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Prime Reading di Amazon, considerazioni a caldo

Foto di Laëtitia Buscaylet (Fonte Unsplash)

Dal 30 maggio scorso Amazon ha dato la possibilità agli iscritti al servizio Prime di scaricare gratuitamente libri. Una novità accolta nei modi più svariati da lettori e autori.
Di cosa si tratta esattamente?

Prime è un abbonamento nato per acquistare su Amazon senza doversi sobbarcare le spese di spedizione; un servizio che tempo fa (in seguito a un aumento del costo annuale) si è ampliato per offrire agli utenti anche la possibilità di scaricare serie tv, film, foto e videogiochi, senza ulteriori costi.

Un altro importante passo è stato compiuto pochi giorni fa con l’ingresso nell’offerta degli ebook, sempre scaricabili gratis e senza limiti. La scelta è tra moltissimi titoli, che spaziano da autori di best seller a una serie di autori indie. Un catalogo che comprende generi per tutti i gusti, con libri elettronici leggibili tramite l'e-reader Kindle o altri dispositivi utili. E con il grosso vantaggio di non avere termini per la restituzione (anche se con la scadenza o l'annullamento dell’abbonamento non si ha più accesso ai titoli presi).

Per conoscere tutti i dettagli dell’offerta vi invito a consultare la pagina ufficiale di Amazon sui Prestiti Prime Reading e la pagina per accedere al servizio.


Insomma, una novità ghiotta per chi ama leggere e fare incetta di ebook. Ma per gli autori le cose come stanno?

Tempo fa Amazon mi ha contattata per comunicarmi (in un’e-mail riservata) che Bagliori nel buio era stato selezionato per Prime Reading, chiedendomi se accettavo la proposta. All’epoca non c’erano molte informazioni su questo programma, ma a naso mi è sembrata una buona opportunità e così ho accettato. Attualmente dunque il mio romanzo rientra tra gli ebook che è possibile scaricare gratis per chi ha Prime. Per chi non l’ha ancora letto e ha l’abbonamento Prime, è il momento di approfittarne!

Come sia stata fatta questa scelta, però, non so dirlo. Da quello che ho potuto capire, tra gli autori auto pubblicati solo quelli che hanno dato l’esclusiva ad Amazon per la pubblicazione e quindi hanno aderito al programma Select hanno ricevuto un’offerta. Ma non per tutti è stato così. Gli altri principi di selezione restano oscuri. Scelta casuale o dettata da precisi criteri? Nessuno sa dirlo.

Sono tuttora convinta della bontà dell’opportunità, perché al di là della cifra forfettaria elargita a mo’ di compenso, avere un libro in Prime presenta il vantaggio di avere la promozione automatica di Amazon senza muovere un dito e una maggiore visibilità in classifica, con vantaggi anche per le vendite ordinarie, che restano conteggiate a parte, così come le pagine lette tramite Kindle Unlimited.

Tutto bene quindi? Non direi, non almeno per gli autori esclusi da questa opportunità.

Al debutto dell’offerta, infatti, ho avuto modo di assistere a violente polemiche su Facebook da parte di numerosi autori e autrici, che lamentavano come questa novità per gli indie rappresentasse una vera tragedia, quasi la fine del self publishing. Motivo di tanto allarmismo sarebbe stata la rapida ascesa nelle classifiche Amazon dei titoli presi in prestito con Prime, a discapito di tutti gli altri che in questo modo faticano a rendersi visibili.

Tali preoccupazioni sono giustificate?
Io dico sì e no. In parte è vero che i lettori (forti o meno) si sono affrettati a usufruire delle offerte e a prendere il prestito gli ebook del catalogo Prime, con la conseguenza che gli altri titoli esclusi e non sostenuti da vendite sono precipitati in fondo alla classifica; ho potuto constatarlo personalmente con l’altro mio romanzo su Amazon. D’altra parte anche il libro in Prime mi pare subisca oscillazioni molto rapide e discontinue, cosa scontata vista la concorrenza.

Da un punto di vista tecnico, avere un titolo tra i Prime è un po' come per Kindle Unlimited, ovvero nel report non risulta il numero di persone che lo hanno preso e in questo caso neppure le pagine lette. Dunque non c'è al momento nessuna certezza per un autore che un suo libro venga effettivamente letto e non solo inserito nel Kindle tanto perché è possibile prenderlo gratis.

Non so invece come funzioni per gli editori. Anche a loro è stata fatta un'offerta di adesione? Mi piacerebbe scoprire di più anche a questo proposito.

