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Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

Intervista su “Scrivere la vita”

Questa settimana vi segnalo un'intervista che ho fatto per il blog Scrivere la vita di Rosalia Pucci, dove si parla del mio romanzo e di scrittura. Ringrazio la gentilissima padrona di casa per lo spazio che mi ha dedicato e vi invito a leggere il post:
Quando il mistero sconvolge l’ordinario

Annarita Faggioni presenta “L'Ombra di Lyamnay”

Sinossi John Reckon, climatologo in carriera alle Forze Internazionali, perde conoscenza mentre sta lavorando al "Progetto Skylhope", la città-prototipo che dovrebbe salvare milioni di vite dagli sbalzi climatici sempre più incontrollabili. Si risveglia vent'anni dopo, in quella che sembra essere la rappresentazione reale del suo modellino. La nuova Skylhope, però, ha un lato oscuro da nascondere: Reckon dovrà difendersi da mille minacce, mentre su Skylhope incombe la maledizione della dottoressa Nayl (scomparsa in un incidente di laboratorio anni prima) e l'ombra di Lyamnay, "Il mostro di Skylhope", pronta a mietere nuove vittime. 
Do il benvenuto ad Annarita Faggioni, che ci presenta oggi il suo romanzo “L'Ombra di Lyamnay”.

5 comportamenti che NON fanno di te uno scrittore

Vestiti per il lavoro che vorresti fare non per quello che fai, si dice. Si potrebbe applicare questa massima all’essere scrittori? Cosa significa ragionare “come se” fossimo già autori “veri”?
In realtà non ne ho idea. Tuttavia mi pongo la domanda, nel rendermi conto di quanto la realtà di oggi costringa chi vuole farsi un nome come scrittore a essere esposto il più possibile, soprattutto su Internet. In pratica il mondo attuale ci spinge a presentarci come scrittori prima ancora di dimostrare di esserlo con delle opere pubblicate. Non è così?
Questa situazione ha creato bizzarri fenomeni. Per esempio un autore diventa appetibile per un editore quando ha molti fan o contatti, a prescindere dalla validità di quello che produce. O un autore mediocre in grado di vendersi bene acquista più fama di chi non sa o non vuole mettersi in vetrina.

Eppure, al di là di questi discutibili estremi, farsi prendere sul serio come scrittori resta una delle sfide più ardue, soprattutto di fronte a una …

“La follia del mondo”: ne parlo con l'autore Marco Freccero

La follia del mondo è la terza raccolta di racconti di Marco Freccero, l’ultimo della serie chiamata dall'autore Trilogia delle Erbacce. Ho ospitato Marco in un’intervista dedicata alla prima di questa serie (Non hai mai capito niente) e ho oggi il piacere di porgli qualche altra domanda, in occasione della sua recente pubblicazione.

Come per la prima raccolta, anche la lettura di questi ultimi racconti è stata per me particolarmente intensa. Sono storie brevi, che non lasciano indifferenti, tutte a modo loro in grado di segnare in profondità e a lungo. Di alcuni personaggi ho un ricordo tuttora molto vivo, e qui devo riconoscere la bravura dell’autore che è riuscito con pochi tratti e in un arco di pagine limitato a far emergere dei quadretti potenti.

Elena Ferro presenta “Così passano le nuvole”

Mia ospite oggi è l'autriceElena Ferro che ci presenta il suo romanzo“Così passano le nuvole”. Scopriamo insieme di cosa tratta la storia.
Sinossi Luce è bella e intelligente, ai vertici di una grande multinazionale che a Torino gestisce i servizi idrici dell'area metropolitana. È sulla cresta dell'onda.
Se non fosse per quelle piccole difficoltà nelle relazioni con gli uomini, si potrebbe dire che la sua vita sia perfetta. E invece no.
Quando l'amore (e la politica, suo malgrado) irrompono nella sua vita è costretta a procedere, a testa bassa, verso una meta che non riconosce più.
Sarà il dolore che investe la sua famiglia e lei stessa che, invece di travolgerla, le darà la forza e il coraggio per cambiare direzione e cominciare a vivere, davvero, la sua vita.
Luce appartiene a una generazione che non si identifica più nei modelli esistenziali del passato ma non ha costruito un'alternativa. In questo transito così complicato, fatto di emozioni, tradimenti e smarrim…

Perché creare se puoi scopiazzare?

Quando qualcuno ruba il frutto del tuo lavoro è sempre un boccone amaro da mandare giù.
In passato spesso mi è capitato di trovare alcuni miei articoli sparsi per la rete, di solito abbinati al mio nome ma senza link alla fonte, o con link così microscopici che occorreva la lente di ingrandimento per notarli. Pochi mesi fa mi è anche arrivata la segnalazione di una persona che usava il mio nickname per commentare in giro, con tanto di rimando ad Anima di carta. Eppure, quando a scopiazzare è un editore, la cosa fa molta più rabbia, perché la professionalità e la creatività dovrebbero far parte del biglietto da visita di chi pubblica libri.