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Promozione: massima resa col minimo sforzo

Quando penso al periodo della promozione di un libro, quello che mi viene in mente è soprattutto la grande fatica che si fa. Una fatica non sempre ripagata. Ovvero, da una parte c'è il lavoro per far conoscere la propria opera, dall'altra i risultati quasi sempre inferiori rispetto agli sforzi.

“Sarà il nostro segreto”, lavori in corso #1


“Sarà il nostro segreto” è il titolo del mio nuovo romanzo, che spero di far uscire i primi di maggio. Per l'occasione ho pensato di rompere gli schemi usuali del blog scrivendo post diversi dal solito. La mia intenzione è infatti raccontarvi in una sorta di diario online i vari passi per pubblicare questo nuovo romanzo, giorno per giorno. Saranno post spontanei e spero brevi, destinati a condividere con voi lettori del blog i vari aspetti di una auto pubblicazione.

Oggi sono impegnata a lavorare sul testo e in particolare ai possibili tagli da fare. Tagliare non è un'attività che amo, anzi! Di solito non mi faccio problemi a eliminare del testo durante la scrittura o la revisione, ma quando arrivo alla fine è un'altra faccenda. Diciamo che se per me il testo è definitivo, sono più o meno sicura di ciò che ho scritto e poco disponibile all'idea di tagliare. Ma questa volta ho deciso di ascoltare il parere dei beta reader, secondo i quali alcune parti del romanzo sarebbero non tanto inutili quando pesanti. Ecco, il fatto è che questa storia ha un carattere particolarmente psicologico. E dunque mi era sembrato importante (nella prima parte del romanzo) mostrare delle scene per rendere evidenti i rapporti tra i personaggi, anche per giustificare le azioni seguenti. Ora però mi rendo conto che non tutto ciò è davvero necessario e che un lettore potrebbe spazientirsi prima di arrivare al sodo. Soprattutto i lettori di oggi che, diciamocelo, sono poco pazienti. No?

E allora eccomi alle prese con questa antipatica attività. Da ieri sto rileggendo per l'ennesima volta l'intero testo a caccia di parti eliminabili. Sto mettendo in rosso il testo sacrificabile e poi lo farò leggere a mio marito, del cui giudizio mi fido pienamente. Nel caso mi confermasse l'okay per i tagli, ho già messo in conto qualche ulteriore piccola modifica perché tagliando delle parti, c'è sempre qualche adattamento da fare a ciò che resta (tipo eliminare i riferimenti a fatti che non ci sono più).

Questa è la prima volta che cancello tanta roba, e la cosa rilevante è lo sto facendo con un sorprendente distacco emotivo. Un tempo mi affezionavo a tutto ciò che scrivevo, sono contenta di aver fatto questo passo avanti che mi sembra positivo a livello personale.

Raccontatemi del vostro rapporto con i tagli del testo, se vi va.

Commenti

  1. Coi tagli ho sempre problemi, mediamente l'operazione di asciugare il testo riesco a farla se accompagnata da un buon editor. Quando taglia lunghi pezzi, di solito spiegoni che a me erano parsi interessanti approfondimenti, ci soffro un po', ma roba di poco, a alla fine convengo che sia giusto così. Nessuno ama leggere polpettoni ripetitivi. Il titolo del tuo nuovo romanzo è molto bello.

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    1. Grazie Sandra ^_^ Questo titolo è nato appena ho iniziato a scrivere, benché non sapessi ancora che riferimento preciso avesse con la storia. L'ho scoperto strada facendo, ma è stata una cosa strana e bella insieme.
      Ti capisco bene sui tagli, non è mai facile, e hai ragione a dire che se ci si fida (nel tuo caso di un editor), si finisce per convenire sulla giustezza delle cose da tagliare.

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  2. Il titolo è intrigante, bello e suggestivo. Per i tagli ti confesso che fatico molto anch'io, soprattutto perché ogni parola che scrivo è frutto di sudore e lacrime ( ogni riga che scrivo è pensata e ripensata...), comunque accetto sempre di buon grado i consigli dei beta reader.