Penso però che gli allarmisti siano esagerati, perché senz’altro è l’effetto novità ad avere la meglio in questi giorni, ma con il tempo il problema rientrerà.

Resta inoltre il fatto che il programma di adesione per gli autori ha durata 180 giorni, quindi è prevedibile un riciclo e probabilmente chi è stato escluso potrà in futuro accedere. Su Amazon si legge infatti: Il contenuto disponibile viene aggiornato periodicamente e vengono aggiunti e rimossi titoli.

Faccio un’altra considerazione a caldo. Non è che stiamo dando troppo peso alle classifiche? Di fatto essere nella top 100 sembra essere ancora esclusiva di pochi, i soliti noti insomma, con o senza Prime.

In ogni caso, forse è ancora presto per trarre conclusioni.

E voi, contenti o scontenti della novità di casa Amazon?

Commenti

  1. Ho dato un'occhiata alla classifica eBook di amazon.de dove prime Reading è attivo da un anno. A una prima occhiata superficiale direi che buona parte della classifica è composta da titoli prime, per cui credo che non si tratti di effetto novità.
    Le autrici self che con le royalty pagavano il mutuo dovranno ingegnarsi a trovare nuove fonti di reddito. La classifica conta tanto, che ci piaccia o no.

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    1. Allora si può solo sperare in un avvicendarsi di vari titoli, in modo da non scontentare nessun self. A questo punto mi domando se chi non ha dato l'esclusiva ad Amazon sarà sempre tagliato fuori da questa possibilità.

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  2. Cara Maria Teresa, ti porto la mia piccola esperienza. Ho pubblicato 3 libri con un editore digitale, come sai, di cui per uno, il primo, mi è stata proposto di accettare Kindle Unlimited e ho accettato, in effetti in guadagno forfettario è un po' basso, ma la visibilità è tanta, nel mio caso poi il romanzo fu addirittura scelto per il lancio del Kindle Unlimited quindi la sua copertina girò moltissimo. Però, non mi è più stato proposto per i successivi 2 titoli e no, non mi è stato proposto neppure il Prime, e questo nonostante il mio editore sia partner ufficiale di Amazon con il quale ha un rapporto strettissimo. Mi viene quindi il dubbio che non siano operazioni così allettanti dal punto di viste economico, ma solo una vetrina in più.
    Un abbraccio.

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    1. Penso che gli editori si siano fatti due conti e in base ai guadagni raccolti su un certo titolo abbiano deciso se accettare o meno. D'altra parte è anche possibile che il tuo libro sarà inserito in Prime al prossimo giro. Spero che in ogni caso chiedano anche il parere agli autori.

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  3. Scusa, sempre io! Essere nei primi 100, io sono stata addirittura prima davanti a Ken Follet, è di sicuro adrenalinico, ma a parte che per noi sconosciuti dura poco, e nel mio caso solo grazie al prezzo di 99 cent dell'offerta del giorno, ma in termini di vendita, non posso dare cifre, non ho firmato accordi di segretezza ma il mio editore sì e mi ha già sgridato una volta (cosa che non ho gradito visto che appunto non ho firmato nulla in tal senso) sì è chiaro che c'è un bel balzo in avanti, ma come dici tu è un'importanza davvero relativa. Vista da fuori la classifica Amazon, almeno così è stato per me quando navigavo intorno alla posizione 26000 tipo e arrivare nei primi 100 sembrava mission impossible, ha un grande fascino ma quando poi ci arrivi e capisci i meccanismi la faccenda si ridimensiona parecchio. Credetemi.

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    1. Caspita, è davvero curioso che tu non possa dare cifre, però a ben pensarci non mi stupisce che le CE cerchino di mantenere segrete certi dati.
      Comunque, capisco quello che vuoi dire sulle classifiche. Di certo sono belle emozioni, ma al di là di questo sono soddisfazioni effimere. Probabilmente essere al top è vantaggioso solo se avviene per molto tempo e quindi guadagni in visibilità e in ulteriori vendite.
      Grazie per averci riportato la tua esperienza, Sandra :)

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  4. A dire la verità io proprio non so rispondere. Non ho rinnovato Prime e non usufruisco quindi di tutto il pacchetto, libri, video, film, spedizioni. Un po' perché non sono una consumista forte, un po' perché tutto questo risparmio a discapito di una vera scelta non mi piace, mi pare troppo compulsivo. Preferisco scegliere un titolo al mese, andare in biblioteca se ho bisogno di libri in più e accontentarmi. Credo sia una scelta dovuta al bisogno di disintossicazione. Non credo nelle classifiche e non le guardo, le trovo come le fascette apposte a libri che troppe volte mi hanno deluso. Però questo non vuol dire che non sia una buona opportunità per gli autori che invece possono diventare visibili senza dover fare azioni promozionali. Quindi hai fatto bene ad accettare.

