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Quali sono i diritti e i doveri di un blogger?

La scorsa settimana ho avuto una piccola discussione con una blogger a causa di un post che a mio avviso (e non solo mio) trattava un argomento in modo non solo parziale, ma anche pericolosamente fuorviante e persino offensivo per alcune persone.
Ora il post in sé non ha importanza, né il tema, anche perché in seguito io e questa persona ci siamo chiarite sulla questione, però l'episodio mi ha dato da riflettere.

Uno strumento popolare, forse troppo

Ai nostri tempi tutti possono avere un blog e teoricamente scrivere qualsiasi cosa. Possono farsi passare per esperti di qualsiasi argomento, che ne abbiano o meno le competenze. A volte basta un sito ben fatto, carino da vedersi, e i lettori ne restano abbagliati. O anche senza particolari supporti, è fin troppo facile far credere al lettore di sapere delle cose, pure se non è vero. Qui non voglio addentrarmi nella questione della diffusione di false notizie, ma più che altro riflettere su quali dovrebbero essere i doveri e i diritti di un blogger, di chi scrive post in un suo spazio con l'obiettivo di comunicare con dei lettori o anche solo farsi conoscere come autore.

Di fatto, nonostante si continui a dire che ci sia crisi nel mondo dei blog (e ci siano infauste previsioni tipo questa), e nonostante la chiusura o sospensione continua di blog, ne continuano a nascere ogni giorno sempre di nuovi. Anzi, mi capita spesso ultimamente di parlare con persone che progettano di aprire un proprio spazio personale con tanto entusiasmo. D'altra parte io sono sempre stata convinta che i social non possano davvero rimpiazzare uno strumento di confronto più approfondito quali sono i blog, né credo che le persone siano tutte orientate ai social, o almeno non sempre.

Ma chi porta avanti un blog dovrebbe farlo con un minimo di coscienza, proprio perché si tratta di uno strumento alla portata di tutti. In teoria chiunque in rete può trovare e leggere quello che scriviamo. Può trarne delle conclusioni, può farne oggetto di riflessione. Può farsene perfino condizionare. Insomma, le nostre parole hanno un potere. E questo ci pone nella posizione di avere anche dei doveri, come dovrebbe averli un giornalista vero e proprio.

I lettori prima di tutto

Il blog dovrebbe essere prima di tutto un mezzo di comunicazione. Non si dovrebbe scrivere solo con l'obiettivo di attirare lettori o commenti, senza badare alla qualità o alla veridicità di quello che stiamo pubblicando. Un blog non è un diario. I lettori meritano la nostra attenzione e meritano contenuti di qualità.

Quali sono di doveri di un blogger?

Io penso che si potrebbero ridurre a questi:
  1. Il dovere di non scrivere informazioni false
  2. Il dovere di non scrivere informazioni parziali o fuorvianti
  3. Il dovere di documentarsi prima di fornire informazioni
  4. Il dovere di non copiare o appropriarsi in alcun modo di testi altrui (o altro materiale)
  5. Il dovere di rispettare i propri lettori
  6. Il dovere di rispettare gli altri blogger
  7. Il dovere di rispettare le idee altrui
Ciò non toglierebbe nulla della libertà tipica di questo strumento.

Quali sono i diritti di un blogger?

