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#imieiprimipensieri - Senza rete di sicurezza



Una decina di giorni fa Chiara Solerio sul suo blog Appunti a margine ha proposto agli altri blogger un esperimento di scrittura di getto, una sorta di gioco in cui ognuno scrive per venti minuti un post  “così come viene”, senza rileggere, modificare, correggere.

Ho deciso di partecipare anche io ed è stata durissima! Dopo aver letto i post degli altri partecipanti, la mia impressione è stata di aver ricevuto l'invito a un party del tipo vieni come sei vestito e di presentarmi in tuta e ciabatte, mentre tutti gli altri sono in abito lungo... Ma mettersi in gioco non fa mai male, dunque eccovi qui il mio post in tutta la sua bruttezza.

* * *

Mi sembra di fare un esame, uno di quelli per cui non sono preparata e che mi scatenano l’ansia a mille. Una parte di me si è pentita un secondo dopo aver accettato di partecipare alla sfida proposta da Chiara. Scrivere di getto senza mai correggere e tornare indietro? Okay, l’idea mi stuzzicava ma poi ho cominciato a farmi mille paranoie e ha preso il sopravvento l’insicurezza. La verità è che mi sono resa conto di scrivere sempre meno. O meglio scrivo tanto tutti i giorni, ma sono mail, messaggi, chat, post. Ma quello che vorrei magari scrivere davvero, no. Di quello scrivo un riga ogni tanto, non è più come un tempo, che ne so, dieci, venti anni fa, quando le parole scorrevano fuori facilmente. Ora mi sembra tutto più complicato, paradossalmente non aiuta affatto scrivere al computer. Perché ci dà l’illusione di poter scrivere più liberamente, tanto poi torno indietro, cancello e modifico, e invece questo ci rende meno riflessivi, meno spontanei, più controllati. Insomma, scrivo sempre di meno. Forse perché c’è il Controllore dentro di me che a un certo punto ha preso il potere e verifica tutto quello digitano le mani. E anche ora che mi sono imposta di non tornare indietro e rileggere, è lì alle mie spalle che mi sussurra di stare attenta, di scrivere più lentamente così eviti di fare cavolate e disseminare refusi. E mi ricorda degli altri che hanno già fatto quest’esercizio, ma non hai visto quanto sono bravi? No, tu non puoi farcela, hai bisogno di rileggere. Dio mio, ma quando finiscono venti minuti? Chiara, quasi quasi alla fine ti dico che il post me lo ha mangiato il gatto e non posso pubblicarlo... Ma come si fa a non farsi più controllare così, a recuperare la spontaneità di quando si comincia a scrivere? A volte mi sembra di invidiare quelli che mi scrivono con entusiasmo perché hanno appena iniziato una storia e davanti a loro hanno la passione che li trascina e non conoscono l’angoscia del Controllore. Di recente mi sono scoperta anche un po’ cinica e devo frenarmi per non dire loro: Ehi, goditi questo momento, perché poi le cose cambiano. Adesso pensi di avere tutto il mondo in pugno, sogni a occhi aperti di diventare il nuovo Stephen King e che un grande editore resterà a bocca aperta di fronte al tuo romanzo, ti stenderà un tappeto rosso implorandoti di poterlo pubblicare. Ma poi cresci e capisci che il mondo, la realtà, non funzionano così. Che devi combattere persino per farti leggere. Come direbbe Marco, c’è un lupo cattivo sempre in agguato. Okay, non so neppure io cosa diavolo sto scrivendo. Vedete cosa succede se non c’è il Controllore? Maledizione, Chiara, ma cosa mi fai fare? Però mentre scrivo penso anche che dovrò provare a farlo con il romanzo, perché magari quel qualcosa che si inceppa in continuazione, che mi fa procedere con la lentezza di un bradipo, forse si sbloccherà. E le parole smetteranno di essere così faticose, così dense, che ognuna di loro sembra una goccia del mio sangue. Forse smetterò di pregare la Musa che torni da me, perché mi manca, oh quanto mi manca, quella sensazione che ti travolge, che ti fa correre alla tastiera prima che le idee ti sfuggano via.
Il tempo sta per scadere e io già so di aver scritto qualcosa di impubblicabile. Credo di essere convinta sotto sotto di scrivere davvero male, senza una rete di sicurezza, senza sapere prima cosa dire, senza qualche appunto. E ora che rileggerò (ma non correggo, giuro) ne avrò la conferma. Ciao, ciao.

