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Il Liebster Award approda anche qui


Ebbene sì, pure se con immenso ritardo, ho deciso anche io di cedere al Liebster Award annuale. Per i pochi che ancora non lo sanno, si tratta di un riconoscimento virtuale per blog, un segno di apprezzamento accompagnato da undici domande a cui i premiati devono (facciamo possono...) rispondere.

Per l'occasione ringrazio per la gradita nomina i quattro blogger che hanno premiato Anima di carta: Barbara Businaro di Webnauta, Giovanni Venturi di Giochi di parole... con le parole, Tiziana e Calibano de La voce di Calibano, e Megalis di Storia d'un leggero vento d'aprile.

E procedo di filata con le risposte alle loro domande.

Le domande di Barbara

1. Per voi migliora l’ispirazione scrivere al mare o in montagna?
Il mare mi ispira moltissimo ma solo d’inverno, senza gente intorno, la montagna è invece perfetta in tutte le stagioni. Stare in mezzo alla natura migliora l’ispirazione in ogni caso, per quanto mi riguarda.

2. Racconto, romanzo o saga: cosa preferite e perché?
Romanzo, possibilmente lungo. Confesso di non amare molto i racconti, soprattutto perché non faccio neppure in tempo ad affezionarmi ai personaggi che la storia è già finita. Le saghe sono spesso prolisse e tirate per i capelli e non ho abbastanza pazienza per sopportare lungaggini.

3. Tra gli scrittori inglesi, W.Shakespeare, J.Austen, A.Christie o T.Hardy?
A.Christie. Ho avuto una “fase A.Christie” in passato durante la quale ho letto tutto quello che ha scritto.

4. Pubblicare un libro all’anno di qualità per una lunga carriera o un unico romanzo bestseller internazionale e poi sparire nell’ignoto?
Preferirei la prima soluzione. Amo troppo scrivere per dedicarmi a un unico romanzo, fosse pure un bestseller. Comunque, un libro all'anno? Magari!

5. Più libri o più vestiti in valigia? (l’ereader non vale! considerate solo il cartaceo)
Più libri. Mi è successo in passato, quando dovevo infilare in valigia una pila di Gialli Mondadori e sacrificare qualche vestito...

6. Trasposizioni cinematografiche: prima si legge il romanzo o prima si guarda il film?
Sì, preferisco prima il romanzo. Ma fare il contrario può dare grandi soddisfazioni, soprattutto quando si scopre che il romanzo è fatto meglio.

7. Avete l’occasione di vivere dentro un libro, poi però non ne uscirete più, andrete oltre il finale, vivendo nuove pagine. Quale titolo prendete in considerazione per questa nuova vita?
Uhm... domanda veramente difficile. Non me ne viene in mente neppure uno, sarà perché leggo soprattutto thriller, e chi vuole restare dentro un thriller?

8. Di quale scrittore/scrittrice vi piacerebbe essere l’assistente fidato? (con tutti i pro e i contro di questa scelta)
Terry Pratchett. Penso sia un tipo divertente. E poi avrebbe molto da insegnarmi, anche se scrive un genere molto diverso dal mio.

9. Vi è concesso di viaggiare per tutto il mondo, in tutti i luoghi, ma senza libri appresso, solo un blocco per gli appunti. Partite o restate?
Ma certo che parto. Se mi togli anche il blocco per gli appunti, forse direi di no, ma così non ho dubbi.

10. Visitare l’ambientazione di uno dei vostri romanzi preferiti, nel luogo e nel tempo: dove andate?
Nei luoghi de Le Nebbie di Avalon.

11. Primo appuntamento con lei/lui dopo estenuanti lusinghe, ma improvvisa arriva l’ispirazione per concludere quel capitolo fermo da mesi. Prendete la penna o le chiavi di casa?
Prendo penna e carta e le porto all’appuntamento. Qualche minuto si potrà pure rubare al tête-à-tête per scribacchiare qualcosa, no?

