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Cose che ho imparato scrivendo

La scrittura è una di quelle cose, secondo me, di cui non si può mai dire di aver finito di imparare, di avere capito tutto. Ci sono tantissimi aspetti su cui ci si può migliorare e perfezionare, e c'è sempre tanto altro da scoprire, per esperienza o conoscendo altri scrittori.
Questo probabilmente è difficile da comprendere quando ci si affaccia per la prima volta in questo mondo, soprattutto quando si è molto giovani. Personalmente devo dire di aver appreso moltissimo negli anni e ne sono contenta.
Oltre tutto la scrittura abbraccia tantissimi campi, la narrativa,  la scrittura per il web, il giornalismo, il teatro, il cinema, ecc. Ognuno di questi campi ha le sue espressioni, quindi come si fa a dire: "Ora so tutto?". E' davvero impossibile!
Qui vorrei parlarvi di alcuni aspetti di cui sono diventata più consapevole negli ultimi anni, ma di certo ce ne saranno altri se continuerò a scrivere.

Avere pazienza

Una storia richiede tempo, e non solo per scriverla in senso concreto. Nel corso degli anni e di vari tentativi ho capito che c'è bisogno di riflessione, di mettere a fuoco, di collegare gli elementi, di valutare le conseguenze di ogni evento o azione che coinvolga i protagonisti. In questo senso ho imparato a non avere fretta di arrivare alla fine.
Inoltre, per quanto mi riguarda, c'è bisogno di pazienza per attendere l'ispirazione e saperla accogliere. Non che l'ispirazione sia sempre necessaria, ma in alcuni momenti (durante la prima stesura) tutto quello che occorre è aspettare l'idea giusta.
E' possibile scrivere un romanzo in poco tempo come promettono di insegnare certi manuali? Forse, ma non fa il caso mio.

Conciliare semplicità e complessità

Posso dire con una certa sicurezza che nell'arco del tempo lo stile della mia scrittura in generale è molto cambiato, per l'influsso del lavoro, per la pratica e per molti altri motivi. Credo che questo sia naturale. Quello di cui sono più cosciente è del fatto che il modo di scrivere si è molto semplificato, è meno contorto nelle espressioni, le frasi sono meno complesse che un tempo. Credo che sia importate pensare alla scrittura come a una forma di comunicazione: a meno che non si tratta di un diario, probabilmente non stiamo scrivendo per noi stessi e dunque dobbiamo imparare a esprimerci in modo immediato e comprensibile, ma comunque significativo.

Imparare dagli altri 

Mi sono accorta che negli ultimi anni leggo e guardo la televisione con occhi diversi, con molta più attenzione ai dettagli, alla struttura delle storie, ecc. Mi capita di essere molto più critica, è vero, e questo non è sempre positivo. Ma studiare gli altri autori (e varie forme narrative) è molto fruttuoso, così come analizzare il modo di esprimersi di altri. Tutti hanno qualcosa da insegnarci.
Anche confrontarmi con altri mi è stato davvero di grande aiuto. Osservazioni, consigli, critiche: tutto serve per migliorarsi. L'unica regola che mi sono data a questo proposito è di non far leggere a nessuno qualcosa prima di averlo finito e rifinito.

Scavare più a fondo

Da molte letture che ho fatto negli ultimi anni - fatte con molta più attenzione come dicevo prima - ho imparato a concentrarmi sulle motivazioni e sulle emozioni dei personaggi molto più che in passato. Nei romanzi apprezzo sopratutto le capacità psicologiche, a prescindere dal genere narrativo e dalla trama. Spero di riuscire a farlo sempre di più anche nei miei romanzi...

Avere un progetto

Alcuni tentativi di scrittura fatti anni fa, che non ho mai più ripreso, avevano il grande difetto di non partire da un minimo di pianificazione della storia, ma solo da un'idea. Non che l'idea non sia fondamentale, però dobbiamo sapere dove stiamo andando, non si può procedere a casaccio. E' un errore che per fortuna ormai ho capito. Inoltre, ciò che si crea può essere difficilmente modificato e riscrivere un romanzo è un'operazione parecchio impegnativa.

Osare di più

A volte è necessario darsi degli obiettivi più audaci secondo me, più ambiziosi nell'ambito di ciò che si scrive. Per esempio all'inizio si è insicuri su come delineare certe scene e per paura di fallire le evitiamo, "saltiamo" a quando tutto è successo. Oppure manteniamo una scrittura sottotono, girando intorno a ciò che vorremmo dire, mantenendo fatti e personaggi circoscritti in un ambito troppo ordinario. Credo che i lettori vogliano soprattutto essere sorpresi, conoscere storie, personaggi ed eventi fuori dal comune. Essere sempre politicamente corretti? Credo che non vada bene se vogliamo portare a un livello più alto la nostra scrittura.

E voi cosa avete imparato negli anni nelle vostre esperienze di scrittura?

Anima di carta

Commenti

  1. Le tue osservazioni sono condivisibili in linea di massima. Le voci-titolo dei paragrafi riassumono bene concetti che anche io giudico importanti per imparare scrivendo.

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  2. Buongiorno, Anima di Carta!
    Per quanto mi riguarda, con il tempo ho imparato a "sottrarre" anziché ad aggiungere. Molti anni fa, quando iniziai a scrivere, la frase non mi sembrava ricca se non aggiungevo aggettivi, descrizioni, vocaboli. Ora procedo esattamente nel modo inverso: scrivo in abbondanza, e poi sottraggo.

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    1. Capisco quello che vuoi dire, in un certo senso è quello che intendo dire con "conciliare semplicità e complessità". Credo che chi scrive attraversi varie fasi in cerca del suo personale modo di esprimersi... Ciao:)

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  3. Un post molto interessante e utile e nel quale mi ritrovo in pieno. Ciao!

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  4. Io sono ancora in alto mare. Un tempo scrivevo per me un diario di bordo" che ho presto abbandonato. MI piacerebbe davvero saper scrivere bene. A parte che non è detto sia all'altezza, ma eccezion fatta per la scrittura introspettiva mi mancano idee da mettere su carta.

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  5. "Una stanza senza libri è come un corpo senza anima"?
    Cosa fare quando ci si rende conto che non si possiede più l'anima da tempo?

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    1. Cosa intendi per "non possedere più l'anima"?

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  6. Questo post me ne ricorda un altro. ;)
    Io. Io che faccio?
    Semplice: leggo, e...
    sono qui.
    Spero tu diventi fonte per me. ^_^

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