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    1. Condivido che non c'è una vera scelta, io non ho Prime e troverei un po' fastidioso dover limitare i miei acquisti a particolari titoli o altro. Come bonus aggiunto per chi ha fatto l'abbonamento per altri motivi, però, è di sicuro una buona occasione.
      Io neppure guardo le classifiche, anzi non so quante volte sono rimasta delusa da libri che erano al top :(

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  5. Io pubblico con Streetlib, anche se sto meditando di fare l'esperienza almeno con un romanzo di dare l'esclusiva ad amazon. Non ho mai fatto l'abbonamento prime, perchè come dice Nadia, l'acquisto compulsivo non è proprio il mio genere. Io preferisco comprare meditando e conservando il libro (o meglio l'ebook) visto che compro di più quelli. Sono convinta però che la visibilità che consente questa novità di amazon sia un'ottima cosa, quindi hai fatto bene ad accettare. Io ho provato l'ebbrezza di essere nella top 100 solo con L'amore che ci manca e solo per pochi giorni, è stato bello, non posso negarlo...

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    1. Io sono di parte, ma non posso che suggerirti di fare almeno una volta quest'esperienza con Amazon. C'è da farsi due conti, nel senso che vale la pena se non hai tante vendite con Kobo e altri store. Nel qual caso, è utile perché c'è sempre qualcuno che lo prende con Kindle Unlimited.

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  6. Io, da autrice che non può contare sulle vendite per sopravvivere, sono contenta di essere stata scelta per Prime Reading. Penso che chi invece è abituato ad essere in alto alla classifica, non sia soddisfatto di Prime, che ha mandato giù i libri più venduti. Forse era il caso di creare una classifica solo per Prime, non lo so; secondo me è un po' presto per trarre conclusioni.

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    1. Ciao Alexandra, benvenuta e grazie per il tuo intervento.
      Sì, probabilmente è presto per delle conclusioni. Per il momento chi è stato escluso è giustamente scontento, però solo a lungo termine si vedranno i veri effetti.
      Tu sei riuscita a capire come mai hanno selezionato il tuo libro? Da quello che ho potuto vedere finora, hanno scelto romanzi che erano da parecchio tempo nello store.

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  7. In casa abbiamo un'utenza Prime per gli acquisti di elettronica, non tanto per l'acquisto compulsivo (non è vero che tutti gli oggetti Prime arrivano dopodomani, leggete meglio và), ma perché per il materiale informatico-elettronico Amazon non ha più rivali (Ebay sta pagando care certe politiche di poca difesa del consumatore...) e non pagare ogni volta un botto di spese di spedizione ha la sua comodità. Adesso abbiamo anche Prime Video (per vederlo sul televisore c'è una chiavetta hdmi in offerta a 30 euro), con mia somma gioia perché, film a parte che li ho già visti tutti, c'è The Grand Tour (avete presente quei tre mattacchioni delle vecchie stagioni di Top Gear in onda su Dmax? dopo essere stati licenziati dalla BBC, Amazon li ha "acquistati"! ...eh si, li adoro!) Poi ho letto il tuo post su Prime Reading e abbiamo dato una sbirciata: non riesco a capire come abbiano effettuato la scelta, ma vedo pure un paio di titoli di Harry Potter (che a non doverli comprare tutti è un bel risparmio!) mentre un titolo l'avevo appena preso dal Kobo! Da capire se i titoli scelti non self ci rimarranno o se bisogna "leggere all'occasione", ed essere pure veloci!

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    1. Chi fa molti acquisti trova certamente vantaggioso l'azzeramento delle spese di spedizione, io sono stata tentata diverse volte di farlo solo per questo. E condivido quello che dici sull'elettronica, ma anche altri prodotti sono più convenienti, altri non li trovi proprio altrove.
      Per il resto, avere la possibilità di vedere gratis delle serie tv mi sembra già un grossissimo vantaggio, mentre sui libri è da capire appunto se ci sono titoli che ci interessano.
      Di certo ci sarà una rotazione anche per i non self, mi pare anche giusto. E poi avranno fatto un accordo a tempo con gli editori. Da quello che ho capito però non hai limiti per leggerlo, lo devi restituire solo se non hai più Prime.

