Serie tv, perché guardarle fa bene alla scrittura


Qualche giorno fa ho terminato di vedere La casa di carta, una serie tv che mi ha tenuta incollata allo schermo come nessuna serie aveva mai fatto prima, tanto che ho visto una puntata dietro l'altra senza riuscire a smettere. A parte questo caso di dipendenza folle, però, anche in generale sono una vera maniaca delle serie tv. E non le ho mai considerate una perdita di tempo, neppure in relazione alla scrittura. Anzi, sono convinta che possano solo giovare alla capacità di raccontare.

Tra parentesi, le serie televisive hanno sempre accompagnato la mia vita. Come non citare qui, all'indomani della morte di Luke Perry, Beverly Hills 90210 che è stato parte della mia giovinezza? Vi confesso che sono rimasta davvero sconvolta dalla notizia di ieri.

Luke Perry - Foto da Wikipedia

Tornando al tema di queste riflessioni, mi torna in mente un post dell'autore e blogger Marco Freccero che tempo fa affermava di non guardare la televisione, né le serie tv, perché le considerava come uno spreco di tempo rispetto alla scrittura. Nello stesso post ricordava che anche Stephen King nel suo celebre On writing ha consigliato di non guardare la tv (e invece leggere di più).

Personalmente condivido il discorso di evitare di sottrarre tempo alla scrittura con attività poco proficue, tra cui appunto guardare la quasi totalità di programmi televisivi inutili o deprimenti, però sono anche convinta che la tv ci offra un'opportunità di svago (il relax ci vuole ogni tanto, no?) e allo stesso tempo di allenamento per l'attività di scrittura, appunto le serie tv. Ovviamente anche i film hanno molto da offrire, ma quello è un altro discorso.

Premetto che non tutte le storie seriali televisive meritano attenzione, come è ovvio. Una selezione va fatta, privilegiando la qualità ma anche i gusti personali, perché il piacere deve essere in primo piano. Ed è qui che scattano le mie riflessioni sull'utilità rispetto alla scrittura di narrativa, che si vanno ad aggiungere a quelle fatte tempo fa sull'argomento.

Cosa possiamo attingere dalle serie tv?

Ampliare gli orizzonti

Negli ultimi decenni le serie tv si sono evolute moltissimo, offrendo esempi notevoli per innovazione, sia da un punto di vista di tematiche che di modi di raccontare. Mi viene come esempio Westworld che è a mio avviso una serie geniale sotto molti punti di vista, come minimo per l'approccio narrativo. Questa serie infatti si presenta come una sorta di puzzle che puntata dopo puntata lo spettatore ricostruisce. Ma anche i temi che affronta sono senz'altro degni di nota.

Ultimamente poi ci sono molte serie che propongono una narrazione alternativa, per esempio con frequenti flashfoward, con linee temporali parallele o con un incalzare di flashback che mantiene alta la tensione. La casa di carta citata prima è senza dubbio un ottimo esempio di questo modo di raccontare che riesce a tenere la tensione sempre altissima.

Guardare certe serie tv può allargare i nostri orizzonti, ispirare la nostra scrittura per spingerci a uscire dagli schermi e provare nuove strade.

Economia nelle scene

Uno degli aspetti secondo me più importanti nelle serie tv è che ogni scena ha una sua economia, un suo perché. La durata delle puntate varia da serie a serie, restando grossomodo costante per i vari titoli. In questo spazio temporale, le scene si susseguono in modo da portare avanti la trama e fornire elementi chiave sui personaggi e le vicende. Tutto in modo estremamente razionale e oculato. Vero che ci sono anche serie tv che contraddicano tutto questo, infarcite come sono di scene messe lì solo per tenere alta la suspense, ma nei prodotti di qualità questo principio è sempre valido.
Penso che ispirarsi a questo approccio possa essere utile per creare i nostri intrecci narrativi. Perché nulla dovrebbe essere lasciato al caso e nessuna scena di romanzi e racconti dovrebbe essere superflua.

