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La quarta di copertina è come il primo appuntamento

Avete mai sentito parlare degli speed date? Sono eventi per single in cerca di partner, appuntamenti veloci durante i quali i partecipanti hanno pochi minuti per farsi conoscere e attirare l'attenzione. No, non ne ho mai fatto esperienza, ma è a questo che mi fa pensare la quarta di copertina, dove un autore (o un editore) ha un limitato numero di parole per per fare colpo su un compratore/lettore.
Che stress, vero?

Scrivere una quarta di copertina è infatti una delle 10 fatiche del self publishing, probabilmente una delle più ardue imprese che si trova ad affrontare un autore indipendente. Rispetto a un primo appuntamento veloce, però, ci si può preparare con tutta calma, provare e riprovare fino a quando non abbiamo ottenuto il più possibile da quelle poche, sudate righe.

Quando mi sono trovata di fronte alla necessità di descrivere la trama di Bagliori nel buio, non avevo mai fatto nulla del genere, perché la quarta del primo romanzo l'aveva scritta l'editore. Mi sono scontrata subito con un grande senso di frustrazione, con l'impressione di non riuscire a condensare in poche frasi l'essenza del romanzo, presa dallo sconforto di non sapere minimamente come convincere qualcuno a leggerlo. Ho passato giorni e giorni su quel breve testo, cancellando, riscrivendo, finché non ho capito che stavo sbagliando approccio. A oggi non saprei dire se il risultato finale è il meglio che potessi ottenere, ma sono perlomeno in grado di tracciare delle linee guida per affrontare questa memorabile impresa.

Prepararsi analizzando altre quarte


Andreste a un primo appuntamento vestiti male, i capelli in disordine? Penso proprio di no. Vorreste presentarvi al meglio, e per questo le donne trascorrono molto tempo davanti all'armadio in cerca della cosa giusta da indossare, la mise giusta che le valorizzi. Allo stesso modo bisogna studiare con attenzione che forma adottare per la quarta di copertina. Ne esistono infatti molti tipi, come ha illustrato tempo fa un guest post di Helgaldo su Appunti a margine.

La prima cosa da fare è dunque leggerne tante, fino a capire come vogliamo sia strutturata la nostra. Si possono passare in rassegna i romanzi più simili al nostro per genere e tipologia, sfogliando la libreria che abbiamo a casa o spulciando sugli store on-line.
Come fanno le case editrici a catturare l'attenzione dei lettori? Che formula usano per sintetizzare la storia? Cercate di prendere il meglio che offre il mercato e analizzatelo. In modo particolare, è importante scoprire come vengono descritte storie affini alla nostra, perché ogni tipo di romanzo ha il suo peculiare approccio.

Inquadrare l'essenziale


Quando ho cominciato a scrivere la mia quarta, le prime versioni erano molto lunghe, circa una pagina, eppure mi sembrava di non aver detto abbastanza. Rileggendole avevo la percezione che qualcosa continuasse a sfuggire. Le ho fatte leggere a un paio di persone, che mi hanno suggerito di fare delle aggiunte qua e là. Chi aveva letto la storia mi diceva: “Manca questo dettaglio e anche quest'altro...”. E così aggiungevo e aggiungevo ancora, senza riuscire lo stesso a centrare l'obiettivo. D'un tratto ho capito che non erano i particolari in più a essere necessari, dovevo fare esattamente il contrario: tagliare, fare diventare il testo più snello e agile. Quindi ho fatto mente locale sulle informazioni che ritenevo necessarie e ho eliminato il resto. Mettere a fuoco le cose da dire è la sfida principale, quindi vanno fatti moltissimi tentativi, non accontentandosi dei primi risultati. Scrivendo e riscrivendo alla fine emerge ciò che conta nella storia, ciò che la rende diversa da migliaia di tante altre.

Gli elementi che non devono mancare


Cos'è che non deve proprio mancare in una quarta di copertina? Ovviamente molto dipende dal tipo di storia. In un romanzo di fantascienza per esempio è obbligatorio chiarire fin da subito il contesto specifico, in un romanzo storico l'epoca, in un fantasy occorre specificare la natura della realtà, e così via. In generale però sono importanti alcuni elementi chiave.

