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Pubblicare un libro: opzioni a confronto (parte 2)

Nonostante le tante informazioni a disposizione in rete, ci sono ancora molti aspiranti scrittori che hanno difficoltà a valutare le offerte di pubblicazione e continuano a incappare in realtà assurde. Nasce da questa osservazione l'analisi che vi propongo, che spero possa aiutare chi vuole pubblicare un libro a farlo con una maggiore consapevolezza.

Dopo aver parlato nella prima parte del post di auto-pubblicazione, EAP e piccoli editori, qui prendo in considerazione le soluzioni di chi punta in alto e alcuni metodi di pubblicazione alternativi.
In pratica mi addentro in territori impervi e sconosciuti...

Editore medio


Tempi:
molto lunghi. Per ottenere una valutazione del manoscritto si può aspettare dai sei mesi in su, fino anche a uno-due anni. A questo va aggiunto il tempo speso per cercare l'editore che fa il caso nostro, l'attesa per rientrare nel loro piano editoriale, l'editing a cui verrà (presumibilmente) dedicato molto tempo, e così via.

Canali di accesso:
basterà fare un giro in una libreria o sul web per trovare un indirizzo a cui mandare il manoscritto, ma va tenuto presente che non tutti sono disponibili a leggere ciò che proponete. E ancora meno sono quelli disposti a investire su un autore sconosciuto. Insomma, le possibilità che un autore agli esordi venga scelto da un editore medio sono davvero scarse.

Costi:
nessuno, come nei piccoli editori.

Guadagni dai diritti d'autore:
le percentuali sono basse, ma considerando che le vendite possono essere buone si può pensare a qualche piccolo guadagno.

Promozione:
in teoria la pubblicità fatta a un libro edito da una casa editrice di media fama è buona, anche se ho conosciuto persone che lamentano una scarsa promozione persino con questi nomi. Probabilmente non si può generalizzare, perché un editore può decidere di spingere o meno un determinato libro. E questo non vale solo per gli editori medi, ma anche per i piccoli e per i grandi. Oggi a uno scrittore non viene chiesto solo di scrivere, bisogna farsene una ragione.

Distribuzione:
i nomi "medi" li trovate facendo un giro in libreria e sono ben pubblicizzati anche negli store on-line. La buona distribuzione è sicuramente il fattore più importante da considerare nel caso di editori medi.

Qualità del prodotto:
anche su questo sento spesso lamentele, perché non sempre la qualità di un testo va a braccetto con un nome mediamente famoso. Ci sono refusi anche in questi testi, ma un editore serio punta comunque a presentare un buon prodotto.

Vincoli contrattuali:
sono più o meno gli stessi di un editore piccolo. Da quello che sento dire, inoltre, in questi casi ci si deve aspettare anche qualche imposizione in più riguardo a titolo e testi in generale, a causa di un editing sicuramente più "importante" rispetto a quello fatto dai piccoli editori.

Reputazione:
aver pubblicato per un editore noto, piuttosto che con Edizioni Pinco Pallino fa parecchia differenza. Un lettore può interessarsi a un libro a prescindere dall'editore, ma a mio parere si fa condizionare anche da chi lo pubblica, per una questione di fiducia. Si presume che un editore di un certo calibro faccia una cernita più accurata di quello che propone e di conseguenza io lettore mi aspetto prodotti migliori e scelgo di conseguenza.

Soddisfazione personale:
inutile dirvi che la soddisfazione di essere pubblicati da una casa editrice media è molto più alta delle precedenti soluzioni.

Editore importante


Tempi:
molto lunghi, a meno di poter contare su un intermediario.

Canali di accesso:
molti di questi editori non prendono in esame manoscritti o ne scoraggiano l'invio. Accedere anche solo a una valutazione può essere molto difficile, a meno di avere una raccomandazione o l'intermediazione di un'agenzia importante. Farsi pubblicare da loro se siamo degli sconosciuti è ancora più difficile, soprattutto in tempi di crisi come questi, in cui le librerie fanno fatica a vendere anche autori noti. D'altra parte perché dovrebbe essere conveniente investire su un esordiente?
Comunque, una buona opportunità per far pervenire le vostre opere a questi signori sono i concorsi importanti, per esempio quelli indetti ogni anno dalla Mondadori, come il premio Alberto Tedeschi e Urania.