Commenti

  1. E invece no, scrivi davvero bene. Il tuo brano parla di una grande insicurezza che in realtà non ha ragione di essere. Perché, mi chiedo, in scrittura come in altri campi, ci sono insicuri di talento che si autocensurano e un sacco di idioti pieni di sé che appestano il web con le loro improbabili autoproduzioni, rendendo difficile la vita a chi invece le capacità ce le ha eccome.

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    1. Mamma mia, grazie infinite, Antonella, questo è un enorme complimento per me ^_^ Mai come in questo periodo in effetti sto toccando livelli simili di insicurezza, con conseguenze disastrose sulla mia voglia di scrivere. Spero sia solo una fase destinata a passare.

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  2. Mai letto e assaporato così volentieri. Mi spiace solo ti manchi il tempo da dedicare alla tua passione e poter presto leggere il nuovo libro, ma non penso quell'entusiasmo iniziale sia esaurito, solo ora sai molto bene a cosa vai incontro. Forse è questo a trattenerti a pensare che al primo errore tutti salteranno in aria gridando "errore!" puntando il dito. Invece no, quel Controllore solo dopo farà il suo ottimo lavoro e dimostrerà a tutti di che stoffa sei. Ottimo esercizio di scrittura di getto.

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    1. Grazie Nadia! Direi che oscillo molto tra entusiasmo e stanchezza, e hai ragione nel dire che la consapevolezza dei limiti e di tante altre cose diventa un potente freno. Questo tipo di esercizi aiuta a comprendere se stessi, non è cosa da poco.

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  3. Sei riuscita a intercettare perfettamente la riflessione che mi ha spinto a creare questa iniziativa, in parte legata al backstage: sono state soprattutto le nuove tecnologie informatiche a portare freddezza alla nostra scrittura e a portarci via la scintilla che ci faceva muovere la mano sul foglio, senza mai fermarci. Con il computer, la scrittura ha smesso di essere un'arte ed è diventata meccanica. Anch'io, che pur faccio sempre di getto la prima stesura di ogni capitolo, mi "infogno" ogni volta che rileggo. Invece, vorrei arrivare fino alla fine intervenendo il meno possibile e riuscire a portare la prima stesura già a un buon livello. Parliamoci chiaro, Maria Teresa, i post scritti di getto che ho letto in questi giorni, compreso il tuo, pur sembrando (ma lo sono davvero?) meno perfetti di altri, trasmettono molto di più. Perché sono veri. E penso che affronterò l'argomento in altri articoli, per aiutare me stessa, e di riflesso anche voi, a liberare la nostra scrittura dalla gabbia in cui l'abbiamo rinchiusa. :)

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    1. Sono contenta di aver partecipato, a posteriori mi viene da dire che è stato un uscire dalla zona confort molto salutare. Come dicevo a Nadia, ho l'impressione che questo tipo di esercizi vada ben oltre l'essere un gioco, ma aiuti a conoscersi. Spero dunque che parlerai ancora di questo argomento, anche perché da quello che emerso nei vari post, siamo in tanti a vivere il problema del troppo controllo.
      Sì, scrivere al computer comporta degli enormi vantaggi, ma la possibilità di tornare indietro e cancellare ci impedisce di pensare prima a cosa scrivere e ci porta a rivedere continuamente il già scritto. Dovremo forse provare a scrivere a mano le nostre storie?

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    2. Sì, ne riparlerò perché l'idea non è quella di scrivere un unico post, ma di intraprendere un vero e proprio percorso. Ho in mente considerazioni ed esercizi, credo che questo sarà il tema caldo della stagione, perché è un aspetto su cui anch'io intendo lavorare. Forse (se riesco) già domani farò un primo bilancio su quanto emerso dai vostri post... e forse proprio con un post di getto. :-)
      Scrivere a mano sicuramente aiuta, ma dobbiamo fare i conti con la tecnologia quindi, secondo me, il segreto è riuscire a non "mentalizzare" l'utilizzo del pc.