Struttura narrativa definita

Un punto a favore delle serie tv è anche che tutte hanno una struttura narrativa definita. Provare ad analizzarle ci può far comprendere come il raccontare storie non può essere lasciato all'improvvisazione. In ogni puntata, ma anche nel più ampio arco della stagione stessa, si può identificare un preciso andamento e fasi determinate che si susseguono in modo condurre lo spettatore fino al climax e infine allo scioglimento.
Indubbiamente nei romanzi di qualità questa struttura è rintracciabile, ma le serie tv ce la mostrano con un'immediatezza maggiore da non sottovalutare.

Elementi narrativi d'impatto

Lo storytelling (il raccontare storie) nelle serie tv comporta (quasi) sempre elementi narrativi forti e ben evidenti. Fin dall'inizio lo spettatore ha ben chiaro gli obiettivi, le motivazioni e i conflitti dei protagonisti. Inoltre, tutti questi elementi vengono portati avanti in modo che la conflittualità cresca d'intensità, la posta in gioco si faccia sempre più alta e la tensione non venga a mancare. Una lezione secondo me da non sottovalutare per chi vuole creare una trama coinvolgente.

Cliffhanger e altri trucchi

Gli sceneggiatori sono di certo molto abili a mantenere viva l'attenzione dello spettatore, soprattutto quando consideriamo che i prodotti sfornati sono tanti e devono quindi affrontare una concorrenza serrata. Anche nella narrativa è necessario di tanto in tanto risvegliare l'attenzione del lettore, con le dovute differenze rispetto a una serie tv, dove i ritmi sono necessariamente diversi. Apprendere qualche trucchetto dunque non può che far bene.

Subplot

Un altro aspetto che non viene quasi mai trascurato nelle serie tv è quello delle sottotrame, che vanno a rafforzare la linea narrativa principali. Perfino nelle sit-com potete notare che alla storiella principale dei protagonisti si affianca sempre una secondaria che riguarda i personaggi minori, ma in qualche modo ricalca e riflette il senso della puntata. Nelle serie più importanti questo elemento è ancora più accentuato e vede l'intrecciarsi di sottotrame che arricchiscono sia la singola puntata che la serie nel suo complesso. Tutto però sempre nell'economia di cui parlavo all'inizio.

In un romanzo le storie sui personaggi secondari non sempre sono trattate nel modo giusto. Spesso sono assenti oppure prendono troppo spazio, rompendo il ritmo della narrazione principale. Insomma, prendere spunto dalle serie tv in questo può essere utile.

Utile può essere anche individuare come le trame verticali e quelle orizzontali vengono gestite nelle serie tv. Ovvero come alcune vicende si concludano nell'arco temporale della puntata e invece altre vengano portate avanti lungo tutta la stagione.

Tutto ha un significato, ma nulla è come sembra

Sempre per il principio dell'economia necessaria in una serie tv, in cui ogni puntata ha una durata determinata, nulla può essere lasciato al caso. Qui il principio di Anton Cechov Se c'è una pistola, prima o poi deve sparare, assume una grande importanza, così come dovrebbe averla anche per chi scrive racconti o romanzi. Tuttavia, il bello di molte serie tv è che dietro l'angolo c'è sempre la sorpresa. Ovvero le rivelazioni mettono spesso in discussione ciò che sembrava assodato, così che la suspense torni a farla da padrone. In definitiva dagli sceneggiatori delle migliori serie tv c'è da molto da imparare sull'abilità di seminare indizi, fornire informazioni, alternare domande e risposte.

Cosa non attingere dalle serie tv?

Accanto a questi elementi però mi sento anche di sconsigliarne altri.

Purtroppo anche in serie televisive di qualità sono presenti molti cliché, che ovviamente non sono da imitare se possibile. Troppo spesso mi capita di anticipare le mosse delle varie serie, segno che alcuni passaggi sono un po' troppo prevedibili.

Benché i dialoghi siamo spesso da apprezzare per la vivacità, non mi sento di consigliarvi di prendere troppa ispirazione, perché il linguaggio scritto e quello parlato hanno delle differenze rilevanti. Inoltre, alcuni sceneggiatori hanno la brutta tendenza ad affidare riassuntini di ciò che è capitato nelle puntate precedenti proprio ai dialoghi, e farlo in un romanzo dà luogo agli odiosi infodump.

