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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

5 fattori che mi influenzano in un incipit

Prima di leggere o acquistare un romanzo leggo sempre l'incipit, e credo che lo facciano un po' tutti gli appassionati di libri. Ultimamente le righe che concedo a un autore per catturarmi si vanno anche accorciando, come se mi bastassero davvero poche parole per capire se ho voglia di investire il mio tempo o passare oltre.

Come dicevo, quest'abitudine è probabilmente comune a tanti, non a caso infatti si raccomanda agli scrittori di prestare la massima attenzione all'inizio della sua storia, di curare moltissimo i primi paragrafi. Eppure, sembra che i lettori non traggano tutti le stesse conclusioni dagli stessi incipit. Lo prova l'esperimento condotto la settimana scorsa da Marina Guarnieri nel suo blog Il taccuino dello scrittore, in cui proponeva sei incipit "anonimi" di autori vari, pubblicati da editori tradizionali o auto-pubblicati. I risultati sono stati piuttosto sorprendenti. Per quanto mi riguarda, le mie scelte mi hanno portato a riflettere…

Piccoli trucchi per scrivere con più costanza - Guest post su "Scrivere la vita"

Oggi mi trovate nel salotto virtuale di Rosalia Pucci con un articolo in cui provo a dare qualche consiglio pratico per scrivere più regolarmente, al di là delle fasi alterne che tutti noi viviamo. Ringrazio la padrona di casa e invito tutti a leggere il post.

“Chi ben comincia è a metà dell’opera” recita il proverbio. Purtroppo quando cominciamo a scrivere un romanzo (o un qualsiasi altro testo) non ci sentiamo affatto a metà dell’opera, anzi spesso accade che dopo una prima ondata di entusiasmo ci ritroviamo a fare i conti con tutta una serie di fattori che ci rallentano nella corsa verso il finale, tanto esteriori quanto interiori. L’impresa può a volte rivelarsi così complessa da portarci ad abbandonare l’intento, lasciando il lavoro incompleto. Oppure cadiamo nella trappola di concederci delle soste, che poi si rilevano sempre più lunghe di quanto avremmo voluto...

Leggi il resto su Scrivere la vita

I love writing #3 - Lo scrittore sbruffone

Eccoci qui, dopo lo scrittore fanatico e lo scrittore ossessivo, a parlare di un'altra categoria di scribacchini d'assalto, quella degli sbruffoni. Sono ovunque intorno a noi, si riconoscono a colpo d'occhio, ma di certo non perché brillano di luce propria.

La mia scrittura dalla A alla Zeta

Come in uno di quei giochetti psicologici in cui si dicono le prime parole che ti vengono in mente, partecipo anche io al meme sull'alfabeto dello scrittore lanciato da Rosalia Pucci e ripreso da Chiara Solerio (in fondo anche gli altri link di chi ha aderito).

Le descrizioni sono come il make-up

Non c'è argomento come le descrizioni narrative che incontri tanti pareri divergenti, in autori e lettori. Chi ama leggerle, chi le detesta, chi le salta a piè pari, e così via. Ognuno ha le sue preferenze in fatto di lettura, ognuno ha il suo stile in fatto di scrittura.
Io mi sono formata una mia idea nel corso degli anni, e sono arrivata alla conclusione che le descrizioni sono come il trucco in una donna. Volete sapere perché?

“Inizio, sviluppo e finale” di Nancy Kress

Di questo libro avevo letto tempo fa un’anteprima in inglese su Google Books e avevo intuito subito che mi sarebbe piaciuto, così l’ho cercato in italiano e acquistato usato, visto che purtroppo è fuori catalogo. Le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte, perché l’ho trovato utilissimo e di piacevole lettura, forse il manuale di scrittura creativa che finora ho apprezzato di più.

In realtà conoscevo già Nancy Kress come autrice avendo letto e apprezzato alcuni suoi romanzi di fantascienza, quindi mi ero formata l’idea che il suo saggio avesse un approccio molto pratico, da scrittrice che ha piena coscienza delle problematiche relative alle varie parti di un romanzo, e così è in effetti. Credo che questo sia un aspetto da non sottovalutare quando si sceglie un libro sulla scrittura.

La sindrome di Tolstoj e il confronto con gli altri autori

Vi è mai capitato, mentre scrivete, di provare un senso di inadeguatezza così forte da bloccarvi? Se la sensazione nasce dal confronto con un grande autore, allora è probabile che siate affetti dalla sindrome di Tolstoj. Ebbene, sì, sembra che si possa arrivare al punto da sentirsi paralizzati dall’ansia di non poter eguagliare con la nostra scrittura qualcuno che ammiriamo molto.

Auguri di buona Pasqua

Tornerò presto a occuparmi del blog, promesso. Intanto auguro a tutti una felice Pasqua e vi mando un caro abbraccio.

Maria Teresa