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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2016

I luoghi di “Bagliori nel buio”

Oggi voglio portarvi a fare una gita immaginaria alla scoperta dei luoghi che fanno da sfondo alla storia del mio romanzo, un viaggio dunque tra fantasia e realtà. Tutte le ambientazioni di Bagliori nel buio sono infatti inventate ma evocano posti reali, che conosco bene e che si trovano nei dintorni di Gaeta, cittadina in provincia di Latina dove sono nata e cresciuta.
Per condurvi attraverso questo percorso, mi servirò di piccoli estratti del libro (frasi in corsivo) e delle foto di Florenza Nacca, una bravissima fotografa che ringrazio per avermi concesso l'uso dei suoi scatti. Per le immagini del Pozzo invece ringrazio Alfredo Lalli.

È il nome la sola cosa che conta?

Ospite di oggi è Giancarlo Rosati, che forse conoscerete su queste pagine come Gierre13. Con il post che segue ci invita a riflettere su un fenomeno che ha un forte impatto nel mondo dell'editoria e in generale in quello dell'arte. 
Fateci sapere cosa ne pensate!

Quando si parla di scrittura e di narrativa in particolare, mi viene sempre a mente un vecchio episodio accaduto molti anni fa. Si tratta del ritrovamento delle famose “teste di Modigliani”, pietre gettate in un canale e ritrovate durante dei lavori di scavo. Chi ricorda la storia sa bene a cosa mi riferisco. Le famose teste altro non erano che uno scherzo ideato da alcuni studenti che gettarono delle pietre scolpite in maniera molto dozzinale, con un comune trapano, apposta per farle ritrovare.

Quando una scena è inutile?

In questo periodo sono impegnata a rivedere/riscrivere un romanzo, come vi ho già raccontato. All'inizio ho avuto qualche incertezza su come organizzare il lavoro, quindi ho ripreso in mano il testo e, su suggerimento di una beta-reader, ho compilato un elenco di tutte le scene. L'intento era quello di avere un colpo d'occhio su tutto e poter effettuare facilmente aggiunte e spostamenti. Tuttavia, durante questo lavoro di smontaggio e rimontaggio sono sorte delle riflessioni che mi hanno portato a fare cambiamenti più profondi. E man mano che esaminavo una scena, è stato inevitabile chiedermi se avesse motivo di essere presente o fosse meglio eliminarla.

L'economia che dovrebbe esserci in un romanzo mi porta a dire che le scene dovrebbero essere tutte funzionali alla trama. Ma cosa definisce questa funzionalità?

Progetti di scrittura per il 2016

Non si può dire che quest'anno per me sia iniziato nel migliore dei modi. Per carità, niente di tragico, solo piccoli intoppi, che però hanno avuto il potere di gettare un'ombra grigia sulla mia voglia di fare qualsiasi cosa. Mi ritrovo quindi un po' a disagio nel pensare al futuro, consapevole che la percentuale di incertezza quando si fanno progetti è sempre alta.
Tuttavia, vorrei provare a tracciare qualche linea guida sulla mia scrittura targata 2016, con la premessa che sarà quel che sarà e che di certezze al momento ne ho proprio poche.

Beta-reader… quasi editor di narrativa (parte 3)

Prima di tutto vorrei scusarmi per la mia prolungata assenza da queste parti, dovuta a una noiosa influenza che mi ha tenuta occupata a guardare il soffitto con la mente annebbiata dalla febbre. Con l'occasione ringrazio Cristina M. Cavaliere, autrice di questa serie di post, che oltre ad aver scritto queste interessantissime puntate, si è anche prestata a fare gli onori di casa rispondendo ai vostri commenti in mia assenza. 
Vi presento, quindi, senza altri indugi la terza e ultima parte di questo articolo, dove l'autrice (editor di scolastica di professione) ci racconta tutti i passaggi nella sua attività di lettrice-beta.
Vi segnalo anche le puntate precedenti per chi se le fosse perse: prima parte - seconda parte.

FASE QUATTRO
La Fase quattro è quella della spidocchiatura, tanto per usare un termine che ricorda i primati. Non sarebbe compito del beta-reader effettuare anche i controlli che sto per elencarvi; io lo faccio in quanto ho l’occhio esercitato e quindi non mi costa…