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Elena Ferro presenta “Così passano le nuvole”

Sinossi


Luce è bella e intelligente, ai vertici di una grande multinazionale che a Torino gestisce i servizi idrici dell'area metropolitana. È sulla cresta dell'onda.
Se non fosse per quelle piccole difficoltà nelle relazioni con gli uomini, si potrebbe dire che la sua vita sia perfetta. E invece no.
Quando l'amore (e la politica, suo malgrado) irrompono nella sua vita è costretta a procedere, a testa bassa, verso una meta che non riconosce più.
Sarà il dolore che investe la sua famiglia e lei stessa che, invece di travolgerla, le darà la forza e il coraggio per cambiare direzione e cominciare a vivere, davvero, la sua vita.
Luce appartiene a una generazione che non si identifica più nei modelli esistenziali del passato ma non ha costruito un'alternativa. In questo transito così complicato, fatto di emozioni, tradimenti e smarrimenti, l'unica soluzione per Luce è essere fedele a se stessa.

Mia ospite oggi è l'autrice Elena Ferro che ci presenta il suo romanzo“Così passano le nuvole”. Scopriamo insieme di cosa tratta la storia.

Così passano le nuvole racconta la storia di Luce, una donna non ancora quarantenne che vive a Torino con il suo cane Mac. Luce ha una carriera a portata di mano nell'azienda in cui lavora, una multinazionale francese che gestisce i servizi idrici della città e che pensa a lei come futura Presidente.
Sembra tutto in discesa, ma qualcosa si incrina. Un ambiente di lavoro sempre più coercitivo la costringe a sacrifici personali come lavoratrice e come donna.  Anche le relazioni affettive ne risentono.
Vorrebbe che la relazione con Maurilio, un politico di professione, si consolidasse, ma qualcosa lo allontana da lei, costringendola a lunghe serate solitarie con l'amica Sabrina, pronta a sostenerla e a risvegliarla dal torpore.
In questo lento e sistematico fluire, accade qualcosa che rimescola le carte e rimette tutto in discussione. Il fratello di Luce, Fabio, professore universitario precario che vive la sua omosessualità senza riconoscerla, si ammala gravemente e i dolori del passato cominceranno a riemergere, costringendo ciascuno dei protagonisti a guardare negli occhi se stesso.
Solo in quel momento Luce e Fabio vedranno chi sono veramente e daranno vita, ciascuno per sé, a quei cambiamenti di cui sentivano fortemente il bisogno.

Avevo voglia di raccontare la decadenza umana e culturale della società borghese degli anni novanta, centrata sul mito del progresso individuale e della carriera ad ogni costo, della politica del dire che si scontra con la necessità di agire, sulla coerenza e sull'autonomia.
La protagonista di Così passano le nuvole rappresenta la complessità materiale ma anche la pressione sociale e psicologica che le donne subiscono nel mondo del lavoro, un lavoro sempre più fragile e precario, in cui i valori fondamentali non sono il sapere e la competenza ma la fedeltà.

La scelta del nome Luce è ricercata e fortemente voluta: un gesto di ottimismo che guida tutta la narrazione riportandoci alla fine a guardare un cielo senza nuvole, spazzate via da un soffio di vento.

Quando ho lasciato andare il mio romanzo, ovvero quando è stato finalmente pubblicato e ha cominciato a vivere una vita propria, mi è stato chiaro che Così passano le nuvole fosse in realtà un romanzo sulla solitudine di una generazione che ha perso i riferimenti esistenziali del passato e che fatica a crearne di nuovi. Una generazione smarrita.
Scriverlo mi ha fatto maturare una profonda convinzione: quando tutto è perduto, l'unica cosa è restare fedeli a se stesse.

Ha molta importanza per me questo romanzo, non solo perché è il primo, ma perché mi ha tirato fuori definitivamente da una condizione personale di dolore e fragilità. Quando mio padre si ammalò di tumore l'ho accompagnato verso la fine meno dolorosa possibile, congedandomi da lui gradualmente, e mi sono accorta che avevo bisogno di fare il punto con me stessa, con chi ero diventata e con chi avrei voluto essere.
È stato in quei momenti che ho deciso di dare gambe a una passione che avevo sempre avuto ma che avevo messo in un cassetto, per insicurezze e, appunto, fragilità che mi avevano bloccato.
Quando l'ho terminato ho provato un senso di libertà incommensurabile, credo che ne troverete traccia nella narrazione.
E sapete cosa ho imparato? Che il dolore non è sempre un fatto negativo, ma a volte è capace di far fare alle persone i cambiamenti che sono necessari.

Così passano le nuvole è stato come aprire una finestra sul cielo e far entrare aria pulita nella mia vita, ha nutrito una parte di me che era rimasta troppo a lungo in silenzio. Ora è come se respirassi con un polmone in più.
Spero che leggerete e apprezzerete questo piccolo ma significativo lavoro che vi terrà compagnia e vi farà forse un po' riflettere su dove stiamo andando e su voi stesse.

