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Correzione di bozze, 10 strategie utili


Tra le attività legate alla scrittura, per me la correzione delle bozze resta quella più faticosa e stressante. Sarà che si tratta di un'operazione del tutto priva di creatività o forse che, essendo io una persona molto distratta, tendo a disseminare refusi dappertutto e non sempre riesco a individuarli, anche dopo numerosi passaggi.

Che si tratti di rileggere un intero romanzo prima di pubblicarlo o di inviarlo a qualcuno per un parere, la correzione delle bozze è sempre un lavoro da fare con la massima attenzione e concentrazione, parola per parola. E proprio per questo, è così impegnativa. Qui non voglio parlarvi però della correzione di bozze in sé ma di alcune strategie per farla nel modo più efficace.

Negli ultimi giorni sono impegnata in quest'operazione e mi sono resa conto che con il tempo non è diventato più facile andare a caccia di errori o individuare piccoli miglioramenti da apportare. Anzi, più vado avanti, più lo trovo un lavoro pesante, forse perché sono anche più consapevole delle tante cose da sistemare. Tuttavia, l'esperienza mi ha permesso di mettere a fuoco alcuni trucchi per rendere questo lavoro più agevole e ottenere risultati migliori.

1) Cambiare supporto di lettura

Come si diceva su questo stesso blog tempo fa, avere il testo stampato è il modo migliore per individuare ciò che non va. Tuttavia, secondo me non basta una sola rilettura su carta. Ho appurato che cambiare strumento facilita il compito e ci permette di avere una percezione sempre nuova di ciò che abbiamo scritto. Per esempio, oltre a una prima rilettura sul pc e una su carta, io ne faccio sempre anche una sul lettore e-reader e una su pdf. E ogni volta rilevo nuove correzioni da fare che mi erano sfuggite prima (o errori aggiunti dopo le modifiche!). Il cervello adotta un diverso approccio per i vari mezzi di lettura, quindi vale la pena cambiarli spesso.

2) Modificare la formattazione

Di solito quando andiamo a ripercorrere delle frasi già lette, la mente ha la tendenza a colmare le lacune. Ma è possibile trasmettere al cervello l'illusione di avere davanti qualcosa di nuovo anche usando il solito programma di scrittura con cui lavoriamo. Basta preparare un file con font, dimensioni, interlinea diversi e magari sfondo colorato. Questo sistema si può usare anche quando non si ha la possibilità di stampare su carta. Ho sperimentato varie volte che è davvero utile: usando caratteri diversi, molto spaziati, con grandezza molto più ampia, ho trovato errori che prima non avevo visto. Certo, dopo un po’ l’occhio si abitua e tante cose torneranno a sfuggirci. Quindi si dovrà cambiare ancora la forma al testo per far sì che risulti di nuovo inedito.

3) Rileggere i capitoli in modo non sequenziale

Di recente ho scoperto che procedere con una rilettura casuale dei vari capitoli dà risultati di gran lunga migliori rispetto alla rilettura tutta di seguito. Se è vero che leggere una storia dall'inizio alla fine è essenziale per la revisione, in modo da individuare i buchi narrativi, gli errori e i miglioramenti da apportare a trama e personaggi, nel caso della correzione finale del testo, non è l'ideale. A parte il fatto che rileggendo in modo normale, di certo presteremo la massima attenzione ai primi capitoli e meno agli ultimi, c'è da dire che una rilettura random ci aiuta a essere meno attenti alla storia e più alle parole. Da non sottovalutare poi il fatto che conoscendo noi la storia molto bene (visto che l'abbiamo creata), con una lettura sequenziale tendiamo a leggere in modo automatico e quindi a sorvolare sugli errori. Provare per credere.

4) Leggere e farsi leggere il testo ad alta voce

Per mia esperienza, il massimo risultato nell'individuare errori o miglioramenti si ottiene quando una persona esterna ci legge il testo. La lettura ad alta voce fa cogliere sfumature e dettagli come nient'altro. Tuttavia, trovare qualcuno che si presti a ciò è una specie di miracolo. In alternativa, potremmo accontentarci di rileggere noi stessi ad alta voce o di usare uno strumento digitale. Quest'ultimo metodo però ancora non mi sembra abbastanza perfezionato, per lo meno per i tool gratuiti.

