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I libri parlano di noi

Cari amici lettori, in attesa di tornare attiva su queste pagine, vi presento questo articolo scritto da Rosalia Pucci, che ci propone alcune riflessioni su come le nostre scelte di lettura rispecchino noi stessi e i momenti che viviamo.
Ringraziando la mia ospite, vi invito a leggere su di lei nel riquadro in fondo al post.

Qualche tempo fa ero ospite in casa di amici e non ho resistito alla curiosità di passare in esame la libreria dei padroni di casa. È un'abitudine che ho da sempre e che vivo con un sottile senso di colpa.

Guardare una libreria altrui, secondo me, è un comportamento simile a quello di chi sbircia dal buco della chiave. Vi sembra esagerato? Forse. Eppure in questa affermazione c'è un fondamento di verità perché i libri sono il nostro specchio.
Il libro che scegliamo, infatti, ha a che fare direttamente con l'anima in quanto può svelare chi siamo, cosa vogliamo, cosa desideriamo e persino i fantasmi che ci portiamo dentro.

I libri sono opere di finzione, eppure niente come le parole che vi sono impresse mettono meglio a fuoco la realtà della vita.
Riflettendo su ciò, mi è balenata un'idea che ho tentato di mettere per scritto: prendere in esame il percorso fatto fino a oggi secondo una prospettiva del tutto nuova, e cioè attraverso i libri che ho letto negli anni.

La cosa si è rivelata ardua perché i libri che possiedo sono perennemente in disordine, appoggiati sugli scaffali senza alcuna classificazione, neanche quella elementare basata sui criteri di altezza o di spessore; neppure quella del criterio estetico della gradazione cromatica.
Così, perdendomi tra i titoli di cui non avevo più memoria, ho individuato tanto ciarpame letterario che non credevo di possedere. La cosa mi ha infastidito, inducendomi a ritenere che il contenuto di qualche libro finito nella mia libreria rivelava di me stessa aspetti insospettabili.

L'esercizio, comunque, si è rivelato utile perché alla fine ho messo a fuoco la crescita personale che mi riguarda. I volumi che mi appartengono sono la prova tangibile di un'evoluzione costante del mio modo di essere. Al pari di Picasso, che ha attraversato il periodo blu e quello rosa, anch'io, con le dovute proporzioni, ho vissuto momenti monocromatici.
C'è stato il periodo dell'autoderminazione adolescenziale fomentato dai libri di Oriana Fallaci: “Lettera a una bambino mai nato”, “Un uomo”, “Se il sole muore” e di un libricino di psicologia “Dalla parte delle bambine” di Elena G. Belotti.

Poi sono giunta al periodo dell'orgoglio femminile vissuto a braccetto con le eroine di “Orgoglio e pregiudizio” e di “Senno e sensibilità” di Jane Austen, e guidato dai libri di Virginia Woolf: “Mrs Dalloway” e “La crociera”.

Ho attraversato la tempesta della presa di coscienza insieme a “Anna Karenina” di Tolstoj e a “Jane Eyre” della Brontë. Trovarmi faccia a faccia con le mie fragilità al pari delle protagoniste, mi ha reso più saggia e meno esigente.

Giunta alla maturità, poi, sono entrata nel mondo favolistico di “Cent'anni di solitudine” di Marquez che mi ha iniziato ai significati reconditi che legano gli eventi.

Così, dopo l'accettazione dei miei limiti scaturito dalla lettura de “La coscienza di Zeno”di Svevo, cammino spedita immersa in letture schizzinose e ben calibrate.
Attraverso il mondo di Carver con la voglia di captare un po' della sua scrittura scarnificata; rimango impigliata nella grandezza di Flannery O'Connor; subisco il fascino della satira di Benni e della sensibilità di Pennac...
Chissà, forse “Ebano” dello scrittore polacco Kapuscinski, scoperto da poco o l'incontro con l'autrice sudafricana Nadine Gordimer sono le conquiste del processo di ricerca che anima il mio presente.
L'elenco dei libri potrebbe continuare così come l'esempio dei segni lasciati in me.

