Giovanni Venturi


Oggi vi parlerò dell’ultimo romanzo pubblicato da Giovanni Venturi, Un giorno, sempre. Si tratta del più recente volume di una serie di libri che si focalizzano di volta in volta su personaggi diversi, approfondendo le vicende personali di un gruppo di amici, come ha spiegato lo stesso autore in una tappa del suo blog tour qui su Anima di carta.
Nonostante sia parte di una serie, comunque, questo romanzo si può leggere tranquillamente senza conoscere i precedenti, cosa che io ho fatto di recente.


Sinossi

L’estate a Napoli è la stagione delle stagioni: giunge sempre prima, le giornate diventano ricche di colori, di luce, di sogni e di sorprese. È in un giorno troppo caldo di maggio che Gianluca incontra Francesco; non si vedono da quattro anni ma lui ricorda bene il periodo in cui l’amico lo ha aiutato.
Tornano le forti sensazioni di allora, e i sentimenti d’amore per Francesco, quelli che ha sempre represso, riprendono a invadergli il cuore. È spaventato come lo era allora: non vuole permettere al dolore di riemergere, e non può perdere la preziosa amicizia ritrovata dopo così tanto, perché l’emozione che Gianluca credeva sopita torna ancora una volta a chiedere attenzione, un’attenzione che stavolta dovrà essere assoluta.

Quarto volume della serie “Le parole confondono”, può leggersi come romanzo a sé stante, anche se si consiglia la lettura di “Un giorno, sempre” dopo “Le parole confondono”, “Certe incertezze” e “I motivi segreti dell’amore”.
In vendita su Amazon: ebook o cartaceo



A mio avviso, la caratteristica principale di Un giorno, sempre è che ti avvolge fin dalla prima pagina, facendoti entrare completamente nell’animo dei personaggi. Pian piano ti porta dentro le loro storie, ma soprattutto ti svela senza veli le loro emozioni con una totale immersione. Ho molto apprezzato questa capacità dell’autore di approfondimento psicologico, sia per i singoli personaggi, che per le relazioni interpersonali. Tutto viene analizzato in modo accurato, senza giudizi, portandoti interamente nelle vite dei protagonisti, ma sempre con una delicatezza e una sensibilità che secondo me sono estremamente rare.

Al centro c'è la storia di Gianluca e Francesco, di un’amicizia che si era persa tra gli eventi della vita e che torna in primo piano, forse per trasformarsi in qualcosa in più. Man mano che i sentimenti emergono, vengono svelati alcuni retroscena personali, alternando passato e presente, scene dalla prospettiva intima di Gianluca e quella di Francesco. Intensi e sempre realistici sono i dialoghi, che ci portano in modo diretto dentro le vicende, quasi fossimo davanti a uno schermo.

In questo romanzo psicologico, la storia ti avviluppa lentamente, mentre l’autore ricrea pagina dopo pagina conflitti, incertezze, esitazioni, fragilità di giovani anime alle prese con emozioni e situazioni difficili da capire, gestire, persino ammettere a se stessi.

Altra caratteristica che mi è piaciuta è la cura nelle descrizioni ambientali e soprattutto dell’atmosfera, in positivo come in negativo, nel senso che le sfaccettature delle città sono presenti in modo realistico.

Un giorno, sempre è un romanzo profondo, empatico, che ti fa riflettere anche su quanta leggerezza e incapacità di comprensione ci sia nelle persone rispetto a ciò che non si capisce o è diverso da noi.

Oggi ho il piacere di avere qui Giovanni per fargli qualche domanda. Anzi, di riavere qui, perché era stato mio ospite anche qualche tempo fa per parlare di un altro suo romanzo, il thriller Joe è tra noi.

Benvenuto Giovanni. Un giorno, sempre è un romanzo che parla di ragazzi, eppure forse può essere compreso appieno e apprezzato secondo me da chi si è già lasciato alle spalle determinate età “difficili”. In sostanza, parla di giovani, ma è a loro che si rivolge davvero? Avevi pensato a un pubblico specifico mentre lo scrivevi?

Salve, Maria Teresa, grazie per avermi ospitato in questo tuo spazio.
Di solito cerco di rendere la storia fruibile da persone giovani e meno giovani, ma non ho mai in mente il famoso lettore ideale. Tu dici che esiste?

No, probabilmente è un mito.
Lungo le pagine, alla voce in prima persona di Gianluca si alterna di tanto in tanto quella di Francesco, in terza. Come hai scelto queste prospettive così specifiche?


Mi sono dato una regola: ogni nuovo volume della serie deve, possibilmente, avere un io narrante nuovo. A quel punto è stato ovvio che nel quarto, quella voce in prima persona, dovesse essere quella di Gianluca, perché Francesco ha già il suo io narrante in Certe incertezze, cioè il secondo libro.