5) Leggere subito dopo aver letto altro

Un'altra cosa che ho notato è che la sonorità di un testo si individua meglio quando abbiamo ancora in testa uno stile diverso. Di conseguenza se ci dedichiamo al nostro libro subito dopo aver letto qualcos'altro, potremo cogliere in modo più immediato tutte le stonature. Altra testimonianza che leggere fa bene alla scrittura 😉

6) Blocchetto alla mano

Le correzioni su carta sono quelle più immediate e pratiche. Di solito io metto un segno sul margine vuoto del foglio per individuare subito anche le minime correzioni da apportare alla riga corrispondente. In questo modo, anche se c'è solo da modificare una virgola, a colpo d'occhio me ne accorgo (come dicevo, sono una persona distratta...). Per gli altri supporti di lettura, invece, è indispensabile avere a portata di mano carta e penna per appuntare man mano in modo chiaro che tipo di correzione fare, cose da tagliare, da controllare (parole di cui non siete sicuri, ecc.) o da aggiungere. In modo particolare, poi, se usiamo una lettura non sequenziale, serve un elenco per segnare quali capitoli sono stati già corretti.

7) Dizionario a disposizione

Ugualmente essenziale è avere a portata di mano un dizionario o un altro strumento simile per le verifiche dell'ultima ora o per i sinonimi da sostituire alle ripetizioni. Per esempio questi strumenti per trovare la parola giusta.

8) Far sedimentare il testo

Qualsiasi sia il metodo adottato, è sempre indispensabile far passare un po' di tempo tra la scrittura e la rilettura finale e definitiva. Al di là del giusto distacco da adottare per poter guardare il testo in modo obiettivo, aiuta di sicuro dormirci su almeno qualche giorno per non essere tentati di fare una lettura frettolosa.

9) Lettura esterna

Come per la lettura ad alta voce, avere un aiuto esterno è sempre utilissimo. Anzi, trovare una persona disponibile a farci da correttore di bozze (possibilmente precisa e puntigliosa) è come trovare un tesoro. Ancora di più, se quest'operazione se la accolla un professionista. Tuttavia, è giusto sapere che nessuno ci esonera da fare tutto questo per conto nostro, infatti un editore serio vi invierà sempre una bozza finale affinché voi la leggiate e possiate dare il classico visto si stampi. Insomma, dalla correzione di bozze non si scampa.

10) Altri strumenti utili

Un correttore di bozze professionista utilizza anche degli strumenti fisici che possono supportare e facilitare il lavoro. Per esempio un righello da posizionare sotto la riga che stiamo leggendo (su carta) e spostarla man mano che si procede, per far sì che non ci sfugga nulla. Utili sono anche le penne o i pennarelli/correttori colorati, sia per rendere più evidente la modifica, sia per differenziale i tipi di correzioni.
Anche avere una tazza Webnauta aiuta 😃

Tutto questo è naturalmente finalizzato a una correzione di bozze casalinga, insomma per nostro uso e consumo, perché se volessimo fare i correttori di bozze professionisti, dovremmo come mimino imparare i codici convenzionali per segnalare le correzioni.

Avete altri suggerimenti basati sulla vostra esperienza per fare al meglio la correzione di bozze?

Commenti

  1. Ciao Maria Teresa, avevo già trovato consigli simili in rete ma averli tutti insieme è molto utile. Presto mi serviranno, anche se sono ancora in fase di editing e naturalmente sto faticando parecchio, ne parlerò venerdì sul mio blog.
    Già in questa fase però ho trovato molto utile lasciar sedimentare il testo (io ho scelto di mettere tra la stesura e il primo editign un mese) per prenderne le debite distanze. I risultati ci sono. Vedo molto più di prima le parti inutili e le cancello con meno pattimento. Ma soprattutto è fondamentale la stampa. Un piccolo investimento che agevola molto la scrittura.

    Poi ci sono molti strumenti on line, di cui tu stessa hai già parlato, che trovo molto utili per le rifiniture.

    Aggiungerei dis egnarsi gli errori ricorrenti (accenti ecc) e fare un trova e sostituisci. Sapessic osa viene fuori :D

    Insomma, è un lavoraccio, su questo sono perfettamente d'accordo!

