Virgjil Muçi presenta “La piramide degli Spiriti”


Felice domenica!
Per la consueta rubrica di presentazione di libri, oggi abbiamo con noi lo scrittore albanese Virgjil Muçi che ci presenta il suo romanzo “La piramide degli Spiriti
.

Sinossi

Un romanzo che è una satira dell'Albania degli anni Novanta, la parabola di un paese che dopo l'uscita dal comunismo cerca disperatamente di arricchirsi e di far parte dell'Occidente. Sorta di "antipoema" dove non ci sono eroi, tutt'al più antieroi, "La piramide degli spiriti" racconta la storia del manager americano-albanese Mark Mara, che dopo esser finito in carcere a causa di operazioni finanziarie poco pulite arriva in Albania, la terra dei suoi antenati. Quello di Mara è un viaggio dal significato anche spirituale, l'approdo in un paese che lui immagina povero e ancora immune dai vizi del consumismo. La realtà, però, è ben diversa dalla sua immagine idealizzata: in Albania brulicano le piramidi finanziarie e anche Mara decide di creare la propria, salvo poi finire travolto dal caos in cui precipita il paese quando quelle piramidi crolleranno una dopo l'altra. Per il protagonista questo sarà l'infrangersi di un sogno o l'occasione di partire per un'altra avventura non prevista?


Raccontare di una realtà decisamente drammatica e inquietante come quella albanese, non è stato semplice. Soprattutto la mia preoccupazione più grande è stata quella di narrare in maniera diretta e obiettiva, del percorso di risalita di una Nazione martoriata dal potere assoluto. Doveva essere un buon libro, con un contenuto chiaro e forte, ma non appesantire il lettore. Ho così deciso di guardare alla realtà con ironia, perché come spesso affermo, la satira risponde bene al cinismo della società e costituisce un mezzo prezioso per affrontare tematiche sociali importanti. Mark Mara, il protagonista, è un personaggio che tenta di lavare le sue colpe tornando in Albania, alla ricerca di una via pulita da seguire. Affronta un viaggio fisico Mark, lasciando un’America dove ha conosciuto l’illegalità, per tornare nella sua terra d’origine, affrontando così anche un viaggio spirituale, in cui spera consciamente o inconsciamente di abbandonare l’inferno, per raggiungere il purgatorio prima, dove espiare le sue colpe e il paradiso dopo. Purtroppo la vita gli riserva una sorpresa poco gradita e i piani di Mara vengono stravolti totalmente. Un’altra vita, un altro luogo, ma un ciclo che si ripete. L’uomo alla ricerca del riscatto, si imbatte nella corruzione e nel male, lasciandosi travolgere. Un’altalena di fatti e di emozioni La piramide degli spiriti, raccontati in chiave ironica, in cui ho cercato di esaltare l’intensità dei contenuti, senza sminuirne l’importanza. Il viaggio di Mark Mara, vuole in qualche modo essere lo specchio del percorso figurato di un’Albania sofferente, che esce dalla morsa del comunismo, che tenta una risalita in un mondo folle e in maniera confusionaria. Una Nazione che però non molla, ma che ancora oggi è in quel cosiddetto periodo di transizione, che ho voluto attraverso la figura del protagonista, rappresentare in maniera tendenzialmente comica. Nessun eroe è presente nel mio romanzo e sicuramente il protagonista non ha nulla di autobiografico, se non la peculiarità di rispecchiare il viaggio dell’Albania stessa, come ho detto sopra. Attraverso La piramide degli spiriti, che in Albania ha vinto il Premio Kadare 2019, ho voluto esprimere anche quello che secondo me è il ruolo dello scrittore oggi. Qualcuno identifica gli autori con la coscienza della Nazione, idea che non sento affatto mia. Io penso, invece, che uno scrittore debba essere identificato con una persona che cerca di dare il meglio di sé attraverso la scrittura. La penna ha un grande potere, che è quello di narrare la verità e di penetrare nella profondità della società, più di quanto possano o siano capaci di fare i media. Gli scrittori, spesso, raccontano verità scomode, fatte di quei dolori che affliggono la società, la stessa collettività che spesso non ha voce in capitolo, pur essendo la prima vittima del malgoverno. La piramide degli spiriti è un libro che non ha pretese particolari, se non quelle di sottolineare e portare alla luce le problematiche sociali dell’Albania e la sofferenza di un popolo spesso dimenticato, che però non rinuncia a rivendicare la propria identità.

