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Faccia a faccia con lo scrittore Giorgio Marconi

Conoscere altri scrittori e le loro “avventure” letterarie per me è sempre interessante e piacevole (... nonostante le mie opinioni riguardo agli Scrittori ai tempi di Internet...).
Oggi, dunque, vi propongo un’intervista all’autore del romanzo "Il precario equilibrio della vita" edito da Montag, Giorgio Marconi, che mi ha raccontato le sue esperienze nel mondo dell’editoria e come scrittore.

Giorgio, com’è nata la tua passione per la scrittura?
Rispondere a questa domanda non è così semplice come potrebbe sembrare. O forse è semplicissimo. Il fatto è che penso di essere nato con questa passione.
Inoltre per un periodo non indifferente della mia vita “scrivere” è stata una necessità e non solo un piacere. Dimmi, riesci a spiegare perché ami respirare? No, non non si può dire, semplicemente abbiamo bisogno di farlo per vivere.
Ecco, questa è stata “la scrittura” per me. Un modo per evadere da una realtà faticosa e difficile. Ora la mia vita è cambiata. Sono pienamente felice e sereno. Scrivere non è più una necessità, ma l'amore per la scrittura è rimasto.
Raccontaci in breve della tua esperienza nel mondo dell’editoria…
Ci sarebbe molto da raccontare. E non penso che il mondo dell'editoria, parte
di questo mondo (non voglio generalizzare) ci farebbe una gran bella figura.
Un po' di anni fa, dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari,
avendo scritto una raccolta di racconti, come tutti gli scrittori esordienti ho iniziato a
inviare il materiale a molte case editrici.
Non avevo esperienza in questo campo e non avevo percezione di quanto l'EAP
(editoria a pagamento) fosse diffusa. Per cui inizialmente fui lusingato nel ricevere
tante proposte di pubblicazione. L'emozione positiva, però, durò ben poco, visto
che tutte le proposte prevedevano un contributo economico da parte mia sotto le forme
più disparate e fantasiose: acquisto "obbligatorio" di in certo numero di copie, contributo
alle spese di stampa/pubblicazione, tassa di lettura, contributo per i servizi editing,
contributo per registrazione SIAE e attribuzione ISBN, etc. Cifre che variavano da 700-800
euro fino anche a 3.000 - 4.000 Euro. C'era di che avvilirsi. Fortunatamente non lo feci.
A seguito del 1° posto conseguito a un concorso letterario nel 2006 vinsi la pubblicazione
gratuita di una "piccola" raccolta di 4 racconti: "D'odio, d'amore e d'altro ancora" con
la casa editrice "I Fiori di Campo". Zero distribuzione, zero promozione, però... accidenti,
avevo pubblicato il mio primo libro!
Negli anni seguenti ho continuato a partecipare a qualche concorso letterario con alterne
fortune e mi sono dedicato al primo romanzo.
Stavolta l'ho proposto solo a case editrici rigorosamente NOEAP e ho parteciato a un
paio di concorsi per romanzi, risultando finalista. Proprio a seguito di uno di questi
concorsi, la casa editrice Montag mi ha proposto un contratto "free" che ho accettato.
Purtroppo, come hanno sperimentato molti miei colleghi, tante case editrici medio piccole
non hanno distribuzione e non fanno promozione. Così ho dovuto darmi da fare in prima persona
per cercare di dare visibilità al romanzo almeno in rete. Ho contattato i responsabili di diversi
blog letterari e alcuni hanno letto e recensito il romanzo. Tutte recensioni favorevoli, bontà
loro e questo mi ha fatto un enorme piacere.
Non sono recensioni di "critici letterari", ma di persone che leggono per passione e piacere.
Per cui il fatto che siano positive, pur non essendo garanzia di "eccellenza letteraria", però credo
siano un segnale importante sul gradimento che il romanzo ha sui lettori.

