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Irene Merlino presenta “SDB”

Sinossi


Istanbul, anno 2000. Una sera di giugno un elicottero esplode appena superate le rive del Bosforo, uccidendo le SDB, due efferate assassine appartenenti al Daire, uno dei Clan di spicco del crimine organizzato mondiale.
Udine, anno 2001. Dopo sei anni dalla loro improvvisa scomparsa le sorelle Renè e Lisa tornano a casa. Diverse caratterialmente e fisicamente dalle ragazzine che erano, non sono disposte a dare nessuna spiegazione sugli avvenimenti che le hanno coinvolte in quegli anni.
Decise a dimenticare quei terribili sei anni, che pure tornano costantemente alla mente, cercano di costruirsi una nuova vita ma la lunga mano del Daire sembra incombere su di loro per imporre una nuova, terribile sudditanza.
Sarà, forse, l’ultimo capitolo di questa drammatica vicenda che segnerà di nuovo col sangue il destino delle due ragazze; un capitolo che vedrà coinvolta la World Investigation, organizzazione militarmente strutturata che ha cercato inutilmente di abbattere il Daire fin dalla sua nascita, ma che troverà nel loro desiderio di riscattarsi la forza per dare un colpo ferale al potentissimo Clan.

Protagonista della presentazione online di oggi è il romanzo thriller “SDB”. Ci racconta di cosa si tratta direttamente l'autrice, Irene Merlino.

SDB parla di Famiglia, Amicizia, Amore. Di Forza di volontà, Autorità e Lotta al terrorismo.
Elementi che viaggiano sempre assieme e che si possono rispecchiare anche nella quotidianità di una vita fatta di normalità. Fondamenti che legati da azioni violente, possono diventare un’arma a doppio taglio.

Il romanzo l'ho scritto a diciotto anni e con la consapevolezza di due sole linee guida: “Scrivi quello che conosci” e “Scrivi quello che vorresti leggere”.
L'ho cominciato perché volevo cambiare genere. Fino a quel momento avevo scritto solo fantasy, ma quel passaggio dal termine degli studi al mondo del lavoro, ha richiesto anche un cambiamento nella scrittura.
Mi sono seduta su una poltrona col mio quaderno e ho scritto di getto il primo capitolo, senza nessuna idea specifica, sapendo solo di voler cominciare con un interrogatorio. Il resto, i personaggi e il loro mondo dentro questo nostro mondo, è venuto da sé.

La trama tratta di due sorelle, suppergiù minorenni, che vengono sequestrate (senza una ragione apparente) e costrette a diventare assassine; non per volontà loro. Si troveranno di fronte a una scelta e decideranno di assecondarla, ma lo faranno con una forza che verrà alimentata proprio da quello stile di vita, usando le stesse persone che le stanno usando e per raggiungere un unico loro scopo personale: tornare a casa.
Tuttavia il vissuto le ha cambiate e se ne renderanno conto solo quando saranno nuovamente libere e dovranno decidere come gestire questa nuova vita, consapevoli che il passato e quello che hanno fatto avrà ripercussioni sulle loro scelte future.

La sottolineatura importante, che mi è stata fatta notare da chi l’ha letto, è che non ci sono personaggi deboli. Tutti, indistintamente dal ruolo, hanno una loro forza; persino nelle loro debolezze.
Posso affermare che questo dato è legato alle mie due linee guida e a quello che mi è stato insegnato da chi ha attraversato la mia vita: a quello che vedo nel mondo che ci circonda e ai comportamenti delle persone.
In un qualche modo, scrivere SDB mi ha permesso di giocare su questi elementi, di dare voce e forza a chi non riesce farlo; inclusa me stessa.

