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Come formattare un romanzo

Abbiamo appena terminato di scrivere un romanzo e vogliamo presentarlo a una casa editrice? Allora, è il momento di formattare in modo appropriato il nostro testo, ovvero di dargli una forma adeguata.

Presupponendo che abbiamo già riletto il testo, controllato l’ortografia e la grammatica e suddiviso il tutto in capitoli… ecco come impostare il documento:
  • Foglio bianco in formato A4 con caratteri neri.
    Si tratta di un’impostazione di default, quindi a meno che non abbiamo fatto modifiche specifiche, non è necessario fare nulla. 
  • Impostazione delle pagine con margini di 2 cm per lato.
  • Font (carattere) ben leggibile, per esempio Times New Roman, Arial o Courier New.
    Anche se ci siamo divertiti durante la scrittura a usare uno di quei font pieni di curve e volants, ora dobbiamo pensare a chi leggerà il nostro scritto e non avrà nessuna voglia di decifrarlo come se fosse un antico papiro...
  • Dimensione del carattere: 12 punti.
    Si può anche aumentare fino ai sui 13- 14 punti, ma è meglio non esagerare!
  • Impostare il numero di pagina in fondo a destra.
  • Paragrafi con allineamento “giustificato”.
  • Numero dei capitolititoli vanno invece allineati al centro.
  • Paragrafi con rientro sulla prima riga di 0,5 punti (da fare nel menu paragrafo e non con il tab o la barra spaziatrice)
  • Titoli in grassetto e con grandezza maggiore del testo.
Prima di inviare o stampare il nostro prezioso scritto, inoltre, sarà bene:
  • Eliminare i doppi spazi nel testo.
  • Eliminare i segni di paragrafo in più. 
  • Rendere ben leggibili i dialoghi.
    Il discorso diretto (in pratica i dialoghi) deve essere collocato tra virgolette o trattini (quelli lunghi e non il segno che si usa per il "meno") e seguiti da un punto o una virgola. Se avete dubbi, controllate come sono impostati su un libro che avete a casa.
  • Controllare che la suddivisione in capitoli sia chiara e corretta. 
Tra le cose da evitare ci sono di certo le stravaganze, come il capolettera di dimensioni maggiori (stile antico manoscritto...), testo colorato, disegni e foto (a meno che il testo non lo richieda, ovviamente).

Un’altra cosa… non credo che inviare un pdf invece di un doc sia una buona idea: se avete fatto questa scelta pensando al fatto che un pdf non può essere modificato e quindi “rubato” siete in errore: i pdf si possono modificare, eccome.

Potrebbe poi rendersi necessario trasformare il nostro documento nel formato “cartelle” 30x60, così come richiedono per esempio alcuni concorsi. In questo caso dovremo attenerci a questi elementi:
  • font: Courier New
  • carattere: 13
  • margini pagina: superiore e inferiore 3 cm; destro e sinistro 2,2 cm
  • interlinea paragrafo: 1,5 righe
Naturalmente tutto ciò non ci garantirà la pubblicazione, ma sarà almeno un buon biglietto da visita, perché anche fare una buona impressione è importante. Andreste a fare un colloquio di lavoro vestiti male?
Dunque, anche “vestire” il nostro scritto ha la sua importanza.
D'altra parte, se abbiamo optato per l'autopubblicazione, in formato ebook o cartaceo, a maggior ragione sarà importante curare la forma del nostro testo, visto che non ci sarà nessuno che se ne occuperà. E noi non vogliamo che i nostri lettori pensino che siamo degli scrittori sciatti, giusto?

