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Stefano Monteghirfo presenta “La confraternita del tempo”

Buona domenica! Quest'oggi vi propongo una nuova presentazione di libri. L'autore che ospito è  Stefano Monteghirfo , che ci parlerà del suo romanzo  “La confraternita del tempo”. 

Promozione: errori da non fare

Fonte Pixabay

Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che rispetto ai miei primi libri, quando dedicavo anima e corpo a farli conoscere, mi sono terribilmente impigrita e la promozione si è ridotta ai minimi termini. Da quando è uscito l'ultimo romanzo (un mesetto fa) devo riconoscere di aver rallentato molto le attività promozionali, o per meglio dire le ho concentrate, mentre in precedenza ero molto più dispersiva. 

Diciamocelo, la promozione è uno degli aspetti più spinosi per gli autori e commettere errori dovuti a inesperienza o altro è molto facile.

Il mio primo anno da self-publisher è stata oggetto di un post di parecchio tempo fa (A qualcuno piace self) dove vi ho provato a trarre un bilancio, per quanto necessariamente sommario, sulla auto-pubblicazione del mio secondo romanzo. Fare pubblicità non è certo una capacità che si possa imparare dall'oggi al domani. In più se ci mettete pure un carattere poco incline a questo genere di attività, avrete una pessima combinazione.

Oggi dunque vorrei condividere con voi a questo proposito quelli che secondo me sono sbagli da non fare quando si promuove un libro. Sono considerazioni basate sull'esperienza personale ma anche sull'osservazione. Ma come sempre non prendete tutto per oro colato, perché in questo genere di situazioni non esistono regole ferree.

Non fissare una time line

Ricordo bene che per il mio primo romanzo auto-pubblicato non mi sono curata minimamente della questione dei tempi. Ovvero, appena pronto l’ebook, l’ho caricato sullo store di Amazon e il giorno dopo, voilà, era in vendita. Tutto molto semplice da un certo punto di vista. Dietro c’era l’entusiasmo di avere la mia fatica già a disposizione di tutti, la voglia di pubblicare, l’ansia di vedere cosa sarebbe successo. Poi mi sono resa conto che si può fare di meglio. 

Il lancio di un libro va preparato per tempo, in modo da farlo conoscere poco alla volta. La cosa più furba è organizzarsi con ampio anticipo e non decidere di pubblicare dall'oggi al domani solo perché Amazon te lo consente. E qui non sto parlando dell'ebook o del testo in sé ma delle piccole cose collaterali da fare, di tutto quello che riguarda la presentazione ufficiale di un'opera.

Per esempio, si possono organizzare le cose in modo da svelare prima titolo e copertina, in un secondo momento la trama e la data di uscita. E così via. Si può far sì che i potenziali lettori conoscano il libro nel corso del tempo, con post sul blog o sui social, con piccole anticipazioni. Insomma, non arrivate dall'oggi al domani con una nuova pubblicazione.

Anche le varie attività collegate alla promozione, come preparare le card promozionali, contattare i blog per segnalazioni e recensioni, vanno organizzate per tempo, anche per non trovarsi immersi in mille cose da fare tutte insieme (e quindi farle male).

Farsi prendere dalla smania appena uscito il libro

Vedo in giro molti autori che appena esce un loro romanzo partono in quarta e invadono i social con una promozione a tambur battente. Post tutti uguali in ogni gruppo, martellamento continuo più volte al giorno sul profilo e sulla pagina. E magari sono gli stessi autori non si sono visti né sentiti per mesi! Risultato: si fanno detestare. Di solito a dettare questo comportamento è l'ansia di non vendere abbastanza, la paura di fare troppo poco per la propria creatura. Tuttavia, l'esperienza mi dice che per farsi conoscere serve tempo e un'attenzione costante piuttosto che uno sprint esagerato all'inizio e poi il silenzio totale. 

Anche in questo caso, può essere utile dosare gli interventi sui social, organizzarsi in modo tale da non sparare tutte le cartucce appena uscito il libro. E soprattutto non farsi prendere dal timore di non vendere abbastanza copie nel giro di pochi giorni, magari sotto l'effetto della depressione post-pubblicazione.

Troppi tagli sul prezzo

Anche qui la paura di non vendere è cattiva consigliera. Fare sconti continui è sbagliato, soprattutto perché lascia nei lettori l'idea che il nostro prodotto valga poco perfino ai nostri occhi. Per non parlare del fastidio che provochiamo in chi ha comprato il libro a prezzo pieno. Concedere troppi sconti significa non farsi prendere sul serio.

Un tempo io facevo diverse promozioni durante l'anno. E ho regalato tantissime copie, facendo le famose promozioni gratuite su Amazon. Da un paio di anni ho cambiato registro: basta libri gratis e mi attengo solo agli sconti decisi da Amazon. E sì, funziona molto meglio, credetemi.