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  8. Da lettrice, da una parte sono felice di questa nuova opportunità (tant'è che sto facendo incetta di libri) dall'altra un po' mi preoccupa. Amazon continua a fare il vuoto attorno perché, non c'è che dire, i servizi per i clienti sono davvero ottimi e competitivi. I 36€ all'anno ce li stanno facendo digerire piacevolmente e diventa sempre più difficile dire di no.
    Per quanto riguarda gli autori, penso anch'io che ci sarà una rotazione e chi ora è in testa alla classifica - a meno di riuscire a sfruttare a pieno l'opportunità - presto ricadrà più o meno là da dove è arrivato. D'altronde è comunque una opportunità invidiabile.

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    1. Vero, Amazon continua a fare il vuoto intorno. E' un processo che va avanti da tempo e ce ne dovremo fare una ragione.
      Senza dubbio la rotazione è necessaria, anche per fornire agli utenti più scelta, ti dirò 180 giorni mi sembrano anche tanti.

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  9. Ciao Maria Teresa,
    leggendo l'articolo, sempre puntuale e interessante, mi è venuto in mente il supermercato vicino casa che ha messo da un paio di mesi uno scaffale, vicino a quello del pane, di libri. Il prezzo è di € 9,90 per tre libri cartacei di autori famosi con doppia copertina: rigida e copertura.
    Certo per chi deve vivere del ricavato della vendita dei propri libri forse non è conveniente. Per chi invece cerca visibilità e non deve trarne "il pane quotidiano" potrebbe essere una buona occasione per farsi conoscere.
    In fondo per Amazon si tratta di una trovata pubblicitaria per aumentare gli iscritti a Prime. Per usufruire al meglio della spesa annuale si è potati a comprare più volentieri on line da loro... o almeno penso.
    Grazie
    Rosario

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    1. La verità è che chi ama leggere ama anche fare incetta di libri, quindi approfittare di queste occasioni. Tu hai fatto l'esempio del supermercato, io ricordo che un tempo c'erano i libri a mille lire o anche i gialli Mondadori che venivano venduti da librerie in blocchi di dieci a poco prezzo, e in tutti questi casi io facevo grandi scorte. E li divoravo tutti.
      Da autrice capisco invece che il discorso è diverso e può dare fastidio dover svendere le proprie opere. Ma alla fine è comunque visibilità e una possibilità in più per far arrivare le nostre storie ai lettori.
      Grazie a te, Rosario :)

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  10. Purtroppo non ho ricevuto la proposta Amazon, né posso avere idea di cosa succederebbe una volta che il mio romanzo uscisse dal Prime Reading, perciò non ho dati sufficienti ad avere un'opinione in materia. Mi sembra comunque una possibilità che sfrutterei per quanto possibile, senza darle un'importanza esagerata. Ho l'impressione che sia tutto molto relativo in campo promozionale.

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    1. Vero, è tutto molto relativo e troppo veloce. Anche le classifiche (a parte i soliti noti che resistono in cima) sono un su e giù continuo. Poi resta da capire, come si diceva con qualcun altro, se davvero i lettori scelgono sulla base di queste classifiche. Per quanto riguarda Prime e altre promozioni, c'è comunque il vantaggio che Amazon spinge alcuni libri e quindi fa i nostri interessi. A questo punto ti auguro di essere selezionata per il prossimo giro ;)

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  11. Ciao Maria Teresa, nemmeno io ho ricevuto offerte perché non pubblico in esclusiva con Amazon. Le avessi ricevute forse le valuterei. Come Nadia non guardo le classifiche, magari mi sbaglio, piuttosto mi leggo tutte le recensioni e le stelline. Tanto i commenti farlocchi si riconoscono (come ho scritto sul mio blog). Pensa che nemmeno sapevo di essere iscritta a Prime come compratrice. CHissà quando ho dato il consenso! quando me ne sono accorta per la rabbia mi sono disiscritta. Pazienza. Gli acquisti li faccio su Amazon ma non più di frequente come prima. Mi pare che i prezzi siano meno concorrenziali di un tempo.....