Virgjil Muçi

Incipit

Quando lo aveva visto su Google Earth, l’aeroporto di Tirana gli era parso un puntino insignificante, mentre adesso che ci metteva piede gli sembrava molto più grande di quanto non lo avesse immaginato. Se avesse usato una certa coerenza logica, riflettendo in modo razionale – proprio questo gli era mancato – avrebbe dovuto accorgersi che era esattamente il contrario: bastava considerare il passato non troppo lontano di questo paese che, secondo un consolidato cliché, i media occidentali e a volte, paradossalmente, anche quelli dell’Est definivano the poorest country in Europe.
Nel migliore dei casi quel puntino poteva corrispondere a una stazione ferroviaria di provincia, ma mai e poi mai poteva essere un aeroporto (avrebbe cambiatidea solo più tardi, vedendo gli aeroporti di altri paesi balcanici che assomigliavano a scatole di fiammiferi.

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Commenti

  1. Ho letto questo libro e le faccio i complimenti. L'ho conosciuta per caso e mi sono approcciato al suo libro, devo ammettere, con una certa superficialità. Invece, mi sono dovuto ricredere, perché ho trovato una bel racconto e la capacità di esprimere con ironia fatti drammatici che hanno toccato l'Albania. Emilio

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    1. Buongiorno Emilio, grazie per il suo gradito e prezioso commento.
      Virgjil Muçi

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  2. Buongiorno signor Muci, io faccio parte di un gruppo di lettura e abbiamo condiviso sia La Piramide degli Spiriti, essendo noi anche amanti dei Balcani, che Streghe la sua fiaba. Abbiamo avuto una lunga discussione su questo libro e abbiamo tutti amato molto la fiaba. Ci ha stupito come lei sia riuscito, attraverso l'ironia a parlare di argomenti complessi, come quelli che hanno toccato il popolo albanese. Premetto che tutti noi abbiamo apprezzato i suoi libri, ma colgo l'occasione per porgerle due domande. La prima è perchè proprio l'ironia? Non era più semplice esporre i fatti in maniera drammatica? La seconda è più che altro una curiosità: a quando la sua prossima pubblicazione in Italia? Complimenti. Buona giornata Armando

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    1. Gentile Armando,
      grazie per la risposta e per aver apprezzato i miei libri. Il ringraziamento va a tutto il gruppo di lettura. Ho scelto di narrare in chiave ironica, perché trovo che la satira sia la giusta risposta al cinismo della società e che costituisca un ottimo mezzo per affrontare le tematiche sociali. Certo, sarebbe stato forse più semplice raccontare in chiave drammatica, ma credo che si possa informare senza appesantire la drammaticità già esistente, che in qualche modo arriva comunque al lettore. Sì, pubblicherò a breve un romanzo in Italia, spero entro la metà del 2021. Grazie ancora per il suo prezioso e gradito commento
      Virgjil Muçi

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  3. Buongiorno Virgjil, anche io ho letto entrambi i libri citati e mi riservo di leggere anche Fiabe Albanesi. Mi ha stupito la tua capacità di scrivere fiabe e poi un libro come La Piramide degli Spiriti. Penso che si possa sempre scrivere bene, ma quando uno scrittore va verso generi letterari differenti mi affascina sempre. Ho letto di te su internet e ho visto che in Albania hai pubblicato tanto. Mi piacerebbe sapere il riscontro ricevuto dal pubblico in Italia e in Albania. Mi incuriosisce sapere come popoli di due Nazioni così diverse possano accogliere un libro come La Piramide degli Spiriti per esempio. Grazie per la risposta che darà. Nadina

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    1. Cara Nadina,
      grazie per le tue parole. Il consenso del pubblico per forza di cose è differente riguardo ad alcune pubblicazioni, mentre è sicuramente unanime per altre. Posso dire che la mia esperienza di scrittore trae soddisfazione dal consenso albanese, come lo trae da quello italiano, se pur consensi di natura differente e di ottica diversa. Penso che un libro scritto con obiettività, non allontanandosi dai propri canoni di scrittura e dalle proprie idee, possa sempre essere apprezzato. Spero di aver soddisfatto la tua curiosità. Un saluto
      Virgjil Muçi

