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"Il quaderno dei ricordi": faccia a faccia con la protagonista

I temi dell'AIDS, della morte, ma anche della crescita e della maturazione sono al centro del romanzo di Stella Ada Rossetti dal titolo "Il quaderno dei ricordi" (pubblicato da Aletti).
Angela è una ragazza di appena quindici anni, alle prese con qualcosa di molto più grande di lei. I suoi pensieri, il suo percorso di vita, le sue emozioni forti si riflettono in un quaderno attraverso il quale conosciamo la sua storia.
Stella Ada Rossetti mi ha parlato di questo suo personaggio, proprio attraverso gli occhi di Angela.


Angela, prima di tutto ti va di parlarci un po’ di te, dei tuoi sogni e delle tue paure?
Ciao, che dirti di me. Questo, è sempre stato uno dei miei punti deboli, descrivermi è difficile. Una cosa che hai già notato è il mio amore per la scrittura, perché essa è sempre stata sincera con me, e mai si è nascosta, o si è mostrata come non è. Per me scrivere, equivale a rappresentare nero su bianco tutto ciò che è nella realtà. Uno dei miei sogni più grandi è quello di esplorare il mondo, e ti dico che l’ho fatto, tante volte e continuerò a farlo anche adesso che Maria non c’è più.

Ho invece paura dell’oblio, della morte, della vita. Non amo perdere le persone che amo, però anche le cose che adoro.
La tua vita è stata stravolta all’improvviso quando una tua amica ti ha confidato un suo importante e drammatico segreto. Di cosa si trattava e come ti sei posta di fronte a questa confidenza?
Quando Maria, durante una delle nostre fatidiche e stupende serate mi ha confidato di aver contratto l’AIDS io non ci ho visto più. L’amore e la voglia di sorridere alla vita, in quel momento hanno ceduto il posto all’odio e all’incomprensione. Infatti, sono scappata via perché, in quel momento, avevo capito che lei non mi vedeva per niente allo stesso modo in cui io vedevo lei. Da quel momento io, pur pensandola, non sono mai più andata a trovarla. In fin dei conti ero una ragazzina, e a quell’età la vita è difficile, incomprensibile.


Ma un giorno, questa tua amica verrà a mancare... come hai affrontato questa dura realtà? E cosa è cambiato nel tuo modo di vedere la vita?
Mi sono chiusa in me stessa, e l’unico che realmente conosceva i miei pensieri era il mio fidato, e amico quaderno. In quel momento avevo anch’io smesso di vivere la mia vita, era come se in quella bara, ci fossi anch’io insieme con lei. Non saprei descrivere cosa realmente provavo in quel momento ma ogni attimo, anche quello più bello per me era brutto. Odiavo non solo quella malattia che mi aveva portato via l’amica, io odiavo anche me stessa, perché non riuscivo a provare un odio profondo nei suoi confronti. Maria per me era tutto, ed egoisticamente parlando, credevo che allo stesso modo, io lo fossi per lei.

Cosa rappresenta per te il quaderno su cui scrivi?
Quando scrivo in questo famoso quaderno io, parlo alla mia anima, lui sa tutto di me, davvero tutto.
Conosce ogni mio difetto e ogni mio piccolo o grande segreto. Questo quaderno da quando Maria non c’è più mi fa da tramite, mi permette di conoscermi meglio, diciamo che mi permette di continuare ad avere con lei un dialogo, anche dopo la morte. Mi fa sentire meglio, anche se mi ritengo pazza. La mia psicoterapeuta invece dice che io non riesco ancora a rendermi conto della realtà. Io non le credo, mentre scrivo, io realmente riesco a vederla.


I quindici anni sono un periodo difficile per tutti... ma affrontarli per te è stato certamente ancora più difficile. A parte il quaderno, cosa o chi ti ha aiutato?
Il viaggio mi ha aiutato, e il volontariato, oltre alle tantissime persone che ho incontrato. Non ho mai trovato difficoltà, infatti, io a conoscere nuova gente. Con questo, io non voglio dire che stia meglio d’allora, riesco a vedere la vita sotto un altro punto di vista ma continuo a vivere nel suo ricordo. Non riesco a lasciarla andare.

