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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Buona Pasqua!

A causa delle mille cose da fare in questi giorni, il post del venerdì salta, ma ne approfitto per inviarvi in anticipo i miei auguri di buona Pasqua. Un abbraccio a tutti. E che il Bracchetto Pasquale non resti senza ovetti proprio quando tocca a voi...


Il romanzo storico: le Sette Meraviglie del Mondo o la torre di Babele?

Oggi è mia ospite Cristina M. Cavaliere, che con questo interessante articolo ci introduce nel complesso e intrigante mondo dei romanzi storici, e in particolare della loro creazione.
La ringrazio per questo prezioso contributo e invito tutti a scoprire di più di lei leggendo il riquadro in fondo al post.

Da Wikipedia: La Società angloamericana per la promozione e la tutela del romanzo storico (Historical Novel Society) propone la seguente definizione: “Per essere ritenuto storico, un romanzo deve essere stato scritto almeno cinquanta anni dopo gli eventi descritti, o deve essere stato scritto da un autore che all'epoca di tali eventi non era ancora nato (e quindi ha dovuto documentarsi su di essi). Consideriamo storici anche i seguenti stili di romanzo: ucronico (come Fatherland di Robert Harris), pseudo-storico (come L'isola del giorno prima di Umberto Eco), fanta-storico (come la trilogia di re Artù di Bernard Cornwell) e multitemporale (come Le ore di Michael Cunningham).”

Le ossessioni delle mie storie

Visto che siamo tutti in un periodo di auto-analisi scrittoria e che la primavera mi rende difficoltoso affrontare cose serie, vi propongo un nuovo meme.
Questa volta l'idea è tratta dal blog di Hell Book and negative che a sua volta l'aveva presa da un altro blog e così via, le cose si fanno fumose a un certo punto.

Il tema in questione riguarda le ossessioni nelle nostre storie, ovvero quei punti fermi che tendiamo a inserire sempre, le tipologie di personaggi che ricorrono, gli elementi chiave. Della serie, dopo un po' cominci a crearti dei cliché personali o, detto in senso positivo, dai vita a dei cavalli di battaglia.

25 cose sulla mia scrittura

Questo post nasce da un meme di Daniele Imperi, in risposta a quello lanciato da Alessandro Girola sul suo blog. Contiene alcuni aspetti della mia scrittura, curiosità, vizi e abitudini, il tutto raccontato in ordine sparso.
Non c'è una regola precisa sul numero di cose di cui parlare, a me ne sono venute fuori venticinque.

Affrontare le scene difficili da scrivere

E' un dato di fatto: ci sono scene più impegnative da scrivere di altre. Magari perché sono al di fuori della nostra realtà, perché contengono situazioni a cui non siamo abituati o perché sono complesse di per sé. Anche se si tratta di una questione per lo più soggettiva, esempi che più o meno valgono per tutti sono le scene d'azione e quelle erotiche. Ma ci possono essere molte sfumature e molte tipologie di difficoltà, a volte anche una semplice situazione di tensione per qualcuno può essere una sfida. La mia ipotesi è che tutto ciò che esula dal nostro abituale modo di vivere e che va oltre il quotidiano risulta faticoso da descrivere.

Identikit di 12 scrittori-tipo

Solo per giocare, senza alcuna pretesa di veridicità e liberamente ispirati ai segni zodiacali, ecco dodici profili psicologici di scrittori e aspiranti tali, secondo una mia personale visione.