Dove osano i self #5 - Perché dare l'esclusiva ad Amazon

Foto di Adrienne Andersen (Pexels)

Bentornati su questa rubrica dedicata al self publishing. Il tema di oggi è notoriamente controverso, ovvero è preferibile pubblicare su più piattaforme di vendita o lasciare l'esclusiva ad Amazon, aderendo al programma KDP Select?

Da quanto ho sperimentato, la soluzione più vantaggiosa è la seconda. In questo post vi spiegherò le ragioni, ovvero i grossi vantaggi che derivano da questa scelta assolutista.

Maggiore promozione rispetto agli altri store

La prima ragione è molto pragmatica: Amazon ha un occhio di riguardo per chi dà l'esclusiva. E questo si traduce in termini concreti in una maggiore promozione, con suggerimenti di acquisto, inserimento nella newletter, e così via.
Amazon inoltre non fa alcuna differenza tra libri appena usciti e libri datati. Il che vuol dire che per questo store un romanzo non è mai vecchio. Né viene fatta distinzione tra autori famosi e autori sconosciutissimi, il che significa che i lettori possono avere sott'occhio il tuo libro accanto a uno super noto.

Non esiste migliore vetrina di Amazon

Esistono molti store di vendita online, ma occorre ammettere che la maggioranza dei lettori possiede un Kindle o anche se lo non possiede (come me) si rivolge comunque ad Amazon per acquistare ebook, perché è più semplice e comodo.

Ingresso in Kindle Unlimited

Aderire al programma Select di Amazon fa sì che il libro pubblicato sia inserito nel catalogo Kindle Unlimited, un servizio di abbonamento mensile. Se qualcuno prende in prestito il nostro libro, non percepiremo royalties come per una vendita, ma saremo pagati in base alle pagine effettivamente lette. Ebbene, per mia esperienza conviene offrire questa possibilità ai nostri libri, anzi spesso le royalties accumulate superano di gran lunga le vendite normali.
Inoltre, anche se chi scarica il libro non lo legge, c'è un piccolo avanzamento del titolo nella classifica Amazon, con vantaggi in termini di visibilità.

Possibilità di essere scelti per Amazon Prime

Prime è un'altra forma di abbonamento che dallo scorso anno propone anche gli ebook. Anche qui non è prevista per l'autore una percentuale ogni volta che qualcuno scarica il libro, né se lo legge effettivamente, ma una somma forfettaria per tutto il periodo (sei mesi). Ma i vantaggi di essere selezionati per Prime Reading sono enormi quanto a visibilità, tanto che il libro ne usufruisce di rimbalzo anche per le vendite (conteggiate ovviamente a parte). Ho sperimentato positivamente questa opportunità per due dei miei libri.

Possibilità di essere scelti per le promozioni a tempo

Come saprete se siete iscritti alla newletter di Amazon, esistono varie promozioni che vengono offerte ai lettori, come quelle lampo di un solo giorno o quelle mensili, stagionali o altre ancora. Essere scelti per questo tipo di offerte dà un forte impulso al libro, con una pubblicità che non otterreste in altri modi (non gratuitamente di certo). Anche in questo caso ho sperimentato di persona, visto che uno dei miei libri è stato tra le offerte di agosto e ne ha giovato moltissimo.

Non disperdere le recensioni

Benché le recensioni spesso lascino il tempo che trovano, è pure vero che un libro con molte recensioni fa più gola di uno che ne ha poche. Concentrare i commenti in un unica pagina è molto comodo. Non avete idea di quante recensioni del mio primo libro ho perso, perché non era su Amazon...
Inoltre più recensioni significa più attenzione da parte del distributore, cosa da non sottovalutare minimamente ai fini promozionali. E poco importa se siano tutte positive, conta solo il numero.

Possibilità di regalare il libro

Aderire al programma di esclusività Amazon, ci permette anche di offrire gratis i libri per cinque giorni ogni tre mesi. Il che può apparire inutile e persino deleterio, invece è proprio il contrario. Mi ripropongo di tornare sull'argomento a breve per chiarire questo punto. Ora dirò solo che è un'altra opportunità promozionale da non lasciarsi scappare.

