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7 blog per un autore - Vincenzo Padovano

                Salve amici! Nuovo appuntamento con la rubrica  7 blog per un autore , in cui scopriremo il romanzo La meccanica dell'inganno . L'autore  Vincenzo Padovano è già stato mio ospite per presentare un altro suo romanzo,  Ogni ogni evidenza . Vi ricordo che la rubrica è una sorta di mini blog tour che ha lo scopo di approfondire un libro attraverso sette tappe nell'arco di una settimana. In fondo al post, trovate l'elenco di tutti i blog partecipanti.

7 tipi di lettori che non vorrei

Foto di Ekrulila (Pexels)


Si parla tanto di lettore ideale: la figura di riferimento, a volte immaginaria, altre volte in carne e ossa, alla quale dovremo pensare quando scriviamo. Ma oggi non voglio parlarvi di questa tipologia, bensì dei lettori che al contrario ci auguriamo di non incontrare mai sul nostro cammino. E che invece spuntano fuori, prima o poi. Ecco la mia lista nera.

Il criticone a prescindere

Si tratta del classico rompiballe che deve trovare in qualsiasi libro qualcosa che non funziona, ne va del suo stato di salute mentale. Per sentirsi bene con se stesso ha bisogno di criticare, e state pur certi che qualcosa che non va la troverà sempre, fosse anche nell'impaginazione del libro o nel ritardo con cui è arrivato il cartaceo.

Lo spoilerone

Le sue recensioni consistono in un'analisi dettagliata della trama e dei personaggi, talmente dettagliata che in pratica raccontano l'intero romanzo dall'inizio alla fine. Qualche volta si interrompono proprio prima dell'ultima pagina, dicendo: ma qui mi fermo per non fare spoiler

Lo scrittore con la penna rossa

Più che leggere, esamina il romanzo come un maestrino. Qui c'è troppo infodump. Qua ci stava meglio un altro tempo della narrazione. La scelta del POV è sbagliata. Ma dov'è il conflitto in questo capitolo? Lo show don't tell manca in questo passaggio, è tutto raccontato! Qua ci stava bene un cliffhanger. 

Il frettoloso

Siccome si è riproposto di leggere un tot di libri all'anno, non è che può perdere tempo a leggere ogni romanzo parola per parola. E quindi salta interi paragrafi (sopratutto descrittivi, dannati autori che ce li mettono), spulcia le pagine in cerca del colpo di scena, leggiucchia per farsi un'idea generale. Detesta i libroni di troppe pagine che lo rallentano. Scemi noi autori che impieghiamo mesi (se non anni) a scrivere un romanzo, quando potevamo limitarci a racconti lunghi venduti allo stesso prezzo.

Il distratto

L'altra faccia del frettoloso è il distratto. Lui legge tutto ma con la testa altrove, quindi si perde un sacco di informazioni strada facendo, non coglie le sfumature e alla fine si chiede che fine abbia fatto un certo personaggio (morto ammazzato nel terzo capitolo). Non si ricorda i nomi di tutti i personaggi, quindi se ce ne sono più di tre va in crisi. Ovviamente la colpa è dell'autore che poteva fare di meglio.
Ah, nella tipologia del distratto rientra anche chi compra un romanzo con sottotitolo Romanzo Fantasy, lo legge e poi si lamenta: ma è un fantasy! Non è il mio genere, se lo sapevo non lo compravo. 

Il perenne scontento

Troppo lungo, troppo corto, troppo sanguinario, troppa poca azione, troppo sesso, troppe descrizioni, troppa introspezione, troppo poco approfondimento, troppi personaggi. No, no e no, non ci siamo.

Lo spocchioso che legge solo classici

Benché d'abitudine legga solo roba di una certa levatura, lo spocchioso ogni tanto si abbassa a leggere anche un romanzo di noi comuni mortali. E a quel punto sono dolori. Non mancano mai nelle sue recensioni qualche dotto paragone (a nostro sfavore, ovviamente) con i grandi della letteratura, le puntualizzazioni sulla prosa e lo stile, e infine il doloroso rammarico che la buona letteratura ormai non esiste più ma si pubblica un sacco di spazzatura. Colpa del self publishing di sicuro.

* * *

Ora aspetto con ansia i tipi di lettori che non vorreste voi!