Un ultimo sguardo sulla mia libreria e un brivido mi scuote: l'entità mitologica dai mille tentacoli, che mostrano sinceri le mie sembianze, prende vita. Cosa ne sarà di me e del mio percorso in questa vita? Me lo riveleranno i libri che mi attendono.

Vi lascio con un piccolo esercizio, cari lettori di Anima di carta, soffermatevi tra i volumi della vostra libreria e ascoltate cosa hanno da dirvi.

Rosalia Pucci

L'AUTORE DI QUESTO GUEST POST Rosalia Pucci ha fondato Scrivere la Vita nel novembre del 2014, un blog in costante crescita in termini di seguito e apprezzamento. Insegnante e editor, ama da sempre la scrittura e la lettura che considera due strade inscindibili. Ha scritto due romanzi, il primo ha partecipato a “Io Scrittore” nel 2013, entrando nella fase finale. Aspira alla pubblicazione.

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Commenti

  1. Ho tre librerie e una mensola. In tutto si parla di molti ripiani e per fortuna ancora spazio vuoto, ebbene due scaffali sono in ordine cromatico, ma non credo di essere demente :D Rosalia, è una scelta estetica, sì, ma anche funzionale, LI' ci sono libri di scrittori di cui ne ho solo 1 o 2 per autore, per cui potevo raggrupparli come mi pareva e ho scelto questo, la mia sala è un gioiello e ci stanno bene. Detto questo, i libri a volte chiamano senza una ragione apparente, domenica al BookPride ho comprato alcuni libri di cui non conoscevo le autrici, a sensazione da due editori molto preparati, uno in particolare lo leggo sempre con piacere e ho seguito il consiglio allo stand "se ti è piaciuto questo, prendi quest'altro!" Tornata a casa sono rimasta sconvolta da un paio di dettagli molto miei. Magari ne riperlerò nel mio blog. Bentornata Maria Teresa ti abbraccio Sandra

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    1. Grazie per il tuo contributo. Non ritengo assolutamente che chi opta per una classificazione cromatica sia demente, al contrario, se mai dotato di gusto estetico. Scusami se il termine demenziale ha lasciato intendere così. Non era mia intenzione offendere nessuno :))

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    2. Figurati :D diciamo che ho provato a metterli in ordine di colore, cosa non sempre fattibile anzi quasi mai, e mi è piaciuto molto. Piuttosto che demenziale dire stravagante :D Un caro saluto Rosalia.

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  2. L libri che leggevo nell'adolescenza parlavano di amore e di amicizia da un punto di vista che si può definire quasi sociale. Jack Frusciante è uscito dal gruppo e Di noi tre su tutti. Poi ho avuto la fase dei romanzieri incazzati e metropolitani (Ammaniti, Biondillo, Santacroce), i post-moderni che hanno condizionato la mia scrittura. E, da adulta, quella dei gialli. Ora invece sto attraversando un periodo decisamente onnivoro! :)

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  3. Sì Chiara, anch'io ritengo che le letture possano influenzare la nostra scrittura. Il giallo è la mia passione da sempre, anche se trovo difficilissimo scriverne uno.

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  4. Non ho mai letto solo un genere alla volta... sono piuttosto onnivora. Sin da adolescente ho sempre amato i buoni classici, senza però disdegnare i libri più leggeri. Pensa che alle medie, come lettura del mese, ho letto la biografia di Garibaldi e mi ricordo che mi era piaciuta molto!
    Forse mi tengo un po' lontana dai gialli, ma ho in programma di rimediare presto.

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    1. Certo Kinsy, credo che sia giusto variare e dedicarsi talvolta a qualcosa di leggero. In fondo la lettura è anche evasione. :)

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  5. Anch'io credo che dalla libreria di un lettore esca un ritratto fedele della sua anima.
    Cosa uscirebbe dalla mia? Innanzi tutto bisogna capire dove inizia e dove finisce, dato che ho romanzi anche in bagno e in cucina (ma non in camera da letto). Ne esce il disordine, questo è certo, anche se i miei libri li ritrovo in un istante. L'eclettismo, il non curarmi molto delle mode o delle edizioni. Da una parte dominano i colori caldi, sono quelli della fantascienza (la mitica serie oro di Urania) e del giallo/thriller. Dall'altra c'è un gran miscuglio, da cui emergono con una certa omogeneità i fumetti. I classici tendono a nascondersi, quasi si vergognassero della compagnia...