Semplificarsi la vita

Non va sottovalutato questo aspetto pratico: modificare l'ebook o il cartaceo, aggiornare la pagina di vendita e tutte le informazioni sul libro è molto semplice con il servizio di pubblicazione KDP. Se vogliamo mantenere sempre aggiornate le pubblicazioni, è molto più immadiato operare in un'unica sede, piuttosto che fare svariate modifiche.
Inoltre, anche il conteggio di vendite e royalies è più facile se abbiamo un unico distributore.

Maggiori guadagni

In ultimo (ma non perché è meno importante), vorrei sottolineare l'aspetto economico. Oltre al pagamento puntuale di KPD che non ho riscontrato affatto in altri store (royalies mai percepite, ritardi, resistenza ai pagamenti, pessimo servizio clienti), mi domando che senso abbia pagare ulteriori percentuali per avere pochissime vendite su store poco frequentati.

La mia esperienza

Quando circa quattro anni fa ho cominciato a ipotizzare di auto pubblicare il mio romanzo, ho speso molto tempo in rete per in cerca di una risposta al quesito: è un bene pubblicare solo su Amazon? Questa ricerca mi ha portato a conoscere vantaggi e svantaggi di una soluzione o dell'altra, ma in fase di pubblicazione ho deciso di sperimentare entrambe le possibilità per farmi una personale idea.

Ho cominciato diffondendo l'ebook su store diversi, perché mi sembrava a naso la soluzione più giusta, visto che molti lettori non hanno un Kindle. Perché limitarsi a un solo store, insomma? La questione sembrava risolta, ma dopo alcuni mesi mi sono resa conto che le vendite languivano sugli store alternativi ad Amazon, mentre su quest'ultimo ne avevo ancora. Così ho deciso di sperimentare la fedeltà totale a KDP. L'esperimento è andato così bene che per i libri successivi non ho avuto dubbi: l'esclusiva ad Amazon batte di gran lunga la varietà.

In conclusione

Mettere a disposizione i propri libri su tante piattaforme può sembrare proficuo, ma all'atto pratico non lo è, non sempre almeno. Anche avere dei vincoli può apparire antipatico, ma quanto conta ai fini concreti?

Ovviamente prima di fare una scelta drastica, occorre farsi un paio di conti, ovvero valutare quante sono le vendite che provengono da altri store rispetto a quelle su Amazon. Non esistono verità assolute, non mi stancherò mai di dirlo.

Inutile forse anche aggiungere che non basta mettere un libro in vendita per ottenere centinaia e centinaia di vendite. A prescindere dalla piattaforma che scegliete, serve almeno all'inizio molto lavoro di promozione per farvi conoscere. E può passare parecchio tempo prima di vedere frutti concreti.

E voi avete mai sperimentato il programma Select? Ne siete rimasti soddisfatti?

Commenti

  1. Grazie della messa a punto. Concordo su tutto.

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    1. Mi fa piacere, Marialuisa! Grazie per aver lasciato un feedback :)

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  2. Forse hai ragione. Anzi, di certo hai ragione. Gli altri store non hanno (e non sembrano nemmeno provarci), la potenza di fuoco di Amazon. Quindi pubblicare solo su Amazon probabilmente è la soluzione migliore. Io pubblico dappertutto perché penso che sia più utile, offri una specie di servizio a più lettori possibili. Ma se dici "ebook" la gente pensa solo "Amazon".

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    1. Ciao Marco. Vero, in teoria si offre un servizio in più per i lettori. La pensavo così anche io, però all'atto pratico il numero di persone che acquista altrove è limitato rispetto ad Amazon.