A questo proposito mi vengono in mente i 10 diritti del lettore stilati da Pennac. Provando a ipotizzare una rilettura in chiave diversa, direi che un blogger ha:
  1. Il diritto di non aggiornare in modo costante il blog
  2. Il diritto di non avere un piano editoriale
  3. Il diritto di cambiare rotta nel corso degli anni sugli obiettivi e gli argomenti del blog
  4. Il diritto di non partecipare a catene e meme
  5. Il diritto di scrivere di argomenti off topic rispetto al tema portante del blog
  6. Il diritto di esprimere un’opinione, anche se contraria al comune modo di pensare (e senza per questo essere messo alla gogna)
  7. Il diritto di rispondere o non rispondere ai commenti, o farlo quando può
  8. Il diritto filtrare, moderare, perfino cancellare commenti
  9. Il diritto di non ricambiare i commenti su altri blog
  10. Il diritto di non ricambiare l’iscrizione ad altri blog
  11. Il diritto di far sparire i suoi post senza preavviso
  12. Il diritto all’anonimato o al non mostrare foto o non fornire informazioni personali
  13. Il diritto di rifiutare collaborazioni o guest post
  14. Il diritto di ispirarsi ad altri post o citarli
  15. Il diritto di non avere una pagina Facebook o altri social abbinati al blog
  16. Il diritto di non avere una newsletter
  17. Il diritto di ospitare chi desidera
  18. Il diritto di dare al blog il volto grafico che si preferisce
  19. Il diritto di mettere o non mettere la domanda finale ai suoi post
  20. Inserire o meno pubblicità
In sostanza i blogger sono autori liberi, al di là di tutti i diktat o i “si deve fare così” che si leggono in giro. Ovviamente con i limiti del buon senso, della decenza e della buona educazione...

Vedete, me ne sono venuti in mente tanti di diritti, perché penso non dovrebbero essere i luoghi comuni o le prescrizioni dei vari guru a guidarci nelle scelte.

Eppure di fatto i doveri secondo me sono molto più importanti, ovvero dovremmo scrivere con un occhio al senso di responsabilità che abbiamo come divulgatori di informazioni e di opinioni.

Voi cose ne pensate? Vi siete mai posti il problema di abbracciare una sorta di codice etico come blogger?

Commenti

  1. Sono d'accorsissimo. Del resto, gestire un blog vuol dire parlare in pubblico e offrire a chi legge un punto di vista che appare autorevole, sebbene personale.
    Ecco, non dovremmo mai dimenticare la dimensione pubblica di questa operazione. Ci può essere chiunque dall'altra parte dello schermo e quando scriviamo dobbiamo sempre tenerne conto.

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    1. Esatto, per quanto personale e soggettivo possa essere il nostro parere, si tratta pur sempre di un esporci pubblico. Forse basterebbe solo far capire che ciò che diciamo non è oro colato ma una visione parziale in quanto soggettiva.

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  2. Sì, quando scrivo sul blog cerco sempre di seguire una linea etica oltre che editoriale. Penso che dovrebbe valere sempre, nella vita concreta come in quella virtuale sui social, quindi cerco di dare il buon esempio. Non so se ci riesco davvero, quello lo giudicheranno i lettori. Essere sempre aperto alle critiche (quelle dettagliate e costruttive s'intende, non l'insulto gratuito) è uno dei doveri di noi bloggers.

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    1. Sembra giusto anche a me, di fatto un blog rispecchia ciò che siamo anche nella vita reale (a meno di voler giocare a creare un mondo diverso). E sono d'accordo, anche aprirsi alle critiche è un dovere o quanto meno una forma di rispetto.

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  3. Io in realtà non mi sono mai posto il problema - non a livello conscio, almeno. Sarà anche perché il mio blog è strettamente personale: anche nei miei post in cui parto da una notizia (una notizia vera, non la prendo da siti di dubbia fama) poi il post si sviluppa sempre con le mie riflessioni personali. Essendo opinioni, né false né vere in senso assoluto per definizione, il problema della loro veridicità non esiste :) .

    E' vero però che per esempio ho cercato sempre di applicare principi come il rispetto per i lettori o il non copiare da altri siti . Ma l'ho fatto in maniera naturale: più che come "doveri" li sento come principi di puro buonsenso. Anche se in questi anni ho imparato che spesso ciò che sembra buonsenso non lo è per molte persone: ergo, è più che giusto che un blogger si faccia domande del genere e poi arrivi a rispettare un codice etico simile a quello di cui parli :D .