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    1. Forse hai provato i 30 giorni gratuiti di Prime e poi ti hanno rinnovato il servizio in automatico... certo non proprio una bella cosa, eh!
      Io ho abbandonato da tempo l'idea di vendere su store diversi, un po' per cattive esperienze, un po' perché facendo un bilancio è più conveniente dal mio punto di vista essere solo su Amazon. Vedo però che questo è molto soggettivo. Per molti è anche antipatico dare tutto il potere a un solo store. Ed è comprensibile.

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  12. Ciao Maria Teresa, in linea generale trovo che per l'editoria e per gli autori offrire migliaia di titoli gratuiti sia una sconfitta. Sembra quasi un declassamento del prodotto libro, non penso che Amazon farebbe mai una scelta simile sui prodotti tecnologici. Ma d'altra parte i titoli scelti per entrare in prime reading hanno una visibilità senza pari, una pubblicità gratuita che potrebbe rivelarsi un volano per l'autore. Quindi ritengo che hai fatto benissimo ad accettare, Maria Teresa. Complimenti per essere stata scelta!

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    1. Gratuiti solo per chi li prende però, perché autori ed editori ricevono un compenso forfettario, che i libri vengano letti o meno. Non si hanno royalties per ogni copia presa, né pagamento per pagine lette come per KU, però è comunque un compenso.
      Per il resto, se questo può incentivare la lettura in generale non è poi tanto sbagliato. Ma sappiamo che non si convincono così le persone a leggere di più, purtroppo!
      Grazie Rosalia, non ho nessun merito per la selezione ma sono comunque contenta ^_^

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  13. Io credo che sia uno scenario interessante. La prima valutazione evidente è che Amazon ha deciso di cannibalizzare se stessa. E' evidente che un lettore forte abbandonerà presto i 9,90€ mensili di Kindle Unlimited, per scegliere i 36 euro annuali di Prime. Certo, l'assortimento di Prime è più limitato. Però di sicuro una transizione di abbonamenti ci sarà.
    Amazon d'altronde decide di perdere una fetta di Unlimited, perché lo scopo principale è vincere la battaglia mondiale di Prime Video contro Netflix.

    Lato autore credo che la scelta di aderire o meno a Prime dipenda da alcuni fattori.
    Se si possiede un solo libro, a meno che questo sia molto vecchio e non venda più nulla, credo che sia controproducente. Oltre una certa soglia di download che copre il pagamento una tantum delle royalty, il libro va via gratis. Mandarlo gratis ha senso soltanto se dietro c'è una strategia articolata e l'occasione di Prime rientra in questa strategia.
    Ad esempio, se si posseggono più libri, Prime deve servire per spingere gli altri libri dell'autore. Ma soprattutto, una situazione come quella di Prime dovrebbe servire per far entrare i nuovi lettori facilmente acquisiti, nell'ecosistema dell'autore, come accennavo nei miei guest post pubblicati qui da te.
    Ogni lettore che legge il nostro libro è prezioso. Ogni lettore che legge il nostro libro e non decide di seguirci su Facebook, sul blog autore, o iscriversi alla newsletter è un'occasione perduta.
    Nel self publishing non è importante la vendita massiva di un libro, quanto la capacità dell'autore di farsi conoscere da lettori disposti a comprare o i libri precedenti, o i libri successivi quando usciranno.
    Detto questo, dagli studi che ho compiuto in quest'anno di pubblicazione, in cui registravo costantemente le vendite su excel ed elaboravo i modelli di vendita che erano in gioco su Amazon, io credo che il valore delle classifiche sia sopravvalutato. La classifica fa vendere, ma di norma non è capace di alimentare se stessa. Un libro ai primi posti in classifica, senza l'apporto significativo di altre fonti (di norma interne ad Amazon stesso), in pochi giorni scivola via. I meccanismo che regolano il successo prolungato di un libro, sono altri. Un libro può vendere tantissimo, anche senza mai entrare nella sua classifica di riferimento. Dovrei scriverci un pezzo, prima o poi, per spiegare almeno a voi miei amici, quali sono a mio giudizio i meccanismi chiave perché un libro decolli su Amazon. e che io nel mio primo romanzo non sono riuscito ad acchiappare. :(