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  3. D'accordo al cento percento con quanto scrivi.
    Ho commesso anche io l'errore di pubblicare su diversi store, ma almeno ho capito che non è una soluzione valida. Penso proprio che per rilanciare il mio romanzo mi affiderò esclusivamente ad Amazon... quando avrò finito di restylizzarlo :)

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    1. Ciao Calogero. Fai senz'altro bene ad affidarti al programma Select per questa seconda edizione. Allora buon restyling ^_^

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  4. La mia esperienza conferma la tua. Ho dato l'esclusiva ad Amazon fin dall'inizio per tutti i miei libri, basandomi sulle informazioni trovate in rete, e ne sono soddisfatta. Nel mio caso il Select rende quanto le vendite normali, più o meno. Mi piacerebbe condividere con te anche le Amazon Prime e le promozioni a tempo, ma quelle non mi sono ancora capitate... ;) (Carino il nuovo look del blog! Vedo che siamo in tanti ad avere voglia di aria nuova. :))

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    1. Grazie! Ogni tanto mi stufo di vedere la solita grafica ^_^
      Vedrai che Prime o le promozioni a tempo arriveranno anche per i tuoi libri. Ogni sei mesi c'è il cambio per Prime, quindi tra poco ricominceranno a mandare proposte ai self. Per le proposte a tempo, invece, non so come scelgano, anche se un'idea me la sono fatta...

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  5. Io ho sperimentato il programma Select ma ho avuto esperienze discordanti, il mio romance Insostenibili barriere del cuore ha venduto parecchio, ma soprattutto ha avuto quasi 60.000 pagine lette nei primi tre mesi. È andato al di là di ogni mia aspettativa anche perché non ho fatto quasi nessuna promozione, salvo postare nei gruppi. Il mio ultimo romance Il sole sulla pelle (è un romanzo breve) non sta andando male tra vendite e pagine lette, ma non è paragonabile al primo. Il thriller invece L'ombra della sera non sta vendendo per niente e anche le pagine lette finora sono state pochissime (ho fatto diverse promozioni facebook e Instagram con il prezzo a 0,99 e dimezzato, ma praticamente ho buttato via i soldi) a differenza dei primi due della serie Sorace che invece hanno venduto bene e sono su tutti gli store (ho fatto però diverse sponsorizzazioni facebook). Comunque penso che Amazon sia lo store più potente, sono molto precisi anche con i pagamenti, puntuali ogni mese indipendentemente dalla cifra. Non mi posso lamentare però neanche di streetlib perché loro vendono su tutti gli store e sono un unico punto di raccordo, pagano trimestralmente e mi è anche comodo ricevere il cud ogni anno. Mi piace molto il nuovo look del blog :-)

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    1. Grazie, Giulia!
      Il destino dei libri è sempre un mistero. E' un po' come se avessero una loro vita, difficilmente prevedibile. A volte è anche questione di fortuna, di capitare al momento giusto con una certa storia. Io credo anche (forse ne avevamo già parlato) che con le serie è più complicato, perché i lettori tendono a pensare che bisogna leggere in ordine i vari romanzi e quindi gli ultimi vanno meno bene.
      Streetlib non l'ho mai sperimentato, di certo ha una sua comodità, ma per ora sono fedele a KDP :)

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  6. Se si tratta di autopubblicare i propri ebook, allora sono d'accordo. Sto pensando di vendere un racconto lungo su Amazon in ebook e non penso di scegliere anche altre piattaforme. Come primo esperimento può bastare.

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    1. Ciao Daniele, sì mi riferivo all'autopubblicazione. All'inizio è giusto sperimentare e capire quale soluzione è più adatta alle nostre esigenze. Amazon mi sembra un buon modo per lanciare un racconto :)