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    1. Io penso che l'approccio che usi sia quello giusto.
      Applicare il buonsenso dovrebbe essere naturale ma in giro si vede tutt'altro, purtroppo. Soprattutto sull'appropriarsi dei testi :(

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  4. Assolutamente no.

    Primo, non esiste nessun contratto che obbliga chi scrive nei confronti di chi legge. Un blog è un diario, la parola è la contrazione di Web-Log, cioè diario sul Web. Ognuno scrive quello che gli pare.

    Secondo, non esiste nessun dovere di rispettare. La parola rispetto significa "guardare due volte" o "ri-guardare" e si riferisce ad una cosa che è cosi importane che richiede una verifica. Le persone devono guadagnare il rispetto, se lo devono meritare, non lo ottengono come "diritto". Nei limiti di un dialogo poi non c'è nessun bisogno di rispetto, si devono confrontare due tesi che possono essere una vera e un falsa o entrambe false. Se sono entrambe vere di solito significa che una è un caso particolare dell'altra.

    Infine, secondo me c'è un equivoco sul significato di "informazione". Secondo me informazione è un dato numerico, quantitativo, per esempio "in quel secchio ci sono 12 mele". E' abbastanza diverso da "formazione", ovvero l'azione con cui io condiziono le persone ad un certo comportamento, come "mangiare una mela al giorno toglie il medico di torno". Di solito non è molto importante che si dia una informazione falsa tipo "11 mele" invece di "12 mele", lo è molto di più quando si vende una idea/concetto falso che risulta nell'indurre altri a comportamenti controproducenti. Per altro è abbastanza raro che in un blog trovi uno che scrive idee nuove, mai sentite. Quindi la faccenda si sposta su quali idee il blog ripete.

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    1. Un blog è un diario, dici. Però non è del tutto vero, perché un diario è un testo che viene scritto per se stessi, non per essere diffuso. Io credo che ciò che diciamo e scriviamo abbia un peso, delle conseguenze. Ovviamente non c'è neppure nella vita reale l'obbligo di dosare le parole o stare attenti a ciò che si dice, però forse dovremmo farlo. Scrivere un blog senza pensare a instaurare un rapporto di fiducia con i lettori è come scrivere per se stessi, ovvero senza tenere minimamente conto di chi legge. E senza un confine, ognuno può davvero dire quello che vuole, pure cose false. Cosa che effettivamente avviene...

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  5. Post interessante e vero: insomma, i diritti sono più dei doveri (che condivido), quindi dai, non è così pesante! :)
    Io ho la mia etica, che comunque abbraccia ciò che scrivi, in più aggiungendo una piccola cosa personale.
    Per il resto, nient'altro da dire. L'importante è sempre che il rispetto per i propri lettori sia al centro di tutto.

    Moz-

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    1. Ma sì, per fortuna la libertà esiste, eccome. Di fatto tutto si potrebbe riassumere con ciò che hai detto: rispettare i propri lettori. Sperando che la fiducia e il rispetto siano reciproci.

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  6. "coscienza", "senso di responsabilità", "rispetto", hai citato tre valori oggi sconosciuti a tanti, e tanti non riuscirebbero a scoprire il loro valore, significato consultando un SERIO vocabolario elettronico o cartaceo. E' sicuramente retorica dire che alcuni valori si sono persi, tuttavia è una verità a cui non riesco ad abituarmi. Contro la ineducazione è una guerra persa sin dal principio, però e un dovere combatterla su tutti i fronti.
    Sono pienamente d'accordo con te su ogni punto e concetto espresso in questo posto.
    Grazie
    Rosario

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    1. Eh sì, non è retorica, è la verità. Non so, a me sembra che sul web tutto venga esasperato o peggio che ci si senta in diritto di fare come se non ci fossero conseguenze alle nostre azioni. Questa è la mia sensazione di fronte a certi comportamenti.