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    1. Bellissimo accostamento colori caldi e fantascienza. Mi piacerebbe tanto curiosare nella tua libreria ^_^

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  6. Molto utile questo esercizio. Fisicamente ho due librerie, una in studio e una in sala. Nella sala ci sono i tascabili o altri libri leggeri - come peso, non come contenuto - ad un certo punto ho dovuto suddividerli perché la libreria in studio era arrivata alle terze file e minacciava di far crollare il pavimento per la grande gioia del vicino del 3° piano.

    Se ragiono sulle mie letture negli anni, anch'io ho trascorso dei periodi picassiani. Nell'ordine:
    - nell'infanzia, Salgari e tutti i suoi pirati, corsari e molto di più mi hanno regalato l'evasione e l'avventura, dato che ero una bambina molto timida
    - nell'adolescenza, i poeti decadenti francesi come la triade Baudelaire, Verlaine, Rimbaud mi hanno fatto scoprire la trasgressione e nello stesso tempo l'eleganza, l'immaginazione senza confini
    - Virginia Woolf, Katherine Mansfield, Jane Austen e le sorelle Bronte sono state le compagne della mia giovane età, mi hanno fatto ammirare la loro scrittura e le loro eroine forti e indipendenti più di qualsiasi altra cosa
    - Philip K. Dick mi ha schiuso gli universi della fantascienza e dell'entropia...
    Ora leggo un po' di tutto, i titoli si sono miscelati anche nella mia testa!

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  7. Post molto piacevole, ma è impossibile per me sintetizzare in un commento un percorso lunghissimo e, sotto certi aspetti, onnicomprensivo. Gli sto dedicando nel mio blog una serie di post che ho posto nella categoria "Progetto di autobiobibliografia" e per ora ho toccato solo le primissime letture, quelle di quando avevo sei sette anni...

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    1. Interessante, verrò a trovarti al più presto.

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    2. Sei la benvenuta! :-)
      Il modo più veloce per rintracciare tutti quelli che ho postato finora è andare nella pagina statica "Tutti i post divisi per categoria" e scrollare fino a "Progetto di autobiobibliografia".

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  8. Paragonerei lo sbirciare nelle librerie altrui allo sbirciare i carrelli dei clienti alla cassa del supermercato. A me piace molto, e non mi sento per niente in colpa! Certe spese ti danno davvero da pensare. Quanto ai libri, anch'io ho vissuto periodi simili a quelli che citi. Ricordo in particolare quello che definisci "periodo dell'autodeterminazione", con "Un uomo", "Il complesso di Cenerentola" e "Il secondo sesso". C'è stato un periodo di fantascienza furibonda, un periodo di fantasy altrettanto furibondo e un periodo di approfondimento psicologico (Freud, Jung). Non saprei mettere questi periodi in ordine temporale, però.

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    1. A dirla tutta anch'io sbircio nei carrelli e ascolto le conversazioni dei vicini d'ombrellone, sono curiosa, lo ammetto. Per la lettura, condivido tutto ma non il fantasy, proprio non riesco ad innamorarmene.

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    2. ...e il fantasy devi proprio amarlo, o non lo leggi. Non è un genere da mezze misure.