Commenti

  1. Bellissimo articolo!
    Un altro tipo di lettore è il giustiziere, colui che sente la necessità di recensire negativamente con una sola stella, dicendo che le altre recensioni sono false, senza però menzionare cosa non gli è piaciuto del libro, nemmeno un minuscolo accenno alla trama o al contenuto.
    Non spiega perché non è d'accordo o perché secondo lui tutte le altre recensioni sono false.
    Sono false e basta, vergogna!
    Ma il libro l'avrà letto davvero?

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    1. Grazie Chiara!
      Vero, il giustiziere è davvero da temere e purtroppo è un tipo di lettore che circola parecchio, a giudicare dalle singole stelline lasciate ovunque. Non c'è difesa da certi tipi!

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  2. Tutti quelli che hai elencato... Ormai apprezzo solo il vero e sano lettore che legge per piacere

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    1. Ti capisco bene, è questo l'approccio giusto, leggere per il semplice piacere di farlo. A quanto pare non è così scontato...

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  3. Tra i lettori che non vorrei ci sono tutti i lettori che hai indicato (lo spoilerone è quello che fa più danni a un autore di thriller, terrificante...) e ovviamente anche il giustiziere citato nel commento di Chiara, quelli che mettono una stella solo per fare un dispetto e senza nessuna spiegazione sensata o tantomeno costruttiva. Potrei aggiungere il lettore "invidioso" che però assomiglia al "giustiziere" è quello che scrive una recensione negativa criticando quelli che hanno messo 5 stelle asserendo che sono amici dell'autore, oppure che non capiscono nulla ecc ecc

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    1. Sì, gli invidiosi circolano, purtroppo. A volte fa rabbia vedere che creano apposta degli account su Amazon o Goodreads per colpire specifici autori. Che tristezza!
      Per quanto riguarda lo spoilerone, a me troppi dettagli infastidiscono sempre, quando leggo le recensioni. Come lettrice non voglio sapere troppo, figuriamoci poi di un thriller...

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  4. Hai fatto davvero una panoramica completa dei vari personaggi, gli stessi che si trovano su Facebook o instagram 🤣. Sei fantastica

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    1. Grazie per l'apprezzamento! Vero, questi personaggi sono pure su FB e Instagram :(

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  5. Forse li hai elencati tutti...
    Posso riagganciarmi al mio ultimo articolo: quello che ti valuta negativamente perché non ha capito cosa hai scritto.

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    1. Ah, sì, hai ragione, esiste anche quello che non capisce qualcosa della storia e se la prende con te. Il dubbio non sfiora mai queste persone...

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  6. Eccomi, presente.
    Sono frettolosa e distratta, ma non ho l'obiettivo di leggere più libri possibili.
    Semplicemente detesto i tempi morti e se un capitolo mi annoia terribilmente, passo all'altro.
    Poi va detto che ho la lettura molto veloce a prescindere.
    Cioè, posso leggere duemila parole in tre minuti, capendole tutte perfettamente.
    Il problema è che, così facendo, non assimilo molto i concetti e tendo a dimenticare, ma è più forte di me.
    Proprio la lettura "rilassata" non fa per me.
    Dunque mi accomodo nella tua lista nera. 😅

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    1. Beh, lettura veloce e lettura frettolosa secondo me sono due cose diverse. Si può leggere velocemente ma apprezzare comunque il piacere di leggere e non perdersi nulla. D'altra parte anche io detesto i tempi morti o quando succede poco e niente, tutto poi dipende da come l'autore racconta.

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  7. A parer mio l'unico che - con ragione - occorre temere è il maestrino, perché se trova cose del tipo

    "Qui c'è troppo infodump. Qua ci stava meglio un altro tempo della narrazione. La scelta del POV è sbagliata. Ma dov'è il conflitto in questo capitolo? Lo show don't tell manca in questo passaggio, è tutto raccontato! Qua ci stava bene un cliffhanger. "

    probabilmente (e forse anche oggettivamente) c'è qualcosa che andava sistemato. Gli altri tipi di lettore possono riflettere le personali inclinazioni sulla lettura e, vabbè, la vedano come preferiscono, ma il maestrino è il vero spauracchio dello scrittore, perché può mettere in evidenza delle lacune che sono sfuggite allo scrittore stesso (e magari sono sfuggite perfino all'editor o al lettore beta).
    In quanto allo spocchioso...che se ne faccia una ragione: non si scrive più come una volta. La lingua , la scrittura, lo stile sono cambiati (anche il linguaggio evolve, lo spocchioso forse no) e credo che se qualcuno scrivesse come ai tempi di Manzoni o di Dante o di Leopardi (che mi sta simpatico, oltretutto!) difficilmente verrebbe pubblicato.
    Più che di "bella" scrittura credo si dovrebbe parlare di "buona" scrittura, ma forse pur questo è soggettivo.