Inoltre per la natura stessa del tipo di storie, c'è a volte poco approfondimento psicologico sui personaggi, che in un romanzo è invece secondo me sempre auspicabile. Ciò non toglie ovviamente che alcune serie tv contraddicano questa tendenza e che ci siano esempi notevoli di personaggi interessanti e sfumati, con un'analisi psicologica che alcuni autori di narrativa dovrebbero prendere a esempio.

Ancora, spesso la lontananza dalla realtà è più marcata rispetto ai romanzi. Tanto che molte assurdità si perdonano sullo schermo ma non in una storia scritta.

Insomma, ispirarsi sì, ma con un po' di buon senso.

* * *

Tornando all'inizio del post, lo sapevate che Stephen King (sì, lo stesso che consigliava di non guardare la tv) ha sceneggiato e prodotto lui stesso delle serie tv?

E voi, guardate le serie tv? Vi fate ispirare da esse?

Commenti

  1. Una volta guardavo "Law & Order" e mi piaceva parecchio (soprattutto per via di quell'investigatore anziano con la faccia lunga, non ricordo il nome). Poi è finita, e anche se so che ci sono degli "spin-off", li ignoro.
    Ah: guardavo "L'ispettore Derrick"! Il 90% erano abbastanza inguardabili, ogni tanto capitava qualceh episodio decente :D

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    1. Confesso che Law & Order non l'ho mai visto, un po' anche perché preferisco le serie con una trama che corre lungo tutte le stagioni, mi pare che invece in Law & Order tutto si concluda in un singolo episodio. Rispetto a L'ispettore Derrick direi che oggi le serie sono cambiate parecchio, migliorate. Quindi spero che prima o poi tu ti ricreda ;)

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  2. Lost ha fatto la storia delle serie TV ben fatte in cui hanno curato i personaggi dando informazioni sul loro passato. Una su tutte il motivo per cui John Locke all'inizio della prima puntata della prima stagione era su una sedia a rotelle. Ti viene spiegato con delle belle scene cariche di tensione, con una grande interpretazione. E non solo quello, ma viene a conoscere meglio i personaggi. Kate, Jack, Sawyer. E sì, La casa di carta è un altro esempio di come una serie riesce a tenerti incollato, anche se una volta che hai visto La casa di carta credo che difficilmente te lo riguardi perché già sai come va a finire con la rapina.
    Lost invece l'ho rivisto qualche altra volta, oppure serie coma Alias, sempre di J. J. Abrams, produttore di Lost. In Alias ne succedono di tutti i colori. Si inventa parecchio, ma sembra quasi tutto credibile.
    Dalle serie TV ci sono gran pezzi di dialoghi che fanno scuola.
    Io, per esempio, ho strutturato il mio romanzone un po' come se si trattasse di una serie TV dove vuoi vedere una puntata dopo l'altra. Sottotrame, storia dei personaggi principali. Penso che anche se ha un po' di personaggi, possa riuscire. La voglia di farne editing è prossima allo zero :) .

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    1. Alias l'ho adorato, anzi visto due volte! Su Lost invece ti dico che mi piaceva parecchio, ma il finale l'ho trovato di una bruttezza unica. Tanto che quando ho pensato di rivedere tutto daccapo mi sono resa conto di non averne voglia. Una serie che meritava un po' di progettazione in più, secondo me, mentre era evidente che si andava allo sbando inseguendo solo l'attenzione degli spettatori. Però sono d'accordo con te che c'erano anche molti pregi. Anche a me piaceva il fatto che in ogni puntata si approfondiva un personaggio.

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    2. Secondo me alla fine Lost lo hanno fatto terminare troppo di fretta, lasciando troppi punti interrogativi. Anche io lo vorrei riguardare da capo, quantomeno per comprendere alcune cose che proprio non ho capito!

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  3. Pensa la coincidenza: anche io per stasera ho scritto un post centrato sulle serie TV :D ! Anche se il mio è un po' diverso, ovviamente :) .

    Comunque per rispondere alla domanda, di serie TV ne guardo poche in realtà. Però è vero che alcune mi piacciono un sacco, e in generale se ho un po' di tempo libero a disposizione ne guardo volentieri. Ecco perché concordo sul fatto che, in quanto narrazione, possono essere utili per uno scrittore, o anche essere un'ispirazione. Anche se con dei distinguo, come quelli che giustamente hai fatto :) .