Irene Merlino

Incipit


Lisa non seguì molto il discorso dei testimoni e degli sposi. Le giunsero all’orecchio parole quali fedeltà, cammino difficile da affrontare assieme e vita nuova, che altro non erano che le tre cose fondamentali della sua vita: la fedeltà a sua sorella e a se stessa, un cammino difficile in un mondo che avrebbe dato tutto per rivederle chiuse nella loro gabbia a svolgere il loro compito e una vita nuova che si erano guadagnate lavorando duramente.
Di tutto quello che aveva vissuto, c’era stata una sola cosa su cui Amir aveva avuto ragione, che lei non avrebbe più pianto. Da quella sera d’ottobre non aveva versato più una lacrima, in nessun’occasione, diventando dura, mutando il suo cuore in pietra tanto da permetterle di diventare quello che era.
Ora, nonostante si trovasse a casa e libera, sentiva che sarebbe sempre rimasta l’ombra, il cecchino nascosto di René e nulla avrebbe mutato quella condizione. Perché in realtà, non solo si erano create una posizione all’interno del Daire, ma avevano scagliato la loro autorità sul mondo. Adesso Lisa l’aveva compreso, maturando dentro di sé quell’ideale che Ayhan aveva tentato di creare ma tramutandolo in quel concetto che, assieme a sua sorella, avevano cercato di realizzare.
Lisa guardò René, poi osservò quanto aveva attorno e si rese conto che da quel momento si sarebbero scritte il loro futuro giorno per giorno, ma che questo sarebbe sempre stato guidato dal loro passato, da quello che Ayhan aveva dato loro.

Cartaceo in vendita su: 
Sito dell'autrice: Irene Merlino

Commenti

  1. Ciao Irene e ciao Maria Teresa. Mi piace l'incipit di questa storia che ha tutta l'aria di essere avvincente! Due sorelle protagoniste, forti, adolescenti ma già adulte.... Direi che ci sono tutte le condizioni per diventare la trama di un serial!
    MI ha colpito una cosa che afferma Irene: scrivo solo cose che conosco. Avevi 18 anni quando hai cominciato a scrivere, cosa in particolare della trama "conoscevi" ovvero avevi già in qualche modo sperimentato? Comunque complimenti e in bocca al lupo!

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    1. Grazie! Purtroppo (per fortuna?...) per la pubblicazione è diventata una "serie"; l'originale aveva anche la parte che mi auguro di pubblicare a breve.
      Ovviamente tutto quello che conosco (conoscevo) è legato al profondo legame con le mie sorelle, a tutte quelle storie legate alla mia terra, e ad avvenimenti che mi sono successi e che, doverosamente modificati leggermente, sono stati inseriti nel testo. Sono eventi che mi tornano spesso alla mente e che sono le mie preziose perle. Il resto è la mia fantasia mischiata con quel qualcosa che mi fa vedere le cose...come si svolgeranno.

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  2. Caspita, complimenti a questa giovanissima autrice. Molto interessante il libro, la trama e come vengono dipinti i personaggi.

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  3. Mi sembra un romanzo tosto!
    Mi piace! Già inserito in wish list.
    Davvero lo hai scritto così giovane? Mi sembra una storia difficile da portarsi dentro a diciotto anni...

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    1. Spero piaccia!! ...non è una storia difficile; pensare che io l'ho sempre trovata un po' banale, proprio perché ha quell'aspetto giovanile, di crescita e di scrittrice incerta.. ;)

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  4. La trama sembra proprio avvincente e piuttosto attuale con gli eventi dei nostri tempi, anche l'incipit promette molto bene. Complimenti Irene!