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  7. Guarda, proprio su questo aspetto, in un certo senso, ho parlato con un autore che seguo qualche giorno fa, il quale credeva che in un certo articolo del mio blog mi riferissi a lui. Quando ho aperto il mio sito mi sono certamente data un codice etico: a parte offrire contenuti quanto meno seri e professionali, e ovviamente di aiuto per gli aspiranti scrittori, cerco anche di rispettare gli autori che collaborano con me evitando di divulgare informazioni personali circa il nostro lavoro. Penso quindi che ogni blogger debba avere un proprio codice etico; e poi: il blog non è forse una vetrina personale e professionale e, per questo, deve essere tenuta il meglio possibile?

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    1. Mi sembra giusto quello che dici, Emanuela, siamo tutti in vetrina e abbiamo a che fare con tante persone diverse grazie alla comunicazione sul web. Il che è positivo, ma ci mette a volte in una posizione difficile. Trovare un proprio codice etico per rapportarsi a tante situazioni non è scontato, ma speriamo di poterlo fare, anche per conservare la serenità e il piacere di bloggare!

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  8. Forse non è proprio un dovere, ma certo chi scrive su un blog dovrebbe conoscere non solo l'italiano, ma anche le regole e la prassi della scrittura online (che differisce molto dalla scrittura su carta). Bisognerebbe poi, a parte i sacrosanti documentarsi, non copiare e non dire il falso, anche avere un proprio stile personale.

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    1. Certo, Michele. Sono aspetti importanti che non si dovrebbero dare per scontati. Anche il semplice rileggere un post può essere un segno di rispetto per chi deve leggere.

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  9. La pensiamo uguale. Io do all'educazione un valore altissimo e se mi accorgo che chi frequenta il mio blog non osserva tale metro mi sento libera di estrometterlo dalla discussione e non per censura ma proprio perché nel mio spazio le regole le decido io.
    Non capisco proprio chi copia... A quel punto se non sa cosa dire è venuto meno al motivo per cui aprire il blog. E potrei continuare per tutti i punti da te citati. Il blog è il nostro specchio ognuno lo fa brillare a modo suo.

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    1. Mi piace come definizione, il blog come specchio di noi stessi. Purtroppo mi sembra che in tanti pensino invece al sito personale o al blog come a uno strumento per raggiungere un obiettivo. Un mezzo per un fine, e come tale va bene tutto, anche scrivere cose false, parziali, offensive o copiate. Non credo però che così si dia una bella immagine di se stessi. E a lungo andare secondo me se ne paga lo scotto.

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  10. Sono assolutamente d'accordo anche io. Credo che in queste frasi "In sostanza i blogger sono autori liberi, al di là di tutti i diktat o i “si deve fare così” che si leggono in giro. Ovviamente con i limiti del buon senso, della decenza e della buona educazione..." sia racchiusa la giusta idea di blogger. Libertà con i giusti limiti. Avanti tutta!

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    1. Libertà con i giusti limiti, esatto. Non è così poi anche nella vita reale? Non è che andiamo in giro a fare quello che ci pare! Eppure in rete sembra tutto lecito... Grazie, Mara :)

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  11. Sono d'accordo con i tuoi doveri e diritti, tranne con uno, il diritto di non rispondere ai commenti, bada bene il blogger è liberissimo di farlo, però se un lettore commenta (parlo dei commenti seri, non quelli offensivi o denigratori che vanno cancellati) è cortese rispondere, ovviamente con i propri tempi. Ora però sono curiosa sulla discussione che ha generato questo post...

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    1. Sì, è verissimo che è fastidioso quando un blogger non risponde ai commenti (o peggio risponde ad alcuni sì e ad altri no). Però resta secondo me il diritto di non farlo, soprattutto in alcuni specifici casi. Pensa per esempio a qualcuno che arriva solo per fare spam o per insultarti. In quei casi, il silenzio forse è la risposta migliore.