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    1. Dopo passo a commentare il tuo post ;)
      Io ne guardo anche troppe, nel senso che poi passa troppo tempo tra una puntata e l'altra e mi ricordo poco. Alcune le trovo davvero "ispiranti", nel senso che mi fanno venire voglia di scrivere ^_^

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  4. Eccomi, ne sono una grande estimatrice. Al punto che letteralmente vado a caccia di serie nuove, che possano ogni volta coinvolgermi e sconvolgermi. Adoro quelle con dialoghi studiati e perfetti, così come gli intrecci che svelano lentamente un personaggio. Al momento sto seguendo "Tin Star".
    Trama tagliente, rivelatrice di una scrittura sapientemente calibrata. Ma potrei menzionartene a decine. Una che ho amato molto è stata anche "Sherlock", ma direi le prime tre.
    Concordo con le tue osservazioni sui meriti delle serie tv, che sono diventate ormai produzioni di altissimo livello. La scrittura non può che beneficiarne. Mettono in atto quella raffinata scuola di scrittura tipicamente americana, per altro.

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    1. Eh già, la morte di Luke Perry ha sconvolto anche me. :(

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    2. Vero, il livello ormai è altissimo. Per questo sono convinta che sia molto utile "studiarle" e carpirne i segreti, quando possibile. D'altra parte anche nelle serie meno riuscite c'è da imparare. Brutto è quando una serie che ha del potenziale viene fatta fuori perché ha pochi ascolti...
      Tin Star non la conosco, cercherò notizie!

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  5. Nell'epoca dello streaming sto rivalutando molto le serie tv: forse non sembra, ma il fatto di potersi gestire il tempo in autonomia, guardando le puntate quando si preferisce, lo trovo un vantaggio notevole.

    Più che farmi ispirare, le guardo per evadere e per sbirciare ambientazioni ed epoche che possono aver qualcosa in comune con quel che mi capita di scrivere. Anche se, a volte, ho il timore di vedermi scippata qualche idea o anche solo di scoprire che la tal idea che pensavo unica e originale, in realtà non lo è affatto...

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    1. Vero, anche io trovo molto vantaggioso poterle guardare quando voglio. In passato era complicato, si dovevano registrare o fare i salti mortali per esserci all'orario di programmazione. Ora sembra tutto molto più a portata di mano.
      Sai che anche a me capita di aver paura di trovare qualche idea che avevo per una storia. In effetti mi è proprio successo diverse volte. Ma sai che penso? L'importante è "come" si racconta una storia...

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  6. Vista la mia età, le serie che ho visto sono state altre: Tre nipoti e un maggiordomo, Furia, Kojak, Il tenente Colombo, La famiglia Bradford, Attenti a quei due, Happy Days...

    E devo dire che c'era molta, molta più scelta e differenziazione rispetto alle serie di oggi, che alla fine, eccetto rari casi, sono tutti polizieschi.

    Non ne vedo più, comunque. Di recente ho visto Criminal Minds (ucciso dalla Rai), Castle (che ha avuto la buona idea di mettere un punto e fermarsi) e NCIS (che col cambio della truppa ci ha solo rimesso).

    Preferisco i film, ma più o meno sono d'accordo sull'utilità per uno scrittore. Si può imparare la struttura, specie se uno vuol scrivere racconti seriali.

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    1. Ma come sarebbe a dire "vista la mia età"?! Io ho più o meno la tua età :)
      Vero che oggi ci sono molti polizieschi, forse si privilegiano le storie a sfondo giallo perché il pubblico le ama. Ma non solo quelle per fortuna. Le serie originali non mancano, quindi niente scuse! ;)

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  7. Le serie mi affascinano solo le riesco a guardare per intero, perché detesto restare a metà.
    Essendo anche io ormai datata, ricordo perfettamente la serie Streghe che mi ha incollato al video, per non parlare di Desperate Housewife, Xfiles, Roswell, per arrivare a oggi che non mi staccherei mai da Criminal Minds. Ho cercato di seguirne anche altre, ma proprio per il fatto di averle interrotte mi rendo conto di non averle colte appieno.
    Credo anche io che abbiano più aspetti utili alla scrittura di quanto si immagini, il tuo elenco ne è un chiaro esempio, e come per tutti gli spunti che aiutano a stimolare la creatività di certo non possono che diventare alleati.