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    1. Sono d'accordo che i tempi sono cambiati, anzi trovo che ogni epoca abbia il suo specifico modo di raccontare. Poi è chiaro che i classici sono senzatempo proprio perché possono apprezzati sempre, ma fare paragoni è assurdo.
      Il maestrino a volte è utile, hai ragione. Ma anche no. Voglio dire, in certe critiche può anche esserci solo il desiderio di sentirsi bravi, superiori. A volte ci sono scrittori (soprattutto alle prime armi) che si riempiono la bocca di termini tecnici, ma non sanno guardare oltre le regolette.

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  8. Io non vorrei, per i miei scritti, un lettore “ingiusto”,cioè uno che critica senza motivo reale, mosso da mille motivi che non siano strettamente di ordine letterario. Io, invece, mi definisco una lettrice esigente, che riesce a scindere l’aggettivo dal soggettivo, ma non fa sconti a nessuno.

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    1. Sì, gli ingiusti esistono purtroppo. Come hanno rilevato in altri commenti, ci sono gli invidiosi o i giustizieri che non leggono neppure quello che hai scritto ma che ti criticano a prescindere. I pregiudizi sono tosti da sopportare.

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  9. Haha questo post mi ha fatto ridere perché mostra la tua vena pratica e sarcastica, l'hai scritto mentre i bambini dei vicini ti rompevano l'anima? :)

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    1. Ahahahah! No, nel caos non riesco a scrivere proprio nulla, anche se è vero che certe situazioni mi incattiviscono :P
      Il realtà il post è nato dal fatto che spesso mi soffermo a leggere le recensioni su Amazon di libri non miei e resto basita di fronte a certi tipi di lettori!

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  10. Io partirei dalla certezza di mettermi in discussione come scrittrice, ma il passo successivo sarebbe quello di non accettare la critica a prescindere, tipica di chi non ha letto con vero interesse, ma con fretta e saltellando qua e là. Un po' come quando viene a vedere un mio spettacolo qualcuno che se ne è sentito costretto perché parente di o per ricambiare una visita, ecc. Questo tipo di lettore/spettatore non si lascia contagiare dalla storia perché a prescindere si pone in una posizione critica. Questi qui non li conquisti mai e ho imparato a volerne fare a meno, perché c'è bisogno di persone che sappiano dirti quello che davvero funziona in come racconti e quello invece che devi tendere a mollare perché la storia fili liscia.

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    1. Esatto, direi che questo tipo di persone esiste in ogni campo. Si dice di accettare sempre le critiche perché hanno una loro utilità in ogni caso, ma la realtà pratica è ben diversa. Anzi, è necessario imparare a discernere quello che ti viene detto, capire da cosa è motivato. Poi tra chi lascia recensioni, c'è veramente di tutto...

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  11. Oh beh, quello che legge per dimostrare che non sei un professionista, c'è sempre, così come quello che ha come missione quella di evitare che, se non hai scritto un capolavoro assoluto, tu vada a sommarti al novero di scrittori normali... magari sono pure visioni interessanti.
    E poi come lettore non vorrei me. ;)

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    1. Ahah davvero non ti vorresti?
      Si, chi ha come missione quella di smontarti c'è sempre. D'altra parte a volte può fare anche bene una visione "poco amichevole". Io credo che affrontare vari tipi di lettori in verità ci aiuti a crescere e a farci una corazza.

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    2. In effetti no, non mi vorrei come lettore... :D Sono esigente non tanto sulla storia quanto sui personaggi, se vedo che sono ultra-costruiti a tavolino, mi stanno antipatici.