Anima di carta

Commenti

  1. Che il mondo editoriale, e non solo, sia fossilizzato sul formato doc non ne ho dubbi; al contrario, è discutibile che quel formato sia il modo migliore di presentare uno scritto. Poi, doc come? Docx, doc semplice, e per quale sistema operativo? Windows oppure Mac (anche se sono pubblicizzati come stessa applicazione per piattaforme diverse, in realtà non lo sono)? E per quelli che utilizzano Linux?
    Times New Roman o Arial sono tra i font più brutti che mi vengono in mente, secondi, forse, al solo Comic Sans. Per il carattere ‹macchina per scrivere›, anche qui ne esistono di migliori, soprattutto per leggibilità, del Courier New (il King, per esempio, http://goo.gl/jbLpQ).
    Utilizzare poi il formato ‹cartella›, pretendendo 60 battute per le canoniche 30 righe – così da arrivare alle 1800 battute per pagina – è con gli attuali word processor poco meno che riuscire a camminare sull'acqua. Gli argoritmi dell'editor sono incontrollabili e difficilmente i risultati saranno di buon livello.
    Secondo me, quando si deve “vestire” uno scritto, qualunque esso sia, sarebbe opportuno rivolgersi al programma principe di composizione tipografica: mi riferisco a LaTeX (http://www.guitex.org/home/), gratuito e multipiattaforma. Dopo un primo inziale smarrimento (bisogna digitare testo e comandi nello stesso file ASCII) si viene proiettati in un mondo dal quale sarà difficile, se non impossibile, tornare indietro. Il file prodotto è un pdf, leggibile su ogni piattaforma, di ineguagliata qualità tipografica (visto che anche i pdf sono facilmente modificabili, se proprio volete utilizzare l'altro sistema, salvate il vostro file in rtf che non è soggetto ai macrovirus di Word). Nella malaugurata quanto improbabile ipotesi che non si voglia proseguire su questa strada, si potrà provare a utilizzare editor semantici e multimarkdown (Scrivener, Ulysses, MMComposer, Byword, non necessariamente nell'ordine) che consentono di produrre un file singolo da esportare, secondo necessità, in molti altri formati. Magari, così facendo, si costringerà anche il mondo editoriale a evolversi.
    Buona sperimentazione e buona Pasqua a tutti!

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  2. Utile e interessante, grazie! :)

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  3. allora, utilissimo sì,
    ma io ho un problema che non riesco a superare con la formattazione. Come mai le righe sono sempre impostate magari su trenta e ogni tanto ne compare una con ventinove se non addirittura ventotto? Sono il solo ad aver avuto questo inconveniente?

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    1. Stai parlando del formato cartelle, immagino. Cmq prova a verificare nelle opzioni dei paragrafi se non c'è impostato il "mantieni insieme le righe"...

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  4. Grazie mielle per la guida; impeccabile come sempre.
    Aggiungo: per rivisitare un libro per il LATEX servono 4500 anni -_-.

    Buona giornata

    Emiliano Giuseppe

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  5. Ho trovato il tuo blog per caso: molto interessante! :) Buona Pasqua

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    1. P.s. C'è un qualcosa per te sul mio blog, passa a trovarmi! :-)
      Laura

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    2. Grazie Laura!! Sia per il tuo commento che per il premio, ne sono molto onorata :)

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  6. Mi auto-commento perché ho fatto una correzione in merito al formato cartelle, sulle misure del foglio: superiore e inferiore 3 cm; destro e sinistro 2,2 cm. Ho verificato che si può arrivare anche fino a 2 di margini laterali, se si ha bisogno di stringere il testo.
    Inoltre, affinché vengano esattamente 30 righe per foglio è indispensabile controllare la "distribuzione del testo", e togliere le spuntature a "controlla righe isolate", "mantieni insieme le righe" e "mantieni con il successivo", altrimenti le pagine non saranno mai tutte uguali.
    Come ho già detto il formato cartelle serve più che altro per i concorsi o per quelle case editrici che lo richiedono...

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  7. Avrei una domanda: ho un romanzo scritto con l'allineamento a sinistra e quando provo a giustificare, ovviamente in alcune righe compaiono fastidiosi spazi tra le parole. Come faccio a giustificare senza che succeda questo?

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    Risposte
    1. Ciao Viky, il problema è dovuto al fatto che per andare a capo non ci sono dei normali segni di paragrafo ma solo di fine paragrafo. Se visualizzi i caratteri non stampabili vedi la differenza, perché hanno simboli diversi.
      Non so perché ti sia accaduto questo inconveniente, comunque per rimediare puoi fare due cose: o mandi a capo manualmente a fine paragrafo (uno per uno) oppure effettui la sostituzione con lo strumento trova/sostituisci. In quest'ultimo caso, i caratteri da inserire per la sostituzione cambiano a seconda del programma di scrittura che usi. Se avessi bisogno di maggiori chiarimenti, fammi sapere.

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