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  7. Credo che tra la tua sperimentazione su più piattaforme e la scelta dell'esclusiva ad Amazon si sia realizzato nel frattempo il predominio di Amazon stessa nel settore ebook. Gli altri store hanno perso la partita. Ecco perché proprio adesso conviene in effetti stare solo su Amazon.
    Tra l'altro gli editori tradizionali lamentano di essere penalizzati su Amazon dal nuovo algoritmo di ricerca, pare che abbia calcato ancora di più la mano a favorire i propri prodotti (quindi il self publishing puro) rispetto ai libri digitali delle altre case editrici. Non parlo dei Big, per cui anche Amazon è costretto a mostrarli per non perdere vendite, ma alle medio-piccole che rischiano di sparire se non mettono in campo un po' di promozione (di solito affidata all'autore, e allora tanto vale il self publishing, no?)
    Per il resto, bella la grafica ma... occhio a cambiare troppo spesso. La riconoscibilità di un sito deve puntare anche su alcuni elementi che non cambiano mai. Fa parte del personal branding. ;)

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    1. Grazie Barbara. No, non penso di ricambiare a breve. Anzi, era tempo che dovevo cambiare layout perché l'altro aveva dei grossi problemi, ma non trovavo mai il tempo e la voglia. Bisognerebbe "assestarsi" per essere riconoscibile, hai pienamente ragione.
      Eh sì, sento anche io lamentele di CE su Amazon. Posso capirle, d'altra parte siamo in un'epoca in cui il self publishing è una realtà che avanza, anche se non piace all'editoria tradizionale, soprattutto quella che si rifiuta di adeguarsi agli ebook. Noi self siamo già penalizzati su altri fronti, per fortuna almeno ci sono realtà ce ci vengono incontro :)

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  8. Uso esclusivamente Amazon per i miei libri autopubblicati, inserendoli anche in Kindle Unlimited, e mi trovo benissimo. Tra le altre cose positive, inoltre, ricordo che Amazon paga automaticamente le royalties percepite, mese per mese, anche per KU o cartacei, e indifferentemente dalla cifra raggiunta (nel senso che se anche guadagni 1 euro te lo dà).

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    1. Pienamente d'accordo, non è cosa da poco il lato economico. Non tutte le piattaforme pagano con regolarità e a volte devi farti sentire per sollecitarli. Mi fa piacere che ti trovi bene anche tu, grazie per il feedback ^_^

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  9. Io ho pubblicato su tutte le piattaforme, e Kobo e iTunes mi hanno portato un 25% di vendite, quindi non poche. Tuttavia in questi due anni di studio, ho potuto vedere come autori self vendono parecchio senza promozioni social o blog di supporto, ma soltanto con la forza interna di Amazon. E l'unica strada per acquisire questa forza è il select. Ma a quanto detto da te, occorre considerare un fattore ancora più importante.
    Siamo alla seconda rivoluzione self. E qui parlo da teorico del self publishing. La prima, oramai un decennio fa, è stata la creazione del self publishing da parte di Amazon. La seconda è appena cominciata e credo che la maggior parte degli autori indipendenti non l'abbia colta nella sua portata.
    Amazon il mese scorso è diventato distributore (sarebbe meglio dire grossista). Quindi da adesso, le librerie fisiche, indipendenti e di catena, possono rifornirsi su Amazon. Le condizioni che Amazon pone sono dirompenti. Guadagno fino al 35%. Spedizioni gratuite. Reso a 120 giorni gratuito anche nel trasporto. Logistica di Amazon tra le più efficienti al mondo. Se un distributore per rifornire un titolo può impiegare settimane, Amazon lo fa anche in 24 ore.
    Tra i librai ne è nato un acceso dibattito. Fra chi dice che non si venderà mai al nemico che lo vuole uccidere e chi ragiona sul fatto che Amazon alla fin fine offre le migliori condizioni del mercato. Cioè, se un libraio vuole guadagnare di più, avere un servizio efficiente, Amazon diventa l'ideale.
    Ma a prescindere da questo, Amazon ha fatto qualcosa di dirompente. Ovvero i librai non solo possono rifornirsi dei libri degli editori, ma adesso possono acquistare a prezzi di mercato anche i libri cartacei dei self publisher.
    Amazon ha abbattuto l'ultimo miglio. Ciascuno di noi ha adesso la possibilità di poter far trovare il proprio libro in libreria, in vetrine su strada, senza alcun limite.
    Di questo ho chiacchierato a lungo con CBM (è una importante editor che conosce bene le dinamiche editoriali). Chiaramente, lei mi diceva, che i librai hanno un pregiudizio negativo nei confronti dei self publisher. Di loro spontanea iniziativa non ne ordineranno mai alcuna copia.
    Però, io ribattevo, e CBM mi dava ragione, che la cosa importante non è che lo facciano, ma la possibilità che da oggi in poi possano farlo. Adesso esiste un nuovo strumento. Siamo entrati in una nuova era, dove lo scrittore indipendente ha delle carte in più da giocare.
    E qui, la mia visione (sempre limitata :P), mi ha portato a concepire qualcosa di più articolato.
    Oggi più che mai la nostra presenza su Amazon deve diventare importante. Quindi concentrarci su questo store significa avere più recensioni, poter aspirare a scalare le classifiche, dinamiche che possono far crescere l'interesse dei librai.
    Siamo entrati in una fase che possiamo chiamare di Writer Authority.
    (Continua nel prossimo commento)