Confusione, incertezza, repressione, conflitti interiori. Sono tutti sentimenti che dominano in questo romanzo, con un’angoscia che a volte si fa tangibile. Spesso però non manca anche il mondo esterno con la sua leggerezza e incapacità di capire il prossimo, che può sfociare anche nella violenza fisica. Nel romanzo infatti ci sono episodi molto duri in merito. Ti sei ispirato alla cronaca per ricrearli?


Certo, mi sono ispirato a diversi episodi di cronaca letti su quotidiani, discussi in TV e sentiti raccontare dalla gente per strada; li ho messi tutti insieme rendendo molto forte la scena centrale del romanzo. Scena che ha un senso preciso nella vicenda.

Da questo romanzo emerge una grandissima capacità di raccontare le emozioni dei personaggi e soprattutto il dolore che già a una giovane età si può sperimentare. La sofferenza che ci procurano gli altri, compresi i familiari, e quella che ci procuriamo da soli con i conflitti interiori. Questo focus è presente in tutta la serie?


La serie è uno specchio della vita reale dove le parole confondono, dove regna incertezza sul futuro, orgoglio e, soprattutto, vi sono conflitti familiari nei rapporti figli-madre e figli-padre.

A proposito della serie, sono curiosa di conoscere alcuni retroscena. Immagino che all’inizio – con Le parole confondono – tu non avessi in mente di realizzare dei romanzi seriali. Com’è nata quest’esigenza di approfondimento?


È stato dopo aver finito il primo volume che mi resi conto che Francesco, il personaggio spalla, miglior amico del protagonista Andrea, aveva una storia potenzialmente interessante. E lo è stata, con Certe incertezze. Ho curato il suo rapporto con la madre, con Samuel, con se stesso.
Poi sono passato a Giulia in I motivi segreti dell’amore, l’amica di Andrea e Francesco, il punto focale di tutta la storia. Non potevo trascurare proprio lei.
Infine, in Un giorno, sempre ho spinto la telecamera su Gianluca, personaggio già comparso nel volume dedicato a Francesco. Quali erano i segreti inconfessabili che gli impedivano di aprirsi davvero con Francesco?

In realtà avevo pensato a un romanzo su Gianluca ancor prima che la serie nascesse. Il personaggio è frutto di un racconto scritto molto tempo fa, mandato a un concorso letterario per Navarra, un editore siciliano. Il racconto non superò la selezione, ma mi dissero davvero per poco. Erano indecisi tra il mio racconto e quello di un altro autore. Nel 2012 pubblicai il testo nella mia raccolta Deve accadere, ma la storia restava troppo in superficie, ed era aperta a tanto altro. C’era questo gruppo di ragazzi che provavano una commedia teatrale, il caldo estivo, le mura impregnate di umidità. Il racconto è cresciuto nel tempo, in testa, così ho inserito Gianluca nel secondo volume della serie, ma lì non era il protagonista. Eccolo perciò, circa sei anni dopo quel racconto, in un romanzo dove è lui protagonista e voce narrante.

A un certo punto c'è questo scambio di battute:
«Ma allora non si è mai felici?»
«Accade, può durare un giorno, sempre.»
Parole che danno tra l'altro il titolo al romanzo. Si può dire che sia anche il tuo pensiero sulla felicità?

Sì, si può essere felici per un brevissimo momento oppure può durare molto più a lungo, non so se davvero per sempre in assoluto. È una cosa non prevedibile. Si può essere felici guardando il sorriso di un bambino per strada, come si può essere felici più a lungo se si trascorre del tempo insieme alla persona che si ama.

In Un giorno, sempre è trattato un tema spinoso, quello dell’omosessualità. Un tema trattato con un’incredibile delicatezza. Hai avuto dubbi (o hai) sulla pubblicazione di questo romanzo e sui pregiudizi con cui poteva essere accolto?


Ho avuto tantissimi dubbi e spesso, durante la scrittura, mi sono detto che forse dovevo accantonare l’idea. Ci sono stati periodi in cui non ho scritto per qualche mese, impegnato su un altro testo, deciso a lasciare l’opera incompiuta. Considera che Un giorno, sempre ha avuto una difficile gestazione di due anni e mezzo e un lungo editing durato sette mesi. Un incubo. Ho ancora dubbi sul modo in cui la gente lo possa accogliere, nell’ipotesi che qualcuno abbia il brutto vizio di leggere storie che qualcun altro scrive.

Speriamo che sia così!

Tu stesso hai dichiarato tempo fa di affezionarti a tutti i tuoi personaggi in modo quasi viscerale. E non stento a crederlo, vista la cura con cui racconti le emozioni di ognuno. Posso chiederti a quale personaggio ti senti più vicino, più affine? Quale in particolare ti è entrato nel cuore e ci è rimasto?