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  4. Non conoscevo l'iniziativa di Chiara e nemmeno il suo blog (imperdonabile, vero?) e devo dire che trovo l'iniziativa gagliarda e assolutamente opportuna. Ha ragione Chiara: i post scritti di getto saranno anche imprecisi (ma nemmeno troppo) ma sono veri, trasmettono emozioni.
    E il tuo trasmette esattamente chi sei in questo momento. Sto leggendo Bagliori nel buio e devo dire che come spesso accade trapela completamente la tua personalità, ora lo so. E scrivi bene, non hai nemmeno fatto troppi errori di battitura, cosa che a me accade sempre, quando scrivo di getto.... Forse l'esercizio che hai fatto e che ha lanciato Chiara dovremmo farlo tutte più spesso...Complimenti!

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    1. Imperdonabile non conoscere il mio blog?
      Questa non l'avevo mai sentita! :-D
      Grazie comunque. Sono contenta che tu abbia apprezzato l'iniziativa. Anche se... ehm... il mio commento qui sopra, scritto sì di getto ma in condizioni meno piacevoli del solito, è pressoché incomprensibile. :-)

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    2. Eh sì, imperdonabile davvero, Elena! :D
      Vorrei provare a usare la scrittura di getto anche nella narrativa e vedere cosa succede. Gli errori di battitura li ho evitati perché ho scritto abbastanza lentamente, ma quando ho riletto avrei modificato praticamente tutto!
      Allora, parteciperai anche tu al gioco?
      @Chiara Non era affatto incomprensibile!

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  5. Non ti preoccupare Maria Teresa, che se partecipo io poi sicuramente ti sentirai ancora più brava!! ;)
    Sullo "scrivo sempre di meno" potrebbe venirti buono il mio prossimo post (che spero venga buono anche a me, che oltre a scriverle certe cose bisognerebbe anche metterle in pratica!)

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    1. Mal comune mezzo gaudio? Allora aspetto il tuo post sullo scrivere sempre di meno e anche quello dei primi pensieri, ma dubito fortemente che mi sentirei più brava nel leggerti! :)

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  6. E' un buon pezzo il tuo. Questo esercizio di Chiara ha messo in luce il controllo di molti e evidenziato aspetti della scrittura dei partecipanti, ha significato in qualche modo rendere esponenziali alcune caratteristiche castrate dalla revisione. Quoto Tenar, con rammarico. Sandra

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    1. Grazie Sandra ^_^ Ho avuto anche io la percezione che questi nostri post (li sto leggendo tutti dopo aver scritto il mio, per non farmi influenzare troppo) abbiano portato in luce molti aspetti del nostro scrivere, quindi è stato un esperimento interessante. Non solo partecipare in prima persona, ma anche vedere come gli altri partecipanti hanno vissuto la cosa.

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  7. Non posso che essere d'accordo coi post precedenti. Il tuo brano dei venti minuti mi ha dato un'immagine precisa delle sensazioni che stavi provando. Il crescere, penso, ci impone il raggiungimento di obbiettivi sempre più in alto facendo svanire la spontaneità. La ricerca della parola perfetta fa, spesso, svilire l'emozione del momento, e aumentare la fatica di scrivere.
    Complimenti Maria Tesera... hai dimostrato ancora una volta il coraggio di metterti in gioco senza "paracadute".
    Grazie
    Rosario

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    1. Grazie a te Rosario. Giusta la tua analisi, purtroppo. La ricerca della parola perfetta può diventare una vera ossessione. Non è facile tornare indietro, recuperare un po' di spontaneità e superare la fatica. Mi chiedo se questa sia una fase inevitabile per tutti, forse sì...

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  8. Sì, racconti sensazioni interiori comuni a noi "scribacchini" e onestamente lo fai bene, anche se hai scritto di getto e senza fare alcun editing postumo al testo.

