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Roberto Tozzini presenta “Marta dai larghi occhi”


Oggi vi propongo una nuova presentazione dalla “voce stessa dell'autore. Si tratta del romanzo “Marta dai larghi occhi” e ce ne parla Roberto Tozzini.

Sinossi

La protagonista ha la conferma delle proprie inclinazioni sessuali solo da adulta e vive un rapporto dove la parola amore si scrive con la A maiuscola. Quando tutto cessa tragicamente inizia per lei un periodo di grande dolore, a cui solo il tempo e il contatto con personaggi dotati di grande umanità, potrebbero porre tregua. Ma, quando una vita viene stravolta da un tragico evento, spesso si confondono le sottili linee che incanalano le nostre vite, creando, come per incanto, realtà artificiose o insinuando nelle visioni oniriche situazioni troppo aderenti alla tangibilità.
“Il medico tacque. Sapeva che non poteva convincere una donna innamorata a smettere di sperare e sarebbe stato inutile mettere sul piatto freddi argomenti scientifici. Sapeva che l’amore segue altre leggi fisiche e che una persona innamorata riesce a percepire in una leggera brezza il più potente degli uragani.”


“Marta dai larghi occhi” è il mio quarto libro. È la storia di un amore, dal tragico epilogo, fra due trentenni, Marta e Francesca. Il romanzo, come gli altri da me scritti, si svolge a Firenze, mia città natale. Il primo incontro fra le due ragazze avviene casualmente al museo degli Uffizi, davanti a un celebre dipinto del Botticelli. Francesca è da sempre conscia di essere lesbica mentre Marta si è sempre creduta eterosessuale. Il problema di Marta è che non riesce a interpretare bene i messaggi che l’esperienza dovrebbe dettarle. Ha sempre avuto problemi con l’altro sesso, dai rapporti conflittuali con il padre adottivo ai primi approcci amorosi con i ragazzi, ma non ha mai capito il suo vero orientamento sessuale. D’altronde, anche guardandosi allo specchio, ogni mattina interpreta ogni tratto del suo volto bellissimo come un difetto, come un’assurda imperfezione.
“Al mattino guardava la sua immagine riflessa nello specchio del bagno con un distacco tale che sembrava che fosse quell’immagine a guardare lei. Quel volto le appariva inespressivo, privo di qualunque interesse. Quella figura era divenuta ormai un’altra donna, una delle tante che vedeva a giro e che guardava distrattamente, sovrastata dai propri pensieri. Dette anche un nome alla donna dello specchio. La chiamò la donna smarrita”.
Fra Marta e Francesca  scoppia un grande amore, uno di quelli che “strappa i capelli”, per citare il grande Fabrizio De André. Però, come una crudele consuetudine nella vita di Marta,  quell’essere meraviglioso, quell’amore illimitato  avrà breve durata. Francesca morirà di un male tremendo  e la sua fine porterà Marta a sopravvivere, non più a vivere. Solo con l’aiuto di  persone  dotate di grande umanità potrebbe tornare a sperare e a sorridere. Ma le incontrerà? E riuscirà a ritrovare la linfa vitale  per tornare a dirsi viva?

Per scrivere questo romanzo ho impiegato quasi sei mesi. Come spesso mi accade, ho avuto dopo poche pagine il cosiddetto blocco dello scrittore. I miei personaggi non mi dettavano più alcuna frase, sembravano come svaniti nel nulla per poi riapparire a distanza di tempo. Premetto che non mi ritengo uno scrittore. Credo che per me sia più adatto il termine “narratore”. Non so se succede anche agli altri, ma in realtà non sono io a dipanare la storia, a crearla, così come si crede. Sono i miei personaggi, che sicuramente risiedono in una parte della mia mente, a raccontare, a sfogarsi con me. Io non faccio altro che mettere insieme le loro storie, a dare alle stesse una forma più incisiva e accattivante.