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    1. Hai citato serie che ho amato molto anche io. Purtroppo è vero che le interruzioni sono un bel problema. Penso solo a quante serie sono state lasciate a metà o trasmesse con anni di ritardo, stagione dopo stagione. Di sicuro oggi la maggior parte delle serie tv vanno viste dall'inizio alla fine, non è più come un tempo dove pure se saltavi le puntate non succedeva nulla.

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  8. Giusto ieri sera in casa, di fronte alla nuova puntatona di Grey's Anatomy (14esima stagione signori! Quale serie è più longeva? serie tv, non soap opera, please...) ci siamo interrogati sulla differenza tra telefilm e serie tv. Non ne sono convinta ma credo che il telefilm sia costituito da puntate che hanno una trama "finita", mentre nella serie tv le puntate sono tutte collegate, se te ne perdi una sei finito tu... :D
    Sono stata un'adolescente divoratrice di telefilm: da Happy Days, Strega per amore, Tre nipoti e un maggiordomo, Batman fino a Magnum PI (rivisto quest'estate), Riptide, A-Team, Supercar (si, lo so, che c'è l'uomo sedile, grazie...), tutte le versioni di Star Trek, L'uomo da un milione di dollari e La donna bionica, Wonder Woman, Star Man, Streethawke, Tuono blu, Flipper, Renegade, Baywatch (ho anche l'album delle figurine...) E faremmo notte con l'elenco.
    Adesso ci sono le serie tv.
    Non sono tantissime ad incuriosirmi. Nonostante ho accesso a Netflix e Amazon Prime, guardo i titoli, leggo le trame, ma con pochissime scatta la molla del play.
    Grey's Anatomy lo seguo dalla prima stagione, ho visto tutto Dr. House e come lui nessuno mai. Non ho visto ER, invece. Su Prime mi hanno messo le due stagioni di Heroes, che ho adorato, ma a vedere adesso la prima puntata mi sono sentita ridicola... Ecco, a me Lost non è piaciuto, il finale poi men che meno. Come se fossero arrivati fin lì senza avere le idee chiare e "in qualche modo ragazzi la dobbiamo chiudere dai".
    Le ultime due serie che davvero mi hanno incollato sono state The Following con Kevin Bacon (dvd prestati) e The sinner con Jessica Biel (in seconda serata sul canale 20). Soprattutto The sinner (tratto da un romanzo, sarebbe da leggere) ha un'ottima orchestrazione dei flashback. Da applauso.

    E poi, beh, Outlander. Ma amando i libri, la serie tv potevano farla anche con una videocamera amatoriale su un sottoscala che l'avrei adorata comunque :D

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    1. Io non sono molto da serie TV. Però ,sì, Grey's Anatomy la adoro. Della stessa longevità anche NCIS di cui, con i miei figli, abbiamo pian piano acquistato tutte le serie in DVD.

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    2. Ahah mi piace come hai definito la differenza tra serie tv e telefilm :D In effetti credo che sia proprio il fatto che ci sia una trama orizzontale (lungo tutte le puntate) nelle serie tv a renderle diverse da come erano un tempo i telefilm, con la trama verticale che si concludeva nell'arco della puntata.
      Sono d'accordo con te sul brutto finale di Lost, l'ho davvero detestato, come dicevo su a Giovanni.
      Anche con Heroes secondo me non hanno fatto un buon lavoro, nel senso che l'idea era molto carina e le prime puntate piacevoli, ma poi è venuto a mancare qualcosa, purtroppo. E da lì a degenerare il passo è breve!
      Vabbè, io potrei stare qui a parlare di ore di serie tv :D
      Ora vado a curiosare su The sinner...

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  9. Su Luke Perry... che colpo al cuore :(

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  10. Sono d'accordo, le serie TV accendono la mia fantasia e mi incitano a pensare a trame altrettanto ben studiate. Citerei "This is us" come esempio lampante. Milo Ventimiglia è il mio nuovo Luke Perry ma spero campi molto più a lungo. Io comunque ero sempre dalla parte di Dylan, mai di Brandon.

