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Nulla accade per caso in un romanzo

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Nulla accade per caso nella vita. Di questo ne sono convinta, anche se rispetto che non la pensa così. Tuttavia, nel caso di un romanzo questa legge è sicuramente vera e intoccabile. Nulla accade, o meglio nulla deve accadere per caso. In una storia ogni evento è intrecciato con gli altri, tutto è collegato in un grande insieme, in un disegno più ampio.

Tirare le somme, ovvero la conclusione di una storia

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Come potevo non occuparmi di questo argomento, dal momento che in questo periodo sono alle prese con gli ultimi capitoli del romanzo che ho in corso da tempo? Concludere una storia non è affatto una passeggiata... Si tratta di un momento importantissimo in un romanzo (così come in un racconto): una storia sarà giudicata proprio in base al finale. In pratica, se il "the end" delude, deluderà l'intera trama; un finale debole rovinerà l'intero libro. Per questo ho messo insieme alcune linee guida che possono aiutare (me e spero anche voi) in questa fase.

Perché scriviamo?

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È di qualche giorno fa la notizia che Fabrizio Corona ha scritto e pubblicato un romanzo. A chi interessa saperne di più, di certo troverà parecchie pagine in rete… Devo dire che sono rimasta parecchio sconcertata di fronte a questa notizia, ma vorrei proprio evitare di commentare, se non altro perché di fatto il mio sarebbe un giudizio prevenuto e poco obiettivo.

Scrivere dialoghi

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Mi hanno detto spesso che uso molti dialoghi nei miei libri. Ed è vero, amo molto scrivere (e leggere) dialoghi, perché secondo me sono un ottimo modo per far entrare il lettore in una scena, per trasmettergli l'impressione di essere davvero lì. Leggere un dialogo efficace è come sbirciare una conversazione dal buco della serratura...

Organizzare un romanzo

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Organizzare un romanzo? Di fronte alla parola organizzare di sicuro qualcuno rabbrividirà, pensando che un romanzo è soprattutto il frutto di un’ispirazione. In parte la penso anche io così. Un romanzo – soprattutto il primo romanzo – è il prodotto di un misterioso non-so-che che ci coglie e ci tiene incollati al computer a scrivere senza sosta, è il prodotto di una vera e propria passione. Però penso anche che la sola ispirazione non basta. Tutto ciò che scriviamo di getto e con impeto, un giorno verrà letto da qualcuno e questo Lettore sarà un perfetto sconosciuto che non avrà pietà per il nostro scritto. A lui interesserà soltanto svagarsi, emozionarsi, lasciarsi travolgere dalla storia. A lui non interesseranno sproloqui noiosi e intimistici, lui vorrà solo arrivare all’ultima pagina e pensare di aver fatto un buon acquisto, vorrà poter pensare di aver letto un bel libro. E per soddisfare questo Lettore l’ispirazione non basta.

Da dove vengono le idee?

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È curioso come ogni volta che mi scervello per trovare un’idea per inserirla in un romanzo, quando poi questa salta fuori… mi rendo conto che è sempre stata sotto i miei occhi. Ma non la vedevo, non sapevo che era ciò che cercavo. Le idee nella nostra testa vanno e vengono, alcune le riconosciamo come importanti e ce le appuntiamo (io ho la casa e la borsa piena di fogli), altre ci ronzano dentro ma non le afferriamo. Eppure i semi che possono dar vita al giardino dei nostri romanzi sono ovunque, l’importante è essere in grado di individuarli e raccoglierli.

Il blocco dello scrittore

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Ahi, ahi! Quanto è brutto il blocco dello scrittore! Quella terribile sensazione di non riuscire a mettere neppure una parola in fila all’altra che abbia un senso… la sensazione che tutto quello che si scrive sia insulso, banale, sgradevole... la pagina che resta bianca... Ho passato molti mesi in questo stato, con due libri iniziati a fare la muffa in un angolo oscuro del computer e molte idee confuse in testa su come portarli avanti. Poi, al di là della mancanza cronica di tempo e di una svogliatezza generale, ho cominciato a domandarmi perché mi ero bloccata. A quel punto sono affiorate delle riflessioni, che vorrei condividere con voi.