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  5. Ho letto con molto interesse sia la sinossi e sia l'incipit. Innanzi tutto volevo farti i miei complimenti per aver scritto il tuo romanzo. Questa di per sé è già un ottimo traguardo. Ora mi piacerebbe commentare quello che ho letto. Premetto che ci saranno nel mio giudizio cose positive e anche cose negative. le cose positive devono rallegrarti per continuare ad andare avanti sulla strada della scrittrice. Le cose negative devono spronarti a migliorare sempre di più c osì da divenire più matura nello scrivere le tue storie. Detto questo e sperando di rendere un consiglio gradito questo mio giudizio, vado ad iniziare.
    La sinossi mi è parsa abbastanza valida. Anche se come originalità non mi è sembrata del tutto speciale. Comunque mi è piaciuto molto l'idea "delle due sorelle", della loro unità e del loro legame affettivo. Mi sono piaciuti anche molto alcuni elementi del tuo romanzo che reputo assai interessanti: Essi sono: la Fedeltà, il Cammino difficile da affrontare insieme, la Vita nuova. E queste sono cose molto Positive.
    Ora passo alle cose che ho trovato un poco difficile da capire. Il tuo incipit mi pare troppo generico e troppo frettoloso. Quando si parla di "argomentazioni importanti" come la Fedeltà, il Cammino difficile da affrontare insieme, e la Vita nuova, tali argomentazioni si devono affrontare con calma e si devono espandere in modo appropriato ed equilibrato. Non si possono liquidare con tre o quattro righe di scrittura in modo veloce e inappropriato. Così come hai fatto tu all'inizio del tuo romanzo. Mi auguro che tali spiegazioni e riempitivi tu li abbia fatto in seguito nel tuo romanzo. E poi sempre nel tuo incipit in poche righe a mio parere si trattano troppi argomenti e in modo troppo veloce e inadatto. Forse tale narrazione, come quella del tuo incipit, poteva meglio adattarsi se tu l'avessi messa sotto la voce "Prologo", anche se in questo caso la troppa generalizzazione delle molte informazione avrebbe comunque recato fastidio e confusione nel lettore.
    Naturalmente le idee nel tuo romanzo ci sono, e per un thriller mi paiono anche molto valide. Un mio consiglio: in un romanzo del genere ci sono dalle circa 400 pagine sino alle 600 pagine e anche più che si possono scrivere. Quindi si ha tutto il tempo di spiegare e descrivere le cose i personaggi e le situazioni e i sentimenti eccetera con molta calma e in maniera minuziosa e non generica. Una cosa per volta, in modo che sia chiara al lettore, e poi si passa alla cosa successiva e così un passo dopo l'altro porta alla fine del romanzo.
    Aggiungo che ho cercato in rete una anteprima del romanzo, ma non sono riuscita a trovarla. A mio parere mettere una anteprima per i tuoi futuri lettori sarebbe un'ottima idea. Oggi lo fanno quasi tutti, dai grandi autori a quelli poco conosciuti. Oggi non mettere una anteprima potrebbe generare dei sospetti nella validità di un'opera. Inoltre metterla in rete rende il libro sfogliabile come se si stesse in una libreria reale e si potesse girare le pagine dell'inizio per vedere se ci piace la storia come inizia, la scrittura che si usa eccetera. E tutto questo invoglierà il lettore a comprare il romanzo. Senza una anteprima il lettore potrebbe non essere spronato all'acquisto.
    Naturalmente questi sono solo i miei pareri, che possono essere accettati o rifiutati. Comunque sia ti auguro di continuare la tua carriera di scrittrice con entusiasmo e serenità. Scrivere un romanzo, che sia bello da morire o che sia poco simpatico, di per sé è una cosa grande. I miglioramenti verranno col tempo e nei prossimi scritti. Per tutti coloro che scrivono è così. Ti auguro buone cose, in senso Letterario. Ti saluto.

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    1. Grazie!! Buoni consigli. La sinossi messa qui non è l'inizio del romanzo; l'inizio comincia in tutt'altro modo. É molto che penso di mettere le prime pagine sul sito e penso che lo farò a breve. Poi il fatto che tratti argomenti che oggi sono di cronaca, non era una previsione quando l'ho scritto a suo tempo. Diciamo che di per sé mi fa pensare abbastanza. Grazie per i consigli. Ottenere informazioni da esterni può essere sempre utile. E come dico sempre: Non si sa mai da dove può arrivare un'idea!

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  6. "le sorelle Renè e Lisa": curiosità: perché una delle sorelle si chiama Renato? (che poi si scriverebbe con l'accento acuto René): se si chiamasse Renata sarebbe Renée Cfr. http://www.nomix.it/nomi-stranieri/11/francesi/maschili e http://www.nomix.it/nomi-stranieri/11/francesi/femminili .

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    1. Leggendo la storia si scopre il perché!��

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  7. Ciao Irene, grazie per la tua partecipazione alle presentazioni online. Mi aggrego a chi dice che il tuo romanzo sembra avere una trama intrigante. Volevo chiederti: hai in mente anche di farne una versione ebook?

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    1. Grazie!! Anche per la tua disponibilità. Purtroppo, per la versione e-book di questo romanzo dipende dall'editore.

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