Mi sento più affine ad Andrea Marini che ama e odia la sua città e ha avuto il coraggio di abbandonarla per rifarsi una nuova vita, ma io non ho mai seguito il suo esempio. Quello che invece mi è rimasto nel cuore è Francesco, perché ha una situazione davvero complicata alle spalle, e poi è sveglio, è l’amico di tutti, per quanto soffra tanto senza darlo a vedere, e poi è un personaggio divertente e davvero forte. Vorrei avere un quarto della sua forza d’animo, della sua vitalità.

Tornando alla serie di cui fa parte, attualmente conta quattro volumi e so che ne hai in preparazione altri. Ci vuoi dare qualche anticipazione?

Il quinto volume è stato in parte scritto durante il mese di novembre 2018 durante il NaNoWriMo, una sorta di gara che prevede di scrivere una prima bozza di 50’000 parole di un romanzo. La storia sarà ambientata a Napoli e a Sorrento, come accade anche in Un giorno, sempre. Nel volume in corso d’opera il protagonista sarà Andrea Marini, ma non l’Andrea Marini ragazzo del primo volume, bensì il nonno. Quindi il quinto volume avrebbe dovuto essere pubblicato per primo, ma non necessariamente. Sarà tutto materiale inedito e leggibile in modo indipendente. Ci sarà un Andrea nipote bambino e poi adolescente, un Francesco bambino, ci sarà persino Giulia. E ci sarà anche una lettera misteriosa.

Non so se ci sarà un sesto volume, però magari sì. Sto raccogliendo pensieri e idee. Ammesso che continui a pubblicare. Scrivere sicuramente, perché mi piace, ma pubblicare non so.

Hai in cantiere altri progetti di scrittura?

C’è da completare un thriller con una componente aliena ambiento negli States.
C’è il famoso romanzo, concluso (ho già titolo, copertina e pure book-trailer), che in parte si incentra sull’editoria, dove ci sono personaggi che sono editori, editor, redattori, scrittori, ghostwriter, modelli, politici e dove regna il male allo stato puro. Tra ricatti, menzogne, immoralità, violenza, sesso e politica si mostra uno spaccato di una società fatta di gente ricca e povera che è stata spesso sulle pagine dei quotidiani grazie a certi mali affari, ma è un romanzo tosto, con diversi personaggi, e abbraccia diversi generi.

Infine c’è un romanzo sul self-publishing, ma va completato, anche se manca poco. Ho il titolo, ma non la copertina giusta.

* * *

Ringrazio Giovanni per aver risposto alle mie domande.
Un giorno, sempre è disponibile su Amazon in ebook o cartaceo.
Per conoscere tutti i romanzi di questo autore, vi invito a visitare il suo blog: Giovanni Venturi (Le parole confondono, Certe incertezze, I motivi segreti dell’amore, Un giorno, sempre).

Commenti

  1. Complimenti a entrambi per questa bella intervista. Di Giovanni ho letto Certe incertezze e Sai correre forte, condivido l'opinione di Maria Teresa, i personaggi delineati da Giovanni presentano sempre una bella introspezione psicologica e le storie sono sempre molto profonde.

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  2. Da te s'impara sempre qualcosa e le tue interviste sono praticamente perfette!
    Un abbraccio.

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    1. Grazie di cuore Nick, troppo buono! Sono solo chiacchierate, spero utili a far conoscere gli autori più a fondo :)

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  3. Giovanni scrive come un treno senza fermate, se non quella finale di pubblicazione. Alla fine sforna un romanzo all'anno, massimo ogni due. Ci fosse una casa editrice intelligente si troverebbe una serie già avviata, che potrebbe benissimo diventare una fiction su Rai Uno, pure a promozione turistica. Ma siamo in Italia... E quindi tocca arrabattarsi col self publishing e tanta pazienza! ;)

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    1. Riesco a pubblicare un romanzo all'anno perché scrivo più libri insieme. A volte mi compenetro così tanto nei personaggi che diventa un po' faticoso continuare a seguirli e quindi cambio genere e tipo di storia. Mentre scrivevo "I motivi segreti dell'amore" avevo già messo nero su bianco il primo capitolo di "Un giorno, sempre" e nel mentre ogni tanto editavo e aggiungevo qualche pagina al romanzo sull'editoria. Se avessi più disciplina potrei addirittura arrivare a un romanzo ogni sei mesi e magari iniziare anche a usare in modo efficace strumenti di markting che è vero che usato qualche volta, ma con pessimi risultati. Se ne son andati solo soldi per campagne di marketing che, ovviamente, non ho saputo impostare nel modo giusto, oppure tante persone come me non comprano vedendo il banner da Facebook. Non saprei. Per fortuna che mi piace ancora scrivere, ma a volte cado in una profonda crisi :D come ogni buon scrittore che si rispetti :) . Almeno, credo. Quelli che hanno certezze assolulte non so quanto amino la scrittura. Le cose belle sono quelle che prima o poi ci fanno soffire e mandano in crisi, poi però torna il sereno.

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