  • Chi è il protagonista?
  • Qual è il suo problema-obiettivo?
  • Qual è l'ostacolo più importante che si frappone tra lui e la realizzazione dell'obiettivo?
  • Qual è la sfida che lo aspetta?
  • Quali circostanze danno inizio alle sue vicende?
  • In quale contesto-epoca-ambientazione si svolge la storia?

Credo sia fondamentale, inoltre, fa capire al lettore fin dalle prime righe che genere di storia ha davanti. Si deve capire se siamo di fronte a un horror o a un fantasy, perché può essere molto antipatico per un lettore scoprire che la storia non è quella che sembrava. Certo, anche la copertina aiuta a inquadrare il genere, ma questo è un altro discorso.

Usare una prosa semplice e chiara


Oltre che lunga, la prima versione della mia quarta era piena di frasi contorte e termini altisonanti. Ma non bisogna essere tentati di usare parole impegnative, meglio puntare sulla semplicità, perché una quarta di copertina deve essere leggibile per chiunque. Inoltre, un testo ha una sua sonorità, una sua atmosfera, e anche di questo andrebbe tenuto conto. Bisogna pensare che una quarta di copertina destinata a comparire online non è come un testo presente nel retro di un libro fisico, che quando siamo in libreria ci attardiamo volentieri a leggere. Su Internet andiamo tutti di corsa, un'occhiata e via. Quindi il testo dovrebbe essere veloce da scorrere, immediato, non appesantito da subordinate, il più possibile lineare. E soprattutto niente parole vaghe, generiche, banali, abusate. Se è possibile, fate a meno dei cliché, delle frasi fatte e degli stereotipi: l'originalità del libro deve risaltare in pieno.

Svelare o non svelare?


Qui veniamo a una questione spinosa. Quanto dire della trama? Personalmente non amo quando in una quarta mi viene svelato troppo. Vero che dire troppo poco significa non far scattare la molla della curiosità, quindi va bilanciato il dire e il non dire, ma si può anche giocare con le parole, lasciando intuire. Cosa deve trapelare ma non essere detto esplicitamente? Secondo me è il tema di fondo del libro. Molte quarte di copertina lo sfiorano appena, senza dirlo esplicitamente, altre lo spiattellano fin dalle prime parole. Personalmente ho preferito lasciarlo un po' nell'ombra, mentre nel mio primo romanzo l'editore aveva deciso consapevolmente di non esplicitarlo.

Io sono convinta di una cosa, e cioè che bastano poche righe per capire se un romanzo ci interessa o no, se vogliamo acquistarlo o lasciarlo dov'è. Tutti bene o male scegliamo in base a una forma di ispirazione del momento. Quindi è fondamentale riuscire a trasmettere fin dalla prima frase della quarta di copertina il tipo di atmosfera che poi si respirerà nel romanzo.

Onestà


Un'altra cosa importante secondo me è non essere ingannevoli ma aderenti alla trama, non gonfiare i fatti o dire cose false. Forse una descrizione a effetto può attirare l'attenzione di un eventuale lettore, ma dopo? Non credo sia una buona idea inserire specchietti per le allodole, meglio che una quarta contenga solo la verità. Proprio come si dovrebbe essere se stessi a un primo appuntamento...

Le quarte di copertina presenti sugli store ormai contengono molto altro rispetto alla pura e semplice descrizione del contenuto. Mi riferisco a commenti, estratti, link, informazioni sull'autore, altre pubblicazioni, ecc. Ognuno ovviamente è libero di introdurre quello che ritiene più utile a inquadrare il prodotto (è di questo che parliamo, no?).
Mi sento solo di dire che anche su questo si dovrebbe essere onesti. Ho visto scritta la parola Mondadori su quarte di copertina all'unico scopo di attirare lo sguardo, anche se l'editore non era affatto quello. Insomma, lascio a voi trarre le conclusioni...