Costi:
a meno di considerare i soldi spesi per l'intermediazione di un'agenzia o per i concorsi, si tratta di una pubblicazione free.

Guadagni dai diritti d'autore:
di questo aspetto non so nulla, posso supporre che le percentuali non differiscano da quelle di un editore medio, soprattutto considerando che qui stiamo parlando sempre dal punto di vista di un autore qualunque.

Promozione:
pubblicando con uno di questi editori non dovrebbero esserci problemi di marketing, almeno in teoria. Di fatto ho visto personalmente autori di questo tipo autopromuoversi più o meno come esordienti qualsiasi; forse non si può generalizzare neppure in questo caso. E poi c'è sempre il discorso che un editore sceglie se spingere o meno su un libro.

Distribuzione:
gli editori che qui definisco "importanti" sono quei pochi nomi blasonati i cui libri si possono rintracciare ovunque, comprese le librerie-bugigattolo e le edicole. La distribuzione nazionale è proprio l'aspetto che più attrae, oltre che il "nome" in sé. Anche in questo caso si deve comunque tenere presente che non tutti i loro libri finiscono in vetrina o in bella vista sugli scaffali.

Qualità del prodotto:
secondo me qualità e nome importante non vanno sempre a braccetto. Sia per quanto riguarda i refusi, sia per quanto riguarda l'opera in sé. Ci sarebbero da fare esempi noti di romanzi editi e superpubblicizzati il cui valore lascia molto a desiderare.

Vincoli contrattuali:
anche di questo aspetto non so nulla. Se qualcuno volesse dire la sua...

Reputazione:
Un nome noto è già di per sé un forte aiuto per un autore, ma non va scordato che la parola sta sempre ai lettori, sopratutto ai tempi di Internet. Purtroppo, come dicevo a proposito della qualità, un nome di una certa fama può portare alla gloria anche chi non lo merita. Ma così va il mondo.
In ogni caso, qui vale il discorso fatto per gli editori medi: il marchio conta parecchio anche tra i libri.

Soddisfazione personale:
Voi che ne dite? Non credo ci sia bisogno di esprimersi su questo punto.

Soluzioni ibride


Ultimamente sono nate anche iniziative da parte di case editrici più o meno importanti che propongono una pubblicazione a metà strada tra la totale autonomia e la gestione dell'opera da parte di un editore. 
Un esempio recente è quello di Libromania.
Bisognerebbe chiedersi se c'è un reale vantaggio a optare per qualcosa che ti dà poco in cambio rispetto a un'auto-pubblicazione pura. Personalmente le soluzioni ibride mi convincono poco, perché non vengono garantiti né una vera e propria valutazione né un editing, e il più delle volte sono vincolanti quanto un contratto con un normale editore. A mio parere sono più che altro sistemi fantasiosi per intercettare un certo tipo di aspirante scrittore, rifiutato e deluso dall'editoria tradizionale e non ancora sicuro di lanciarsi del self publishing vero e proprio.

Pubblicare on-line gratis


Esiste anche questa possibilità grazie all'esistenza di Internet e secondo me non è affatto da trascurare. Il punto è che un autore esordiente vuole principalmente essere letto, perché dunque non dovrebbe tentare di trovare lettori regalando ciò che scrive?
C'è da sottolineare che per un autore agli esordi avere un tornaconto economico di un certo peso è impossibile, i guadagni sono talmente irrisori che probabilmente troverebbe molti più lettori facendo leggere gratis i suoi libri piuttosto che mettendoli in vendita. Inoltre, farsi un nome, acquisire un  pubblico è importante, considerando l'enorme concorrenza.
Pensiamo ai blogger che regalano ogni giorno a chiunque quello che scrivono, senza chiedere nulla in cambio. Certo, si tiene conto di questa possibilità più volentieri in caso di articoli o racconti e facciamo sicuramente resistenza all'idea di regalare un romanzo, frutto di lavoro e impegno, ma non è un'idea da scartare a priori.
Come nell'auto-pubblicazione però c'è il problema della qualità di ciò che diffondiamo, che non viene minimamente selezionato né passa attraverso il confronto con esperti del settore editoriale, e soprattutto che non subisce le adeguate correzioni.

