Dario Zizzo presenta “Rivoglio i Matia, con Antonella Ruggiero”


Buona domenica, amici. Quest'oggi ospito l'autore Dario Zizzo (tra gli autori della raccolta di racconti Dentro una bolla) che ci propone il suo romanzo “Rivoglio i Matia, con Antonella Ruggiero”.


Sinossi

È una lettera mandata, il 30 aprile del 2019 dal quarantottenne Agilulfo, aspirante scrittore, ad Arianna da cui è stato lasciato; in questa passa in rassegna i ricordi, quelli di gioventù particolarmente, negli anni Ottanta, quando al liceo simula una febbre che lo tiene lontano da scuola, spia della sua natura inconcludente che non cambierà neanche da adulto, quando, dopo aver rivisto la casa decadente e disabitata di una vecchia compagna di scuola, una volta da lui molto frequentata, si convincerà dell’impossibilità del suo sogno di recuperare il passato.
Il personaggio principale vive ora a Terrasicca, immaginario paese della Sicilia, ma chi è realmente Agilulfo, ed Enzo? l’amico che, prima di trasferirsi lì, lo va a trovare di notte. Il romanzo si rivolge a tutti, specialmente a chi ha vissuto gli Ottanta, ma anche a chi ne ha solo sentito parlare, per conoscere quegli anni giovani in cui essere giovani fu come esserlo due volte, vivere una gioventù al quadrato. Il lettore troverà personaggi sconosciuti, anche carichi di valore simbolico, e altri famosi come il campione di “Superflash” Roby Rosi, Davide Astori, Lilli Carati, Bettino Craxi e Freak Antoni.


Col mio romanzo, “Rivoglio i Matia, con Antonella Ruggiero”, sono partito dall’idea di una separazione, tra due amanti, però, cammin facendo, mi sono reso conto che questa non doveva essere l’argomento principale dell’opera, e così ho deviato. È una lettera che Agilulfo, il protagonista quarantottenne, manda ad Arianna, la donna che lo ha abbandonato, questo diventa l’occasione per andare a ritroso nel tempo (che diventa il tema principe), ripercorrendo in particolare il sentiero della sua gioventù, negli anni ’80. Ho scritto l’opera in due/tre anni, poi fino al 2020 ho fatto un lavoro di taglia e cuci, fino a quando Edizioni Montag mi ha proposto di pubblicarla; avevo infatti partecipato a un concorso organizzato da loro, e pur non vincendolo l’hanno giudicata meritevole; da allora ho atteso un anno prima della stampa, e di tanto in tanto le davo un’ affettuosa occhiata, qualche volta anche di più, dopo avrebbe finito di essere nella mia completa disponibilità, raggiungendo il pubblico, almeno così spero; a proposito del pubblico, io credo nella sua capacità di interpretare un’opera letteraria senza che l’autore debba togliere ogni velo, non mi sento di trattarlo come un moccioso, chi legge il mio libro deve poterci fare quello che vuole, anche trovare un senso a me sfuggito, il lettore deve completare il romanzo, avere la sua libertà, è un diritto compreso nel prezzo; questo si rivolge a tutti, specialmente a chi ha vissuto gli Ottanta, ma anche a chi ne ha solo sentito parlare, per conoscere quegli anni; se raccontassi a un ragazzo di oggi cosa fu quel periodo mi prenderebbe per pazzo, perché fu l’esatto opposto di questo, “… il grande Gatsby nel suo fulgore, un carnevale dopo un lungo funerale…”, un’età di possibilità, in cui si poteva guardare a un orizzonte sgombro da nubi. Ho voluto parlarne tra pubblico e privato, ricordando da un lato politica, cultura e spettacolo e dall’altro frugando fra le vite dei miei personaggi, furono anni di libertà, con la nascita delle grandi TV commerciali, anni d’individualismo, dopo l’impegno a tutti i costi, alcune volte sfociato nella tragica deriva terroristica, del decennio che si misero alle spalle, come se non fosse mai esistito, “anni stupidi ma incantevoli” gli Ottanta,  “incantevoli” perché quelli della mia gioventù; anch’io, talvolta, penso di averli solo sognati e se proprio dovessi definire quest’opera direi che è il sogno di un adolescente, perché, se quegli anni furono per davvero, io per davvero sono rimasto il ragazzo di ieri, o almeno così spero.

Dario Zizzo

Incipit

Terrasicca, 30/04/2019. 

Mia cara Arianna, non so se la scrivania di frassino su cui ho adagiato questa lettera riuscirà a sostenere il dolore da essa grondante quale manna dal sapore acre: il dolore dell’amore che fu. Leggendo queste parole, forse tornerai a tenere fra le tue braccia il mio cuore, come si fa con una trapunta quando il freddo pietà non ha; se così sarà, fallo con la cura che si conviene usare nei riguardi di un bambino, in questo sta l’amore; ricordi quel bambino quando tre anni fa urlava talmente da poter essere scambiato per un animale portato al macello? Allora mi sembrò di essere estratto dalla mia stessa pelle, quasi rivivesse in me il martirio di Marsia; ti guardai mentre il treno ti portava con sé, sin dove riuscì a spingersi l’occhio, ti amerò fino a quando il cuore me lo consentirà. Tu avevi il capo chino come la donna ritratta nella copertina di Rimmel, il tuo volto era per me una sentenza, difficile da sopportare; mi parve però che in fondo nessuno dei due volesse lasciare l’altro, fosti la più forte, la redattrice della dura sentenza. Ormai, da troppo tempo, eravamo camere separate.

Cartaceo in vendita su: 

Commenti

  1. Buongiorno, è un dovere, ma principalmente un piacere ringraziare Maria Teresa Steri che nel suo blog ospita il mio romanzo, offre della luce a un'opera per certi versi umbratile.

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    1. E' stato un piacere, Dario. In bocca al lupo per il tuo romanzo!

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    2. Maria Teresa, come si dice in questi casi, viva il lupo!

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  2. Letta, un'opera che non lascia indifferente il lettore: si ride e ci si commuove, come nella vita.

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    1. Ma sei sicuro che fosse il mio libro? No, scherzo; spero e voglio credere che tu stia parlando del mio romanzo e ti ringrazio.

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