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Visualizzazione dei post da Giugno, 2013

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La notizia dell'imminente chiusura di Google Reader ha scatenanto ultimamente in rete un corri-corri a iscriversi a servizi alternativi per seguire i blog preferiti. Anche se non l'avevo mai usato Google Reader (sono affezionata alla bacheca di Blogger) ho pensato di cedere alla nuova moda anche io e provare Bloglovin'.
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A presto!

Anima di carta

Primo capitolo di un romanzo: ciò che non va scritto

Vi è mai capitato di cominciare a leggere un romanzo e dopo qualche pagina decidere che non faceva per voi? A me parecchie volte. In realtà di solito mi basta anche meno per capire se una storia mi prende o no. Certo, ci sono stati anche libri che mi hanno tratta in inganno: avevano un primo capitolo accattivante, scritto magnificamente, e poi, andando avanti, mi hanno deluso. Ma in linea di massima, la prima impressione è quella che conta (come ho scritto anchea proposito dell'incipit).

Cose che ho imparato scrivendo

La scrittura è una di quelle cose, secondo me, di cui non si può mai dire di aver finito di imparare, di avere capito tutto. Ci sono tantissimi aspetti su cui ci si può migliorare e perfezionare, e c'è sempre tanto altro da scoprire, per esperienza o conoscendo altri scrittori.
Questo probabilmente è difficile da comprendere quando ci si affaccia per la prima volta in questo mondo, soprattutto quando si è molto giovani. Personalmente devo dire di aver appreso moltissimo negli anni e ne sono contenta.
Oltre tutto la scrittura abbraccia tantissimi campi, la narrativa,  la scrittura per il web, il giornalismo, il teatro, il cinema, ecc. Ognuno di questi campi ha le sue espressioni, quindi come si fa a dire: "Ora so tutto?". E' davvero impossibile!
Qui vorrei parlarvi di alcuni aspetti di cui sono diventata più consapevole negli ultimi anni, ma di certo ce ne saranno altri se continuerò a scrivere.

Riscrivere un romanzo: come e perché

Ormai sono diversi mesi che sono impegnata con la riscrittura di un romanzo di alcuni anni fa, un'impresa che si è rivelando più grande di quanto avevo immaginato, ma che mi sta dando anche molte soddisfazioni.
L'esigenza di rimettervi mano è nata da un vago senso di scontentezza; c'era qualcosa che non mi piaceva, anche se non riuscivo a definire bene cosa. Ho tentato quindi un paio di volte di modificare la storia qua e là, ma il risultato continuava a non convincermi. Ho dovuto mettere bene a fuoco cosa non andasse prima di gettarmi in quella che è diventata una riscrittura più radicale, ma direi che sono finalmente sulla strada giusta. E anche se questo lavoro non è ancora finito, sento di poterne trarre le somme.

Dialoghi: a proposito del verbo "dire" e simili

Il verbo "dire" è per molti scrittori un vero cruccio, tanto che si affannano a trovare modi per sostituirlo o arzigogolati modi per evitarlo. Anche io ho attraversato una fase simile, prima di rendermi conto che nei dialoghi piuttosto che demonizzare il verbo "dire" bisogna solo usare qualche accortezza.