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  12. Sottoscrivo i doveri e i diritti senz'altro. Anch'io cerco sempre di scrivere contenuti che siano rispettosi al massimo dei valori etici che ci accomunano, sto ben lontana da temi politici e sociali che so già in partenza che porterebbero polemiche e discussioni. Ho scelto di trattare temi di narrativa, di scrittura e di ciò che fa parte dei miei interessi, spero di farlo sempre con discrezione e tatto. Un abbraccio

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    1. Purtroppo è vero che certi argomenti sono oggetto di polemiche e discussioni. Forse se ne potrebbe parlare in modo costruttivo con un ascolto reciproco, ma mi sembra che accada di rado. A volte si litiga pure per stupidaggini, figuriamoci su temi importanti. Quindi capisco bene il tuo punto di vista. Un abbraccio anche a te <3

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  13. Sono d'accordo con i doveri, che mi sembrano solo espressione di sana e buona educazione, e pure con i diritti. Non è un diktat dire che ci vorrebbe l'aggiornamento costante, il piano editoriale, la pagina facebook, la newsletter, ecc. Sono strumenti per aumentare accessi e letture, perché se hai un blog vuoi essere letto (sennò scrivi sul caro vecchio diario cartaceo).
    Il problema è che il blog è uno spazio personale, come la propria casa. C'è chi ti apre la porta e ti invita per una chiacchierata davanti ad un caffè e c'è chi ti spiana davanti il fucile appena suoni il campanello. Purtroppo non abbiamo tutti gli stessi principi.

    ...io adesso però morirò dalla curiosità di chi/cosa ha scatenato queste riflessioni! :D

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    1. Eh, capisco la curiosità, ma a questo punto mi sembrerebbe scorretto dirlo!
      Però hai pienamente ragione, non tutti i blogger hanno lo stesso modo di approcciarsi e il paragone con la casa è perfetto. Di fatto non si può neppure accontentare tutti, ma il buon senso dovrebbe essere di base anche nei rapporti virtuali.

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  14. D'accordo su tutto, in particolare il punto difficile sta - a parer mio - nel riuscire a produrre articoli di qualità, che possano dare un "valore aggiunto" alla comunicazione (per parte mia mi auguro di esserci riuscito).
    Vero pure che entrare in un blog altrui è, in un certo senso, come essere ospite in casa altrui e quindi se qualcuno scambia quattro chiacchiere con te (cioè lascia un commento) pur essendo vero che non è un obbligo rispondere, è comunque segno di rispetto verso chi usa il suo tempo per leggerti.
    ciao!

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    1. Vero, non è facile dare un valore aggiunto. Penso comunque che anche se non si è in grado di farlo, non sia poi così grave, purché i contenuti siano farina del proprio sacco e non uno scopiazzamento di informazioni lette qua e là o peggio basate sul sentito dire. Poi tanto meglio se il valore c'è davvero, come nel tuo caso.
      Per le risposte ai commenti, come dicevo a Giulia, sono d'accordo che siano una forma di rispetto. Tranne che in alcuni casi, dove il silenzio è la risposta migliore.

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  15. Un blogger potrebbe anche pubblicare informazioni parziali, non vedo il problema in questo senso: dipende poi sempre dal contesto, non si può generalizzare.

    Riguardo al rispetto delle idee altrui, in questo secolo esporre una propria idea può significare per alcuni non rispettare la loro. E allora diventa pericoloso questo rispetto.

    Fra l'altro il Corriere dà un'informazione parziale e fuorviante: "Alla vigilia del 20° compleanno del software che li ha creati (i blog)". Di quale software parla? Blogger è un software per blog, così come lo è WordPress e altri meno conosciuti.

    "Il Wall Street Journal ha deciso di chiuderne otto (di blog)": be', qui ci sarebbe altro da dire: 8 blog costano parecchio, se sei onesto e paghi i blogger, ovviamente.

    Riguardo al "senso di responsabilità che abbiamo come divulgatori di informazioni e di opinioni" bisogna fare una distinzione: le informazioni devono essere accurate e non false, ma le opinioni sono personali e ognuno ha il diritto di esporle come meglio crede. Questo è un diritto che acquisiamo alla nascita, sancito poi anche dalla Costituzione.

