Grazia Gironella presenta “Tutti gli amori imperfetti”



Buona domenica! Il romanzo che vi propongo quest'oggi è “Tutti gli amori imperfetti di Grazia Gironella
Come di consueto per questa rubrica sarà la stessa autrice a raccontarci in prima persona qualcosa della storia, ma avendo letto questo romanzo da pochissimo tornerò anche io presto a parlarvene (e vi anticipo che mi è piaciuto moltissimo).

Sinossi

“C'è una cosa che voglio fare, se devo morire. Se non ho più niente da perdere.”

Viola arranca in una vita che non la soddisfa, con amici che non sono più tali. Ha bisogno di ritrovare se stessa, dopo l’episodio destabilizzante avvenuto con Corinna, sua amica d’infanzia. Mac è un ragazzo introverso, in guerra con la famiglia, disposto a compiere scelte difficili per rispettare i valori in cui crede.
Il loro è più uno scontro che un incontro, finché non compare Jamila, una ragazza di origini marocchine fuggita di casa, che si nasconde in un capanno alla foce del fiume.
Viola e Marco, sempre più coinvolti in una situazione che va oltre le loro possibilità, per aiutarla corrono dei rischi imprevisti. Perché ad amare si impara, ma non c’è niente di più pericoloso dell’amore.


Per un autore, le storie possono nascere in molti modi diversi. La loro genesi di solito affascina chi non ha mai scritto, ma stranamente affascina ancora di più chi scrive. Il piccolo seme da cui ha origine un racconto o un romanzo è spesso facile da individuare, mentre il processo che gli permette di diventare una storia con tutti i crismi è molto più inafferrabile.

Per me ad accendere la miccia è sempre la combinazione di due o più elementi. Finché non si crea quell’alchimia, anche le idee migliori restano nel loro limbo. Nel periodo in cui cercavo una nuova storia da scrivere, due argomenti in particolare mi facevano riflettere: la situazione degli animali negli allevamenti intensivi, che la lettura di Se niente importa di Jonathan Safran Foer mi aveva fatto conoscere in tutta la sua crudezza, e il dramma di Sanaa e Hina, due ragazze – temo non le uniche – uccise dai rispettivi padri perché avevano voluto vivere secondo lo stile occidentale.

Sono temi importanti, che mettono soggezione. Un romanzo, però, non è il luogo dove predicare le proprie idee o arruolare seguaci. Come autrice, io volevo parlare di esseri umani; perciò non è strano che dalle mie riflessioni sia nato qualcosa soltanto quando questi temi hanno incontrato i due protagonisti che ora si alternano nella narrazione.

Mac e Viola sono adolescenti in cerca di una propria identità in un mondo che non li soddisfa. Mac ha deciso di allontanarsi dalle ipocrisie della famiglia e condurre una vita faticosa da studente-lavoratore; Viola sopporta la compagnia di amici con cui da tempo non ha niente in comune, in attesa di capire chi è e cosa vuole essere, dopo un episodio destabilizzante vissuto con Corinna, amica d’infanzia. Mac e Viola hanno ben poco in comune, salvo il disagio e l’intensità con cui vivono le rispettive situazioni. Non basta essere adolescenti e frequentare la stessa scuola per avere qualcosa da condividere.

Ma il “qualcosa”, dopo il primo incontro-scontro di Viola e Mac, diventa un “qualcuno”: una ragazza di origini marocchine si nasconde in un capanno alla foce del fiume. Jamila non vuole, non può tornare a casa. Il suo problema si impone su tutto il resto e coinvolge Viola e Mac in un tentativo che sa di buona volontà, ma anche di follia; perché le vite non sono facili da aggiustare e dirigere, soprattutto quando della storia fa parte anche chi viene meno alle proprie responsabilità, chi impone, chi tesse intrighi. Si può gettare la spugna e lasciare Jamila al suo destino, ma non è questa la strada scelta da Mac e Viola, che per aiutarla rischiano la vita, in nome di un lieto fine tutt’altro che scontato.

Tutti gli amori imperfetti è una storia d’amore, inteso in tutte le sue possibili declinazioni – un amore imperfetto come lo sono gli esseri umani, ma potente al punto da modificare la realtà. I protagonisti sono ragazzi, ma il romanzo è per tutti.  

Grazia Gironella

Incipit

Nella penombra il caldo è soffocante. Il fruscio del canneto contro le pareti di legno del capanno si accende in ondate furiose, che ogni volta si smorzano a un sussurro, fino alla raffica successiva.
Mac si allontana dalla fessura cui si è appostato mille volte negli ultimi giorni, nella speranza di intravedere qualcuno a portata di voce. Senza successo.
Viola, seduta a terra, lo guarda. Intorno agli occhi ha ancora tracce di trucco sciolto.
«Quanto tempo ci resta?»
Mac non risponde. Si porta indietro i capelli umidi con le dita graffiate, si volta verso di lei. Le sue iridi luccicano nere come ali di corvo nel raggio di luce che filtra da una crepa nella prigione.
«Sai cosa ho pensato. Del tempo che ci resta.»
Lei tace.
«C’è una cosa che voglio fare, se devo morire. Se non ho più niente da perdere.»
Si avvicina lentamente a lei, come se i pensieri che ha in testa lo impacciassero. Si inginocchia al suo fianco. Allunga una mano e con la punta di due dita le sfiora la spalla, fa scendere di pochi centimetri la maglietta. Viola rabbrividisce sotto le sue dita.
Mac si lascia scivolare al suo fianco. Ancora i loro corpi non si sfiorano.
«È l’unica cosa importante» sussurra lui. «Capisci?»
Lentamente, lentamente, avvicina il viso a quello di Viola e cerca le sue labbra.


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Commenti

  1. Molto bello il libro!!!!!
    Grazia come te, Maria Teresa, sa scrivere! :)

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  2. Non l'ho ancora letto, l'incipit è molto promettente. Sulla scrittura di Grazia non ho alcun dubbio, ho letto da poco Veronica c'è, prima o poi arrivò anche con questo libro.

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  3. Arrivo, senza accento...scherzi da iPad

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  4. Grazie dell'ospitalità, Maria Teresa! :)

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  5. Una autrice che adoro ospita un'autrice che adoro. Cosa può venirne fuori, se non un bell'articolo? Grazia ancora sui temi dell'adolescenza e della differenza. L'ho acquistato ma non l'ho ancora cominciato ma questo racconto da "dentro" mi piace molto. Brave entrambe

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  6. Una penna che scrive bene la vedi già dalla presentazione, se sa coinvolgerti in quattro righe, ben scritte, dirette, senza incespicare, in armonia.
    In memoria di Sanaa e Hina dunque? Ma mi promettete che finisce bene, senza spoiler? :)

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    1. Tu tieni presente che io vedo sempre la luce in fondo al tunnel. I finali tristi e basta non mi vengono proprio. Ma forse è meglio sentire il parere di Maria Teresa, che è più obiettiva. :)

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    2. Scusatemi, mi ero persa questi commenti!
      @Barbara puoi stare tranquilla perché il lieto fine c'è ^_^
      Neanche io amo i finali tristi e in questo caso ci sarei rimasta davvero male.

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