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    1. Grazie, Ariano! E' bello sapere che non sono la sola a provare queste sensazioni. Sarebbe da capire a questo punto se è un male della nostra epoca (forse anche il fatto che qui su Internet siamo costantemente "esposti" con la nostra scrittura) o è una condizione in generale di chi scrive. Tu che hai indagato sugli autori del passato, cosa ne pensi?

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  9. Cara Maria Teresa, hai scritto i tuoi pensieri senza filtri e secondo me sono bellissimi. Ti confesso che per il mio post, pur scrivendo di getto, ho scritto con maggior lentezza per evitare almeno di scrivere parole astruse, insomma almeno parole di senso compiuto. Però scrivere di getto fa volare la mente e fa scrivere di più, magari con qualche errore ma con più spontaneità...

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    1. Grazie Giulia! Anche io ho scritto lentamente, anche se tutto il tempo ho avuto una stranissima impressione, difficile da spiegare, sicuramente diversa dal solito approccio alla tastiera. Vero che la mente vola. A questo punto mi riprometto di farlo più spesso, magari non con un post :)

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    2. Io delle volte faccio questa cosa (soprattutto quando sono in crisi e mi sembra di essere "vuota"): la chiamo "prova libera" e praticamente apro un doc, e parto, il difficile è partire, ma scrivo qualunque cosa mi venga in mente, e vedo che, da sé, la testa riesce a creare frasi compiute anche se non mi sono messa l' per scrivere di un argomento o per seguire un'ispirazione. A volte i risultati sono sorprendenti. Altre volte vedo che rallento e lì s'infila il controllo, ma se riesci a lasciarti libera questo tipo di scrittura ti dà soddisfazione e, soprattutto, ti conferma che, dentro, sei molto più ricca e capace di quanto tu non creda.

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    3. E' da provare. L'unico problema è mettersi, come hai detto tu. Forse è vero che scrivere lentamente permette al controllo di insinuarsi, quindi sarebbe meglio non farlo... :)

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  10. A me il post sembra scritto bene, di sicuro molto meglio del mio dedicato alla stessa iniziativa. Mi sa che hai letto solo gli altri e il mio no, se no saresti meno insicura :D .

    A parte gli scherzi, capisco bene le tue sensazioni. Anche a me capita di bloccarmi a volte perché penso che le cose che sto scrivendo non vadano bene Ultimamente però succede sempre meno, riesco a scrivere più di getto e senza fermarmi. O meglio, ogni tanto torno indietro e do una "pre-revisione" già mentre scrivo - la mia scrittura non è mai di getto "pura" - ma se qualcosa non mi convince passo avanti, invece di bloccarmi. Per me almeno funziona bene così :) .

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    1. E invece ti sbagli, perché l'ho letto, e non mi è sembrato affatto peggiore del mio! :D
      Io pure faccio quella che chiami pre-revisione mentre scrivo, ho cominciato a farla alcuni anni fa e la cosa è degenerata sempre più. In realtà con i post non mi capita così tanto come con la narrativa. Lì il Controllore è molto più vigile, così che lo scrivere è diventato negli ultimi tempi molto faticoso. Fai bene a passare avanti invece di bloccarti, magari hai trovato un buon equilibrio tra la spontaneità e il controllo.

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  11. Tu definisci "brutto" ciò che non lo è affatto, perché il tuo esperimento è perfettamente riuscito.
    Incredibile come dalle prove migliori emerga anche il carattere di chi scrive, e in questo tuo scritto colgo la tua ansia di fare bene, che ti caratterizza.

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    1. Mi sa che abbiamo due concetti di brutto molto diversi :) Scherzi a parte, lo ritengo un esperimento riuscito solo nel senso che mi ha mostrato con chiarezza qualcosa di cui non ero completamente cosciente. "Ansia di fare bene"... direi che hai colto bene. Grazie, Luz.

