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Ho letto... "Il Pittore degli Angeli" di Cristina M. Cavaliere

Oggi vi presento un romanzo molto particolare, sia perché avrete probabilmente avuto modo di conoscere l'autrice come titolare del blog Il Manoscritto del Cavaliere, sia perché “Il Pittore degli Angeli” ha un'anima capace di catturare davvero nel profondo.

Ambientata nella Venezia del '500, la storia vede al centro due pittori, l'anziano e famoso Tiziano Vecellio e il giovane Lorenzo, uniti da un rapporto complesso e contraddittorio che l'autrice ha sviscerato pagina dopo pagina in una progressione intrigante e drammatica.

La vicenda prende il via in modo semplice, con un Tiziano preoccupato dell'arrivo in città di un artista ammantato di mistero, che potrebbe rivelarsi un pericoloso concorrente per la sua attività e la sua fama. All'iniziale curiosità si sostituirà presto il fascino che il giovane Lorenzo è in grado di suscitare con il suo personale carisma, la sua aura di mistero e innocenza, e soprattutto con le sue opere dotate di un quid che non sfugge all'occhio esperto di Tiziano.
L'interesse dell'anziano pittore comincia a crescere e all'ammirazione comincia a mescolarsi un affetto paterno, ma anche la tormentosa consapevolezza che l'arte del giovane minaccia seriamente di adombrare la sua e di far crollare tutto quello che ha costruito nel corso della sua carriera. I sentimenti per il giovane si trasformano così in un'ossessione che travolgerà entrambi, fino a una conclusione doppia decisamente inaspettata.

La prima cosa che mi ha colpito, quando ho iniziato la lettura, è stato lo stile elegante e raffinato ma sempre scorrevole, che mi ha trascinato immediatamente in un'epoca lontana. Si ha l'impressione che l'autrice "dipinga" realmente con le parole, un modo di dire che avevo sentito spesso, ma che di rado ho avuto occasione di incontrare. L'effetto poi è accentuato dalla scelta di distinguere i capitoli non con il solito numero, ma con una breve descrizione, come se fosse il titolo di un quadro, che annuncia il contenuto.

Raffaello
Ritratto di Bindo Altoviti
(1515 ca; National Gallery of Art, Washington)

Credo che tra i pregi di questo romanzo ci sia sopratutto il lato psicologico, l'aver saputo tratteggiare in modo limpido e profondo i due protagonisti, alternando i due distinti punti di vista e scavando a fondo tanto nell'animo tormentato del persecutore quanto del perseguitato, scandagliando angoli nascosti in un modo che lascia a volte davvero senza fiato.
Da una parte, l'anziano Tiziano è tratteggiato come un vero concentrato di peccati capitali: superbo, lussurioso, avido, invidioso, iracondo, goloso e accidioso. Eppure, anche così umano nelle sue reazioni e nei suoi sentimenti da non risultare mai antipatico.
Dall'altra parte, Lorenzo è una figura più sfuggente, quasi ambigua, ma allo stesso tempo delicata, sensibile e mistica, in sintonia con le sue opere ammantate di spiritualità e "vive" come se possedessero davvero un'anima. Il giovane pittore è anche segnato da un ombroso passato, un mistero che corre lungo tutto il libro e che sarà sciolto solo verso la fine.

Molto ci sarebbe, poi, da dire sulla perfetta ricostruzione storica, l'accuratezza dei dettagli e la bravura con cui vengono descritti i dipinti, in un modo che sembra di averli davanti. Anche come romanzo storico, "Il pittore degli Angeli" è sempre preciso nell'ambientazione e nelle descrizioni.

Oltre a tutto questo, di sicuro è una storia che coinvolge dall'inizio alla fine e lascia qualcosa nel cuore come poche riescono a fare. Senz'altro è un romanzo che consiglio.