Una cosa che proprio non mi piace, che si tratti di editoria tradizionale o di self, sono le autocelebrazioni. Tornando al paragone del primo appuntamento, è come se in quest'occasione qualcuno si vantasse di quanto è bello e in gamba. Quindi personalmente abolirei tutte le frasi di elogio del proprio romanzo, ma certo è una questione di gusti, non di marketing.

Concludo queste linee guida lasciandovi il link a un'iniziativa che molti di voi già conoscono, Acchiappami se ci riesci, promossa da Michele Scarparo sul suo blog, per chi vuole sottoporre a un test la sua quarta.

Avete altri consigli per presentarvi al meglio al primo appuntamento con i vostri lettori? Vi va di raccontarmi la vostra esperienza in questa epica impresa?

Commenti

  1. L'onestà fra questi punti è fondamentale. Mi sono resa conto - specialmente, forse per casualità, con alcuni romanzi storici - che talvolta vengono messi in evidenza dettagli finalizzati ad acchiappare un certo target, ma gli stessi poi hanno nella trama un ruolo irrisorio. Per esempio, si anticipa "una travolgente storia d'amore", che poi risulta un subplot piuttosto esiguo. Meglio così, mi viene da dire, visto che non amo le storie sdolcinate. Ma in un romanzo storico, se mi interessa più il contesto e l'argomento, posso sorvolare su alcune derive sentimentaloidi. Un romanzo ambientato nell'era contemporanea, per quel che mi riguarda, verrebbe subito cassato. Quindi, gonfiando la quarta di copertina si può sì accalappiare un certo target, ma se ne può anche tagliar fuori un altro, forse quello maggiormente in grado di apprezzare la storia...

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    1. Sono pienamente d'accordo. Capisco la necessità di mettere in risalto certi aspetti, ma non la mancanza di aderenza al testo. Mi sembra che a volte le esigenze di marketing scivolino nell'assurdo.

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  2. Grazie per la citazione :)
    In questo momento non abbiamo aspiranti per "Acchiappami" e quindi è un buon momento per avere subito una risposta.
    Per quanto riguarda la quarta, da qualche parte ho letto che dovrebbe coprire il primo atto (posto di seguire lo sviluppo in tre atti, naturalmente) oppure coprire fino all'incidente che proietta il protagonista nella storia.
    Ma la letteratura è come la cucina, e ognuno ha la propria ricetta preferita, fatta proprio in quel modo particolare :)

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    1. Potrebbe essere un'indicazione valida quella di descrivere il primo atto, mi sembra che spesso facciano così per le trame dei film.
      Io ho una revisione/riscrittura in corso, appena sarò pronta ti invierò la mia quarta, sperando che quando avrò finito la tua iniziativa sia ancora attiva :)

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  3. Ne avevo scritta una, un bel po' di tempo fa, per L'estate dei fiori artici, e archiviata in attesa del momento dovuto. Sono andato a ripescarla adesso sulla spinta di questo post e l'ho riletta. E' senz'altro da riguardare, però nell'insieme non mi dispiace affatto e credo che non la modificherò di molto :)

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    1. Se ha superato la prova del tempo, vuol dire che avevi fatto un buon lavoro. Sono convinta che un po' di distacco serva anche in questi casi, per valutare al meglio un testo.

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  4. Molto complicato scrivere una buona quarta di copertina. Di solito è il lavoro dell'editor ma non sempre quelle redatte dall'editor sono impeccabili a dire il vero. Io personalmente la scrivo e riscrivo innumerevoli volte cercando di dire tutto, di non svelare tutto, e di contenermi nel minor numero di righe possibili. Un'impresa epica ! Lessi da qualche parte che la trama di un buon film (o di un libro nel nostro caso) dovrebbe essere non più lunga di ciò che si può scrivere sul retro di un pacchetto di sigarette. Non essendo fumatore il problema si pone in tutta la sua complessità. A volte comunque ci sono riuscito a farne di buone, altre volte un po' meno :-)

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    1. Un'impresa epica, vero! La brevità è un'indicazione ottima, anche perché secondo me l'attenzione di un potenziale lettore si cattura (oppure no) fin dalle primissime righe della descrizione.
      Purtroppo è vero anche quello che dici: le quarte scritte dagli editor non sono sempre perfette. So che molti non leggono neppure il libro. Io ho trovato tante volte errori madornali, nella trama o addirittura nel nome dei personaggi.

