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Faccia a faccia con... Rossana d'Ambrosio e la sua Eleonora


La scrittrice Rossana d’Ambrosio è l'ospite di oggi in questo nuovo appuntamento con le interviste ai personaggi, per presentarci il suo romanzo “Oltre l'attesa”, pubblicato da Edizioni Angolo Manzoni.

Protagonista della vicenda, che si svolge a Torino ai giorni nostri, è la scultrice Eleonora Ferreri, una donna separata con due figli, che si ritrova ad affrontare una serie di esperienze che la porteranno a conoscere realtà nuove, realtà sulle quali tutti noi dovremo riflettere…


Conosciamo dunque insieme questo personaggio e scopriamo cosa c’è oltre l’attesa…

Eleonora, la tua storia prende il via in una corsia d’ospedale, da un incontro che stravolgerà la tua vita… vuoi raccontarci esattamente come è iniziato tutto?
Tutto inizia da un colpo di fulmine che avviene mentre sono in ospedale ad assistere mio padre. Mentre attendo  fuori dalla stanza di degenza, che l’infermiera termini la medicazione, mi si avvicina il chirurgo. Poche parole sull’intervento, un intenso gioco di sguardi  e  già mi sento rapita dal suo modo di fare rassicurante e seduttivo. Percorriamo fianco a fianco il lungo corridoio per arrivare al suo ambulatorio dove, con calma mi spiega la situazione del post-operatorio. 
Ero stata fortunata perché un grande chirurgo aveva ridato la vita a mio padre, ma ancora non sapevo che io gli avrei consegnato la mia. 
Si era appena aperta la porta del suo ambulatorio e nel contempo avevo spalancato la porta del mio cuore, per vivere in maniera totalizzante un amore tanto profondo quanto insidioso, come le acque di un oceano. 


Le esperienze che hai vissuto hanno come filo conduttore l’attesa: che significato ha per te questa parola?
L’attesa governa la nostra vita, così come le pause governano la musica. 
Per questo le attribuisco un significato di imprescindibilità nella vita di ognuno di noi. Ma l’importante è che ci conduca all’armonia. 
L’attesa può avere una connotazione negativa quando è struggimento, sofferenza, noia, disperazione ma se vissuta cercando di darle un senso, un valore, allora diviene speranza, fiducia, progettualità. Questo è ciò che è accaduto nel mio percorso, oltre le attese che ho vissuto.

Le vicende che ti vedono protagonista ti hanno condotta addirittura in carcere… te la senti di parlarci di questa esperienza?
Per non pensare troppo a Lorenzo, per sentirmi ancora in grado di aprire il mio cuore, nonostante avessi già due figli, due ragazzi già cresciuti, ho sentito il desiderio di prendere una bimba in affidamento. Bianca è stata un dono. La sua dolcezza, la sua sensibilità hanno riempito il mio cuore, ma purtroppo questa gioia è durata poco. Bianca, che arrivava da una famiglia di tossicodipendenti aveva trascorso un’infanzia terribile di cui portava ancora addosso le ferite. Spesso non basta l’amore a guarirle, ci va anche il tempo. 
In un momento di angoscia e disperazione Bianca ha compiuto un gesto autodistruttivo, di cui sono stata ritenuta responsabile. Per questo mi sono ritrovata in carcere. Un noto avvocato e collezionista d’arte, estimatore delle mie sculture, si è offerto di assistermi. Grazie a lui sono riuscita a provare la mia innocenza. 

E proprio in prigione hai conosciuto Irene… come ti ha cambiato quest'altro importante incontro?
Nel carcere ho vissuto un’esperienza drammatica ma nel contempo molto arricchente. Questo lo devo a Irene, un’ergastolana mia compagna di cella.
Irene si era fatta promotrice di un grande progetto che era stato denominato “progetto vitale”. Questo prevedeva l’inserimento dei detenuti (eccetto quelli ritenuti pericolosi e violenti) in altre istituzioni totali come conventi, caserme oppure cooperative sociali che offrono ospitalità in cambio di prestazioni d’opera come giardinaggio, cucina, imbiancatura, pulizia o altre attività valutate in base all’esperienza e alle predisposizioni dei detenuti. Irene, ritenuta dea della pace, lotta perché gli altri possano guadagnare una fetta di libertà pur sapendo che lei non uscirà mai, in quanto è stata ritenuta colpevole di  uno dei crimini più gravi. Irene vuol combattere l’ozio perché in tanti anni di carcere ha ben capito quanto questo abruttisca le persone anziché recuperarle.

Infine, dopo tanta sofferenza, puoi dire che c’è ancora spazio nella tua vita per la fiducia e per l’amore? 
Certo, oltre l’attesa, fatta di struggimento e sofferenza, c’è non solo la speranza ma anche la voglia di immergersi nella vita senza buttare un solo istante, perché le attese accrescono il valore del tempo e il dolore accresce la capacità di assaporare la gioia.

Tu e la tua autrice, Rossana: cosa vi accomuna e cosa vi differenzia?
Siamo entrambe sensibili, curiose, innamorate della vita e dotate di quell’istinto un po’ masochistico, tipicamente femminile, di buttarsi in ogni avventura dando tutto di sé. 
Io, Eleonora, sono una scultrice; Rossana è una scrittrice. 
Io parlo per immagini, lavoro con le forme per esprimermi; Rossana invece usa le parole, ma anche lei le plasma come per cesellare una scultura e per suscitare emozioni.

Ringrazio Rossana per la sua bella intervista e per averci fatto conoscere il suo interessante personaggio e la sua storia così ricca di speranza!

Potete acquistare questo romanzo il libreria o presso i siti IBS e Amazon, oppure direttamente presso la casa editrice Angolo Manzoni.
Tra l'altro, vorrei rilevare proprio l'interessante iniziativa di questa casa editrice di una collana "a grandi caratteri" corpo 16, che permette di certo una lettura più piacevole!

OLTRE L’ATTESA
di Rossana d’Ambrosio
Edizioni Angolo Manzoni

Trama
Eleonora, mentre è  in ospedale al capezzale del padre, conosce il chirurgo che gli ha salvato la vita. Tra i due scatta l'amore  ma ben presto Lorenzo un uomo carismatico e e seduttivo rivela molti lati oscuri. Aspettando che si svelino i misteri su Lorenzo, Eleonora che si troverà ad affrontare altri percorsi dolorosi tra cui anche il carcere. Attraverso le varie situazioni di attesa, sperimenterà esperienze toccanti che la porteranno a...

L’Autore
Rossana d’Ambrosio, architetto,  giornalista pubblicista, direttore dei trimestrali “Vivacemente” e “VivacementeDue”, mirati ai bambini, e del bimestrale “VivacementeTre”, con un focus specifico sulla terza età.
Da sempre appassionata di scrittura, dopo vent’anni nel campo della carta stampata destinata prevalentemente ai bambini, presenta la sua prima opera narrativa che non si rivolge all’infanzia. I proventi di questo romanzo saranno interamente devoluti per la diffusione di “Vivacemente” e “VivacementeDue” nelle scuole e per portare avanti le iniziative di sensibilizzazione sullo sviluppo sostenibile e la bioarchitettura.
Nel 2011, per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, pubblica il romanzo "Oltre l’attesa".

Sito
http://www.vivacemente.it

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