“Dopo quella lunga stagione di nubi e di pioggia, adesso poteva aprire le porte al vento. È così che passano le nuvole – pensò Luce, sorridendo”

Elena Ferro

Incipit


Luce entrò nel suo ufficio all’ultimo piano con lo stesso fare deciso di tutti i giorni.
La pioggia aveva colorato di grigio il cielo fino a confonderlo con gli angoli dei palazzi del centro storico mentre le sue décolleté nere schivavano di tanto in tanto una pozzanghera, giungendo sicure alla meta.
Il suo ufficio si trovava in uno stabile prestigioso dei primi del '900 che mostrava orgogliosamente la sua appartenenza a quello stile architettonico, di derivazione Belle Epoque, che fu il Liberty torinese. Quanto amava quei fiori e quei colori pastello che la facevano sentire in un posto unico, una privilegiata.
La Società per cui lavorava aveva acquisito la palazzina da circa tre anni, facendo l’offerta giusta al momento giusto. La proprietaria, una vecchia signora della borghesia cittadina che viveva in quel grande palazzo con la sola compagnia dei domestici, si era spenta in solitudine e carente di affetto, se si esclude quello che di tanto in tanto le riservavano i gatti che di giorno scorrazzavano liberi per il quartiere, raggiungendola ogni sera per passare la notte al caldo.

Ebook o cartaceo in vendita su: 
Amazon e altri store online.

Blog dell'autrice: Volpi che camminano sul ghiaccio

Commenti

  1. A pelle sa di molto bello e mette curiosità, tanto da indurmi ad acquistarlo.

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    1. Ciao Nadia, sono molto felice che ti incuriosisca e spero che tu decida non solo di acquistarlo ma anche di leggerlo.... Non c'è cosa più bella per un'autrice che essere capace di toccare, seppur da lontano, il cuore delle sue lettrici e dei suoi lettori... Maria Teresa mi ha regalato una bella occasione. Anche questo tema, quello del dono e della solidarietà, è argomento a cui sono molto affezionata, specie tra donne ;)
      Aspetto il tuo parere, intanto un abbraccio

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    2. Ah non c'è dubbio che appena mi arriverà a casa lo metterò in cima alla pila sul comodino, ormai sono divorata dalla curiosità. Amazon dice martedì quindi mi tengo pronta.

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  2. Ciao Elena! Anche questo libro me lo devo leggere prima o poi! (si può chiedere il part time con la scusa "ho troppi libri in arretrato da leggere"?)
    "Che il dolore non è sempre un fatto negativo, ma a volte è capace di far fare alle persone i cambiamenti che sono necessari."
    Beh, intanto non ci sarebbe webnauta. E poi credo che senza il dolore non ci sarebbe nemmeno l'arte...ma questo è un concetto che sto cercando di sviscerare nel prossimo racconto.

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    1. Ciao Barbara, una volta c'erano le 150 ore per l'istruzione di base. Dovremmo introdurre una quota di ore extra per aggiornamento, formazione culturale in itinere, che so, qualcosa del genere! ;)
      Comunque questo romanzo sono sicura che lo divoreresti!
      Una volta durante una presentazione ho fatto questa affermazione, in cui credo molto, e un ex primario di psichiatria, presente alla mia presentazione, ha fatto un sussulto. Non ha osato dire nulla davanti a tutti, poi mi ha raggiunto e mi ha detto: "Se ogni mio paziente potesse accettare questa considerazione nella sua vita, io lavorerei la metà"
      Credo che il dolore, come l'intima gioia, proprio per le sue caratteristiche di forte carica emotiva, siano capaci di produrre arte, in tutte le sue forme, come giustamente osservi. Bisogna solo trovare il modo di trasformarlo...
      Grazie per la tua attenzione

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  3. Leggendo la trama di questo romanzo mi è subito venuta voglia di leggerlo, lo sento molto in sintonia con il mio modo di pensare, sarà perché anch'io ho attraversato grandi momenti di dolore, non ultimo la perdita di mio padre per un tumore, oltre alla consapevolezza amara e disincantata che accompagna ormai la nostra generazione.

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    1. Ciao Giulia, in effetti il tema generazionale è molto forte per me in questo periodo, anche nel blog ogni tanto ci torno....
      Sono convinta che se non fossimo già grandicelli dovremmo proprio parlare di uomini e donne in cerca di autore, di riferimenti, di uno scopo. Gente capace ma imprigionata in schemi fatti da altri, persone da poco che decollano perché usano gli strumenti giusti. Qualcosa con cui districarsi, una bandolo della matassa, servirebbe....
      Luce, la protagonista del romanzo, alla fine indica una possibile strada. Ma ciascuno ha la sua. La sfida però è cercarla!
      Spero che tu lo legga prestissimo e poi ti faccia viva per sapere se ti è piaciuto!!
      Grazie

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  4. Ottima presentazione! Mi ha conquistato! Mi segno il titolo.

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  5. Questa presentazione ha colpito positivamente anche me, mi sembra una storia interessante e mi è piaciuto come ne hai parlato. Grazie Elena per aver partecipato!

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    1. Grazie Maria Teresa a te per l'occasione che ci hai offerto e che oggi consente a me di raggiungere più persone con il mio romanzo. Mi fa molto piacere che la presentazione ti sia piaciuta :)

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  6. Luce! Che nome meraviglioso! Tutto un programma. Nonostante i dolori, le sofferenze, le incomprensioni, i problemi che la vita ci pone davanti come ostacoli da superare. A volte, penso, che nulla venga per caso! Neanche gli eventi negativi o nefasti. Tutto può avere una soluzione, un nuova via da seguire per migliorarci. Per usare un termine di origine orientale, a volte, il nostro karma ha bisogno di essere rivisitato e agire di conseguenza. In fondo al buio c'è sempre una Luce. Grazie a Maria Teresa e ad Elena.

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    1. Sì, il nome Luce è stato molto pensato e cercato, proprio per quello che poteva evocare.
      In fondo al buio c'è sempre una Luce è un bellissimo pensiero, credo che lo utilizzerò in seguito! Grazie, Giuseppe

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