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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2015

Come allenare i "muscoli della trama" (parte 2)

Come dicevo nella prima parte di queste riflessioni, creare una buona trama dovrebbe essere il primo pensiero di chi scrive un romanzo. Per farlo nella pratica però è necessario esercitarsi moltissimo, fare esperienza di narrativa e sforzarsi di analizzare le storie di bravi autori per individuare gli schemi che adottano.

Accanto a questo, c'è un altro tipo di preparazione, quella che ci vede alle prese con la progettazione pratica della trama.

Come allenare i "muscoli della trama" (parte 1)

Rafforzare i muscoli della trama è un'espressione usata da Donna Levin nel suo saggio “Scrivere un romanzo” e credo renda bene quello che voglio dire oggi.
Sono sempre più convinta, infatti, che creare una trama richieda un certo allenamento, insieme a una buona dose di preparazione, se vogliamo fare un buon lavoro.

Creare una trama non dico mozzafiato, ma almeno solida è una delle sfide più grosse per chi scrive. Anche se ci sono romanzi celebri con trame deboli, e benché possa risultare piacevole anche una storia dalla trama poco consistente, creare una struttura robusta non può che giovare al nostro romanzo.

I confini della mia scrittura

Negli ultimi tempi circola per i blog un meme sui tabù della scrittura, ovvero sugli argomenti e i generi dai quali ci teniamo alla larga quando scriviamo (trovate qualche link in fondo). Visto che vi ho già raccontato i miei temi preferiti (nella scrittura e nella lettura), ho pensato di ammorb... ehm... farvi conoscere anche quelli che non mi piacciono.

Aprire un blog: 8 cose stupide da non fare

L'altro giorno leggevo un post su Bookblisterche mi ha fatto riflettere sugli errori si fanno quando si è presi dall'entusiasmo di avere un blog. Molti si commettono per ingenuità, perché non si considerano le conseguenze delle nostre azioni o semplicemente si è alle prese con un mondo nuovo e ancora sconosciuto. Per quanto mi riguarda, anche se non credo di aver fatto errori madornali, tornando indietro eviterei di commettere certe stupidaggini. Volete sapere quali in particolare?

10 modi per rendere vivi i tuoi personaggi

Fiumi di parole sono stati scritti sui manuali di scrittura a proposito della creazione di un buon personaggio. Eppure, per un autore resta una grossa sfida dar vita a protagonisti credibili, interessanti e accattivanti, che generino fin da subito l'agognata empatia da parte del lettore.

Il rischio di ritrovarsi con figure di carta, marionette senz'anima, e di conseguenza prive di attrattiva per chi legge, è sempre molto alto. Come scongiurarlo?

"Come revisionare un romanzo" disponibile in pdf

In attesa di riprendere a scrivere i post della serie "come revisionare un romanzo", ho raccolto tutto il materiale precedente in un unico pdf.
Rispetto ai post originali, ho fatto qualche modifica e aggiunta, ma a grandi linee i testi sono quelli pubblicati su questo blog.

Potete scaricare il file gratuitamente nella pagina "Download" (quanto mi piace avere una pagina download...) oppure cliccando su questo link:

Come revisionare un romanzo - Parte I

Se avete osservazioni, non mancate di comunicarmele.

Spero di riprendere comunque presto con i post per la seconda parte, sulla correzione del testo da un punto di vista formale.

Restare sintonizzati su una storia

C'è un sottile legame tra noi e le storie che scriviamo, ci avete mai fatto caso?
All'inizio è debole, forse perché le nostre stesse idee sono nebulose e i personaggi poco definiti, ma man mano che procediamo e prende forma la nostra "realtà alternativa", il rapporto diventa più profondo.
Tuttavia, come dicevo, è un legame sottile, fragile, pronto a deteriorarsi e spezzarsi da un momento all'altro. Dovrebbe essere nostra cura preservarlo in più possibile, coltivarlo e farlo crescere. Perché senza questo legame la storia è fiacca e soprattutto scrivere diventa difficile.

Letture, scrittura e blog: progetti per il 2015

Prima di tutto vi auguro un buon anno nuovo, anche se con qualche giorno di ritardo.
Non dirò "speriamo che sia un anno migliore del vecchio". Mi sembra un'inutile frase fatta e poi, per quanto mi riguarda, il 2014 è stato già un anno migliore del terribile 2013 e non voglio lamentarmi.

Un'altra cosa che non mi piace è "fare buoni propositi". Sarà che ho il timore di dimenticarmi delle mie stesse promesse un attimo dopo averle formulate. E ho anche l'impressione che gli imprevisti della vita tendano a portarti sempre da qualche altra parte. Qui, infatti, più che buone intenzioni per l'anno appena nato vorrei parlarvi di piccoli progetti che mi auguro di portare a termine.