Altre soluzioni di pubblicazione


Esistono modi alternativi rispetto a queste strade per pubblicare un libro?
Ve ne indico due, che mi ripropongo per il futuro di approfondire.
Vibrisse libri
Vibrisselibri è una casa editrice che pubblica in rete, con la formula del copyleft, opere letterarie e saggistiche liberamente e gratuitamente scaricabili. Ed è anche una sorta di agenzia letteraria, che propone alle case editrici tradizionali le opere già pubblicate in rete.
I Quindici
La nostra modalità operativa prevede in generale che ai lettori vengano dati in affido dei manoscritti (...). Se il testo piace, anche altri lo leggono e alla fine, se i pareri positivi sono molteplici, il manoscritto viene pubblicato su INCIQUID o spinto con gli editori. (...) Cerchiamo di funzionare come un laboratorio letterario gratuito, cercando di spiegare agli autori/trici che cosa abbiamo pensato dei loro lavori, cosa ci è piaciuto e dispiaciuto, senza ergerci a giudici ma con l'umiltà del lettore: Lettori Residenti disponibili per autori orfani di pubblicazione. La nostra funzione vuole essere soprattutto quella di dare una consulenza libera e gratuita a chi scrive.

In entrambi i casi c'è una certa garanzia di qualità, in quanto i manoscritti passano sotto il vaglio di professionisti, che lavorano volontariamente e gratuitamente.
Credo che potrebbe essere una buona opportunità per chi scrive, anche se non bisogna aspettarsi tempi rapidi.

E con questo chiudo e lascio a voi la parola...
Se avete qualche esperienza con uno di questi editori o con queste soluzioni alternative, non esistate a raccontarle!

Anima di carta


Commenti

  1. Sei stata molto esauriente, direi.
    Posso solo aggiungere che le grandi, oggi, sono di fatto raggiungibili esclusivamente tramite concorso o agenzia. I concorsi sono per lo più banditi una volta l'anno e sono l'unica vera possibilità per farsi leggere dagli editor delle grandi a costo zero, ma vi partecipano ogni anno migliaia di opere.
    Per gli agenti seri, spesso si paga comunque una cifra non indifferente per farsi leggere. Oppure sono loro che vengono a cercare gli autori, leggendo quanto pubblicato da case editrici più piccole (ma non troppo più piccole e certamente non a pagamento)

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    1. Eh sì, non è una strada molto accessibile quella dei grandi editori. Io sono un po' scettica sulle agenzie, soprattutto per i costi. Per i concorsi invece vale la pena di tentare, se si ha un'opera che rientra nelle caratteristiche richieste.

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  2. Ti ho letto con attenzione animadicarta. Considerato che avevo già preso una decisione riguardo alla pubblicazione della mia opera ho evidentemente ritenuto che tu scriva molto bene. Penso che leggerò il tuo romanzo.
    Mi lasciano perplesso un paio di questioni però. La prima è l'esigenza psicologica che qualcuno "ti scelga", perchè in realtà credo che l'editore scelga (soprattutto oggigiorno) principalmente un libro che può vendere e non necessariamente un libro di qualità. Il giudizio poi è soggettivo, e per quel che mi riguarda preferisco un buon giudizio da una persona che stimo che mille giudizi da persone che non stimo. Anche per la correzione del testo, refusi a parte (che sono una svista dell'autore e sarebbe in effetti opportuno farli correggere), rimango dell' idea antica ed un pò ingenua che uno "scrittore degno di questo nome" sappia correggersi da solo, e che comunque chi corregge lo stile di altri avrà forse stile, ma non ha classe, ovvero non è uno scrittore di successo. Stesso discorso per la copertina e il titolo. Sicuramente l'editore sceglierà quelli che riterrà migliori, ma ancora una volta in relazione alla vendita. Io non trovo che sia poi così appagante vedersi cambiare copertina e titolo, mi fa proprio pensare che l'editore abbia scelto il mio libro perchè si venderà bene e non perchè è un libro di valore. Se l'editore ritiene che il mio libro sia di valore lo deve essere anche l'autore (almeno per quanto riguarda quell'opera) e quindi la sua scelta del titolo e la sua scelta della copertina dovrebbero essere un valore non modificabile. Ovvio che l'editore ci rischia di suo economicamente, quindi ha tutta la comprensione nel voler pubblicizzare il libro (titolo e copertina) come meglio crede, ma il mio discorso era sulla questione del giudizio, dell'approvazione e dell'appagamento.