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    1. Indubbiamente la fase di revisione vera e propria è un lavoraccio e aiuta molto, anzi è indispensabile, prendere le distanze dal testo. Per la correzione di bozze (diciamo l'ultima rilettura prima della stampa/pubblicazione) il lavoro è sicuramente minore ma comunque impegnativo soprattutto per la concentrazione che serve. Per me di sicuro, visto che sono parecchio distratta :P

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  2. Strategie interessanti e condivisibili. Ho sorriso alla strategia 8 (far sedimentare il testo), è proprio vero che ognuno ha i suoi tempi: io il mio testo lo faccio sedimentare per settimane tra una rilettura e l'altra. Possono sembrare tante ma un tempo così lungo aiuta a dimenticare i meccanismi mentali che ci siamo fatti nel processo creativo, vale a dire quei meccanismi che ci fanno sembrare scontati certi passaggi narrativi, e che invece potrebbero non esserlo per il lettore.

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    1. Certo, serve tempo per far sedimentare il testo, ma come dicevo su a Elena forse tu stai parlando più che altro della revisione? Penso che la correzione di bozze possa essere fatta anche a distanza più breve. Comunque sia, anche in questo caso "dormirci su" aiuta tanto. Io se posso cerco di far passare qualche giorno tra la scrittura di un post e la pubblicazione, proprio per aver il tempo per rileggerlo. E ciò nonostante, mi sfuggono mille refusi :(

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  3. Il sistema più valido per me è rileggere ogni riga al contrario, ma è un lavoraccio.

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    1. Non sono mai arrivata a tanto, ma in effetti potrebbe essere un buon modo. Ci vuole una vita, però!

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  4. Concordo. Anche io leggo ad alta voce. Mi stampo i capitoli e col righello mi impongo di leggere riga dopo riga, senza saltarne nemmeno una. Far sedimentare il testo è fondamentale. Se mi ricordo le battute allora devo lasciar passare del tempo. Però a cambiare la formattazione non ci avevo pensato! E pure io penso che leggere i capitoli in modo non sequenziale sia utile (però non l'ho ancora fatto!).

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    1. Il mio problema è che quello che scrivo me lo ricordo pure dopo anni, quindi non posso regolarmi così. E' un bel problema per quanto mi riguarda, perché a volte mi fossilizzo...
      Leggere in modo non sequenziale svela errori e incongruenze come nient'altro!

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  5. Come al solito sei preziosa. I consigli che hai snocciolato sono utilissimi e concreti, soprattutto dettati dalla tua esperienza. Io spesso anche dopo quattro riletture vedo refusi e parti da migliorare, credo non ci sia un freno a questa fase. Ma quello che proverò a fare è usare sistemi diversi per leggere il testo in modo da confodere il cervello. Non ci avevo proprio pensato.

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    1. Grazie, Nadia. Purtroppo è vero che le riletture possono essere infinite, perché ogni volta si trova sempre qualcosina da sistemare/migliorare. Per me la correzione di bozze è proprio l'ultimissima cosa da fare, dopo di che si mette un punto metaforico e si passa oltre. Sennò si rischia di restare anni sullo stesso testo.

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  6. Dei metodi da te elencati ne uso quattro o cinque, gli altri li devo sperimentare, perché non finisco mai di correggere. E' sempre molto difficile, per me, lasciar andare la propria creatura senza ripensamenti. Da una parte ci sono i refusi, dall'altra correzioni della storia: lacune da colmare, personaggi dal carattere ballerino.
    La sedimentazione del testo, per quanto mi riguarda, deve superare il mese, e a volte anche due o tre, nel frattempo lavoro ad altre storie, proprio per "dimenticare" quella in sedimentazione.
    Sì, hai veramente ragione, la correzione di una propria bozza è un lavoraccio.
    Grazie
    Rosario

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    1. Proprio perché si tratta di un lavoro potenzialmente infinito, secondo me occorre fissare un'ultima correzione di bozze, quella che sancisce la fine del lavoro. Se ci fai caso, ogni volta che si modifica un testo, si rischia di inserire nuovi refusi. Questo è un bel problema. Serve darsi una data di scadenza!