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    1. In pratica l'autore tramite i suoi canali, quindi il blog, ma soprattutto i social, deve acquisire visibilità e autorevolezza anche presso i librai. Per dirti, un libraio che scoprisse il tuo blog, ma anche quello degli altri colleghi, potrebbe incuriosirsi di Maria Teresa Steri scrittrice. Quando effettua l'ordine su Amazon, potrebbe aggiungere una copia dei tuoi libri. Saggiarla sullo scaffale e vedere come reagiscono i suoi lettori. Anche perché la potenza di Amazon è pazzesca. Sta scommettendo sugli autori indipendenti. Un librario che ordina le copie di un self publisher, Amazon le stampe, gliele invia, e il libraio le può rendere indietro dopo 120 giorni con spese di spedizione gratuite. In questa operazione, il libraio, ad assaggiare un autore indipendente, a livello economico non rischia nulla. Capite quanto è potenzialmente dirompente questa possibilità? Amazon rischia di mettersi sul groppone grosse quantità di rese di autori self, eppure lo fa, non si limita a un mercato che già esiste con King o Camilleri, ma vuole svilupparne uno nuovo, vendere i suoi autori self anche in libreria. Loro guardano a un futuro che noi appena intravediamo. E se ci credono loro, dobbiamo iniziare a concepire la cosa pure noi.
      Io ad esempio ho una idea.
      Nella pubblicazione precedente, mi sono ritrovato un sacco di lettori che hanno cercato i miei libri per Milano, Bologna, Genova, Roma. Addirittura per Genova ho avuto il messaggio di un lettore che mi diceva: ho cercato il suo libro alla Feltrinelli, il commesso mi ha detto che poco prima lo aveva cercato un altro cliente, ma questo libro non esiste. Ecco, per il libraio, possiamo passare dal dire: questo "autore non esiste", al "vuoi vedere che su Amazon posso ordinare il libro di questo autore che il mio database non ha?"
      La domanda è d'obbligo. Come potremmo sfruttare questa seconda rivoluzione?
      Io immagino la creazione di veri e propri hub. Si potrebbe contattare una libreria di Milano, una di Torino, una di Venezia e così via per tutte le città, e proporre loro la possibilità di ordinare i nostri libri. In principio ordinarli solo quando richiesti dai lettori.
      Io ad esempio potrò dire alla mia community, che a Milano, i miei libri possono trovarli/ordinarli nella libreria X, a Torino in quella Y. Lo scetticismo del libraio che mi poneva CBM, può essere superato prospettando al librario la possibilità di guadagnare non con clienti suoi, ma con clienti mandati dall'autore. Chi è quel negoziante che direbbe: "anche se il mercato è in crisi, tu self, se mi mandi clienti, io li rifiuto!" Come dicono gli americani: money is money.
      Pertanto, la writer authority che ciascuno di noi deve coltivare, diventa importante. Proprio perché quando un libraio cercherà info su di un romanzo a lui sconosciuto che qualche cliente ha richiesto, deve percepire una autorevolezza di fondo dell'autore indipendente.
      E poi l'effetto è a cascata. Sarà difficile convincere i primi librai. Ma quando mostreremo la lista delle prime librerie che si rendono disponibili, il librario di Parma dirà: ma guarda, a Milano sono disposti a ordinare i libri di questi autori self, e io no?
      Ecco, io mi muoverò verso questa direzione. Non so come, non so in che modo, ma se nella prima rivoluzione self di dieci anni fa ero assente, in questa seconda, voglio provare a essere fra i primi. Io, ma anche tutti voi, per questo mi permetto questo mio commento lungo vecchio stampo.
      Sarebbe bello, poter condividere idee in tal senso. Io penso che si potrebbero creare degli hub accordandosi con i librai. Ma se voi avete idee su come potremmo inserirci in questa seconda rivoluzione, suggerite pure.
      Il dado è tratto. Questo nuovo strumento di Amazon si svilupperà a prescindere da noi. Nel magma del mercato non sappiamo cosa potrebbe accadere da qui ai prossimi dieci anni.
      Spero di essere stato utile.