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  4. Buongiorno Virgjil, io non la conosco, non ho mai letto nulla di suo, ma questa bella presentazione e quanto leggo dalle recensioni su internet, mi ispirano molto e penso che sarà sicuramente il prossimo scrittore che leggerò e seguirò. Sono amante dell'Albania, ho trascorso diverse vacanze e con la pensione spero di trasferirmi. A presto Sergio Iacovone

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    1. Buongiorno Sergio,
      grazie per il suo commento. Sarò felice di averla tra i miei lettori e potermi confrontare anche con lei.
      Virgjil Muçi

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  5. Anche io ho letto questo libro in un gruppo di lettura e ricordo che quello che ne è scaturito è stata una bella discussione, soprattutto su quanto giusto o sbagliato sia affrontare tematiche drammatiche in maniera sarcastica. Devo dire che io ho molto apprezzato il tuo modo di scrivere, sei diretto, non fai giri di parole. Qualche pecca forse nella traduzione, ma non dipende da te. Mi è piaciuta molto la tua maniera di sdrammatizzare e di presentare il protagonista, come una persona che prova a risalire la china, che cerca di non arrendersi. Mi chiedevo se fosse in parte autobiografico. Grazie. Ho letto che pubblicherai a breve, sicuramente sarò tra le tue prime lettrici. Ciao Virginia

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    1. Cara Virginia,
      grazie per le tue parole. Tutto quello che un autore scrive è in parte autobiografico. In realtà il protagonista, Mark Mara, non ha nulla a che vedere con me o con qualcuno vicino a me. Sicuramente, però, rispecchia parte della mia storia e di quella del mio Paese, che ancora vive nel periodo di transizione. Il viaggio del protagonista, in qualche modo, rispecchia il percorso evolutivo della mia Nazione. Sarà un onore per me, averti tra i miei primi lettori.
      A presto
      Virgjil Muçi

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  6. Ciao Virgjil, io ti ho conosciuto al Salone del libro 2019 e già mi era piaciuto il tuo modo di approcciarti. Ho letto questo libro, a dire il vero due volte, la prima volta non avevo colto il vero senso e mi è piaciuto. A questo punto leggerò anche gli altri. Bravo complimenti vivissimi.

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    1. Caro lettore,
      grazie per il tuo gradito e apprezzato messaggio.
      Virgjil Muçi

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  7. Io non ho ancora letto niente di suo, ma sono da sempre sensibile ai problemi che hanno toccato i Balcani. Sicuramente il suo libro sarà la mia prossima lettura. Ho sbirciato su internet e ho letto che lei è in politica. Come concilia il suo ruolo con quello dello scrittore? Glielo chiedo in quanto sono convinto che chi fa politica non possa avere la giusta sensibilità. Cordialmente Franco

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    1. Gentile Franco,
      grazie per il suo commento. In realtà, io non sono in politica, ma sono un diplomatico, che è una cosa totalmente differente. Detto questo, sono del parere che il lavoro svolto e la scrittura possano essere due mondi a sé nella vita di un uomo. Quindi, paradossalmente, anche chi fa politica e non è il mio caso, penso possa avere la giusta sensibilità per poter scrivere.
      Saluti
      Virgjil Muçi

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    2. Quindi lei ritiene che un diplomatico non c'entri nulla con la politica? Io credo che qualcosa ci abbia pure a che fare. Sarebbe come dire che gli spaghetti, sono spaghetti e non pasta. Non so se mi spiego. Comunque mai visto un politico scrivere con sentimento, ma sarò strano io. Cordialmente Franco

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  8. Salve, una mia amica mi ha segnalato questa presentazione ed effettivamente anche io ho letto i tuoi libri. Bello questo romanzo, ma sono rimasta affascinata dalla fiaba, Streghe. Hai un modo di scrivere inusuale. Non hai presentato il solito protagonista principe azzurro, ma uno davvero originale. Poi mi piace come sottolinei i concetti. Scriverai ancora fiabe? Spero di sì. Ciao

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    1. Cara lettrice,
      grazie per il tuo commento. Se scriverò ancora fiabe? Lo spero. Quello che è certo, è che Streghe vi riserverà una bella sorpresa.
      Saluti
      Virgjil Muçi

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  9. Grazie per essere stato con noi, Virgjil.

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