Qual è il rapporto con la tua famiglia?
I miei genitori sono due persone stupende, però, dopo la morte di Maria il mio rapporto con loro è cambiato a tal punto di acconsentirmi qualsiasi cosa, erano diventati due gracili agnellini.

Domanda riservata all’autrice del romanzo. So che hai iniziato a scrivere questa storia quando eri molto giovane... da cosa è nata la scelta del tema dell'AIDS?
Che difficile domanda, l’aids non mi ha mai toccato da vicino, e non ho mai conosciuto nessun afflitto da questo brutto male. Tutto è nato unicamente, dal frutto della mia immaginazione. Perché proprio questo male, allora ti starai domandando. Non te lo so spiegare, ho scritto questa storia in un momento difficile, evidentemente mi ha spronato il mio subconscio che voleva in qualche modo inviarmi un messaggio.
Molti mi hanno detto che questa storia potrebbe essere vera, ebbene, potrebbe ma non è così. Qualcuno leggendo potrebbe immedesimarsi in Angela, in quel caso forse, la sua anima diventerebbe pura.

Ringrazio Stella Ada per questa intervista e vi invito a visitare i link che riporto più in basso per vedere i book-trailer del romanzo e un'intervista che l'autrice ha rilasciato a una televisione.

IL QUADERNO DEI RICORDI
di Stella Ada Rossetti
Aletti Editore

Trama
Angela, una ragazza di quindici anni, si ritrova ad affrontare da sola tantissime insidie che la vita le pone davanti.
Ama scrivere e lo fa di continuo sul suo quaderno, che l’accompagna sin da piccola in ogni sua avventura.
È coraggiosa e niente riesce ad abbatterla, fino alla morte della sua migliore amica, causata da una malattia che non ha cura. Conoscerà allora ogni sfumatura dell’amore a sue spese. Durante la sua lunga e disperata ricerca di se stessa incontrerà tante buone persone che le lasceranno degli insegnamenti di vita.
Deciderà di trasferirsi a Roma, dove dopo poco scoprirà qualcosa di molto importante.

L'Autore
Stella Ada Rossetti nasce a Santa Maria Capua Vetere il 14 agosto 1990. Amante del disegno, decide di iscriversi a Grafica Pubblicitaria, dove si è diplomata nel 2010.
Appassionata della scrittura, a sedici anni comincia a scrivere un romanzo intitolato “Il quaderno dei ricordi.”

Book-trailer
http://www.youtube.com/watch?v=j0e6vXPw0as
http://www.youtube.com/watch?v=dfj4y22GB34

Intervista a Stella Ada Rossetti
http://www.youtube.com/watch?v=MkWWaOGgzUQ

Commenti

  1. fa strano leggere che queste risposte son state partorite da una quindicenne...
    lo so che in determinate situazioni si è obbligate a crescere prima, però fa veramente male sapere che così giovani si è costretti a fare i conti con qualcosa che nn si dovrebbe conoscere ancora... un dolore così lancinante che però, immancabilmente, è un maestro eccellente...

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  2. Avevo sedici anni quando ho cominciato a scrivere questo libro, e non ho mai perso realmente a causa di questo brutto male la mia migliore amica, però ho deciso ugualmente di mettermi nei panni di Angela. Adesso ho 21 anni, e non mi pento affatto di ciò che ho scritto, e magari aiuterà qualcuno a non fare lo stesso errore commesso dalla protagonista.

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    Risposte
    1. Normalmente ci si identifica molto nei propri personaggi, soprattutto quando si inizia a scrivere... Il fatto che tu abbia scelto di metterti nei panni di una persona con esperienze diverse dalle tue deve essere stata una bella sfida e sicuramente molto interessante!

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    2. Anima di carta, voglio ringraziarti per avermi ospitata nel tuo blog, interessantissimo direi. Le tue domande, inizialmente, mi hanno messa in difficoltà perché mentre scrivo io non mi metto mai al posto della protagonista, diciamo che io solitamente sono lo spettatore.
      Dopo un po' ci ho preso gusto e mi sono addirittura divertita, grazie mille, davvero.

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