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    2. Grazie Marco per questo tuo articolato intervento, molto interessante. Indubbiamente dobbiamo ancora capire come usare la novità di cui parli, forse al momento per i self ancora poco chiaro in che modo sfruttarla. Ma è bello sapere che c'è una rivoluzione in atto anche sul campo delle librerie e dei cartacei.
      Penso che la diffidenza e il pregiudizio possano essere vinti, perché alla fine si tratta di interessi economici, di affari. E di fronte a questo, le questioni di principio passano in secondo piano, è la realtà dei fatti.
      Io ancora non mi sono mossa per quanto riguarda le librerie, per mancanza cronica di tempo. So che alcune persone che conosco hanno ordinato il mio ultimo libro nelle librerie Mondadori e non ci sono stati intoppi. Già è stato bello sapere che è possibile uscire dalla realtà di Amazon! Senz'altro quando sarò un po' più libera da altri pensieri, mi piacerebbe provare a contattare di persona alcuni librai e vedere che si può fare. Grazie ancora per l'utile aggiornamento ^_^

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  10. Cara Maria Teresa, ho letto con attenzione il tuo post e concordo con quanto scrivi. Io ho dato subito l'esclusiva ad Amazon, più che altro per mancanza di tempo nella promozione. Mi sono trovata benissimo da tutti i punti di vista, non da ultimo le royalties che arrivano puntualmente. Lo ritengo un servizio molto professionale, anche nelle risposte dal loro Servizio Clienti. In passato ho avuto pessime esperienze con altre piattaforme di autopubblicazione. Non c'è che dire, Amazon si conferma una vera "macchina da guerra". Chapeau.

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    1. Sono contenta, Cristina, che tu ti sia trovata bene. Come sai anche io non ho avuto esperienze esaltanti con le altre piattaforme, ma al di là di questo secondo me Amazon può offrire molto agli autori. E la cosa positiva è anche quella che hai sottolineato, ovvero che in mancanza di tempo da dedicare alla promozione, si ottengono comunque risultati di tutto rispetto. Dubito che altrove questo sarebbe possibile. Grazie per il tuo riscontro :)

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  11. Ecco un post che sarà utilissimo molto presto! Grazie come sempre, Maria Teresa.

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    1. Grazie Luz! Devo dedurre che stai meditando di tuffarti nell'auto pubblicazione?

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  12. Concordo su alcune cose, sono appena tornato a bloggare. Dammi il tempo di organizzarmi e vedrò di commentare più spesso.
    Ciao!

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    1. Ciao Nick, ben ritrovato e grazie per essere passato. Purtroppo anche io ho dovuto trascurare la rete negli ultimi mesi, spero di poter essere più presente in futuro. Un caro saluto

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