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  5. Difficile difficile la quarta, credo che le case editrici grosse abbiano professionisti che si dedicanosoloa quello.
    Credo che l'approcio però andrebbe rovesciato, invece che partire dalla sinossi si dovrebbe partire a riassumere il soggetto (non la trama) in una sola frase, 20/30 parole, e poi eventualmente aggiunere elementi.
    Sullo svelare direi il meno possibile, conta l'ambientazione e il protagonista e il movente della storia, il resto va letto.

    P.S. sai che non ho idea di come mi sia preparato ai primi appuntamenti? non credo di averci mai dato molto peso :D

    P.P.S. sono andato a sbirciare la tua quarta su amazon, non male, ma secondo me si potrebbe limare un pochino ;)

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    1. Condivido la tecnica di scrivere una sola frase e poi aggiungere dettagli. Anzi, l'ideale sarebbe preparare questo testo ancora prima che il romanzo sia concluso, perché dopo si ha la testa imbottita di troppi elementi e diventa più difficile cogliere l'essenza. Spero di fare proprio così per la storia che sto scrivendo :)
      Aspetto i tuoi consigli sulla mia quarta! Qualsiasi miglioramento tu mi suggerisca è il benvenuto :)

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    2. Senza alcuna pretesa, provo, anche se non è facilissimo non conoscendo la trama:

      Disoccupata e intrappolata in una relazione sentimentale senza futuro, Elena vive come sospesa tra passato e presente. Non passa giorno senza che i suoi pensieri vadano all’uomo conosciuto due anni prima su Internet, consumata dal senso di colpa per aver provocato la sua morte. Interessarsi di fenomeni paranormali sembrava solo un passatempo innocente, ma ora il terrore che la polizia venga ad arrestarla non le dà tregua. E per riappropriarsi della sua vita non le resta che tornare là dove tutto è iniziato, un quartiere che affaccia sulla spiaggia, e provare a far luce sull’accaduto.
      Ma chi era davvero l’uomo che ha ucciso? Quale mistero nasconde il luogo della sua morte, il Pozzo del Corvo? E quanto sono fondate le voci che parlano di presenze soprannaturali sul promontorio?
      Man mano che la verità viene a galla, un incubo ancora più grande si delinea all’orizzonte, costringendola a fare i conti con le sue paure e ad affrontare nemici che non sospettava di avere.

      Disoccupata e intrappolata in una relazione sentimentale senza futuro, Elena vive sospesa tra passato e presente (ho tolto il come). (Non passa giorno senza che i suoi pensieri vadano - qui si può semplificare) Continua a pensare all’uomo conosciuto due anni prima su Internet, consumata dal senso di colpa per averne provocato la morte (averne provocato invece di aver provocato la sua, tanto si sa di chi si parla).
      Interessarsi di fenomeni paranormali sembrava solo un passatempo innocente, ma ora il terrore che la polizia venga ad arrestarla non le dà tregua (qui non si capisce il nesso tra i fenomeni paranormali e la polizia, ma senza conoscere il libro non saprei come modificare - però sotituirei il ma con un fino a quando che rende più il passare del tempo).
      E per riappropriarsi della sua vita non le resta che tornare là dove tutto è iniziato (un quartiere che affaccia sulla spiaggia, non so quanto sia importante la spiaggia - forse lo è, ma comunque qui non lo si può intuire, quindi toglierei proprio questo pezzetto) e provare a far luce sull’accaduto.
      (io poi mi fermerei proprio qui, al massimo aggiungendo la frase finale, comunque se vuoi tenere le tre domande...)
      (Ma chi era davvero l’uomo che ha ucciso? - ha ucciso è diverso da aver provocato la morte, cosa che può essere dovuta a un fatto accidentale, comunque semplificherei così, togliendo anche il ma) Chi è davvero quell'uomo? Quale mistero nasconde (il luogo della sua morte, il Pozzo del Corvo? - qui anticiperei il pozzo) il Pozzo del Corvo dov'è avvenuta la sua morte? (E quanto sono fondate le voci che parlano di presenze soprannaturali sul promontorio? - anche qui un po' di sana sintesi) Ci sono davvero presenze soprannaturali sul promontorio? (anche se non emerge il luogo della storia, quindi il lettore non saprebbe collocare il pozzo o il promontorio)
      Man mano che la verità viene a galla, un incubo ancora più grande si delinea all’orizzonte, costringendola a fare i conti con le sue paure e ad affrontare nemici che non sospettava di avere.

