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Faccia a faccia con... Giorgio Arcari e Michel d'Arc

L'intervista che vi propongo oggi è molto particolare, prima di tutto perché il personaggio con cui ho scambiato due chiacchiere è il protagonista di una storia inedita e ancora in evoluzione, e in secondo luogo perché... proviene dal futuro!


Il creatore di Michel D'Arc, protagonista di questo romanzo dal titolo “Quando il sole muore”, è Giorgio Arcari, scrittore di fantascienza e blogger.
Conosciamo meglio il suo personaggio…

Michel D'Arc, la prima cosa che non posso fare a meno di chiederti è... esattamente da dove e da "quando" provieni?
Quando, non lo so di preciso. Sono nato ad Atlantide, credo. I miei non so chi fossero, sono morti durante la Grande Mòria, che ha ammazzato praticamente tutti su Europa. Le carte dell'orfanotrofio
dove sono cresciuto dicono che avrò avuto più o meno cinque anni quando ci sono entrato, nel 2438.

Puoi raccontarci qualcosa della tua storia?
Dell'orfanotrofio te l'ho già detto, no? Pochi anni dopo sono scappato. Cresciuto in fretta, sotto quel cielo disgustoso di fango sciolto. Morti quasi tutti per la peste, Atlantide era in mano ai bambini. Noi bambini facevamo fatica a crepare per la malattia. Purtroppo, se vuoi la mia. Prima che mi spuntassero i peli controllavo la vendita della droga in tutto il porto. Se uno spaziale si voleva fare, doveva passare da me. Poi c'è stato il '45. Sai, no, la strage dei bimbi perduti? E' famosa. L'autorità si è voluta riprendere Atlantide. Ci ha dato la caccia per giorni, ammazzandoci per le strade. Fine della mia carriera. Sparisco. Qualche anno dopo ero sulla stazione orbitante Jupiter 1. Ripulito. Moglie. Una figlia. Morti. Tutti morti nella guerra della nuova anarchia. Non ne voglio parlare. Ora sto sulla Nostradamus. E anche di quello che faccio per questa nave è meglio che non parli.

La tua vita ha uno sfondo travagliato e oscuro, come affronti tutto ciò? E come ti ha plasmato l'ambiente in cui ti sei venuto a trovare?
Come lo affronto? Tu non ti rendi conto. Non c'è possibilità di fuga, se non hai nulla a cui tornare.  Non è rimasto nulla del passato che mi sia utile. Come vivo, mi chiedi. Vivo intervalli lunari. Assumo qualsiasi cosa, qualsiasi droga di questo universo che sia in grado di farmi fuggire per qualche istante nel gran nulla. E poi torno. Sono troppo utile al Capo, ogni volta mi costringe a tornare con il loto bianco. Sai cos'è, vero? Il flagello finale di ogni droga. Ti ripulisce e non ti lascia nulla. Nessuna dipendenza. Ma non ti toglie i ricordi. Maledetto.

Qual è il tuo più grande desiderio e la tua più grande paura?
Stai scherzando, vero? Sono in fuga da tutto. Vita, passato. Soprattutto da quello che ci sta succedendo intorno mentre perdo tempo a parlare con te. Questo mi spaventa più di tutto. Tutte queste ruote ed ingranaggi che si muovono, e io non posso far nulla per sfuggirgli. Il mio più grande desiderio è la vendetta. Anche, al momento, scoprire che hai addosso abbastanza denaro da farmi sparire per sempre. Ferma. Parlo. Faccio tanto per dire.

C'è spazio per gli affetti e l'amore nella tua complicata esistenza?
Non se ne sono mai andate. Non mi guardare così. Ho amato. Amo ancora. Finché non avrò trovato chi le ha uccise, non ci sarà altro spazio. Dicono sia stato il Capo. Io non lo so, ma se così fosse, non ci sarà pietà nemmeno per lui. Anche se è stato l'unico padre che ho avuto. Il più corrotto e spregevole. Ma sempre un padre.

Michel D'Arc e Giorgio, il tuo autore... quali sono i vostri tratti comuni e ciò che vi differenzia?
Bella domanda. Abbiamo tempo di consultarci? Tutti e due abbiamo avuto qualche graffio dalla vita. Io un po' di più. E più profondi. Ma ho anche il vantaggio di avere pace, quando la mia pagina viene chiusa. Lui no. Abbiamo più o meno la stessa età. E forse la finzione è l'unica cosa che ci differenzia veramente, questo mondo che crolla che mi ha costruito attorno. Ma nel dare vita a me,
all'orfano gli ha soffiato dentro le stesse cose che agitano lui. Il caos. E anche la determinazione ad arrivare alla fine della faccenda. Non importa quanta parte dell'universo c'è da percorrere per farlo.

Nel ringraziare Giorgio per aver partecipato al mio Faccia a faccia con…, gli faccio un grande “in bocca al lupo” per il suo scritto, sperando che possa crescere e prendere la forma di un romanzo e, naturalmente, venir pubblicato!

QUANDO IL SOLE MUORE
di Giorgio Arcari

L’Autore
Ho 31 anni e vivo alle porte di Milano. Ideatore del blog Le fantasie della nebbia, dove pubblico racconti, riflessioni ed in sostanza tutto quello che mi passa per la testa. Mi sono innamorato dello scrivere e del raccontare da bambino, davvero, dalla terza elementare. È un percorso che non ho mai abbandonato. Tra le partecipazioni più importanti quella al premio Urania per romanzi di fantascienza (finalista), al premio Navile Città di Bologna (finalista) ed al concorso 3referendum, parallelo al referendum su acqua e nucleare (finalista, sezione giovani).
Michel D'Arc è il protagonista del racconto "Quando il sole muore", che altro non è che la prefazione, il primo capitolo di una storia molto più lunga. E' un amico da molti anni. Anni di correzioni e riscritture. Un amico paziente. Ha atteso molto che fossi pronto per
completare la sua storia, ed ora finalmente sta vivendo la sua avventura.

Sito: Giorgio Arcari

Commenti

  1. Uaoo.. questo poi mi si monta la testa.. te l'avevo detto di trattarlo male!
    Felicissimi entrambi di essere ospiti di questa pagina e questa iniziativa :)
    Giorgio

    RispondiElimina
  2. Sì, stai attento che se si monta la testa poi scappa con un altro scrittore!! :))

    RispondiElimina

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