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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

La caratterizzazione del personaggio: la forza e la debolezza determinati dall'autore

Oggi è mia ospite Elena Lucia Zumerle, autrice di questo articolo che propone una riflessione sul rapporto tra autore e personaggio, soffermandosi ad analizzare due tipologie di protagonisti.

Quando leggiamo una storia, siamo inevitabilmente attratti dal protagonista, proviamo le sue stesse gioie e le sue stesse sofferenze, abbiamo le sue stesse speranze e gli stessi sogni. Perché una storia sia coinvolgente è fondamentale, dunque, che il protagonista piaccia ai lettori e che questi possano in qualche modo riconoscersi e ritrovarsi in esso. Allo stesso tempo, anche l’autore deve avere un rapporto positivo con il personaggio principale, anzi, a volte è inevitabile avvertire tra le righe la stima e l’attaccamento che egli prova per lui, fino a sfociare in un istinto quasi protettivo nei suoi confronti. Non è difficile percepire il protagonista come un figlio, ovviamente partorito dalla propria immaginazione, che si tende a prendere per mano per condurlo attraverso la storia e trarlo fuo…

Raccontare è dimostrare

Ci sono persone che amano molto raccontare, tutto quello che vivono o che passa nella loro mente viene esternato e diventa una storiella, che abbia un senso o no. Queste persone decisamente non sono da prendere a esempio, quando vogliamo scrivere una storia, a prescindere dalla forma che scegliamo (racconto, romanzo, opera teatrale, fumetto, ecc.). Perché, se è vero che lo scopo principale del raccontare è quello di intrattenere, è anche vero che l'insieme di fatti che mettiamo uno in fila all'altro deve avere un senso, deve dimostrare qualcosa.

Scrivere commedie rosa - Intervista a Sandra Faé

Chi conosce i miei gusti letterari sa che il rosa non è precisamente il mio colore, ma già da tempo ero curiosa di leggere qualcosa della mia ospite di oggi, la scrittrice e blogger Sandra Faé... Forse perché mi sembra di conoscerla da una vita, seppure in modo solo virtuale, forse perché ho sempre apprezzato il suo "bloggare". E così mi sono tuffata nella lettura del suo “Ragione e pentimento”, un romanzo che racconta le vicende di Francesca, Stefano e Carolina, una famiglia come tante che affronta un dopo-tradimento e una serie di piccole tempeste. Una storia gradevole, credibile, con un messaggio di fondo positivo.

I love writing #1 - Lo scrittore fanatico

Inauguro oggi una nuova serie politicamente scorretta dedicata all'identikit di vari personaggi che si incontrano nel mondo della scrittura.

Due avvertenze importanti, prima di leggere.
1) Il termine "scrittore" qui è usato in senso molto ampio e probabilmente improprio.
2) Se qualcuno con la coda di paglia si sentisse chiamato in causa, può scrivere una mail di protesta indirizzata "Allo staff di Anima di carta".

Scrivere una blog novel - Intervista a Ivano Landi

L'intervista che vi propongo oggi prende spunto dalla mia curiosità sul fenomeno nato su Internet delle blog novel, ovvero le storie a puntate realizzate interamente online e messe a disposizione di chiunque. Confidando che possiate condividere il mio interesse sull’argomento, ho pensato di fare qualche domanda in proposito a Ivano Landi, che da molti mesi intrattiene i lettori del suo blog con “Solve et Coagula”, una storia di stampo esoterico.


Scrittore, ce la farai a raggiungere il mare?

In questi anni ho incontrato tante persone appassionate di scrittura. Qualche volta mi è capitato di invidiare l'entusiasmo di alcune di loro, un entusiasmo che non sempre provo forse per il mio temperamento un po' pessimista. Spesso però mi è anche successo di assistere allo spegnersi progressivo o repentino della passione. A distanza di anni, molti entusiasti hanno cambiato rotta, smettendo di scrivere.

20 curiosità sulle mie abitudini di lettura

Dopo avervi raccontato qualche tempo fa 25 cose sulla mia scrittura, oggi ho pensato di parlare un po' delle mie abitudini e manie da lettrice, anche qui in ordine sparso.

La realtà attraverso gli occhi dello scrittore

Queste riflessioni sono state scatenate dal post di Salvatore Anfuso Perché NON scegliere un'ambientazione italiana, anche se qui non voglio parlarvi di ambientazione.

Salvatore afferma, giustamente, che si legge per svagarsi. E lo svago non va d'accordo con la noia (o perfino la nausea) che si prova di fronte al già noto. La penso anche io così. Quando mi immergo nella lettura di un romanzo voglio evadere dalla realtà di tutti i giorni, voglio "viaggiare senza la seccatura dei bagagli", parafrasando Salgari.