    Al momento sto leggendo "Story" di Robert McKee e lo consiglio come manuale di scrittura perché ci sono spunti interessanti per la scrittura in generale anche se il libro parla in specifico di come scrivere la sceneggiatura di un film.

    Qualcuno qui ha mai scritto un copione di un film o di una serie TV? Potremmo metterci d'accordo e collaborare a crearne uno. Come dico sempre, come è possibile che non riescano più a fare una serie TV come "Friends"? È un format talmente semplice! Eppure tanto amato e ancora gettonatissimo.

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    1. Scrivere una serie tv sarebbe una bellissima cosa! Certo ci si dovrebbe mettere a studiare, personalmente non avrei la minima idea di come iniziare. Ho letto solo Save the cat, che aveva consigliato Serena, The story non lo conosco.
      Penso che nel tempo abbiano provato a riprodurre la formula di Friends ma mai in modo vincente. Forse perché oggi c'è bisogno di qualcosa di più per tenere alta l'attenzione.
      Io pure preferivo Dylan a Brandon... mi ricordo che ci rimasi male quando Kelly non scelse né uno né l'altro! Ma come si fa?!

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  11. Ciao Maria Teresa,
    concordo con te sull'apprendere un modo diverso di intrecciate la trama principale di una storia con altre secondarie come nelle serie tv. Di queste serie ne ho seguite diverse, (anche se preferisco di gran lunga i film) ma devo dire non sempre pienamente appagate. Mi sono appassionato a qualche serie dove ogni puntata aveva un inizio e una fine, almeno la trama principale. Quelle secondarie si susseguono puntate dopo puntate con piccoli avanzamenti.
    Attualmente seguo con piacere quando posso Body of Proof. Mi sono chiesto perché mi attiri così tanto. Ebbene la risposta è arrivata in quello che cerco di fare nelle mie storie, e loro ci riescono egregiamente (io decisamente meno). Mi riferisco a frammentare la tensione nella ricerca dell'assassino con punzecchiature di poche ma divertenti, sarcastiche ed amichevoli battute tra i vari personaggi e coprotagonisti. Così alleggerita la trama, che il seguirla diventa anche rilassante, poco impegnativo.
    Grazie
    Rosario

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    1. Grazie a te, Rosario. Sì, capisco bene cosa vuoi dire. In molte serie televisive americane c'è una leggerezza, una vivacità che le rende piacevoli. La tensione viene spezzata da battute o da piccole situazioni divertenti. Sarebbe bello riuscire a farlo anche in un romanzo. Penso che non sia facile, forse anche perché "sulla carta" si può scadere facilmente nel ridicolo. Ma ci si prova!

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  12. Dio quanto mi piaceva Dylan, per me era così sexy, bello e un po' dannato...il fatto che sia morto a soli 52 anni (per me che ne ho 54) è un vero colpo al cuore oltre ad essere una grande ingiustizia, perché c'è chi vive in buona salute fino a cento anni e chi muore così presto? Domande ovviamente senza risposta. Tornando alle serie TV io le amo, non tutte ma quelle che mi conquistano le amo davvero. Sai che proprio in questi giorni pensavo di scrivere un post sulle mie serie TV preferite? In realtà sono quasi tutte del passato: Lost, Bones, CSI, Criminal Mind, Streghe, Buffy, X-file, Desperate housewiwes, qualcuna l'avrò dimenticata sicuramente. Pensa che la passione per i gialli nasce proprio dalla visione di certe serie TV. Concordo con le tue osservazioni, la visione delle serie TV ci può aiutare anche nella scrittura, a me è capitato talvolta di immaginare una trama o una scena da scrivere guardando una di queste serie per non parlare poi dei cliffanger...

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    1. Mi sono fatta anche io le tue stesse domande, sai? Di solito la notizia di un personaggio famoso non mi colpisce tanto, ma forse è stata proprio l'età di Luke Perry così vicina alla mia, o forse il fatto che fosse il simbolo di tutto un periodo per me importante. Davvero ti fa pensare a quanto tutto sia fugace...