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    1. Grazie per le tue considerazioni sempre interessanti, Marco. Capisco il tuo discorso. Da quello che ho potuto constatare (ma non ne sono sicura al 100%), sono stati selezionati libri di autori che hanno più di un titolo in esclusiva Amazon. Se così fosse (ma ripeto che non ne ho la certezza), per gli autori sarebbe comunque conveniente per vendere anche gli altri suoi libri. Insomma per il discorso che hai fatto qui tempo fa e che hai ricordato.
      Per il resto, mi pare giusto il tuo ragionamento, non è conveniente per un libro appena pubblicato. Io mi auguro che queste valutazioni le abbiano fatte anche quelli di Amazon nella selezione dei titoli.
      Spero in ogni caso che deciderai di condividere con noi le tue conclusioni sui meccanismi chiave, saranno di sicuro riflessioni preziose ^_^

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    2. Certo, se trovo il tempo lo scrivo. Non sono segreti allucinanti e poi potrei sempre sbagliarmi. Comunque la chiave per ricevere traffico da Amazon e vendere parecchio sono i libri che lui associa.

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      La chiave primaria è lì. Ho cercato di comprendere il meccanismo alla base. Molto dipende da fattori imponderabili. Se i nostri lettori sono lettori forti o lettori deboli. Un lettore debole genera meno relazioni di un lettore forte. Ma soprattutto dipende dalla quantità venduta. Per riuscire ad arrivare ad un meccanismo virtuoso dentro Amazon occorre vendere tanto. Per questo gli unlimited sono avvantaggiati paurosamente. Perché ogni download, che il libro venga letto o meno, genera una associazione. Le associazioni che Amazon tiene in considerazione sono cento (almeno quelle visibili). Infatti questo fenomeno è accentuato ad esempio nel romance dove ho studiato con attenzione il successo di una autrice. Nel Romance esistono lettrici fortissime, dove con unlimited leggono anche 10 titoli al mese. Questo, alle autrici unlimited genera un volume di associazioni spaventoso.
      Comunque il discorso è articolato e non è detto che lo abbia compreso appieno.
      Per questo, con la prossima pubblicazione proverò a dare l'esclusiva ad Amazon per 90 giorni, per cercare di sfruttare l'impatto dell'unlimited iniziale. Poi vorrei tirarlo fuori per dare la possibilità anche agli altri tipi di lettori.
      Sicuramente è tutto decisamente complicato e dipende dalla quantità venduta che deve essere consistente.

      Riguardo a Prime, invece ho visto che hanno aderito autori con un libro soltanto.

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    3. Ah vedi, allora la mia teoria è sbagliata.
      Per il resto, caspita quanti retroscena che non si sanno... Per questo tutte le esperienze e le considerazioni sono sempre utilissime. Grazie Marco, a presto!

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    4. Potrei semplicemente sbagliarmi io. A presto! ;)

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    5. Il mondo dell'autopubblicazione secondo me segue regole ben precise. Pare che solo alcuni generi tirino mentre altri no. Leggevo inoltre che per entrare nelle top-ten servono numeri da brivido. Ovvero tra le 40.000 e le 50.000 copie vendute. Numeri del genere è praticamente impossibile realizzarli se non esiste un supporto alle spalle. I fenomeni nati dal web parlano di autori che raccimolano almeno 2.000-3.000 mi piace per ogni post pubblicato su fb e questi sono numeri da influencer, cioè da persone che investono su fb migliaia di euro. Gli influencer infatti, non di rado, comprano amicizie e mi piace per decollare. Confesso che sono in parte scettico sull'editoria digitale o meglio il digitale funziona se c'è anche il cartaceo, è una sorta di estensione della pubblicazione tradizionale ma non la sostituisce. Per cui si ritorna sempre al fatto che solo in pochi fanno il bello e il cattivo tempo. Questo non toglie che il mondo degli e-book sia in costante espansione ed iniziative come quella descritta nell'articolo penso siano molto interessanti. La distribuzione gratis aiuta, altrochè. Leggevo di Moccia che il suo primo libro lo distribuì gratis in fotocopia fuori dalle scuole. Solo così Feltrinelli si degnò di contattarlo eppure Moccia era già nell'ambiente (suo padre era un noto autore cinematografico). Per cui, ampio spazio a tutto. Il futuro riserva sempre sorprese.

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    6. Ma tutto questo accade solo solo per il mondo dell'auto pubblicazione, infatti i titoli inseriti in prime non sono solo di autori indie ma anche di importanti CE. Evidentemente quest'iniziativa fa comodo anche a loro. E comunque non è proprio gratis perché un ritorno economico (anche se non particolarmente esaltante per i self) c'è. Immagino che sia lo stesso anche per gli editori. Ovviamente si spera che i libri non vengano solo presi e messi nell'e-reader a mo' di collezionismo, ma anche letti ^_^

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