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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

Qual è la "morale della favola"?

Leggiamo romanzi per svagarci, credo che su questo non ci siano dubbi.
A differenza della saggistica, che può avere molte motivazioni per venire letta, la narrativa ci attrae perché ci dà modo di rilassarci, divertirci, calarci in una realtà diversa dalla nostra, isolarci dal resto del mondo per un po'. E in fondo non scriviamo per lo stesso motivo, spinti dal desiderio di raccontare ed evadere?

La ricerca della parola giusta

Finalmente abbiamo finito di scrivere la nostra storia. Bella sensazione, eh?
Superata la fase di euforia iniziale, però, verrà il momento di migliorare ciò che abbiamo scritto, di renderlo leggibile e possibilmente portarlo a un livello superiore. E dunque, liberi da preoccupazioni riguardo a trama, personaggi e così via, possiamo dedicarci a revisionare ogni pagina. In particolare, durante le fasi successive alla prima stesura, oltre a rivedere tutto il testo passandolo sotto la lente nel modo più critico possibile, sarà anche necessario controllare di aver usato le espressioni più adeguate per ciò che intendevamo dire.

Scrittura al femminile

Oggi si parla di scrittura al femminile sul sito Pennablu.it, attraverso gli interventi di dieci autrici italiane, tra cui anche io, che hanno espresso il loro parere sull'argomento rispondendo a queste domande:
Come può cambiare, secondo te, la scrittura da quando sempre più donne impugnano la penna?Ritieni che siano riuscite ad avere un loro spazio nell'editoria?Che cosa puoi fare, tu, in futuro, per migliorarti come scrittrice? Ringraziando Daniele Imperi che mi ha ospitata, vi invito a leggere il post:
http://pennablu.it/scrittura-al-femminile/.

Anima di carta

L'arco di trasformazione del personaggio

Se ci guardiamo intorno, se guardiamo noi stessi e chi ci sta accanto, possiamo osservare che le persone sono in continuo cambiamento. Cambia l'approccio alla realtà, il rapportarsi al prossimo, i sentimenti, i modi di pensare, ecc. Sono le circostanze in cui veniamo a trovarci, gli eventi esterni, le prove e così via a spingerci a modificare noi stessi o la nostra vita, più raramente il cambiamento parte dalla nostra volontà.
Personalmente non credo che le persone possano diventare totalmente diverse da quello che sono, a livello di temperamento per esempio, ma è un fatto che non restiamo immobili di fronte a ciò che succede.

Come aprire e chiudere un capitolo in un romanzo

Una volta mi sono imbattuta in un romanzo senza capitoli. Lì per lì ho pensato che fosse un’idea originale, per poi capire – dopo una breve lettura – che una soluzione del genere rendeva la storia un po' sgradevole.
La suddivisione in capitoli è solo una possibilità, non un obbligo, ma è comunque una convenzione che ha il suo perché e i suoi vantaggi.
A meno che non abbiamo optato per qualche soluzione alternativa (che magari potrebbe adattarsi a particolari tipi di storie), dunque, potremmo chiederci: qual è il modo migliore di gestire i capitoli?