Le recensioni di libri hanno ancora un valore?

Fonte immagine: Pexels

Negli ultimi mesi gira sui social una sorta di ritornello o forse sarebbe più appropriato definirla lamentela: le recensioni sono morte. 

L’affermazione (con varianti come il booktok è morto o il bookgram è morto) nasce dal fatto che le recensioni sembrano non interessare più a nessuno. E nel frattempo, tantissimi blog o profili social che si dedicavano a leggere e recensire hanno chiuso i battenti.

Io stessa ho notato che quando posto una recensione viene letta pochissimo. Qui sul blog ho smesso del tutto di pubblicarne, mentre sui social ho preso atto da tempo che i miei post che parlano di letture sono i meno visualizzati in assoluto, anche riducendo al minimo il commento su un libro. 

Di fatto non è che di libri non si parli, ma non c’è più il fervore di un tempo, e soprattutto gira e rigira ci si concentra sempre sugli stessi autori commerciali, con consigli che non si allontanano mai molto dai trend del momento, e con una predilezione specifica per generi specifici . Anche come autrice non ho potuto fare a meno di notare che per tanti aspetti la realtà delle recensioni non è più quella di un tempo. 

Esaminiamo alcuni dati di fatto:

  • Sono in pochi a leggere recensioni sui blog e sui social.
  • Non c’è abbastanza attenzione per leggere lunghe e articolate opinioni.
  • Sugli store si preferisce lasciare solo stelline.
  • L’algoritmo di Amazon da un anno e più a questa parte elimina o impedisce la pubblicazione di moltissimi commenti, anche di acquirenti verificati.
  • Alcuni autori di recensioni sono stati bannati per sospetti o accertati legami con gli autori recensiti. O per sospetta compravendita di recensioni.
  • Nelle comunità di recensori e lettori (e nei vari gruppi) si parla sempre degli stessi autori e di libri “alla moda”.
  • Non si possono toccare gli autori famosi con una critica seppur minima che si viene assaliti dai fan.
  • Tante, troppe le recensioni fasulle, cioè a pagamento. Ormai esistono servizi che vendono pacchetti di recensioni sugli store oppure articoli di approfondimento su portali importanti.
  • Tante anche le recensioni che sono frutto di scambi tra autori e quindi viziate nei contenuti.
  • Tante anche le recensioni o le valutazioni sugli store fatte allo scopo di affossare i colleghi.
  • Molte recensioni su blog o social sono ormai dei copia/incolla della trama o un’elaborazione delle IA.

Alla luce di tutto questo, consideriamo anche che la fiducia dei lettori già da tempo è venuta meno, ovvero c’è grande diffidenza sull’obiettività delle opinioni. E giustamente.

Eppure gli autori continuano a bramare le recensioni, perché se nessuno parla di un libro, è come se non esistesse. Inoltre, per chi scrive è fondamentale ricevere feedback, in positivo o in negativo. Purtroppo è diventato difficile ottenerle, soprattutto per i piccoli autori indipendenti come me. I motivi? Eccone alcuni:

  • Vengono privilegiate le collaborazioni con case editrici importanti.
  • La priorità e la visibilità sono quasi sempre date ad autori già famosi.
  • Molti sono disposti a recensire solo cartacei (che meglio si prestano a fare scena nei video), cosa per un autore con scarse risorse economiche è un grosso problema.
  • Spesso (non sempre, per carità) c’è mancanza di serietà nelle collaborazioni: capita che dopo aver ricevuto il libro, i recensori spariscano.
  • Troppo spesso la recensione si rivela una mera rielaborazione della sinossi, magari fatta da una IA.
  • Troppi i libri da recensire in poco tempo: va da sé che probabilmente alcuni vengano solo sfogliati.
  • Troppe, davvero troppe le richieste.

Eppure, per scegliere un libro che altro si può fare se non affidarsi ai commenti di chi l’ha letto? Un tempo per scegliere un libro si andava in libreria, si prendeva in mano un volume e ci si faceva ispirare dal titolo, dal testo della quarta di copertina, dall'immagine sulla copertina, a volte persino dal trafiletto sull'autore. O almeno io facevo così. Ormai con Internet e i social, le abitudini sono cambiate e dare un'occhiata all'opinione di altre persone è quasi una tappa obbligata prima di acquistare qualcosa. Il fatto che la rete dia la possibilità a chiunque di esprimere un parere e di diffonderlo, che ne abbia le competenze o meno, è però un’arma a doppio taglio. E sapere che in giro ci sono troppe recensioni fasulle, non aiuta.