      Le parti tra parentesi i miei commenti o le parti tagliate. Passa da 162 parole a 138, e mi pare senza perdere contenuti. Cosa ne pensi?

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    3. Grazie infinite dei consigli, Davide. Ora ci lavoro un po'...

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  6. Me lo devo studiare bene perché le quarte di copertina sono il mio tallone d'Achille :-(
    Più o meno come i primi appuntamenti ;-)

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    1. Io penso/spero che sia una di quelle cose che migliorano solo facendo tantissima pratica. Non bisogna accontentarsi dei primi risultati, ma continuare a provare fino a quando il risultato ci soddisfa.
      Invece, per i primi appuntamenti non ti so dire, è passato troppo tempo :)

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  7. Scrivere la quarta non mi manda tanto in crisi. Onestà, sintesi e un piglio accattivante credo sia la formula. Però da lettrice con le quarte si prendono un sacco di cantonate, promesse non mantenute, un po' come i trailer dei film. Sandra

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    1. Ecco, nel mentre stavo scrivendo la mia, sui trailer dei film, pubblico e leggo la tua, sui trailer dei film... :D

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    2. @ Barbara, e be' abbiamo molto in comune! Per il resto del mondo: siamo nate lo stesso giorno (io, suppongo qualche anno prima) Sandra

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    3. Pare che la sintesi non sia un dono alla portata di tutti, purtroppo :)
      Le cantonate sono fastidiose, ne ho prese parecchie anche io, per questo non sopporto proprio la mancanza di onestà e i giochetti per catturare lettori o spettatori!

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  8. Ecco, hai letto appena, sopra, quello che ha detto Ariano?
    Fai conto che le sue parole siano anche le mie! :)

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    1. Eh, vi capisco bene, è una di quelle cose che fanno sudare. Fatemi scrivere un intero capitolo ma non una quarta di copertina! Però, come dicevo ad Ariano, a furia tentare e tentare, un po' se ne capiscono i meccanismi.

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  9. La quarta di copertina è come un trailer di un film. E quante volte il trailer è IL meglio del film!! :(
    Delle varie versioni di quarta, adoro le frasi ad effetto ("se puoi vivere per sempre, per cosa vivi davvero?" "E se il tuo futuro fosse il passato?" però suona meglio in inglese: What if your future was the past?) se però c'è il risvolto ad indicarmi brevemente l'inizio della storia. Vanno bene anche le citazioni che mi diano un'idea dello stile dell'autore.
    Non posso sopportare l'autoreferenzialità del "cosa dicono di noi", che sono sempre frasi ultra pompate da critici non indipendenti.
    La quarta di copertina è di fatto un biglietto da visita per il lettore. Come gli appuntamenti stile speed date si hanno pochi minuti per presentarsi ma soprattutto generare curiosità. Curiosità che può essere soddisfatta solo comprando il libro (continuare la conversazione, chiedere un nuovo appuntamento). Beh, giusto stamattina ho visto questo video interessante, che fa parte dei TEDx Talks: https://www.youtube.com/watch?v=vVsXO9brK7M&feature=em-subs_digest-wl (vi ho messo il link con i sottotitoli in inglese, non c'è italiano) E parla di come presentarsi rispondendo a sole 5 domande.

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    1. Grazie per il link, dopo vado a guardarmelo!
      Giusto, la quarta di copertina è proprio come un biglietto da visita. A me spesso basta una rapida occhiata per decidere se voglio comprare un libro o vedere un film, quindi condivido totalmente quello che dici sulle frasi a effetto, perché mi trasmettono subito il cuore della storia. Certo, a volte sono pompate e false pure quelle, ma vabbè...