      Ci sono serie tv che hanno proprio segnato un'epoca, come quelle che hai citato. Impossibile non lasciarsi ispirare dalle storie, dai personaggi. Tanto quanto i libri, secondo me!
      Allora leggerò volentieri il tuo post sulle tue serie preferite :)

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  13. Con le serie ho un rapporto davvero pessimo. Soprattutto con quelle che si dilungano in una sequela infinita di stagioni.
    Lasciare la storia in sospeso fino al nuovo anno (e beato chi un anno dopo ricorda ancora gli avvenimenti della stagione precedente), dipendere dai cambi di orario e di giorno della programmazione per assecondare le esigenze di palinsesto, non avere un finalle immediato come avviene con i film sono punti che mi fanno desistere dal seguire le serie.
    Da bambino, fino alla tarda adolescenza, ne ho anche seguite a dire il vero (Hazzard, A-Team, Star Trek. X-File l'ho mollato alla terza stagione, quando l'hanno spostato alla domenica in prima serata), ma con l'avanzare dell'età, il sopraggiungere di nuove esigenze, di un nuovo stile di vita (lavorativa) ci ho dato un taglio.
    L'ultima che ho visto per intero (soltanto dopo che è uscita anche l'ultima stagione), una maratona, è stata I Soprano (che delusione il finale aperto!)
    A essere sincero l'anno scorso ho guardato le prime 5 stagioni di Marvel Agent of S.H.I.E.L.D. (una debolezza che mi sono concesso).
    Adesso sono in attesa che ripropongano per intero Game of thrones.

    Dalle serie c'è da imparare soprattutto l'arte di utilizzare al meglio il cliffanger.

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    1. Ah, I Soprano, un vero mito!
      Però ti capisco, anche io odio le attese, a volte lunghissime, tra una stagione e l'altra. In certi casi ti passa la voglia. Per fortuna io con alcune serie sono in ritardo rispetto alla trasmissione, quindi non sempre devo aspettare. Altre ce le ho in dvd e quindi posso vedere le puntate una di seguito all'altra.
      Di certo l'arte del cliffanger è ben esemplificata nelle serie tv :)

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  14. Sono un'appassionata di serie, sono abbonata a Sky praticamente solo per questo. Il problema è che se guardo quelle non scrivo, non c'è niente da fare, Freccero ha ragione, la tv è una perdita di tempo. Io non ci ho rinunciato per intero ma solo parzialmente perché al di là di ciò che possono insegnare (ogni episodio ricalca le regole per la costruzione della trama, come anche tu hai evidenziato) mi rilassa e mi diverte guardarle . Hai citato Westworld ma che dire de Il trono di spade? Insomma ce ne sono a bizzeffe e vanno molto più dei film. Sono ripetitive? Si, molto spesso. Ma se ti ci affezioni ti va bene tutto, anzi. Anche se ogni tanto le cose si ripetono, in fondo siamo come bimbi che amano sentirsi raccontare sempre la stessa storia perché li rassicura sul lieto fine...

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    1. E come darti torto? Ti tolgono un sacco di tempo. Ma d'altra parte ci si dovrà pur svagare ogni tanto, no? Meglio farlo con qualcosa che sia anche utile.
      Vero anche che a volte sono ripetitive, soprattutto quando si trascinano per troppe stagioni. Anche questa è una lezione per noi, in fondo.
      Il trono di spade invece ce l'ho in antipatia. Vista solo la prima puntata, ma non mi ha presa.

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  15. Io non sono mai stata molto dipendente dalle serie TV (come dicevo su FB, credo di essere una delle poche persone nella mia fascia d'eta a non avere mai visto I visitors, Beverly Hills, Twin Peaks, Dawson's Creek, Melrose Place etc. etc.).
    Eppure, ho iniziato a guardarle proprio di recente per studiarne la struttura narrativa.
    Sono straconvinta che sia uno dei metodi più efficaci per imparare a costruire storie. Prima di tutto perché, semplicemente, una serie con una pessima struttura narrativa difficilmente sopravvive agli anni (a meno di avere la costruzione tipica di una soap, ma lì ci sono altre leve che tengono incollato lo spettatore). E poi perché, a mio giudizio, negli anni le serie TV sono cresciute molto qualitativamente, senza dubbio molto di più del cinema.
    Quindi, approvo in pieno la tua analisi. Quanto alla perdita di tempo… be', ritengo che l'importante sia mantenere un certo distacco, magari seguirne solo una per volta (oggi con netflix etc ci si programma come si vuole) e soprattutto cercando di sfruttare al massimo tutto ciò che si può imparare.