Consiglio “Marta dai larghi occhi” a chi crede fortemente nell’amore incondizionato, a chi non dà per scontato niente, a chi ha sofferto nella vita e a chi, in un libro, cerca principalmente emozioni e colpi di scena. Spero vi possa piacere il mio modo di scrivere. Credo di farlo in maniera semplice e diretta. Criticatemi pure per il mio lavoro ma non dimenticatevi mai che è frutto di amore e passione, di notti insonni e di grande impegno.

Roberto Tozzini

Incipit

Aveva passato da poco i quarant’anni ed ancora non aveva un lavoro stabile. Certo a pensarci bene non aveva niente o quasi. Non un amore, non una casa, non un’auto. E non aveva neppure i genitori, non un cane o un gatto, non un punto di riferimento dove indirizzare i suoi pensieri. Marta viveva alla giornata. Non era comunque una scansafatiche, un’illusa o una clochard. Aveva anzi un portamento da principessa, qualche abito da pochi euro, ma portato in maniera molto elegante. Era una di quelle persone che esaltano ciò che hanno, con la loro figura signorile, con i loro modi semplici ma estremamente fini e accattivanti, una di quelle donne che scommetterebbero su di loro tutto ciò che hanno, ma che si sentono irrimediabilmente incomprese dal mondo. Lei aveva la capacità di inserirsi in tempi rapidissimi in qualunque situazione lavorativa e questo le faceva piovere addosso grandi elogi dai suoi datori di lavoro che poi, regolarmente, le preferivano una bellona molto disponibile, anche se imbranata e un po’ stupida. Certo che, salutandola, alla fine dei due o tre mesi di contratto, la osannavano e le consegnavano, senza che lei la richiedesse, una bella lettera di presentazione. Marta si chiedeva spesso se fosse brutta e se il lavoro per cui aveva studiato avesse qualcosa a che vedere con quello delle prostitute. Le sembrava davvero strano che un direttore d’azienda preferisse un’amante stupida a una solerte segretaria o, perlomeno, le sembrava assurdo che i due ruoli dovessero essere ricoperti dalla stessa persona. Quante volte si era specchiata alla mattina e aveva criticato tutto della sua immagine. I capelli troppo biondi e fini, le labbra imperfette, il naso un po’a patata, gli orecchi grandi ma soprattutto gli occhi, “troppo distanti fra loro,” diceva. 

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Sito dell'autore: Roberto Tozzini

Commenti

  1. Molto bello come incipit, promette bene

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    1. Grazie molte, Giulia Lu. Sei molto gentile nel dare il tuo giudizio. Non mi ritengo uno scrittore ma un narratore di storie altrui, un raccontastorie, insomma e ogni piccolo incoraggiamento e ogni critica costruttiva è per me di grande interesse. Ti saluto!

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  2. L'economia va male proprio per quei dirigenti d'azienda lì! ;)
    Se si può dire senza spoilerare, perché Marta "dai larghi occhi"? È come lei si vede allo specchio o ha un significato più ampio, come se vedesse oltre?

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Cara Barbara, mi hai fatto una domanda molto intelligente. Il significato è doppio. Marta ha, in effetti, occhi grandi e lontani fra loro, ma anche la capacità di avvertire cose così lontane dalla sensibilità comune pur non riuscendo a leggere dentro sé stessa.
      Non so se sono stato sufficientemente esauriente e se era solo questo che volevi sapere, ma sono disponibile a rispondere a qualsiasi altra domanda. Grazie molte! Un caro saluto.

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  3. Nessuno che scriva può dimenticare con quanta dedizione l'autore crei le sue storie. Ti faccio tutti i miei auguri per i risultati del romanzo, anche se il miglior risultato è averlo scritto fino in fondo.

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    1. È con molto piacere che accolgo i tuoi auguri, Grazia. Ce n'è sicuramente bisogno. Concordo con te che ogni volta che termino un libro provo un piacere immenso. Il toccarlo fisicamente è, poi, una soddisfazione incredibile. Ma un libro nasce per essere letto, amato o odiato che sia, altrimenti non sarebbe tale. Diverrebbe solo un bel soprammobile.
      Grazie di cuore per il tuo commento. Un abbraccio!

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  4. Sempre interessanti le tue spresentazioni ;)

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