Le domande di Giovanni

1. Ti contatta Netflix per proporti un film o una serie televisiva da un tuo romanzo sotto la tua supervisione. Accetti?
A occhi chiusi. Dove si firma?

2. Ti contatta una grande casa editrice per il tuo romanzo. Sei un autoeditore. Sai che ti chiamano perché ti darai da fare da solo con la promozione. Accetti o rinunci?
Se è davvero “grande”, sì.

3. Hai mai pensato di scrivere un genere che tira molto e di farlo con uno pseudonimo?
No, non credo sarei capace di scrivere una storia senza sentirla in qualche modo mia. Se non ho l’ispirazione a trainarmi, non c’è modo di scrivere per me.

4. Perché scrivi?
Perché è un’attività che mi fa sentire interiormente bene, in pace con me stessa e con il mondo. In un certo senso, sono costretta a scrivere.

5. Perché leggi?
Mi piace immergermi nelle storie, vivere realtà alternative, provare emozioni che non proverei nornalmente. Come diceva non mi ricordo chi, leggere è un po’ come viaggiare senza bagagli appresso.

6. In genere scarti la lettura di romanzi di colleghi autoeditori?
Affatto. Ma sono molto selettiva, perché il tempo per leggere è poco. Ho già una lista infinita...

7. Organizzeresti un evento di autoeditori di qualità?
Sì, se avessi tempo ed energie. Attualmente non ho nessuna delle due cose, ma in futuro chi lo sa. Sogno una collaborazione con altri colleghi self da molto tempo.

8. Ti diverte presentare libri in una libreria?
Non lo so, mai fatto finora.

9. Hai mai incontrato qualcuno che ha fatto ironia sul fatto che scrivi?
Stranamente, no. Ho sempre scritto fin da piccola e mi hanno sempre presa tutti molto sul serio.

10. Sei mai stato guardato come un alieno da uno o più librai perché ti sei permesso di pubblicare senza l’ausilio di un editore e ora hai la bella faccia tosta di chiedere loro una presentazione nella loro sacra libreria dedita solo alla vendita bestseller di grandi editori?
Una situazione simile non mi è mai capitata. Ma è successo svariate volte di essere considerata di serie B da gestori di siti letterari per aver pubblicato in self. Addirittura c’è stato che mi ha detto che pubblicano segnalazioni di libri autoprodotti a pagamento, per gli altri è gratis.

11. Cosa ti infastidisce di un libro al primo impatto? Una bruttissima copertina. Una pessima impaginazione del testo (assenza totale di rientri sia in cartaceo che in ebook, presenza di spazi tra paragrafi). Un titolo banale messo a caso. Tutte e tre le cose.
Un’impaginazione del testo fatta male mi indispone più di ogni altra cosa. La copertina brutta si supera, il titolo pure. Ma con l’impaginazione bisogna farci i conti per tutta la durata del libro.

Le domande di Tiziana e Calibano

1. Con quale personaggio letterario intraprendereste una storia d’amore?
Confesso di avere avuto un debole per il protagonista di Appuntamento nel tempo di Richard Matheson.

2. Quale libro regalereste a una persona che non vi sta tanto simpatica?
Un mattone classico, tipo Guerra e Pace. Sono troppo sadica?

3. Qual è il libro che consigliereste a un bambino?
Zanna Bianca di Jack London, se è abbastanza grandicello.

4. Reinventa il finale di un libro famoso. Di quale cambieresti le vicende?
Famoso o meno, di cambierei tutti i finali quando muore il protagonista. Li trovo deprimenti e mi lasciano malissimo. Se proprio avessi la bacchetta magica, poi, cambierei le sorti di Anna Frank.

5. Ti spaventano i libri voluminosi?
Affatto, anzi li preferisco.

6. Qual è il tuo genere letterario preferito da leggere?
Thriller, noir, gialli (preferibilmente non polizieschi).

7. Un libro strappato o un libro non tornato dopo in prestito. Quale situazione ti farebbe più male?
Uh mamma, un libro strappato sarebbe davvero terribile. Di libri mai tornati ne ho triste esperienza purtroppo, ma danneggiato (o riempito di sottolineature!) sarebbe decisamente peggio.