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    1. Ciao Stefano, prima di tutto grazie per il tuo intervento.
      Penso anche io che per l'editore un'opera rappresenti prima di tutto un investimento, l'esigenza psicologica di essere scelti è sicuramente un'illusione e riguarda l'ego dell'autore più che qualcosa di reale. E comunque resta un punto del tutto soggettivo, è vero.
      Per quanto riguarda le correzioni, io sono di quelle persone che non presenterebbero mai un testo non rivisto cento volte, quindi capisco quello che vuoi dire. Eppure, la maggior parte degli aspiranti scrittori non si fanno nessuno scrupolo a proporre testi neppure riletti una volta o addirittura a pubblicarli. Anche qui è forse un punto soggettivo e ogni casa editrice si regola in modo diverso.
      Non sono invece sicura di aver capito cosa intendi per la scelta di copertina e titolo...
      Ciao e grazie ancora. Se leggi il mio romanzo, fammi sapere cosa ne pensi :)

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  3. Ho letto con interesse le tue considerazioni e suggerimenti in fatto di pubblicazione di un proprio lavoro. Sono un racconta storie in erba nonostante i pochi capelli bianchi. E' solo da poco che ho iniziato a mettere su carta mie idee raccontandole come storie. Come dici tu, chi scrive vuole anche essere letto ed accettare le critiche nella speranza di migliorare il modo di esporre i propri convincimenti. Nella ricerca di una casa editrice per soddisfare questa esigenza mi è stato proposta una partecipazione alla pubblicazione del mio primo libro superiore ai tremila euro (scusa la venalità dell'espressione) di cui sarei riuscito a recuperarne parte solo al raggiungimento di un certo numero di copie vendute. Ho avuto l'impressione che si volesse approfittare del coinvolgimento dei miei contatti per piazzare un certo numero di copie addossandomi tutte le spese. Come si può ben capire non ho accettato questo contratto e forse seguirò il tuo consiglio di pubblicarlo gratuitamente in qualche sito nel web. Grazie per le informazioni, molto utili per un neofita come me. Rosario

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    1. Ciao Rosario. Hai fatto benissimo a non accettare quella proposta editoriale. Dietro questo tipo di case editrici c'è quasi sempre una truffa, o nel migliore dei casi un editore che non ha fiducia nelle potenzialità del tuo lavoro e chiede i soldi in anticipo. A volte anche dietro un contratto free c'è qualcosa che non va, purtroppo le trappole nelle quali può cadere un esordiente sono tante...
      Una soluzione alternativa è quella di fare tutto da soli con l'autopubblicazione, io ho fatto così e sono abbastanza soddisfatta.
      Grazie per la visita e in bocca al lupo per la tua scrittura :)

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  4. Ciao, innanzitutto complimenti per il blog! Non oso immaginare quanto tempo tu ci abbia messo a scrivere questo articolo, bello davvero :)
    Io sono uno di quelli che "prima o poi finirò il mio libro" (cosa che non accadrà mai :D), per questo spulcio sempre siti e blog di riferimento. A dire la verità non sono contrario al Self-Publishing, anzi, la trovo una forma abbastanza democratica, che dovrebbe rifarsi a quanto avvenuto nell'editoria musicale anni '80. Ormai siamo pieni di case editrici che offrono i più disparati servizi e possibilità di pubblicazione (secondo me ce ne sono alcune davvero valide ma forse poco conosciute) a me resta un solo, grande, dubbio ed è per questo che chiedo il tuo/vostro consiglio. Qualora decidessi di auto pubblicarmi, quali sarebbero (a parte i social media) i migliori canali di distribuzione a cui inviare il mio libro? Mi spiego meglio, esiste un modo per raggiungere delle librerie, non solo quelle vicino a casa mia, per mettere in vendita il libro?
    Grazie a chi vorrà dedicarmi un pochino del suo tempo :)

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    1. Ciao! Ti ringrazio molto per i complimenti e per la visita.
      Purtroppo sulla domanda mi cogli piuttosto impreparata. Personalmente infatti - pur avendo pubblicato anche una versione cartacea del mio libro - ho puntato soprattutto sulla distribuzione negli store online. Per quello che so, comunque è possibile vendere anche in libreria, ma come autopubblicato dovresti contattare personalmente i negozi e lasciare loro le copie precedentemente da te acquistate. Un'operazione dunque rischiosa da un punto di vista economico. Inoltre, a meno che non conosci bene i librari, è difficile che accettino di esporre sugli scaffali la tua opera. Di certo far arrivare un libro in una libreria fisica è sempre una bella conquista, con o senza editore.