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  12. Parli di sentimenti che ogni scribacchino conosce. Forse anche gli "scrittori veri" li conoscono! (Certo che è indicativo quanto sia difficile definirsi scrittori. Sembra di essere impostori, se non si ha l'avallo di un bell'editore sostanzioso... lo stesso editore che preferisce gli autori stranieri e non esordienti, che va a pescarli tra gli autopubblicati di Amazon per non rischiare neanche un pelo, e magari dopo un mese che ti ha pubblicato ti rende invisibile sul suo stesso sito!) E' difficile bazzicare questo ambiente per lungo tempo senza sentirsi un po' disillusi. Non credo esista un rimedio a questo, perché è vero che dei nostri scritti interessa a poche persone; ma forse quelle persone sono preziose, e prezioso è l'atto di scrivere in sé. In fondo la disillusione si basa su un'illusione iniziale. Nessuna attività artistica offre progressi certi. In questo senso perdere l'illusione, ma tenere la speranza e soprattutto il piacere di scrivere, è cosa buona, sebbene non sempre facile. Bel brano, niente da invidiare agli altri! :)

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    1. Hai ragione, Grazia, dovremmo fare uno sforzo per concentrarci su ciò che c'è di positivo, di prezioso in questa attività e meno sugli aspetti che ci deludono. Vorrei davvero provare a farlo, ma non è facile, soprattutto quando nel mio caso si tende a vedere il negativo nelle cose. Però è un peccato perché la scrittura sa regalare anche momenti bellissimi... Grazie per questa tua riflessione.

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  13. Interessante esperimento... interessante il tuo risultato, il flusso di coscienza obbligato perché la mente non era pronta e allora si versa fuori così, si rovescia. Sai cosa mi ha letteralmente pietrificata (ma in senso buono, oppure - forse - nel mal comune mezzo gaudio)? Quel tuo dire delle parole dure, tu le chiami dense ed esprime appieno. Io forse direi sabbiose, come i calcoli, e pisci a fatica. Che non sempre siamo in balia dell'ispirazione travolgente che ci tira più veloce di quanto le dita possano... questo lo so, lo sappiamo. Ma ultimamente ho proprio la sensazione che il mio scrivere sia così difficile rispetto a un tempo, proprio come dici tu. Magari l'ispirazione c'è, quella hai imparato come stanarla, se non ci pensi tu, tutto sommato basta che vai a gambe larghe per la vita, a braccia aperte: qualche arbusto lo trovi sempre, lo tiri su. Solo che poi ti metti lì, e forse è colpa del pc, come dici, e le parole stanno tutte sul ciglio: c'avevi la rincorsa, gli dici "e dai, vai, no?!" e invece loro stanno lì e non si buttano. E cominci a pensare "non so più farlo, non so più scrivere." Perché lo sai anche tu, la scrittura più bella è quella che viene dall'inconscio, dalla musa, quando il Controllo dorme. E quando cominci a temere che sia il contrario, la musa si fa interminabili sonnellini mentre il Controllore veglia, ti prende l'ansia e appena inizi a scrivere, stupidamente, "controlli" che la musa si svegli.

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    1. Ciao Maddalena, hai espresso molto bene, in modo viscerale direi, certe sensazioni. Ho l'impressione che più si scriva, più venga fuori la difficoltà a tradurre in parole ciò che si riesce a cogliere a un livello profondo. Allora, forse diventa davvero importante tornare a un po' di spontaneità, perché le parole riprendano a scorrere più fluidamente.
      Mi piace quello che hai detto... "la mente non era pronta". Credo tu abbia centrato molto bene il senso di tutto ciò :) Proverai a fare anche tu quest'esperimento?

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  14. Caspita MT, che righe sofferte! Però sai fare a scrivere! ;-)

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    1. Ahah sì è vero, sono state sofferte, magari con il tempo diventa più facile, chi lo sa :) Grazie, comunque Gabriele!

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  15. Grazie Maria Teresa per il tuo post spontaneo. A me trasmette molto, mi dice che sei una persona gentile, pronta all'autocritica e umile. Tre qualità che apprezzo molto in una persona

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    1. Grazie Rosalia! Sono molto felice che il post ti abbia trasmesso queste belle impressioni.

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