8. Leggi ad alta voce o preferisci la lettura dentro di te?
I romanzi li leggo dentro di me, i saggi a volte ad alta voce, ma solo se sono in compagnia e quindi si tratta di una lettura condivisa.

9. Descrivi un luogo che ti è rimasto impresso in un romanzo. Anche non reale.
Avalon de Le Nebbie di Avanon, come dicevo anche nella risposta per Barbara. Mi hanno molto affascinato le località descritte, a metà tra realtà e fantasia, ma in generale provo una grande attrazione per quelle zone dell'Inghilterra, anche se non le ho mai visitate finora.

10. Scriveresti un libro erotico?
Sono troppo pudica per farlo. Ma mai dire mai. Forse sotto uno pseudonimo a prova di bomba lo farei come sfida a me stessa.

11. L’ultimo libro letto che hai sul comodino.
Se deve essere un libro fisico, mi metti in difficoltà perché ormai leggo solo in ebook. Ma un libro sul comodino in realtà ce l’ho, è Vita e riavvita di Nadia Banaudi, che sto attualmente leggendo.

Le domande di Megalis

1. Quali argomenti preferisci trattare nei tuoi post?
Attualmente mi piace molto parlare dei libri che leggo, analizzarli, diciamo pure vivisezionarli. Di recente ho iniziato a farlo per i romanzi di suspense che non mi sono piaciuti, ma spero in futuro di aprire una rubrica dedicata alle storie mi hanno colpita in positivo.

2. Quale potere vorresti che avessero le tue parole?
Io credo che le parole abbiano sempre un potere, in positivo o in negativo. Ma se potessi scegliere, di certo vorrei che potessero magicamente trascinare il lettore dentro una storia.

3. Cosa avresti voluto fare prima della fine dell’anno che ancora non hai fatto?
Questo mi ricorda che siamo molto vicini alla scadenza... Gulp! Tra gli obiettivi c'è pubblicare il mio terzo romanzo, ma confido di essere ancora in tempo!

* * *

E la palla passa a...

A questo punto dovrei rinominare a mia volta undici blogger. So che praticamente tutti quelli che seguo ormai sono stati nominati già più e più volte e non voglio mettere nessuno in difficoltà obbligandolo a rispondere ad altre domande. Quindi sarei tentata di saltare questa fase, ma dal momento che il Liebster nasce con l'intento di far conoscere nuovi blog, nomino sei blog che sono entrati recentemente nella mia lista di letture.

Questi i malcapitati blog nominati:

Antonella Sacco di Antonella Sacco
Armando Lazzarano di Armando Lazzarano
Arte parla di arte di Arte
Inchiostro Macchiato di Giusy Pullara
Nero su bianco di Filippo Semplici
Vivo per scrivere e leggere di Sharon Vescio

Le mie 11 domande 

Sono tutte dedicate alla scrittura, ovviamente. Ma penso che non ci siano problemi, visto che i blogger scelti amano tutti scrivere.

1. Qual è stato il posto più strano in cui hai scritto?

2. Qual è il tuo peggior difetto come scrittore?

3. E il tuo maggior pregio? (niente modestie, su)

4. Qual è l'aspetto della scrittura che più odi?

5. E quello che più ami?

6. Qual è la scena più difficile che hai scritto finora?

7. Qual è il genere che non scriveresti mai, neanche sotto tortura?

8. Qual è il genere di romanzo che scriveresti, se ben pagato e sotto pseudonimo?

9. Qual è il genere che vorresti scrivere, ma che sai non scriverai mai?

10. Qual è stato il testo più strano che hai scritto finora?

11. Un tuo personaggio che hai odiato?


Ovviamente tutti sono i benvenuti per rispondere, in fondo il Liebster serve anche per conoscerci meglio.