Personalmente, da lettrice, mi capita sempre più spesso di lasciarmi ispirare da qualche consiglio che trovo online, anche se non mi affido mai completamente al giudizio altrui per scegliere un libro. Di certo, un'occhiata alle recensioni la do sempre (prima e dopo la lettura).

Quindi, le recensioni servono ancora? 

Da parte mia sono convinta che ha ancora un valore parlare di quello che leggiamo. Sia per far conoscere ad altri storie o riflessioni che abbiamo amato, sia al contrario per segnalare letture non di qualità. Certo, il nostro resta comunque un giudizio soggettivo, parziale, forse legato al momento che stiamo vivendo. Ma voglio credere che non sia mai inutile parlare di libri. 

Come autrice, apprezzo molto se qualcuno spende del tempo per lasciare le sue impressioni su un mio scritto. E ritengo fondamentale avere dei feedback, altrimenti che senso ha pubblicare?

E a questo punto rigiro a voi la domanda. In qualità di lettori o autori, cosa pensate delle recensioni di libri, hanno ancora un valore?

Commenti

  1. Antonella Aeglos Astori
    Io mi sa che sono una dei pochi che leggono le recensioni. Mi servono per capire se sto facendo un buon acquisto o meno. Poi comunque sono sempre io a decidere se spendere o meno i miei soldi, faccio una media di tutte quelle che leggo (perché è chiaro che le opinioni sono tante e diverse). E poi mi piace farle le recensioni, in particolar modo mi piace scriverle anche e soprattutto al diretto interessato!

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    1. Anche secondo me è importante leggere le recensioni per capire se si sta facendo un buon acquisto. Di solito anche io ragiono così, anche se non nego di provare diffidenza a volte per certe recensioni che hanno l'aria di essere false o troppo indulgenti o magari semplicemente un po' troppo entusiaste. In un mondo ideale le recensioni servirebbero proprio a valutare una potenziale lettura. Ma mi domando se sia così.

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  2. Buongiorno Maria Teresa,
    personalmente vedo cambiamenti rapidi e strettamente legati alle mode del momento. In pratica basta un pc, una tastiera e voglia di scrivere o "strascrivere" ed il gioco è fatto. Certo recensire è diventato un altro modo per guadagnare soldi, come i televoti di tanti programmi TV. Ecco forse il perché le recensioni hanno perso di valore o addirittura non vengono lette. Come autore e come tanti autori fa piacere vendere il proprio lavoro e ricevere delle valutazioni e poca importa se sono negative, significa che il lettore ci ha dedicato del tempo per comprendere a pieno quello scritto. C'è un altro punto che dovrebbe essere preso in esame; con il self publishing (io sono uno di questi) gli autori sono aumentati senza lo screening di editori a dettare e valorizzare, pubblicizzare il libro pubblicato.
    Rimango sempre convinto che nei rapidi cambiamenti che stiamo vivendo si perde per strada qualcosa di importante.
    Grazie.
    Rosario

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    1. Sono d'accordo con te sui cambiamenti rapidi che stiamo vivendo. Voglio sperare che si tratti di un periodo di assestamento prima di trovare un nuovo equilibrio. Purtroppo le recensioni, come tante altre cose di questi tempi, stanno subendo un duro contraccolpo. E sì, per chi scegli il self publishing le recensioni dovrebbero essere il faro per orientarsi, ma ahinoi non è così.