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  5. uhm già impresa ardua...sarebbe utile da parte delle case editrici, sopratutto quelle Self, offrire l'opportunità (magari con un qualche accordo con le maggiori librerie regionali) di distribuire i libri, ma non so se sia una cosa fattibile probabilmente è solo un mio vaneggio :D

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    1. Cosa intendi con case editrici self? Perché il self publishing è per definizione senza editore...

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  6. Hai ragione, ma se non sbaglio c'è qualche casa editrice (ora sinceramente non ricordo il nome) tramite la quale gli autori possono autopubblicarsi ma che offre una buona parte dei servizi di una normale casa editrice tipo impaginazione, realizzazione grafica copertina, codice ISBN, distribuzione nei bookstores online e 100% degli utili all'autore....io mi riferivo a questa tipologia di case editrici, offrissero anche una distribuzione nelle maggiori librerire regionali sarebbero quasi "perfette" :D

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    1. Ah, ho capito cosa intendi, tipo Streetlib. Però attenzione perché il 100% degli utili non te lo dà nessuno! Chiunque faccia da intermediario si prende in cambio una fetta della torta, soprattutto se ti offre dei servizi come quelli che hai citato. Per questo secondo me bisogna sempre mettere sul piatto della bilancia le cose e capire se ne vale la pena, in modo particolare se si tratta di un ibrido, cioè di una via di mezzo tra l'editore e il self puro, e quindi se come autore stai cedendo dei diritti per un tot di tempo.
      L'ideale al momento ancora non esiste, comunque fai benissimo a guardare alla distribuzione nelle librerie come un obiettivo valido. Chi te la garantisce, è comunque un passo avanti :)

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  7. P.S.: Hai una newsletter alla quale iscriversi?

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    Risposte
    1. Sì, puoi inserire il tuo indirizzo e-mail nella barra laterale dove c'è scritto "Seguimi tramite e-mai" oppure c'è il form nella pagina "Contatti". Grazie per l'interesse :)

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  8. Streetlib in realtà lascia il 60% agli autori (il resto è in parte alla libreria e in parte a loro) così avevo letto nel loro sito, non so se ora sia cambiato.
    C'è qualche nuova casa editrice che lascia il 100% dei diritti all'autore (tolto il costo di realizzazione del libro ovviamente) e offre tutti i servizi che abbiamo detto, dalla grafica ai servizi editoriali e registrazioni varie. Me ne ha parlo un mio professore universitario che ha pubblicato con loro...Se vuoi gli chiedo il nome giusto per curiosità, ora proprio mi sfugge...
    Ah... mi sono iscritto :)

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    1. Prima di tutto grazie per esserti iscritto :)
      Interessante quello che hai detto. Di questi tempi trovare qualcuno che ti offra dei servizi con un costo "limpido" e poi il 100 % dei diritti è sicuramente una buona cosa. Da quello che ho capito, quindi, tu stai cercando una soluzione di pubblicazione?

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  9. Figurati, iscrizione meritatissima :)
    Si è una delle soluzioni migliori secondo me, sicuramente eviti fregature. Il mio Prof. (Tommaso La Rocca, insegna filosofia non so se lo conosci ma nel campo è abbastanza famoso) si è trovato molto bene, credo sia già alla terza pubblicazione, gli ho mandato una mail poi appena mi risponde ti do il nome della casa editrice :D
    Si sono sicuramente interessato alla pubblicazione, non ora ma in futuro. Per curiosità mi guardo sempre intorno per vedere se c'è qualche novità o comunque per valutare le soluzioni più varie... Certo un contratto con la Marsilio o con la Mondadori non sarebbe male :D

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