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  12. Ho adorato il tuo post e l'ironia disincantata che lo caratterizza! Sono tutte figure che vorrei evitare ma che purtroppo esistono e ci leggono, accidenti! Non ne avrei da aggiungere altre, a parte l'invidioso già segnalato oppure il comparativo, quello cioè che non legge te ma come la tua storia somiglia a ciò che si aspettava o ha già letto. Il punto per me è accettarli perché ahimè sono se non la maggioranza buona parte di quello che ci aspetta... Fanno parte del gioco...

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    1. Grazie Elena, sono contenta che ti sia piaciuto!
      Sì, tutto questo fa parte del gioco. Quando si pubblica ci si espone al mondo e bisogna accettarne tutte le conseguenze. Il mondo dei lettori è molto vario... nel bene e nel male.

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  13. Il prevenuto? Che prima di leggerti ha già deciso tutto di quello che c'è di cattivo nel tuo scritto? Immagino basandosi su quel che pensa dell'autore.

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    1. Argh, sì i prevenuti sono tremendi. Penso che una briciola di pregiudizio esista in tutti i noi, ovvero si giudica prima l'autore e poi lo scritto. Se lo conosci, perché hai letto altro, poi hai determinate aspettative. E' una triste realtà ma ci si augura di non farci mai i conti.

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  14. Anch'io come Ivano temo il prevenuto, quello che non giudica il testo ma il nome e l'editore. Quello che se legge un libro di Ariano Gera autopubblicato dice: "No, improponibile, dopo dieci pagine mi è passata la voglia di leggere" e se gli dai lo stesso identico testo però con finta copertina Einaudi e il nome di uno scrittore mediamente noto lo commenta: "Non il suo miglior libro però si vede che ha mestiere, sono arrivato all'ultima pagina in un lampo".

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    1. Vero, molto deprimente quando si giudica a priori l'editore o il non editore. Davvero non è giusto.

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  15. Il distratto ce l'ho, e nella recensione ha usato esattamente le tue parole! Probabilmente il mio s-preferito è l'ipercritico, in qualunque sua forma, ovvero quello di cui ti domandi: ma come se la cava con la letteratura di questo povero mondo imperfetto? Perché non capita spesso di amare un libro per la sua perfezione sotto tutti gli aspetti; più spesso lo si ama "nonostante". Almeno a me capita così, e sono capace di sorvolare su tutto, quando la lettura mi prende.

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    1. Ah sì, addirittura le stesse parole? In effetti, a volte ci si stupisce a vedere come certe recensioni si somiglino tutte. Leggevo qualche giorno fa un tizio che su un romanzo se la prendeva in modo generico sulla spazzatura che viene pubblicata oggi e mi è venuto da pensare che probabilmente lo scrive dappertutto, senza leggere nulla.
      Sono poi d'accordo su quello che dici sulle imperfezioni, vale anche per me. Alla fine conta se una storia ti prende.

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  16. Ahahahha, caspita, mi pare tu li abbia messi proprio tutti! E non ne vorrei uno! XD
    Forse manca l'invidioso, come ha scritto qualcuno nei commenti, ma lo scinderei in due figure: l'invidioso che non ha scritto una riga ma ti invidia perché tu hai avuto il coraggio di pubblicare e rode, rode terribilmente; lo scrittore invidioso che usa un account fasullo per dissacrare i concorrenti, quindi ci ha provato anche lui ma non ci capisce niente di marketing e allora va in giro a seminare recensioni negative.
    Se non fosse che poi ci sono i lettori come me, i "bastian contrario" per natura, che prima vado a leggere le recensioni negative e quando ne trovo di insensate, sono quelle che quasi quasi mi convincono a comprare e leggere il libro, giusto per dimostrare che erano recensioni farlocche. Magari poi metto 5 stelle piene e nella recensione scrivo che ho perplessità su quale romanzo abbiano effettivamente letto i detrattori... ;)

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    1. Vero, esiste anche l'invidioso che non ha mai pubblicato niente. E sono sempre anonimi quando criticano, guarda un po'.
      Devo dire che io pure leggo prima di tutto le recensioni negative, ma per ragioni diverse dalle tue. Purtroppo tra le cinque stelle di Amazon ci sono spesso recensioni farlocche, comprate in massa. Per farsi un'idea veritiera di un libro a mio avviso serve leggere i commenti meno entusiastici. Non dico che sia sempre così, però mi fido poco di chi ha centinaia di recensioni a cinque stelle.

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