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  3. Giusta domanda: se poi si resta invisibili, perché pubblicare, con tutto il lavoro che comporta? Sono entrata nell'ordine di idee, pessimistico ma credo corretto, che sia inutile pormi problemi sui mille ostacoli che si incontrano nel tentativo di essere letti. Dei millemila strumenti di promozione offerti dalla rete, niente funziona, e se non si è accorti, si riesce anche a farsi spillare soldi per un niente di fatto. E' un mondo che segue semplicemente il suo corso, con e senza di noi. Ho pubblicato il romanzo che era già pronto in prima stesura quando ho fatto queste e altre riflessioni, perché glielo dovevo, in un certo senso. Sul resto non mi dibatto più.
    Grazia

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    1. Capisco molto bene il tuo punto di vista, Grazia. Sapessi quante volte tutto questo mi ha fatto dire "basta, non scrivo più", stanca di dover lottare per una briciola di visibilità. Poi arriva una nuova storia, nuovi personaggi di cui mi innamoro e finisco per ricaderci. E alla fine, è proprio un dovere quello di pubblicare e dare una chance a ciò che abbiamo scritto. Continuo a pensare, forse ingenuamente, che le storie abbiano un loro corso, un viaggio da compiere. E magari anche dei lettori da incontrare.

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  4. Ciao MT!
    Per quanto mi riguarda...sì. Se mi interessa un libro, un autore (ma anche un film) cerco di capire se si tratta di una ciofeca o no. In altre parole, se vale il mio tempo.
    E poi, sai bene che pure io recensisco libri: spesso non sono propriamente tenero, ma cerco di vedere tutto il buono e meno buono che c'è. In ogni caso sempre di opinione personale si tratta e quindi non è che uno debba per forza decidere su questa base.
    Come autori sappiamo bene che un feedback è necessario per capire se si è fatto un buon lavoro, e per quanto riguarda i punti che hai sollevato:

    Vengono privilegiate le collaborazioni con case editrici importanti. --> a volte, ma dipende dal libro

    La priorità e la visibilità sono quasi sempre date ad autori già famosi. --> davvero non lo so: magari di autori che diverranno famosi, ma non cerco quelli

    Molti sono disposti a recensire solo cartacei (che meglio si prestano a fare scena nei video), cosa per un autore con scarse risorse economiche è un grosso problema. --> Verissimo, ma è perché io adoro il cartaceo

    Spesso (non sempre, per carità) c’è mancanza di serietà nelle collaborazioni: capita che dopo aver ricevuto il libro, i recensori spariscano. --> le mie recensioni NON sono collaborazioni, ma iniziative mie, senza alcun legame con l'autore

    Troppo spesso la recensione si rivela una mera rielaborazione della sinossi, magari fatta da una IA.--> non nel mio caso (come ben sai!)

    Troppi i libri da recensire in poco tempo: va da sé che probabilmente alcuni vengano solo sfogliati. --> se lo recensisco vuol dire che l'ho letto

    Troppe, davvero troppe le richieste.--> questo è un punto dolente: stante che chiedo la lettura a un lettore beta pre-pubblicazione (e quindi non una vera recensione) occorre dire che il tempo è sempre poco e recensire per obbligo non è precisamente un piacere!

    a risentirci, ciao

    Gabriele

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    1. Ciao Gabriele, il tuo punto di vista è quello di un recensore senza condizionamenti, ed è una bella cosa. Purtroppo la grande massa non ragiona così. Nel corso degli anni io mi sono creata una breve lista di lettori disposti a lasciare un commento onesto leggendo un mio libro in anteprima. Se cerco di allargare questa cerchia, incontro situazioni assurde e spiacevoli, come quelle elencate. Da parte mia non sempre ho voglia invece di lasciare recensioni, magari è sbagliato, ma anche in questo caso non sempre si ha a che fare con un modo di fare obiettivo. Più spesso succede che se parli in modo critico di un libro di successo, i fan ti danno addosso. E con i piccoli autori, meglio tacere i difetti. Insomma, non è una realtà facile.

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  5. Confesso che se un libro mi interessa non leggo le recensioni, magari le vado a leggere dopo averlo letto giusto per curiosità e per vedere se mi trova d’accordo oppure no. Tra l’altro quando mi capita di leggere una recensione cattiva, prima di leggerlo, per reazione sono più attratta, sono un po’ una bastian contraria…
    Per le letture seguo un po’ l’istinto, oppure seguo un consiglio di lettura se mi trovo in sintonia con chi lo dà.

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    1. Anche per ne l'istinto è fondamentale. Troppo spesso capita che i consigli di lettura sono parziali e possono farmi incuriosire, ma poi a decidere è proprio l'intuito. Ti capisco anche quando dici che non leggi le recensioni se un libro ti interessa: gli spoiler sono sempre in agguato!

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