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  7. Anche la tazza webnauta aiuta?? Ne ordino un'altra per me allora (che la tua al momento è un pezzo unico!) :D
    Giusto ieri, rileggendo per caso un racconto, ho trovato un refuso, bruttissimo, e non so come mi sia scappato! Rileggendone un altro invece mi sono ritrovata a pensare: ma io ho scritto questo? E come ci sono riuscita, oibò? :D

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    1. Devo ancora testare bene il potere della tazza Webnauta :D Per ora gioisco di avere questo pezzo unico a farmi compagnia, soprattutto d'inverno con le varie bibite anti-freddo!
      Per il resto, è incredibile come quando si rilegge si passi a volte dall'esaltazione alla vergogna in tre secondi :D

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  8. Molto utili i tuoi consigli Maria Teresa, non avevo pensato alla lettura non sequenziale, proverò. I miei metodi sono vari, uno che trovo utile (oltre a far sedimentare il testo) è rileggere sull'iPad nel formato eBook, di solito evidenzio gli errori e scrivo le note a fianco. Di recente ho scoperto che è molto più comoda la versione di lettura su Kindle perché le note me le collega a ciascun capitolo, cosa che con la versione iBooks non avviene. Altra cosa che ho scoperto di recente è che word permette di rileggere ad alta voce (la voce è un po' meccanica, ma tutto sommato funzionale).

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    1. Grazie, Giulia. Interessante che Word permetta di rileggere ad alta voce. Anche per me la lettura su e-reader è comodissima, anche perché ci si immerge davvero nel testo come farebbe un lettore qualsiasi. E poi come dici, è facile inserire note!

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  9. Consigli validissimi, la correzione di bozze è una fase insidiosa, a volte gli errore si nascondono alla vista e come i funghi rispuntano proprio quando si crede di averli debellati tutti;)

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    1. Verissimo, è pazzesco come certi errori spuntino fuori dopo tantissimo tempo, anche là dove eri passato mille volte! Che rabbia!

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  10. Interessanti e anche nuove, per me, alcune idee. Io stampo e riempio i margini di segni, ma non ho mai pensato né di cambiare font/spaziatura, né di leggere i capitoli non in sequenza. Credo proprio che proverò. :)

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    1. Non ricordo chi mi aveva suggerito questo metodo di cambiare font e grandezza, ma quando l'ho provato sono rimasta colpita nel vedere quanto funzionasse. A volte trovo refusi che non avevo notato neppure nel testo stampato. Il cervello funziona in modo bizzarro...

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  11. Sono davvero consigli utilissimi. La revisione è la parte del lavoro che odio e ogni suggerimento è ben accetto. In effetti righello e evidenziatore aiutato. Sono supporti semplici, che come prof ho sempre con me, ma non ci avevo pensato.

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    1. Vero, sono strumenti semplici e a portata di mano eppure utilissimi. Abbinati al testo stampato, direi che sono la base per un buon lavoro di rilettura.

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  12. Questi consigli Serviranno anche a me che non sono certo uno scrittore.

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    1. Grazie per l'apprezzamento, Nick. Di fatto capita a tutti di avere testi da rileggere, anche semplicemente come blogger. Io per i post mi limito a una rilettura, ma di solito la faccio su un supporto diverso da blogger, proprio per avere un approccio nuovo e "ingannare" il cervello.

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  13. Ad ogni rilettura focalizzarsi su un solo aspetto. Ad esempio, in una puntiamo l'attenzione solo sui dialoghi; in un'altra alla punteggiatura, etc...

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    1. Ciao Michele, grazie per il tuo ottimo suggerimento. Hai ragione, è importante fare più passaggi per concentrarsi di volta in volta su aspetti diversi del testo.

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  14. Questo articolo è, come sempre, una miniera di informazioni. Alcuni punti li sto applicando anch'io con la revisione de "Le regine di Gerusalemme", ma ho trovato nuovo e particolarmente interessante il punto 3) Rileggere i capitoli in modo non sequenziale. In effetti si tende a leggere e rileggere soltanto la prima parte. Per quanto riguarda il cambio di corpo e carattere, di solito leggo e correggo esclusivamente su carta, essendo gli ultimi romanzi piuttosto grossi. Un'altra cosa potenzialmente pericolosa è l'uniformità nei termini, ad esempio alcune parole traslitterate dall'arabo. C'è sempre il correttore automatico, ma è importante mantenerli costanti. Una considerazione finale: puoi usare tutti gli aiuti che vuoi, purtroppo troverai sempre degli errori!

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    1. Grazie, Cristina. Posso confermarti che rileggere i capitoli in modo non sequenziale è una strategia molto efficace e tra l'altro rende il lavoro anche un tantino meno pesante rispetto al rileggere per la milionesima volta la stessa cosa, soprattutto quando le pagine sono tante.
      Però la tua considerazione finale resta vera: gli errori non si eliminano mai del tutto!

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