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  10. Commento di nuovo perché poco fa, mentre gironzolavo su Amazon, mi sono imbattuta in questa quarta di copertina: sbaglio, o praticamente mi sta rivelando il finale?

    "Le tragicomiche avventure di un onnivoro perdutamente innamorato di una donna con abitudini alimentari che lui pensava destinate solo ai ruminanti. Un libro divertente e affettuoso su una delle ossessioni della borghesia moderna: il cibo sano e morale. Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua "crudele" vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e, chissà perché?, di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor piú quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe piú corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?"

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    1. Sicuramente dice troppo, anche se non avendo letto il libro è difficile giudicare a priori o sapere se rivela il finale. Comunque contiene un sacco di informazioni, e non mi piace la frase "libro divertente e affettuoso".

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    2. Pensa che questo romanzo è edito da una CE tradizionale e anche grossa...

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    3. Mi sono incuriosita e sono andata a pescarlo in rete... incredibile.
      E rileggendo quella frase sui "titoli di coda", mi viene proprio da pensare che hai ragione tu: viene svelato il finale!

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    4. Io ho letto altri due libri di quell'autore, noto regista romano. Li ho trovati entrambi molto carini, seppur leggeri (ora mi aspetto il film di "Cento Giorni di Felicità" con Gassman protagonista)ma questo non mi ispira proprio, forse proprio a causa della quarta di copertina...

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  11. La quarta di copertina, assieme alla copertina stessa per me rappresenta il biglietto di presentazione del libro stesso, l'elemento che mi spinge a comprarlo.
    Per questo apprezzo molto il tuo post, mi fa comprendere il lavoro che c'è dietro a d una quarta ben fatta.

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    1. Grazie per l'apprezzamento, Nick. Copertina e quarta dovrebbero saper evocare il "sapore" di una storia, oltre che rilevarne il contenuto. Non è affatto facile. Come dici tu, serve tanto lavoro, del quale come lettori non siamo consapevoli.

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  12. Mi sembrano tutti ottimi consigli!

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  13. Tocchi un tasto dolente, una cosa difficilissima. Ho letto con molto interesse questo articolo. C'è sempre da imparare. Grazie.

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    1. Grazie Massimiliano. Com'è andata per "Joshua"? Se ne è occupata la casa editrice o tu?

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  14. Condensare in poche righe e allo stesso tempo rendere accattivante un romanzo non è semplice ma neppure insormontabilmente difficile.
    La quarta di copertina postata da Chiara Solerio è un esempio assai calzante: mi metto nei panni del protagonista e del suo problema iniziale, espongo in breve il suo percorso, lancio un interrogativo finale. Sono certissima che tu sia brava a scriverne, hai solo il dubbio lancinante della perfezionista. :-)

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    1. No, non è una cosa insormontabile, anzi la mia impressione è che dopo averne analizzate tante e aver fatto tantissimi tentativi, "scatti" qualcosa. Come dicevo nel post, a un certo punto ho capito che l'approccio che adottavo era sbagliato. Forse basterebbe mettersi dalla parte dei lettori...
      Però non sono affatto brava a scriverne, sono sicura che la prossima quarta sarà una faticaccia proprio come lo è stata questa! In ogni caso grazie Luz :D

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  15. Mi crea sempre molta ansia un primo appuntamento, è così difficile presentarsi al meglio...
    Comunque hai scritto un bel post (lo metto da parte per la mia prossima quarta di copertina, se riuscirò a scrivere il terzo romanzo). Ogni volta si impara qualcosa di nuovo, io per Fine dell'estate ho scritto la quarta di copertina cinque o sei volte, rileggendola, integrandola e poi sfoltendola. Ma mi ha aiutato molto leggere le quarte di copertine dei romanzi che ho amato. Certo che è difficile trovare il giusto equilibrio. :)

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    1. Grazie Giulia :)
      Condivido l'ansia, ma sicuramente è come dici tu: ogni volta impari qualcosa di nuovo e magari prima o poi trovi il modo giusto di presentare la tua "creatura".

