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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

Come inviare un manoscritto

Una delle domande che mi viene posta più di frequente negli ultimi tempi è come inviare un manoscritto a una casa editrice?... e così mi sono decisa a scrivere questa piccola guida per chi vorrebbe pubblicare un libro attraverso l'editoria tradizionale, anche se in questo periodo non sono molto ottimista sull'argomento (come forse si sarà notato da mie recenti lagnanze).

Qual è la copertina più bella dell'anno?

Dopo qualche giorno di assenza dovuta a impicci vari, vi segnalo un'iniziativa meritevole di attenzione.

Si tratta del Premio Cover Più che si ripropone di scegliere e premiare la copertina di un libro che più ha saputo catturare l'attenzione dei lettori, sia per l'idea che per l'impatto grafico.

Show, don't tell. Sì, ma quando?

Avevo in mente questo post da molto tempo, ma la spinta decisiva mi è stata data da Drama Queen (autrice dell'omonimo bel blog sul teatro), che mi domandava "quando è opportuno mostrare e quando raccontare?".

Più che illustrarvi questa tecnica, su cui troverete fiumi di parole altrove, vorrei parlarvi dell'idea che mi sono fatta su di essa e come cerco di usarla. Quindi non prendete queste riflessioni come oro colato...

Cambio di stagione

Il cambio di stagione (negli armadi) è un'attività prettamente femminile. Gli uomini se ne tengono alla larga e a stento sanno di cosa si tratti, mio marito arriverebbe al punto di infilarsi una maglietta a maniche corte in pieno inverno. Noi donne, invece, la consideriamo quasi sempre una faccenda sacra, della serie: "Oggi non posso uscire, devo fare il cambio di stagione".
Chissà perché ci piace tanto spostare i vestiti da una parte all'altra dell'armadio, forse sotto sotto c'è qualcosa di simbolico in quest'attività, un modo di fare ordine dentro di noi e prepararci al futuro...

Scrivi di ciò che conosci. O anche no.

Quante volte avete sentito ripetere questa "regola"? Scrivi di quel che conosci. Indubbiamente un consiglio validissimo, ma... è proprio da seguire alla lettera?

Prima di tutto andrebbe considerato il tipo di testo che abbiamo intenzione di scrivere, per valutare il grado di conoscenza richiesto. Se per esempio voglio scrivere un saggio sull'Australia, sarà non solo utile ma anche obbligatorio sapere tutto di quel continente, non solo documentandomi, ma anche andando di persona a visitarlo. Che senso avrebbe, infatti, per chi legge questo ipotetico libro trovare informazioni errate o di seconda mano?
Lo stesso discorso è valido se ho intenzione di scrivere un articolo: anche in questo caso sarà utile una certa competenza o una documentazione valida, ma in questo caso chi legge non si aspetterà informazioni approfondite. E per quanto riguarda un racconto o un romanzo?

Ho letto... "Alla fine del silenzio" di Charlotte Link

Ho conosciuto i romanzi dell'autrice tedesca che sto per presentarvi tempo fa, e me ne sono subito innamorata. Mi piace molto il suo approccio alle storie "gialle", che analizzano in modo approfondito la psicologia dei personaggi. Quello di cui vi parlo mi è piaciuto particolarmente e non posso che consigliarvelo.

Alla fine del silenzio
di Charlotte Link

Stanbury, un piccolo centro nello Yorkshire del Sud, la patria romantica e selvaggia delle sorelle Brontë. Qui da molti anni trascorrono le vacanze tre coppie tedesche amiche da sempre. Quando la giovane Jessica Wahlberg si aggiunge al gruppo, scopre che l'armonia che sembra regnare sovrana è in realtà una facciata che copre contrasti, odi e paure. Jessica si rifugia sempre più in lunghe passeggiate solitarie in cui le capita di incontrare un inglese bizzarro che vaga senza meta per prati e boschi, sulla spinta di eventi accaduti molto tempo prima e che rivendica la proprietà della villa in cui vivono le tre c…

L'arte del taglia e cuci quando si scrive

Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate
Alfred Hitchcock Essere prolissi, dilungarsi ripetendo gli stessi concetti in mille forme e sfumature diverse, è una tipica caratteristica di chi ama scrivere. Non è una regola, certo, ma in generale noi nati con la penna in mano tendiamo a essere logorroici quando mettiamo per iscritto i nostri pensieri. Vero?
Ne viene di conseguenza che tagliare, cancellare, ripulire il testo dal superfluo è una necessità, perché un testo prolisso è noioso e poco scorrevole.

Perché continuare a scrivere e a leggere la poesia

Questo post è stato scritto da Marco Paparella, che ringrazio per aver condiviso con noi le sue interessanti riflessioni sulla poesia ai nostri tempi.

Una domanda che mi pongo da molto tempo è questa: perché la gente ha smesso di scrivere e di leggere poesie? Perché questo genere letterario è considerato vecchio, buono solo per vecchi romantici e nostalgici? Il declino che la poesia subisce da molti anni non penso sia dovuto solamente al fatto che i poeti più grandi sono scomparsi da molto tempo mentre di grandi romanzieri – o presunti tali solo perché baciati dal successo editoriale – ne vengono fuori in modo abbastanza regolare, riuscendo a raccogliere un’elevata quantità di pubblico intorno a sé. Se fosse solo questo il problema i grandi poeti del passato si continuerebbero a leggere senza troppi problemi e la loro arte che si protrae indiscutibilmente nel corso del tempo potrebbe essere un grande stimolo anche per le giovani generazioni. Eppure tanto i poeti del passato come quel…