Fare una promozione monotona

Condividere solo il link all'acquisto, con la copertina e la trama può andare bene appena uscito il libro.  Dopo un po' diventa noioso. Brutto è anche non scrivere due righe quando si condivide una recensione o una qualsiasi altra notizia collegata al libro. Può essere utile preparate estratti, immagini, video, letture o altro, così da non essere monotoni e rendere la promozione vivace. L'interesse dei possibili lettori cala in fretta, ricordiamocelo.

Da sapere poi che le immagini catturano di più l'attenzione rispetto al semplice testo. Vale la pena spendere un po' di tempo per creare cartoline promozionali. Esistono tanti tool per farlo, non dite che non siete capaci!

Fare una promozione che non pensa al lettore

Mi arrivano spesso messaggi del tipo Ciao, ti consiglio di leggere il mio libro... No, non ci siamo. Al di là della forma sbagliata (messaggio personale troppo invasivo), non va bene neppure il contenuto, perché io lettore non mi interesserò mai a un libro di cui so poco o nulla.

Prima di tutto è fondamentale specificare il genere che stiamo proponendo. Ovvero, va fatto capire in modo chiaro ai lettori di cosa tratta il libro. Secondo, bisogna mettersi nei panni dei lettori potenzialmente interessati e capire come far sì che il nostro libro risulti accattivante. Non ha senso sparare nel mucchio senza essere specifici. Alla fin fine il cuore della promozione è tutta qui: mostrare al lettore quali emozioni gli susciterà la lettura.

Perdere tempo con attività che non fruttano

Girare come trottole sui social partecipando a mille iniziative o scrivere centinaia di mail per chiedere aiuto ai blogger per farci conoscere è utile? No. Ne ho parlato tempo fa in questo post: Promozione: massima resa col minimo sforzo. In sostanza disperdere le energie con attività promozionali che non fruttano copie vendute né visibilità, è un errore. Chiaramente senza esperienza è difficile dire cosa funziona e cosa no, quindi ci vuole tempo e anche molti capitomboli prima di capire se ciò che stiamo facendo darà risultati. 

Copiare gli altri autori

Può sembrare normale imitare altri autori più esperti nel campo della promozione, soprattutto all'inizio, quando ci ritroviamo in un territorio sconosciuto. Eppure, non è sempre un bene fare ciò che fanno gli altri. Anzi, secondo me questo è un campo in cui è importante trovare la propria strada, perché ognuno di noi ha una sua personalità, un suo modo di interagire con i lettori. 

* * *

Più avanti conto di parlare anche delle brutture varie che vedo in chi fa promozione a pagamento. Per oggi è tutto, vi lascio la parola: quali sono gli errori da non fare sulla promozione, secondo voi?

Commenti

  1. Da blogger conosco bene la smania degli autori, sai che mi piace molto segnalare \recensire gli autori senza fare differenza tra autoprodotti e pubblicati da editori. Purtroppo però c'è anche il rovescio della medaglia tipo un tale che su FB un secondo dopo avermi chiesto ed ottenuta l'amiciiza mi ha inondato di richieste di comprare i suoi libri o quantomeno di mettere un like alla sua pagina.
    Tolta immediatamente l'amicizia e totlo anche il pensiero.

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    1. Sì, non c'è altro da fare in questi casi. Anche io conosco bene l'invadenza di certi autori e mi chiedo come facciano a non capire che in questo modo si rendono solo antipatici. Purtroppo a essere disponibili ci si rimette, a volte :(

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  2. Ciao Maria Teresa,
    senza dubbio per chi adotta l'auto pubblicazione dei propri "figli" la pubblicità è un'ostacolo molto ostico, secondo me, difficile da affrontare. Molti autori si impegnano ovviamente nella creazione e sviluppo dell'opera e sono poco abbienti nella pubblicità. Lo sappiamo molto bene. Personalmente penso che in qualsiasi modo ci si muove in questo campo è estremamente facile commettere errori. Sono errori, però, che fanno, o dovrebbero far capire al lettore la genuinità del lavoro che propongono. Un lavoro che non è stato dettato da influenze, almeno spero, commerciali o da nomi altisonanti. Tuttavia sono d'accordo con te sullo scegliere ognuno la propria strada in base al carattere, esperienza. Innovazioni portano spesso curiosità, e la pubblicità vuole provocare questo, o mi sbaglio?
    Grazie
    Rosario

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    1. Purtroppo la concorrenza in questo campo è tale che si rischia di essere invisibili molto facilmente. Ovviamente noi non siamo esperti di marketing quindi è giusto quello che dici, commettiamo errori in buona fede, è normale. Di sicuro trovare una propria strada per farci conoscere invece è fondamentale e sì, la pubblicità è innovazione, originalità. Si fa del proprio meglio! Grazie per il tuo contributo Rosario

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  3. Purtroppo la promozione porta via molto tempo ed energie e spesso non c'è il giusto ritorno...

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    1. Ahimè, è verissimo. Non c'è alcuna proporzione giusta tra il tempo e le energie spese e i risultati. E secondo me proprio per questo motivo è importante spendere il poco tempo che abbiamo a disposizione nel modo più proficuo possibile, senza errori.