Ti va di dirci di più sulla storia di questo romanzo e su com’è nata?
"Il precario equilibrio della vita" racconta la storia del pittore Giulio Matreschi.
È l’artista stesso, ormai novantottenne e ricoverato in una casa di riposo, a raccontare
la sua vita a Goffredo, impiegato delle poste che va a trovarlo per consegnargli una
lettera giunta a destinazione con un ritardo di cinquanta anni. È una lettera di Clara,
l’unica donna che il pittore abbia mai amato. Lettera che, ricevuta nel 1939, avrebbe
potuto cambiare il senso della sua vita.
Alla vicenda principale s’intreccia la “simpatia” che nasce tra Goffredo e Yvonne, la
capoinfermiera della casa di riposo. Le vicende dei tre protagonisti s’incrociano e
mutano il loro corso guidate dal fato e dall'Amore che, se vissuto sinceramente, non
è mai sprecato, ma trova il modo di esprimersi anche a distanza di decenni. Amore che
riesce finalmente ad abbracciare le loro esistenze.
In fondo la vita vita di ognuno è in equilibrio, non certo stabile, tra una scelta e
un’altra, tra un evento fortuito e uno programmato. Nel caso del romanzo, il mancato
recapito di una lettera nel 1939 ha segnato la vita Giulio, ma non solo, quell’evento
casuale continua ad avere conseguenze sulle vite dei protagonisti fino ai giorni nostri.
Aggiungerei che il romanzo non è indirizzato a un preciso target di lettori.
Diciamo che si rivolge a tutti coloro che hanno piacere di ritrovare tra le pagine di
un libro emozioni piccole e grandi, momenti di malinconia e di gioia, pianti e risate
che contrappuntano la vita di ognuno di noi.

Quale pensi sia l’aspetto più importante in un romanzo? E in particolare nel tuo?
Da lettore l'aspetto che considero più importante in un romanzo è la capacità di
coinvolgermi. Adoro sentirmi risucchiato tra le pagine e avere voglia (quasi necessità)
di continuare a leggere. Altro aspetto che trovo importante è la possibilità immedesimarmi
nei personaggi, in quello che provano, pensano, desiderano. In questo senso, basandomi sui
riscontri avuti da chi ha letto i primi 4 capitoli che possono essere scaricati gratuitamente
dal sito: http://ilprecarioequilibriodellavita.blogspot.it credo che "Il precario equilibrio della vita"
non manchi di queste caratteristiche.

Infine, cosa rappresenta per te la scrittura?
In aggiunta a quanto detto in risposta alla tua prima domanda, posso aggiungere e quello che
più mi affascina nel processo di scrittura è la sensazione di stupore che provo quando vengo
folgorato da un'idea per un racconto o un romanzo. Mi sento emozionato come un bimbo di fronte
a un regalo da scartare.
Anche quello che viene dopo è piacevole. Scartare il regalo. Estrarlo dalla busta, togliere
l’imballo e i fiocchetti, aprire la scatola… insomma rimuovere tutto ciò che è superfluo,
fino ad arrivare al "contenuto": la storia, senza nulla di più e nulla di meno.
Il segreto, secondo me, è quello di non perdere mai la spontaneità di quello stupore.

Ringrazio Giorgio per aver condiviso con noi queste sue riflessioni e vi lascio alcune info sul suo romanzo.

IL PRECARIO EQUILIBRIO DELLA VITA
di Giorgio Marconi 
Edizioni Montag 2012

Trama
Giulio Matreschi, pittore, ricoverato in una casa di riposo, racconta la sua vita a Goffredo, impiegato delle poste che va a trovarlo per consegnargli una lettera giunta a destinazione con un ritardo di cinquant'anni. È la lettera di Clara, l'unica donna che il pittore abbia mai amato e che, se ricevuta nel 1939, avrebbe potuto cambiare la sua vita. Alla vicenda si intreccia la simpatia che nasce tra Goffredo e Yvonne, infermiera della casa di riposo. Le storie dei tre protagonisti si legano nella cognizione che l'Amore non è mai sprecato, ma trova il modo di esprimersi anche a distanza di decenni. Amore che riesce finalmente ad abbracciare le loro esistenze, in bilico e sempre alla ricerca di un equilibrio pur nella consapevolezza della sua inconfutabile precarietà.

L’Autore
Giorgio Marconi è nato a Roma nel 1967. Vive e lavora a Roma. Opera nel mondo dell'informatica da 20 anni. È sposato con Alla e papà di Nicole. Ha avuto modo di viaggiare molto, non solo con la fantasia. Appassionato di letteratura classica e soprattutto contemporanea, amante di noir, gialli, thriller e racconti del mistero. Scrive, principalmente racconti, da poco più di 10 anni. Ha già ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi e iniziative letterarie. 

Sito
http://ilprecarioequilibriodellavita.blogspot.it

Anima di carta

Commenti

  1. ma dai? anch'io ho pubblicato coi fiori di campo, ormai fallita, faceva un buon lavoro.
    baci

    RispondiElimina

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