Sono anche contenta di avere avuto occasione di intervistare l'autrice, con una chiacchierata che ha svelato molti retroscena del suo bel romanzo e che darà modo a tutti di conoscerla meglio. In attesa di leggere l'intervista, che pubblicherò la prossima settimana, vi lascio con il testo della quarta di copertina e i link per l'acquisto.

"Il Pittore degli Angeli" di Cristina M. Cavaliere
L'azione inizia nella tarda primavera del 1560, sul finire di un secolo devastato da guerre e grandi cambiamenti storici e religiosi. In quel tramonto, il pittore veneziano Tiziano Vecellio è colto nel suo studio, davanti all'abbozzo de "Il Ratto di Europa". L'autoritario, disincantato Maestro, ormai settantenne, attende con impazienza la visita del pittore degli angeli, un misterioso artista appena giunto a Venezia, che ha già molto fatto parlare di sé per la maestria dei suoi lavori. In lui Tiziano percepisce un pericolo per la sua fama, così faticosamente conquistata al servizio di principi e papi. Il suo infallibile intuito ha colto nel segno: l'arrivo del giovane, difatti, stravolgerà la vita artistica ed affettiva del pittore e dell'uomo Tiziano e ne ribalterà le acquisite certezze. In un crescendo drammatico d'arte suprema, accanita rivalità, senso del trascendente, il duello si sposterà da Venezia a Bergamo, e poi ancora a Venezia, fino all'inatteso, doppio finale che concluderà la partita.

Commenti

  1. Bellissima recensione, chiara ed efficace. Di certo coinvolge e incuriosisce chi non ha ancora letto il romanzo, ed emoziona chi, come me, lo porta sempre nel cuore insieme con il suo spirituale protagonista. Un romanzo che merita ampia diffusione e apprezzamenti. Attendiamo tutti con piacere l'intervista con l'autrice!!!

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    1. Grazie, Stella, per il tuo commento. So che ami molto questo romanzo, e ogni tanto lo rileggi. In effetti, persino ora che sto cercando di "domare" i miei crociati del 1100, porto sempre Lorenzo e le sue vicende dentro di me.

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    2. Grazie Stella e benvenuta da queste parti. Sì, è indubbiamente un romanzo che merita diffusione. E poi è scritto benissimo!

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  2. Lo inserisco nella mia wish-list: sono già pronta a bombardare Cristina di domande. Amo leggere libri di cui conosco personalmente (o virtualmente) l'autore. Rende la mia esperienza profondamente piacevole ed interattiva :)

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    1. Grazie per il tuo commento! Anche a me piace moltissimo, potendo, conoscere e parlare con gli autori dei romanzi. Mi succede anche con la pittura, se conosco l'artista l'esperienza è enormemente più piacevole e profonda.

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    2. Quando leggiamo romanzi che ci piacciono vorremmo sempre interagire con chi li ha scritti. Che fortuna poterlo fare, come in questo caso!

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  3. Sarà presto letto! Acquisto sempre i libri delle persone che conosco, per leggerli se mi ispirano o anche non leggerli, se il genere mi è ostico. In passato mi sentivo di dovere di leggerli tutti, ma mi sono resa conto che trasformare un piacere in dovere NON è una buona idea! Sono sicura che nel caso de "Il pittore degli angeli" leggere sarà un piacere.

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    1. Ciao, cara Grazia, spero che il romanzo ti piaccia, in effetti potrebbe essere una buona lettura in vista delle vacanze estive. Un abbraccio da un'amica di penna.

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    2. Vero, Grazia: il piacere di leggere è fondamentale, io non riuscirei a leggere un libro per dovere o lavoro.

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  4. Attendo le vacanze per fare il pieno di letture e Il pittore degli angeli è sulla lista!

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    1. Grazie, Tenar, sei molto gentile! :-) Per quanto riguarda le letture, io ho un armadietto pieno di libri, ogni volta che lo apro sono lì che occhieggiano...

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