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    1. Eh sì, le serie tv sono cresciute molto da un punto di vista di qualità. Senz'altro alcune serie del passato erano carine, ma oggi non avrebbero lo stesso fascino. Siamo più esigenti, non c'è niente da fare. E proprio per questo gli sceneggiatori devono fare i salti mortali per tenere viva l'attenzione. Ci sono delle serie pazzesche sotto questo punto di vista. Diciamo pure che a volte non si capisce granché all'inizio e solo in seguito comincia ad avere un senso...
      Quindi sono pienamente d'accordo con te sullo studio della struttura e dei trucchetti :)

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  16. Purtroppo non riesco più a vederne una. Non le tollero e mi sembrano tutte uguali. Mi sono fermato all'ispettore Derrick (sempre che si possa definire una serie) e a XFile. Poi ho sviluppato una sorta di idiosincrasia per la televisione e ora mi limito a qualche evento sportivo e ai documentari naturalistici

    Magari sbaglio ma penso si ottenere molto di più dalla lettura di un classico.

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    1. Ciao Ferruccio, indubbiamente la lettura non si batte, classico o non classico. Anzi, resto del parere che analizzare i romanzi sia doveroso per imparare a scrivere. Poi chi ama le serie tv può unire l'utile al dilettevole :) Grazie per essere passato.

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  17. Io penso di essere una delle poche persone che ha visto ben poche serie tv, che potrei contare sulle dita di una sola mano: Buffy, Streghe e Lost. Non le guardo non tanto perché trovo siano inutili o altro, quanto perché so che ne diventerei subito dipendente :) Però concordo nel dire che sono un ottimo spunto per la scrittura, e questo capita anche nei film. A tal proposito consiglio a tutti, per i dialoghi, di guardare la mini-saga (per ora) di Pirati dei Caraibi (e non per Johnny Depp!): lì i dialoghi a mio avviso sono ben orchestrati.

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    1. Adoro Jack Sparrow! E credo che il merito dei dialoghi sia la sua "comicità inversa" :D

      Jack: Chi le fabbrica queste? (ndr. intese le spade)
      Will: Tutte io! E ci faccio esercizio. Tre ore al giorno.
      Jack: È il momento che ti trovi una ragazza, amico!

      Elizabeth: Perché tu sei buono. E arriverà un momento in cui avrai modo di dimostrarlo, facendo la cosa giusta.
      Jack: Adoro quei momenti, gli faccio "ciao" e li lascio passare...

      Angelica: Ammettilo, Jack, tu mi ami ancora.
      Jack: Se tu avessi una sorella e un cane, sceglierei il cane.
      Angelica: C'è un tesoro, un forziere pieno di gioielli, gioielli col potere di dominare il vento e il mare...
      Jack: Stai improvvisando.
      Angelica: Fermo! Aspetto un bambino, tuo.
      Jack: Non ricordo di avere mai...
      Angelica: Eri ubriaco.
      Jack: Dovevo essere ubriaco tanto...
      Angelica: Fermo! Fermo, c'è una cosa che devi sapere, è da tanto tempo che te la voglio dire, dal primo momento che ci siamo visti...
      Jack: Coraggio...
      Angelica: Ti amo.
      Jack: Anch'io ti amo, sempre amata, sempre ti amerò... E ti saluto.

      Insomma, lì è il personaggio che fa tutto da solo! ;)

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  18. Non seguo le serie tivù, se non ogni tanto, quando posso condividere l'esperienza con mio figlio (mi diverto di più così!). Non è che lo consideri tempo perso; anzi, a volte sento il bisogno di fare rifornimento di atmosfere e idee al di fuori della scrittura. Però il tempo è così limitato, tra scrittura, lettura e il resto, che devo essere molto, molto motivata per sottrarre a mio marito il telecomando. Già, c'è anche questa piccola difficoltà... ;)

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    1. Eh sì, il tempo è limitato, quindi anche per le serie tv non si può stare tutto il tempo a guardarle! Diciamo che unire l'utile al dilettevole in questo caso ha il suo perché ;)

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