Commenti

  1. Belle le tue risposte e interessantissime le tue domande. quindi gioco anch'io e rispondo qui:
    1. Sotto la doccia, registrando tutto nella mente (ovviamente la carta non era adatta);
    2. La difficoltà a programmare: lo faccio ma con tempi biblici;
    3. La sintesi: se devo usare 10 parole ne uso 4. E in revisione ne taglio 2;
    4. La centesima revisione: a forza di leggere mi viene a noia;
    5. La progettazione iniziale: quando, cioè, l'idea prende forma;
    6. La prossima perché la devo ancora scrivere;
    7. Il problema non è tanto i generi che non potrei scrivere perché non mi piacciono, ma quelli che non potrei scrivere perché non ne sarei capace... e sono tanti.
    8. Tutti a condizione che la storia mi convinca e che ne sia capace, nessuno per mero guadagno o successo (ma nel caso non lo proporrebbero certo a me);
    9. Vorrei tanto scrivere un romanzo storico, ma temo che non ne sarò mai in grado.
    10. Un racconto sotto forma di dialogo tra due infermieri americani del pronto intervento: violentissimo per linguaggio e contenuti. Infatti non l'ho mai pubblicato nemmeno sul blog.
    11. Nessuno, sono come i figli. Non puoi non amarli nemmeno quando sbagliano.
    9.

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    1. Ah quanto invidio il tuo punto 3!
      Beh, il racconto sui due infermieri però potrebbe essere interessante... magari proponilo da qualche parte sotto pseudonimo, no?

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  2. Risposte
    1. Già! Infatti mi sono presa un bel po' per rispondere a tutte le domande :)

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  3. Complimenti per il premio!
    Partecipo qui sotto rispondendo alle tue domande. Posso??.
    1 scrivo ovunque capiti, perciò non saprei dirti. Forse in ospedale insala d'attesa.
    2 sono istintiva. Se quello che ho scritto mi piace oubblico sul blog. Non sono scrittrice
    3 ha fantasia....forse!
    4 rileggere e risistemare
    5 il lato creativo
    6 per ora nessuno. Scrivendo raccontini o poesie....
    7 nonsarei capace a scriverefantascienza, non mi piace
    8 sotto regole ferree non sarei capace. Potrei tentare con il fantasy ma solo con liberta di movimento
    9 giallo
    10 un racconto breve senza inizio nè fine
    11 nessuno. I miei piccoli personaggi nascono e muoiono nel giro di poche righe. Nonho tempo di odiarli.

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    1. No, non puoi :P Scherzo!
      L'istinto non è per forza un difetto, anzi. Di sicuro aiuta a tirare fuori la creatività, no? E per il giallo... mai dire mai! ;)

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  4. Non hai idea dell'emozione sapendo cosa hai sul comodino, ma slittiamo...
    Certo che sei stata davvero brava a rispondere a tutte queste nomine, non ti sottrai proprio quando si tratta di lavorare. Brava. Molto belle e interessanti le tue risposte.
    Per quanto riguarda le domande partecipo volentieri anche io:
    1. Al mare nel vociare di una spiaggia estiva al culmine della giocosità.
    2. La fretta.
    3. L'intuizione.
    4. Il momento dell'editor.
    5. La scrittura ispirata.
    6. Quella in cui mi metto nei panni di un uomo.
    7. Il saggio.
    8. Qualunque.
    9. Giallo.
    10. Un testo in versi.
    11. Uh, no io li amo tutti anche nei loro difetti i miei personaggi.

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    1. Mi sono presa un po' di tempo perché le risposte erano un bel po', ma in effetti è stato divertente, erano tutte domande carine, quindi non mi è affatto pesato.
      Sul punto 6 ti capisco molto bene! Però devo dire che è anche una sfida stimolante, no? Io in pratica l'ho fatto con un intero romanzo e devo dire che alla fine mi è piaciuto mettermi nei panni di un uomo, è stato inusuale e interessante :)

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  5. Cara Maria Teresa, che costanza rispondere a tutte queste domande! A parte che hai sciolto come un gelato all'equatore la nostra Nadia, ho trovato interessanti due cose.
    La prima che i racconti non ti piacciono, perché non riesci ad affezionarti ai personaggi che sono già finiti Sagace e dolorosissimo, ne ho appena finito uno per la pubblicazione : )
    Due che scriveresti una storia erotica ma solo dietro pseudonimo. Io non so se nemmeno con quella schermatura ci riuscirei ...
    Intanto vado a conoscere i blog che non avevo mai letto... Buona giornata!