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  9. Si, sbirciare la libreria è sbirciare l'anima. Poi c'è chi l'anima la nasconde (dove terrà i libri? in uno scatolone?), chi la mette in mostra (una bella libreria da 6 metri a tutta sala), chi proprio non ce l'ha (no, io non leggo libri), e chi c'ha un'anima confusa. Ecco, appartengo a quest'ultima.
    Chi dovesse vedere la mia libreria, si trova davanti ad un enigma. Non è solo una collezione di libri, ci sono anche i dvd. Ci sono anche i libri di lavoro e le enciclopedie. C'è l'angolo dell'aquerello e quello della cucina. Ci sono le collezioni di fumetti e delle guide di viaggio. Ci sono libri in colonna e libri con copertina esposta. I libri di religione e filosofia a fianco dei manuali di comunicazione e pnl. I gialli di Agatha sfrontati contro gli horror di King. I dorsi verdi dei classici BUR dell'adolescenza. Tutti i libri di Oriana, nonchè il catalogo fotografico della sua mostra. La sezione sui Templari in compagnia di Dan Brown. La Terra di Mezzo vicino alle cronache di Narnia. Coelho e Allende in lieta attesa. E nascosta ma non troppo, l'unica mensola dove c'è una strana disposizione cromatica. E' nata per caso (quando stavamo traslocando e sono finiti lì). Da una parte tutte copertine nere. Dall'altra tutte copertine bianche o colorate nei toni pastello. Luce e ombra. Eh, no, questi non vi dico che sono. Direi troppo. ;)

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    1. Che bel posto deve essere la tua libreria, Barbara!

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  10. L'esperimento che propone Rosalia mi incuriosisce molto, anzi è da quanto ho letto una cosa simile sul sito di Ivano (ne parla nel suo commento qui sopra) che mi sono riproposta di ripercorrere tutti i libri letti, quindi prima o poi lo farò :)
    Non sarà facile perché purtroppo non ho una libreria così ordinata come la vostra, ho libri sparsi in tutta la casa più molti altri a casa dei miei, ancora altri in ebook e un bel numero ne ho prestati nel corso degli anni senza mai riaverli indietro.
    Sono abbastanza sicura comunque che salteranno fuori anche per me una serie di fasi con passioni alterne. Proprio come dice Rosalia, i libri ci rispecchiano in profondità.

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    1. La mia libreria è tutto meno che ordinata. Seguirò anch'io il consiglio di Ivano che ritengo più articolato e approfondito del mio semplice esercizio.

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    2. Va detto però che il vero inventore del metodo è il grande Henry Miller... io l'ho soltanto ribattezzato ;D

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  11. Vero! I libri parlano di noi, anch’io quando vado in casa di amici mi soffermo a guardare i titoli esposti e così mi faccio un’idea.
    Nel corso degli anni devo dire che ho cambiato spesso genere, sono passata dai romanzi rosa di Liala dei 15-16 anni a Gomorra di Saviano in età adulta…proverò a fare l’esercizio proposto da Rosalia poi vi dico

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  12. Purtroppo nella mia casa non c'è spazio per una libreria; o meglio, ci sarebbe in salotto ma i mobili sono scuri e io la libreria la voglio bianca...
    Tengo i libri in scaffali chiusi, così nessuno li può vedere :)
    Mi piace ordinarli per casa editrice, che poi sarebbe anche per tematica o area geografica visto che ogni casa editrice ha la sua linea editoriale.
    Solo Antonio Tabucchi, presenza ingombrante, ha uno spazio tutto per sé.
    Credo ci sia una netta dominanza dei candidi Einaudi e degli Adelphi dai colori pastello.

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    1. Tenere i libri al chiuso in realtà non è affatto una cattiva idea, sicuramente sono più protetti dalla polvere. Sembri una persona che tiene molto ai libri, da quello che racconti, è una cosa davvero bella. Grazie per essere passato da qui :)

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  13. Anche io ho questo vizietto di sbirciare nelle librerie altrui ma so che possono essere reticenti. Alcuni divorano ebook e altri sono stati spesso mutilati delle proprie radici letterarie. Se ripenso a quanti libri sono rimasti nella casa natale o in quella di ex, mi viene la vertigine. Sarei in difficoltà a ricostruire il mio puzzle di tessere eterogenee. Dan

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    1. Purtroppo molti libri si perdono per strada, come dici tu. Per fortuna di molti resta il ricordo e magari anche qualcosa in più, se sono stati abbastanza incisivi. Ciao e grazie per il commento :)

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