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    1. Ma sono d'accordo, c'è una ovvia parzialità nei post e chiaramente non si scriverà mai un articolo con informazioni complete al 100 %. Quello che però secondo me non va bene è quando qualcuno diffonde di proposito informazioni non complete, ovvero racconta solo parte di una verità perché così "fa piacere ai suoi lettori". Certo, ognuno scrive opinioni personali, si tratta in fondo quasi sempre di pensieri soggettivi e come tali possono urtare la sensibilità di qualcuno o cozzare con l'opinione di altri. Ma spacciare per verità il falso, è questo che a me non sembra corretto.
      Che poi pure i giornali diano informazioni false o parziali, che dirti? Io continuo a sperare in un mondo migliore, forse sono un'illusa...

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  16. Concordo in toto sui doveri che seguo da quando ho aperto nel 2006 il mio blog. Condivido anche i diritti ovviamente, ma come giustamente tu sottolinei nel post, i primi sono assolutamente fondamentali per un blog che sia serio.

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    1. PS: arrivo dal blog di Ivano Landi, e sono felicemente approdato qui.

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    2. Ciao Daniele, benvenuto!
      Caspita, hai un blog dal 2006, sono tanti anni, complimenti!
      Vado subito a sbirciare :)

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  17. Non ho mai pensato a quali siano i miei diritti come blogger, solo perché mi sento del tutto libera nel gestirlo. Se esistessero dei must, probabilmente non avrei un blog. Quanto ai doveri, mi piacerebbe dire che basta un po' di rispetto e sensibilità, ma allora sembra tutto troppo semplice... Trattare argomenti seri rende il terreno delicato; forse chi vuole scrivere con leggerezza dovrebbe scegliere argomenti altrettanto leggeri. L'influenza sulle persone, però, può esserci comunque, anche in contesti limitati come i nostri. Se è così, speriamo che la nostra sia un'influenza buona. :)

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    1. E' vero, a volte il terreno si fa delicato. Secondo me anche nel campo della scrittura e dei libri serve molto rispetto. Ci sono un sacco di blogger che sparano a zero su tutto, quella per me non è un'idea giusta di blog. Certo, ci si potrebbe limitare a non frequentarli, ma comunque resta il fatto che le parole hanno sempre un'influenza, come hai sottolineato. Nel bene e nel male.

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  18. Fin da quando ho aperto un blog, attribuisco importanza a quello che pubblico proprio perché conosco benissimo il peso della parola scritta. Oltretutto è qualcosa che rimane in rete almeno fino a quando non decidi di cancellarlo o di chiudere il blog, e quindi potenzialmente chiunque potrebbe leggerlo. Secondo me si può dire esattamente ciò che si pensa su qualsiasi argomento, basta scegliere il modo. Per quello, anche, preferisco la modalità di discussione sul blog che non quella dei social dove si parla spesso con la pancia.

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    1. Ciao Cristina, hai colto bene quello che volevo dire. Anche per me la parola scritta ha un suo peso, quindi mi sembra importante badare a ciò che scriviamo. Vero anche che sui social si pensa di meno e c'è più istinto. In fondo è anche giusto che esistano due modalità diverse per approcciarsi, purché non si degeneri, ovviamente :)

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  19. D'accordissimo con te sui diritti e i doveri di un blogger! Mi piacciono! Un po' meno con la questione del diario, visto che il mio a tratti gli assomiglia molto! :D

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    1. Ehi, bentrovata Monica!
      Mi sa che sulla questione del diario non mi sono spiegata tanto bene. Insomma, penso che anche se i post assomigliano a una sorta di diario di vita vissuta non sono comunque paragonabili a un vero diario. Nel senso che c'è un approccio diverso, diciamo che in qualche modo si tiene conto di chi leggerà. Nessuno di noi scrive un post senza mai pensare al suo pubblico, tu che ne dici?

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    2. Fatto molto, molto vero. Hai ragione anche su questo punto!

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