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    1. Beh, diciamo che non tutti i racconti sono uguali. In linea di massima preferisco l'approfondimento psicologico di un romanzo, però molto dipende anche dal tipo di storia e anche dalla capacità dello scrittore. Ciò poi mi ricorda che non ti ho mai dato le mie impressioni su Lisa...
      A proposito, invece, di cose da scrivere dietro pseudonimo, in effetti è da un po' che ho uno scritto in cantiere che se mai arriverà alla pubblicazione sarà di certo con un altro nome... però non è un erotico! Quello è improbabile che lo scriverò mai :)

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    2. Eh si, aspetto con ansia le tue opinioni su Lisa 😀. Sai che, ora che mi ci fai pensare, non ho mai pensato di scrivere sotto pseudonimo? Mi chiedo come ci si possa possa sentire.... Il tarlo comincia a lavorare....

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    3. Raduno un attimo le idee e ti scrivo :)

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  6. Le mie risposte invece le saprete tra due sabati, in un post appositamente dedicato! Non vedo l'ora, queste domande sono davvero stuzzicanti.

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    1. Allora aspetto le tue risposte! Grazie per essere passato, intanto :)

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  7. Qua bisogna predisporre un medagliere... :)
    Gioco anch'io a rispondere alle tue domande:
    1 Strano no, pericoloso forse. Durante una riunione, fingevo di prendere appunti. :P
    2 Ascoltare i cavoli degli altri, quante storie fantastiche saltano fuori!
    3 Pregio? L'entusiasmo. Tranne il lunedì mattina, ecco.
    4 La caccia al refuso.
    5 L'emozione della scrittura libera.
    6 Quella dell'annegamento nell'esercizio del Thriller paratattico dei tabù. Mi è costata molto di più del racconto (pseudo)erotico.
    7 Non c'è un genere che mi sia avverso... credevo non mi piacessero gli storici e sto leggendo una saga storico-fantasy. Gialli e thriller ok, rosa ed erotico ok, fantasy ok, fantascienza non sono in grado ma non mi dispiacerebbe scriverne, cosa resta fuori? Forse le biografie su commissione, in genere affidate a ghostwriter.
    8 Come sopra, non c'è un genere che mi blocchi.
    9 Probabile la fantascienza, mi mancano decisamente gli studi per scriverne.
    10 Non riesco a definirli "strani" perché vengono da me, mi appartengono, quindi sono "normali". :D
    11 Ogni scarrafone è bello a mamma soja...

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    1. Vedo che tutti amate i vostri personaggi indiscriminatamente! Beh, io ci dovrei pensare su, ma forse qualche antipatia la troverei, così a pelle.
      Bellissimo fingere di prendere appunti a una riunione e invece scrivere! Direi anche molto ingegnoso :D

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  8. Sei stata bravissima a rispondere a tutte quelle domande, io ho letto il tuo post in tre round, tra due pause al lavoro e stasera al mio rientro. Delle tue domande rispondo solo ad alcune e in forma sparsa, il posto più strano in cui ho scritto, in fila all'asl prendendo appunti sul cellulare; il mio pregio nella scrittura la costanza, il mio difetto l'ansia; scene più difficili che ho scritto: ne L'amore che ci manca implementare le scene d'amore con un risvolto un po' più erotico rispetto al mio standard per richiesta della casa editrice; i miei personaggi li amo tutti, perfino quelli negativi, quello che odio della scrittura è che mi porta a farlo chiusa in casa (scrivere all'esterno mi riesce difficile); quello che invece amo della scrittura è che spesso mi rende felice...