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  16. Confesso di essere del tutto d'accordo. Non è esattamente come il primo appuntamento (oops...chi se lo ricorda ormai?) ma si tratta di far colpo con poche righe e sperare di aver scritto qualcosa di convincente.
    Quando un editore mi ha chiesto di provvedere alla quarta di copertina ogni volta ho sospirato per la disperazione! :-)

    ciao

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    1. Ma figurati se voi maschietti vi ricordate il primo appuntamento! :)
      Scherzi a parte, c'è proprio da disperarsi a volte, soprattutto perché ti chiedi come sia possibile aver scritto pagine e pagine e non sapere come affrontare una manciata di righe.
      Quindi non è stato l'editore nel tuo caso a scrivere la quarta?

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  17. Praticamente mai...nel bene e nel male sono tutte mie (per quanto ricordo almeno in sette casi su otto)

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    1. Beh, il lato positivo è che nessuno meglio di te conosce la storia e come parlarne. Però mi cade un mito, credevo che quasi tutti gli editori se ne occupassero.

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  18. Anch'io al mio secondo libro speravo lo facesse l'editore, invece è toccato a me come col primo... Però è utile, se non sai nemmeno tu dire in due parole di cosa parla il tuo libro, è bene prendersi un momento di riflessione (e anche la minibiografia, fortuna che ne avevo già una pronta!). Anch'io ho avvertito la sensazione, fino all'ultimo che mancasse qualcosa di cruciale, ma poi tutto mi sembra abbia funzionato.
    Saluti. :)

    P.S. = Detesto quei libri che in quarta dicono "il nuovo capolavoro di...". Primo fammelo leggere, poi ne parliamo se è davvero un capolavoro, eh!

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    1. Ciao Marco, intanto benvenuto tra questi lidi :)
      E sì, questo lavoro è molto utile. Inquadrare in poche parole una storia lunga può sembrare impegnativo, ma forse è proprio perché noi stessi non ci siamo mai fermati a riflettere. O perché chi scrive tende a essere più analitico che sintetico.
      Anche io non sopporto le formule autocelebrative e pompose!

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  19. Quello che trovo inconcepibile in una quarta di copertina è quando ti fanno un vero e proprio riassunto del libro. Mi è capitato proprio di recente con il seguito de "Il re d'inverno" di B. Cornwell, dal titolo "Il cuore di Derfel." Sono circa a metà e stamane ho buttato erroneamente un occhio sulla quarta di copertina - che non avevo letto - e ho visto con orrore che anticipava quasi tutto. Ho interrotto subito la lettura a metà!

    Per le mie quarte ho avuto lo stesso percorso tuo: grande sovrabbondanza di descrizione e dettagli, all'inizio, frasi lunghe e contorte, rifacimenti continui e alla fine una quarta accettabile, almeno per La Colomba. Infatti l'ho scritta io e non l'editore.

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    1. Avendo analizzato parecchie quarte per scrivere la mia, anche io ho notato che la maggior parte non sono altro che riassunti, pure lunghetti, dove viene svelato quasi tutto.
      In questo senso la quarta del La Colomba è invece perfetta, inquadra i personaggi e la storia senza dire troppo. I misteri sono fondamentali ;)

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    2. Il genere di quarta che ho citato è come quello che ti svela l'assassino in un giallo, secondo me!

      Grazie per l'apprezzamento sulla quarta de La Colomba... non so quante versioni ne avevo fatto. Per il Libro II avevo scritto una quarta pasticciatissima; poi a distanza di tempo, e a libro concluso, una nuova versione. L'ho fatta leggere a più persone e tutte mi hanno detto che funziona. Phew!

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  20. Grazie per il richiamo.
    Appartengo a quella minoranza risicata dello zerovirgola che preferisce che le quarte gliele scrivano gli altri. Hanno il giusto distacco dal testo per apprezzarne i veri pregi che potrebbero sfuggire all'autore (ogni scarrrafone ecc. ecc.).

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    Risposte
    1. Beh, sarebbe il massimo anche per me avere un esperto con il giusto distacco, per vedere la storia per quello che è, e le competenze giuste per fare un buon lavoro. Altrimenti, ci si vede arrangiare ;)

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