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    1. E' così, i testi sono sempre frutto di fatica, di passione. Tutto sembra importante e necessario, per un motivo o per un altro. Vorrei che fosse più facile tagliare... spero lo diventi.

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  3. Eccomi, presente. Ho sfrondato molto il romanzo, tuttora in revisione. Nelle diverse riletture, mi è parso che alcune parti non fossero necessarie, ma anche solo per limitare le dimensioni del romanzo tutto, che arriva comunque a toccare le 500 pagine (intendo immaginandolo in un formato A5 che si avvicina al classico libro). Non è dispiaciuto neppure a me farlo. Sono del tutto convinta che il destino di questa storia sia stato questo fin dall'inizio, quando fu pensato 25 anni fa. È passato troppo tempo, aveva bisogno di tagli significativi, perché lasciarsi prendere la mano indugiando su dettagli storici fu particolarmente allettante all'epoca. Ma oggi risuonava come uno sfoggio di conoscenze, piuttosto che di qualcosa realmente utile alla storia.

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    1. Quando passa tanto tempo, diventa più facile tagliare e soprattutto comprendere la necessità di farlo. Di sicuro con il passare degli anni, cambia anche lo stile di scrittura e la visione di una storia, e quindi i tagli e le aggiunte sono doverose. Forse si dovrebbe evitare di mettere mano a testi scritti troppo tempo fa, ma nel tuo caso è giustissimo farlo.

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  4. Ciao Maria Teresa,
    il rapporto coi tagli? Bella domanda!
    In verità spesso mi accorgo delle mancanze, dei vuoti non solo in termini dei pensieri, considerazioni dei vari personaggi che comunque mi sembrano arricchire e meglio spiegare il corso della storia, ma inserire delle complicazioni nel rendere più intrigante e complesse le vicende raccontate.
    Certo ho dovuto, in alcuni casi, tagliare intere pagine che rendevano lo svolgimento del racconto troppo pesante, tuttavia ho dovuto, come dici tu nel posto, modificare i riferimenti di quello tagliato ed integrare con altro.
    Devo confessare che tagliare fa sempre un pò male pensando al lavoro per metterlo insieme. L'obbiettivo finale è rendere il testo scorrevole e la storia avvincente.... se ci riesco :)
    Grazie
    Rosario

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    1. Mi ritrovo totalmente in quello che dici, Rosario. Tutto sembra necessario, soprattutto per approfondire la storia, far capire le intenzioni dei personaggi, o solo creare una certa atmosfera. E così si fa fatica a eliminare qualcosa a cui abbiamo dedicato tempo e cura. D'altra parte c'è poi chi ha un occhio più disincantato e vede come tutto ciò appesantisca la lettura. E ci tocca ascoltarlo!

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  5. Non mi capita di tagliare molto, forse anche perché tendo a dover rimpolpare il testo più che snellirlo. Sono abbastanza sintetica, anzi, chi leggesse la mia prima stesura potrebbe pensare di trovarsi davanti due teste parlanti appoggiate su una credenza... ;)

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    1. Ahah! Ai miei occhi sembra un vantaggio quello di dover rimpolpare invece che tagliare, ma in effetti ognuno ha i suoi problemi ^_^

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  6. I tagli sui racconti sono difficili, perché in genere c'è solo quel che serve. Sul romanzo, ancora in bozza a metà, vedo già possibili tagli, ma dovrò arrivare alla fine della prima stesura per capirlo meglio.
    Ps. Mi fa invidia il tuo lettore, mannaggia, non ce ne sono più di Sony in giro ;)

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    1. Davvero non si trovano più lettori Sony? Che peccato. Io ce l'ho da sette anni e ne sono molto soddisfatta, anche se il prossimo e-reader penso sarà un Kindle, per evitare tutte le conversioni che sono una bella scocciatura.
      In effetti i tagli da fare si capiscono quasi sempre alla fine. A volte si inserisce una scena per motivi che sembrano importanti ma poi non lo sono. Ora però sono un po' in crisi con i miei tagli, perché non so più cosa lasciare e cosa no... mamma mia! Meglio i racconti da questo punto di vista ;)

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