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    1. In effetti alla fine è venuto fuori un post lunghissimo!
      Le file alla asl sono diaboliche, come tutte le file del resto, quindi se si riesce a sfruttare il tempo ben venga. Davvero nel L'amore che ci manca hai dovuto aggiungere delle scene su richiesta della CE? Tra l'altro è uno dei romanzi che sto leggendo (oltre a quello di Nadia) e devo dire che sei stata molto fluida, non si percepisce affatto la difficoltà di cui parli.

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    2. Davvero stai leggendo L'amore che ci manca? Che bello, spero che ti piaccia, è un romanzo che sento molto. Le scene che ho aggiunto sono tre, in realtà non ho aggiunto moltissimo, una mezza pagina in più per alcune scene d'amore. Alla fine credo che il romanzo abbia guadagnato perchè ha reso di più la passione che provavano i due protagonisti. La mia difficoltà è stata voler rendere l'erotismo senza essere troppo esplicita, poi mi dirai se mi è riuscito.

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    3. Sì, capisco bene quello che intendi. Poi scrivere "su richiesta" mette sempre un po' a disagio. Comunque sono a buon punto, presto avrai le mie impressioni ;)

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  9. Alla fine sei arrivata anche tu, e quante nomination!  Provo a rispondere anch’io alle tue domande, se non si è “obbligati” lo si fa anche più volentieri.

    1. Qual è stato il posto più strano in cui hai scritto?
    Posti strani strani non ce ne sono, ma alle volte mi è capitato di prendere appunti durante il mio viaggio in metropolitana. C’era qualcuno che mi fissava…

    2. Qual è il tuo peggior difetto come scrittore?
    Innamorarmi di una scena che non funziona, e che io ritengo uno schianto, e fare di tutto per salvarla; di conseguenza tagliarla quando un coro greco di lettori mi ha convinto che proprio non va.

    3. E il tuo maggior pregio? (niente modestie, su)
    Mmm… penso la tenacia in generale: nel documentarmi, nel pianificare, nell’autodisciplinarmi rispetto alle ore che ho a disposizione.

    4. Qual è l'aspetto della scrittura che più odi?
    La revisione, anzi le revisioni. Mi annoiano profondamente anche perché, a distanza di tempo, scopri che non sono bastate a evitare il refuso o la frase assurda.

    5. E quello che più ami?
    Farmi sorprendere dai miei personaggi. E me ne hanno riservate di sorprese, finora!

    6. Qual è la scena più difficile che hai scritto finora?
    Le scene di stupro in generale.

    7. Qual è il genere che non scriveresti mai, neanche sotto tortura?
    Forse la fantascienza, ma perché ne ho talmente rispetto che, con le mie scarse conoscenze scientifiche, scriverei sicuramente delle castronate.

    8. Qual è il genere di romanzo che scriveresti, se ben pagato e sotto pseudonimo?
    Beh, forse un romanzo erotico… sarebbe persino divertente!

    9. Qual è il genere che vorresti scrivere, ma che sai non scriverai mai?
    Di nuovo, la fantascienza per i motivi che ho esposto al punto 7.

    10. Qual è stato il testo più strano che hai scritto finora?
    Direi alcuni passaggi esoterici.

    11. Un tuo personaggio che hai odiato?
    Nessuno, perché anche le pecore nere sono i miei bambini, e quindi cerco di capirne i comportamenti!

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    1. Il tuo pregio è davvero un dono prezioso, secondo me, di quelli da tenersi ben stretti.
      Il punto cinque lo condivido in pieno, quando i personaggi ti sorprendono è un'emozione grandissima, ti senti come se non stessi creando tu la storia, ma fossi un semplice testimone che riporta dei fatti. Le volte in cui mi è capitato si contano sulla punta delle dita, ma è stato incredibile :)
      Io di scene strane ne potrei annoverare parecchie, quasi quasi ci faccio un post apposito!

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