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  4. Condivido quello che dici, soprattutto nella fretta iniziale che si prova appena uscito il libro. Negli ultimi anni anch’io ho capito che è importante prendersi un po’ di tempo prima dell’uscita del libro per un lancio ragionato e per impostare Card e letture presso blogger volenterosi...
    Per esempio io ho trovato molto utile impostare la pubblicazione con il preorder, anche per vedere come si visualizza l’anteprima del libro sugli store, oltre a essere un modo per migliorare la sinossi (a me è capitato di correggerla magari in alcune parti, perché rileggendola mi rendevo conto che andava migliorata).
    Riguardo alla promozione, negli ultimi tempi sono diventata più pigra, non ho più voglia di postare sui social, piuttosto faccio delle promozioni su Facebook a pagamento, mi piace molto inventarmi delle card da arricchire con estratti del libro da mettere sulla mia pagina.

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    1. Anche io uso sempre il preorder, è un buon modo per organizzare tutto senza stress. Come te, faccio soprattutto ADS FB, che perlomeno funzionano. Le card sono divertenti da fare e di solito anche quelle hanno un buon ritorno. Il resto a volte dà risultati a volte no.

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  5. Come sempre i tuoi suggerimenti sono utilissimi e condivisibili. La promozione per quanto mi riguarda è molto faticosa perché il rischio di invadenza e di eccesso ripetitivo è dietro l'angolo. Il giusto equilibrio è solo una chimera secondo me, si rischia sempre di fare troppo o troppo poco. Non sono così convinta che il giro dei blog non sia utile o le mail a conoscenti per far sapere che si è pubblicato (non tutti sono sui sociale e, concordo, detesto gli abusi!) Forse non venderai tanto di più ma si genera un un risconto sociale che può fare da contorno alle vendite. Alla mia prossima pubblicazione, che è imminente, mi ripropongo di chiedere con garbo ma con fermezza di recensire su Amazon il romanzo : al netto di stelle acquistate ecc (che pena) le opinioni servono e rendono più appetibile il libro. Non per chi ti conosce bene ma per chi non sa chi sei. Leggere qualche buon riscontro è una sorta di incentivo all'acquisto, persino un parere negativo può esserlo, parlo per esperienza... :)

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    1. Grazie Elena. Hai ragione, trovare un equilibrio tra fare troppo e troppo poco è una sfida! Suscitare visibilità o quanto meno informare i lettori dell'esistenza di un libro è sempre utile, ma vanno tenuti presenti gli obiettivi a breve e lungo termine.
      Le recensioni ormai sono diventate perle rare. Neanche gli amici le mettono più, ti ho detto tutto. Solo stelline. Viva la pigrizia, insomma :(

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  6. Io non sopporto i comunicati stampa che puntualmente mi arrivano in casella di webnauta, nonostante sia nel modulo contatti sia nel disclaimer (cioè dove è scritto l'indirizzo email) ho specificato in rosso bold che non si pubblicano comunicati stampa. E nemmeno li leggo, li marco come spam, perché tali sono: informazioni pubblicitarie a cui non ho dato il consenso per l'invio.
    Così come ancora c'è l'amicizia chiesta su Facebook per poi inondarti di richiesta di Like alla pagina, appena 30 secondi dopo e poi mensilmente, finché per esasperazione, togli anche l'amicizia, tanto si è capito che è una comunicazione a una sola direzione.
    Poi certi errori li ho visti anche da parte di piccole case editrici, che avrebbero molto da imparare ad osservare invece come si muovono self-publisher come te o altri che conosciamo. Purtroppo essendo piccole aziende, non possono permettersi un ufficio marketing né un social media manager, ma questo non li scusa da certe cadute di stile. Ho visto delle grafiche promozionali realizzate da case editrici che mi fanno rizzare i capelli alti alti (e ce li ho belli lunghi adesso :D )
    Poi alla fine credo che la miglior promozione sia quella che passa dal personal branding continuo: non è solo l'uscita del romanzo, è proprio la presenza dell'autore che va curata, per tempo e con costanza.

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    1. Ci sono comportamenti che più che sbagliati a me sembrano maleducati. E la cosa peggiore è che non si capisce che così facendo, si ottiene l'effetto contrario.
      Per il resto, è vero che diverse case editrici non sanno come muoversi in questo ambito. E no, non si possono scusare per le mancanze di risorse perché quello che manca è la buona volontà. Non dico che siano tutte così, per carità ci sono molti professionisti in giro, però alcune piccole CE sono proprio un disastro in questo campo.

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  7. La mia piccola esperienza ti dà ragione su tutto, ma in fatto di autopromozione non ho ancora trovato la "mia" strada. Anziché migliorare, rischio quasi di rinunciare. In questo momento lo trovo un peso notevole, anche se è un lavoro benemerito.

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    1. Secondo me questo è un campo in cui c'è bisogno di prendersi ogni tanto delle pause. O perlomeno io sono giunta a questa conclusione. La promozione è un lavoraccio che rischia di sopraffarci soprattutto perché non è il nostro settore. E quindi di tanto in tanto più che rinunciare penso occorra dedicarsi semplicemente ad altro.

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